Quando un anno fa Paolo Vanoli accettò la chiamata della Fiorentina la situazione era disperata. Viola ultima con 4 punti in 10 partite, allo sbando tecnicamente e povera qualitativamente, lacerata all'interno umanamente e con una preparazione fisica da rifare. L'obiettivo era uno solo e chiaro: salvare la Fiorentina, con poco spazio per altre ambizioni, né tantomeno per far vedere qualcosa di bello a livello di gioco. D'altronde quella squadra aveva un ruolino di marcia che portava dritti alla B, visto che nessuno si era mai salvato in A senza aver vinto una gara alla decima giornata. Record che si sarebbe protratto fino al turno numero 16. Vanoli è riuscito in quella missione, come nessuno aveva fatto in precedenza.
Paolo Vanoli torna adesso a guidare la Fiorentina in una situazione critica, ma non disperata com'era quella. Il paziente è malato, sì, ma il capezzale non è ancora stato allestito. C'è margine per provare a non rendere l'anno che doveva essere di gloria in un altro anno di sofferenza e incubo. La rosa che ha adesso a disposizione Vanoli è stata stravolta a suon di milioni. Se dovessero essere state sbagliate tutte le operazioni in entrata, con quel ‘questa squadra è inallenabile’ che avrebbe detto Grosso a Paratici nel dialogo di domenica che ha poi portato all’esonero del tecnico, allora quello da licenziare per giusta causa sarebbe Paratici, piuttosto che l’ormai ex allenatore romano. I valori c’erano e ci sono, sulla carta. Se siano stati male assemblati lo dirà il tempo. Vanoli torna col suo canonico entusiasmo, con voglia di fare il bene della Fiorentina e di dimostrare a chi non lo aveva voluto confermare che lui meritava di continuare il suo percorso a Firenze. Ha una grande occasione il tecnico varesino, che dodici mesi fa arrivò pensando di doversi confrontare con una missione difficile, sì, ma non così tanto come poi si rivelò essere per una serie di motivazioni che, ormai, sono nei libri del passato. L'occasione è quella di mettere a tacere gli scettici, di far ricredere coloro per i quali il calcio di Vanoli non è da squadra che vuole costruire un percorso ambizioso, di essere un allenatore da lotta salvezza, da calcio distruttivo e non propositivo, da palla lunga e pedalare. La Fiorentina che ha allestito Paratici, tuttavia, sembrava poter essere sulla carta una rosa da giochisti piuttosto che da catenacciari. Vanoli, invece, è apparso essere un tecnico difensivista e all'antica. Ma, val bene ricordarlo, quella versione del Vanoli primo richiedeva quello. Quale sarà la versione del Vanoli bis è tutto da scoprire. Ha una grande occasione, dicevamo: dimostrare di essere un tecnico da squadra di medio alto livello, che sa divertire e ottenere risultati, che non sia solo quello da squadra di medio basso livello. E dunque, in bocca al lupo. Il Vanoli bis è già cominciato.
Paolo Vanoli torna adesso a guidare la Fiorentina in una situazione critica, ma non disperata com'era quella. Il paziente è malato, sì, ma il capezzale non è ancora stato allestito. C'è margine per provare a non rendere l'anno che doveva essere di gloria in un altro anno di sofferenza e incubo. La rosa che ha adesso a disposizione Vanoli è stata stravolta a suon di milioni. Se dovessero essere state sbagliate tutte le operazioni in entrata, con quel ‘questa squadra è inallenabile’ che avrebbe detto Grosso a Paratici nel dialogo di domenica che ha poi portato all’esonero del tecnico, allora quello da licenziare per giusta causa sarebbe Paratici, piuttosto che l’ormai ex allenatore romano. I valori c’erano e ci sono, sulla carta. Se siano stati male assemblati lo dirà il tempo. Vanoli torna col suo canonico entusiasmo, con voglia di fare il bene della Fiorentina e di dimostrare a chi non lo aveva voluto confermare che lui meritava di continuare il suo percorso a Firenze. Ha una grande occasione il tecnico varesino, che dodici mesi fa arrivò pensando di doversi confrontare con una missione difficile, sì, ma non così tanto come poi si rivelò essere per una serie di motivazioni che, ormai, sono nei libri del passato. L'occasione è quella di mettere a tacere gli scettici, di far ricredere coloro per i quali il calcio di Vanoli non è da squadra che vuole costruire un percorso ambizioso, di essere un allenatore da lotta salvezza, da calcio distruttivo e non propositivo, da palla lunga e pedalare. La Fiorentina che ha allestito Paratici, tuttavia, sembrava poter essere sulla carta una rosa da giochisti piuttosto che da catenacciari. Vanoli, invece, è apparso essere un tecnico difensivista e all'antica. Ma, val bene ricordarlo, quella versione del Vanoli primo richiedeva quello. Quale sarà la versione del Vanoli bis è tutto da scoprire. Ha una grande occasione, dicevamo: dimostrare di essere un tecnico da squadra di medio alto livello, che sa divertire e ottenere risultati, che non sia solo quello da squadra di medio basso livello. E dunque, in bocca al lupo. Il Vanoli bis è già cominciato.
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