Come Julinho nel 1955/56 e Luciano Chiarugi nel 1968/69 anche Francesco Graziani, per tutti semplicemente Ciccio, nel 1981/82 aveva segnato il gol che assegnava matematicamente lo scudetto alla Fiorentina. Purtroppo, però, la sua rete a Cagliari il 16 maggio 1982 (al 14' della ripresa) all'ultima giornata di campionato viene ingiustamente annullata per un inesistente fallo di Bertoni sul portiere rossoblu Corti. Intanto alla Juve (a pari punti con i viola prima degli ultimi novanta minuti di gioco) a Catanzaro nel primo tempo non viene fischiato contro un rigore netto per un fallo di Brio su Borghi. Così mentre la Fiorentina pareggia 0-0 a Cagliari i bianconeri alla fine vincono 1-0 in Calabria con un rigore (che c'è) di Brady a un quarto d'ora e si prendono lo scudetto. La squadra viola ritorna mestamente a Firenze intorno a mezzanotte. Io sono davanti allo stadio insieme a migliaia di tifosi gigliati. Quando arriva il pullman e le porte si aprono mi ritrovo davanti Ciccio che peraltro non conosco personalmente. Gli do' come altri una pacca sulla spalla per provare a consolarlo. Partono i cori per lui come quando gioca e segna. Ciccio sembra, però, non accorgersi di quel che accade intorno. Sta male. È distrutto, arrabbiato. Entra con i suoi compagni all'interno del Comunale (dove sono parcheggiate le auto) a testa bassa e con gli occhi lucidi come tutti noi per la tristezza e per la rabbia.
Graziani poi, se il gol fosse stato convalidato, avrebbe stabilito un record. Sarebbe stato l'unico giocatore a laurearsi campione d'Italia con il Torino (nel 1975/76) e con la Fiorentina. E per di più nello stesso giorno: il 16 maggio. Quella è una data, a parte l'anno con il Toro, che per Ciccio e per i tifosi viola è una sorta di maledizione. Nel 1990 proprio il 16 maggio sul campo neutro di Avellino la squadra gigliata con Graziani in panchina perde di fatto la Coppa Uefa. Pareggia 0-0 con la Juve la finale di ritorno dopo la sconfitta per 3-1 all'andata a Torino. È un'altra beffa.
Ma in quel torneo 1981/82 Ciccio e la Fiorentina recriminano non solo per il gol annullato a Cagliari. Recriminano anche per quello segnato sempre da Graziani all'Ascoli al Comunale il 28 ottobre 1981 ma non visto. Il suo colpo di testa al 27' della ripresa batte sotto la traversa ed entra in porta ma l'arbitro Benedetti e il guardalinee credono che il pallone non abbia oltrepassato la linea. Un altro errore, oltre a quello di Cagliari (ma ce ne sono anche altri), che impedisce alla Fiorentina di vincere lo scudetto. La partita con l'Ascoli (recupero di quella sospesa il 27 settembre per impraticabilta' del campo in seguito a un violento temporale) finisce, infatti, 0-0 anche perché Antognoni a tre minuti dalla fine sbaglia un calcio di rigore.
Ciccio arriva a Firenze quando ha ventotto anni (è nato a Subiaco in provincia di Roma il 16 dicembre 1952) nell'estate del 1981 dal Torino insieme a Pecci. Gioca per due stagioni con la maglia viola (1981/82 e 1982/83), ma nella seconda per un infortunio salta diverse partite, segnando in serie A solo 5 reti. Così nell'estate del 1983 viene ceduto alla Roma. Graziani con la Fiorentina disputa complessivamente 64 incontri segnando 18 reti. La prima delle due stagioni è la migliore ed è quella tra l'altro in cui si laurea campione del mondo con la Nazionale in Spagna. Dopo aver realizzato due gol nel girone eliminatorio di Coppa Italia, Ciccio segna il primo gol in campionato al Comunale l'11 ottobre 1981 nel match con l'Avellino vinto dalla Fiorentina 1-0. E poi realizza il 22 novembre a Firenze la rete del momentaneo 3-1 nel match con il Genoa (l'incontro finisce con il successo della squadra di De Sisti per 3-2) pochi minuti dopo il grave infortunio alla testa di Antognoni. Segna poi il 20 dicembre ancora al Comunale con il Napoli la rete del primo vantaggio viola nella sfida vinta 2-1. È il giorno in cui la Fiorentina va per la prima volta da sola in testa alla classifica. E Ciccio segna anche all'Inter sempre a Firenze il 3 gennaio 1982, alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, nel match in cui i viola si impongono per 4-2. Va in gol per la terza partita consecutiva il 10 gennaio a Udine alla penultima giornata del girone d'andata. Segna la rete del definitivo 2-1 che regala alla Fiorentina il titolo di campione d'inverno con un turno d'anticipo. Sembra l'inizio di un sogno. Ciccio in quel campionato realizza ufficialmente 9 reti che in realtà sono 11. Le 2 che mancano ingiustamente all'appello sono quelle che avrebbero regalato alla Fiorentina il terzo scudetto.
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