L'omaggio all'esponente di un'illustre dinastia della cinematografia nazionale

 La Fondazione Franco Zeffirelli esprime il proprio cordoglio per la morte della produttrice cinematografica Silvia d'Amico, figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi d'Amico e del musicologo Fedele d'Amico e si stringe con affetto alla direttrice del Museo Franco Zeffirelli, Caterina d'Amico, sorella di Silvia, e a tutta la famiglia "in questo momento di dolore".
    La storia professionale di Silvia D'Amico, ricorda la Fondazione, si intreccia "con quella di una delle più importanti famiglie del cinema italiano del Novecento e con un ambiente culturale al quale fu profondamente legato anche Franco Zeffirelli". Il regista fiorentino aveva conosciuto Suso Cecchi d'Amico, ancora giovanissimo, agli inizi della propria carriera nel cinema e nel teatro, quando lavorava accanto a Luchino Visconti, grande amico e collaboratore della sceneggiatrice. Fu proprio Suso Cecchi d'Amico a collaborare alla prima importante esperienza cinematografica di Zeffirelli, firmando con altri autori la sceneggiatura de La bisbetica domata (1967). Il rapporto professionale sarebbe proseguito con Fratello Sole, Sorella Luna (1972) e con Gesù di Nazareth (1977). Ma il legame tra Zeffirelli e la famiglia d'Amico "non fu soltanto professionale. Franco Zeffirelli frequentava la casa dei d'Amico, in un rapporto di vicinanza che nel tempo unì le due famiglie anche sul piano personale e affettivo, oltre che attraverso la comune esperienza nel mondo del cinema e della cultura. È anche nel segno di questa lunga storia di amicizia e collaborazione che la Fondazione Franco Zeffirelli ricorda oggi Silvia d'Amico, una professionista che ha attraversato decenni della cultura cinematografica italiana e che apparteneva a una famiglia profondamente legata alla storia artistica e umana di Franco Zeffirelli".
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