Venerdi, assist di Kean al debutto col Como. Sabato la clamorosa sconfitta interna della Fiorentina dopo che Pellegrino aveva segnato il vantaggio con grande fortuna, l'eurogol di Mandragora da ex, la buona prova di Fortini e l'ottima prestazione di Comuzzo. La surreale conferenza post gara di Grosso, tra sorrisi nervosi, nevrotici, quasi beffardi, quel coro del Franchi 'salta la panchina' che suonava come un presagio. Sabato alle 18, poi, il gol di Piccoli col Bologna, domenica l'esonero di Grosso, lunedi mattina il ritorno di Vanoli, lunedi sera il gol di Gudmundsson, con una Lazio capolista con 9 punti che tutti prendevamo in giro perché senza una lira mentre qui si spendeva e spandeva. Ricostruire quanto accaduto negli ultimi 4 giorni richiede un esercizio di meditazione per non mandare tutti e tutto a quel paese.
Quel progetto ambizioso di una Fiorentina internazionale, competitiva e duratura è apparso naufragare nel giro di 3 partite di campionato, con la squadra viola mestamente ultima e presa a schiaffi da Roma, Frosinone e Torino, senza idee, identità, nulla. Via Grosso, dentro Vanoli. In bocca al lupo al nuovo/vecchio tecnico viola, non confermato tre mesi fa e richiamato adesso con un 'mea culpa' di chi aveva preso quelle decisioni che suona come una beffa clamorosa e fragorosa. Sì, perchè al netto di tutto, in Paratici abbiamo tutti riposto una fiducia estrema, ma questa scelta è stata clamorosamente toppata. E non è stata una scelta da poco, perchè sbagliare l'allenatore è cosa grave, gravissima, quasi imperdonabile. Almeno ci si è accorti dell'errore in tempi brevi e si è cambiato strada. Per fortuna c'è ancora tempo per raddrizzare la rotta, per evitare che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno quando la classifica alla terza giornata era addirittura migliore, salvo poi sprofondare in una zona retrocessione da cui la Fiorentina si è riuscita a tirar fuori quando l'inverno aveva già lasciato spazio alla Primavera. Poi l'estate delle illusioni e dei sogni di gloria, sperando che col prossimo cambio di stagione meteorologico le cose si aggiustino. Intanto si ricomincia tutto daccapo. Si sono persi altri tre mesi.
Al netto di tutto ciò, resta quel senso di frustrazione per chi ha il viola nel cuore che è lì, non se ne va, non c'è modo di scacciarlo. Perchè da queste parti, non si sa bene perchè, se c'è qualcosa che può andare storto non solo lo fa, ma in uno strano scherzo del destino sembra proprio un copione scritto per generare quel senso di...di...ma vaff**. D'altronde, basta ripensare al ko col Frosinone, arrivato in quel modo lì tra pali, errori, svarioni e uno 0-3 subito dai ciociari nel giorno in cui il Franchi era strapieno e stracolmo di entusiasmo e voglia di festeggiare, con leggende della storia in tribuna e una schiera di figurine in campo che venivano ridicolizzati dai vari Raimondo, Kvernadze e compagnia ciociara. Niente, non ci siamo potuti godere neanche un cavolo di giorno di festa. Cambia la squadra, cambia il ds, cambia tutto, ma non cambia niente. Chi arriva qui diventa subito un brocco, chi va via da qui sembra subito un fenomeno. Saranno gli astri? Sarà che...qui c'è qualcosa che non va. A dire il vero più di qualcosa. Sperando, sempre, che il peggio sia alle spalle, che si possa tornare a vivere giorni di gloria, o almeno giorni tranquilli.
Quel progetto ambizioso di una Fiorentina internazionale, competitiva e duratura è apparso naufragare nel giro di 3 partite di campionato, con la squadra viola mestamente ultima e presa a schiaffi da Roma, Frosinone e Torino, senza idee, identità, nulla. Via Grosso, dentro Vanoli. In bocca al lupo al nuovo/vecchio tecnico viola, non confermato tre mesi fa e richiamato adesso con un 'mea culpa' di chi aveva preso quelle decisioni che suona come una beffa clamorosa e fragorosa. Sì, perchè al netto di tutto, in Paratici abbiamo tutti riposto una fiducia estrema, ma questa scelta è stata clamorosamente toppata. E non è stata una scelta da poco, perchè sbagliare l'allenatore è cosa grave, gravissima, quasi imperdonabile. Almeno ci si è accorti dell'errore in tempi brevi e si è cambiato strada. Per fortuna c'è ancora tempo per raddrizzare la rotta, per evitare che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno quando la classifica alla terza giornata era addirittura migliore, salvo poi sprofondare in una zona retrocessione da cui la Fiorentina si è riuscita a tirar fuori quando l'inverno aveva già lasciato spazio alla Primavera. Poi l'estate delle illusioni e dei sogni di gloria, sperando che col prossimo cambio di stagione meteorologico le cose si aggiustino. Intanto si ricomincia tutto daccapo. Si sono persi altri tre mesi.
Al netto di tutto ciò, resta quel senso di frustrazione per chi ha il viola nel cuore che è lì, non se ne va, non c'è modo di scacciarlo. Perchè da queste parti, non si sa bene perchè, se c'è qualcosa che può andare storto non solo lo fa, ma in uno strano scherzo del destino sembra proprio un copione scritto per generare quel senso di...di...ma vaff**. D'altronde, basta ripensare al ko col Frosinone, arrivato in quel modo lì tra pali, errori, svarioni e uno 0-3 subito dai ciociari nel giorno in cui il Franchi era strapieno e stracolmo di entusiasmo e voglia di festeggiare, con leggende della storia in tribuna e una schiera di figurine in campo che venivano ridicolizzati dai vari Raimondo, Kvernadze e compagnia ciociara. Niente, non ci siamo potuti godere neanche un cavolo di giorno di festa. Cambia la squadra, cambia il ds, cambia tutto, ma non cambia niente. Chi arriva qui diventa subito un brocco, chi va via da qui sembra subito un fenomeno. Saranno gli astri? Sarà che...qui c'è qualcosa che non va. A dire il vero più di qualcosa. Sperando, sempre, che il peggio sia alle spalle, che si possa tornare a vivere giorni di gloria, o almeno giorni tranquilli.
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