La Fiorentina cambia rotta: via Grosso, dentro Vanoli. Riparte sostanzialmente daccapo il percorso viola, quello che fino a venti giorni fa doveva essere una trionfale risalita verso le zone di classifica da Europa e che, dopo tre giornate di Serie A, vede la Fiorentina ultima in classifica con addirittura 2 punti in meno del disastroso inizio dello scorso anno con Pioli in panchina.
Altro che pazienza e attesa. A sorpresa la società gigliata ha deciso di evitare di commettere l’errore del passato inizio di stagione, quando si dette tempo a Pioli di raddrizzare una rotta che, invece, da lì a breve continuò a precipitare fino all’esonero che arrivò alla decima giornata con 4 punti in classifica. L’intervento del club nei confronti di Grosso, in questo caso, è stato di tenore opposto. Grosso non è riuscito a dare praticamente nulla alla Fiorentina. La sua mano non la si è vista né in aspetti tecnico/tattici né a livello d’identità. Si può perdere tre partite di fila? Sì. Le prime tre? Sì. Ma a preoccupare non sono stati solamente i ko, tra l’altro due su tre in casa e contro avversari modesti come Toro e Frosinone, quanto il fatto che la Fiorentina sia apparsa un’accozzaglia di giocatori messi lì, senza sapere cosa fare né contro gli avversari né con se stessi.
Grosso out e Vanoli in, dunque. Che affidare una rivoluzione totale basata su giovani e giovanissimi ad un tecnico con alle spalle una stagione e poco altro in Serie A potesse essere un rischio era una possibilità. Peccato che non sia stata messa in conto. Le scelte, d’altronde, portano con sé oneri e onori. Scegliere comporta responsabilità. Si può sbagliare, dunque? Sì. Aver scelto Grosso è stato un errore. La speranza è che l’aver richiamato Vanoli (mandato via pochi mesi fa da chi lo riteneva non all’altezza, gli stessi che oggi lo hanno ri-presentato allo spogliatoio come l’uomo su cui si è deciso di puntare per risalire) non si riveli la classica toppa peggiore del buco. Intanto…in bocca al lupo Vanoli.
Altro che pazienza e attesa. A sorpresa la società gigliata ha deciso di evitare di commettere l’errore del passato inizio di stagione, quando si dette tempo a Pioli di raddrizzare una rotta che, invece, da lì a breve continuò a precipitare fino all’esonero che arrivò alla decima giornata con 4 punti in classifica. L’intervento del club nei confronti di Grosso, in questo caso, è stato di tenore opposto. Grosso non è riuscito a dare praticamente nulla alla Fiorentina. La sua mano non la si è vista né in aspetti tecnico/tattici né a livello d’identità. Si può perdere tre partite di fila? Sì. Le prime tre? Sì. Ma a preoccupare non sono stati solamente i ko, tra l’altro due su tre in casa e contro avversari modesti come Toro e Frosinone, quanto il fatto che la Fiorentina sia apparsa un’accozzaglia di giocatori messi lì, senza sapere cosa fare né contro gli avversari né con se stessi.
Grosso out e Vanoli in, dunque. Che affidare una rivoluzione totale basata su giovani e giovanissimi ad un tecnico con alle spalle una stagione e poco altro in Serie A potesse essere un rischio era una possibilità. Peccato che non sia stata messa in conto. Le scelte, d’altronde, portano con sé oneri e onori. Scegliere comporta responsabilità. Si può sbagliare, dunque? Sì. Aver scelto Grosso è stato un errore. La speranza è che l’aver richiamato Vanoli (mandato via pochi mesi fa da chi lo riteneva non all’altezza, gli stessi che oggi lo hanno ri-presentato allo spogliatoio come l’uomo su cui si è deciso di puntare per risalire) non si riveli la classica toppa peggiore del buco. Intanto…in bocca al lupo Vanoli.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
