Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Perché la Fiorentina diventò viola? È spuntata una nuova ipotesi grazie a Filippo Luti, che in passato ha già esplorato il mondo della Fiorentina d’anteguerra attraverso altre pubblicazioni.

Il suo nuovo apporto originale, risultato di una ricerca storica, è “Il colore viola. Ipotesi e suggestioni intorno alla maglia della Fiorentina” (Geo Edizioni), presentato presso la sede dell’Associazione Centro Coordinamento Viola Club con l’introduzione di Fabio Fallai e la disamina finale di Gianni Bonini.

Su come si arrivò nel 1929 alla scelta di questo colore si sono avute varie ipotesi, di cui la più accreditata per vari anni è stata quella secondo la quale la tinta viola sarebbe nata da un lavaggio sbagliato delle maglie biancorosse. Altra possibilità è che il marchese Ridolfi sia stato influenzato dalla maglia viola della squadra ungherese dell’Ujpest, affrontata dalla Fiorentina in un’amichevole nel dicembre del 1928, oppure dalla passione botanica del bisnonno, che aveva tra i suoi fiori più cari una camelia viola.

Da parte sua, Luti ha lanciato una nuova teoria piuttosto suggestiva e di matrice politica, secondo cui la dirigenza della Fiorentina si possa essere ispirata a un vessillo fascista.

Come nasce questa ipotesi?

“Tengo a precisare che questa è una tra le varie ipotesi per il colore viola. Aggiungo appunto quella del vessillo fascista, diversa dalle altre perché di ispirazione politica nel contesto di allora. La ritengo plausibile, ma come le altre. La fonte principale su cui fa perno è avere trovato il regolamento del 1922 delle squadre del fascio fiorentino di combattimento in cui si dice che il labaro del comando delle squadre d’azione, quindi il vessillo ufficiale della federazione provinciale fascista fiorentina, è un labaro viola a tre punte.

Il marchese Luigi Ridolfi era il segretario federale oltre che presidente della Fiorentina e la sede della federazione era ubicata presso la Casa del Fascio in via de Servi 17, proprio dove aveva sede anche l’Associazione Fiorentina del calcio. Dalla stessa scrivania, dunque, Ridolfi amministrava il fascio fiorentino e la Fiorentina e quel vessillo potrebbe averlo indotto a scegliere il colore viola. Inoltre i fascisti fiorentini erano probabilmente gli unici ad avere un vessillo del comando di quel colore. E la Fiorentina nacque anche grazie al sostegno del sindaco fascista Antonio Garbasso”.

Ci sono tanti aspetti ancora da scoprire e ricercare sulla storia della Fiorentina?

“Da dieci anni sto facendo delle ricerche. Mi sono concentrato in particolare sull’anteguerra, il colore viola, la genesi della Fiorentina e il primo campionato, i primi tifosi, il primo trofeo, oltre al volume su Antognoni prima del suo arrivo a Firenze. Che cosa si può cercare ancora? Si possono studiare meglio alcuni singoli giocatori. Di Petrone, per esempio, non sappiamo neppure la data di nascita”.

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