Dai risultati con le graduatorie dei bandi Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale) "mi sembra che veramente siamo stati molto penalizzati, perché "mi pare che ben poche ricerche di linguistica italiana siano state finanziate. Naturalmente non mi permetto di dare giudizi, però lo ritengo in generale un po' grave perché la linguistica italiana è da tempo che è trainante", "con un rinnovamento di metodi, con un ampliamento di campi di interesse". Lo ha detto il presidente dell'Accademia della Crusca, Paolo D'Achille, intervenendo questo pomeriggio alla presentazione del progetto 'Thesaurus Primo Levi' dedicato alla lingua dello scrittore e risultato, appunto, di un Prin.
"Quindi, che ci siano stati così pochi progetti da finanziare lascio un po' l'amaro in bocca, almeno per chi come noi alla Crusca, è molto sensibile alla lingua italiana che si difende anche attraverso attraverso la ricerca", ha detto D'Achille, che in chiusura dell'incontro è tornato sul nodo delle risorse, ricordando il progetto del Vocabolario dinamico dell'italiano contemporaneo dell'Accademia.
"Abbiamo fatto la richiesta al ministero da cui dipendiamo, quello dei Beni culturali in tempi abbastanza rapidi e siamo ancora in attesa di una risposta - ha sottolineato il presidente della Crusca - E se non arriva nulla, anche qua la Crusca non ha le forze per ripartire. Se invece questo nostro finanziamento arriverà, allora certamente dovremmo darci da fare un po' tutti perché il lavoro sarà tanto ed effettivamente molto oneroso".
Ma "credo che un nuovo vocabolario con criteri del tutto rinnovati", "con tutto il grande lavoro lessicografico che la Crusca ha fatto nel corso di tanti anni", "debba effettivamente trovare uno sviluppo, in modo che l'intera comunità italiana ne possa ne possa beneficiare".
"Quindi, che ci siano stati così pochi progetti da finanziare lascio un po' l'amaro in bocca, almeno per chi come noi alla Crusca, è molto sensibile alla lingua italiana che si difende anche attraverso attraverso la ricerca", ha detto D'Achille, che in chiusura dell'incontro è tornato sul nodo delle risorse, ricordando il progetto del Vocabolario dinamico dell'italiano contemporaneo dell'Accademia.
"Abbiamo fatto la richiesta al ministero da cui dipendiamo, quello dei Beni culturali in tempi abbastanza rapidi e siamo ancora in attesa di una risposta - ha sottolineato il presidente della Crusca - E se non arriva nulla, anche qua la Crusca non ha le forze per ripartire. Se invece questo nostro finanziamento arriverà, allora certamente dovremmo darci da fare un po' tutti perché il lavoro sarà tanto ed effettivamente molto oneroso".
Ma "credo che un nuovo vocabolario con criteri del tutto rinnovati", "con tutto il grande lavoro lessicografico che la Crusca ha fatto nel corso di tanti anni", "debba effettivamente trovare uno sviluppo, in modo che l'intera comunità italiana ne possa ne possa beneficiare".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














