L'assessore al welfare Nicola Paulesu richiama i valori della solidarietà evidenziando la necessità di garantire l'accesso al lavoro ed alla casa

Il Comune di Firenze aderisce alla Carta per l'integrazione delle persone rifugiate, il documento programmatico promosso dall'Unhcr, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, che mira a potenziare la collaborazione tra le città sull'integrazione delle persone rifugiate e richiedenti asilo, promuovendo percorsi di inclusione attraverso lo sviluppo dei servizi disponibili sul territorio, e favorendo lo scambio di esperienze, pratiche e strumenti con le altre città italiane aderenti, anche mediante il coinvolgimento delle associazioni della società civile. Come si legge in una nota l'atto di adesione, deliberato dalla giunta comunale, sancisce l'ingresso del capoluogo toscano in un percorso avviato nel 2022 insieme all'Unhcr da sei grandi città capofila - Bari, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino - e cresciuto nel tempo con l'ingresso di altre città come Genova, Perugia, Verona.
    "L'adesione alla carta dell'Unhcr rappresenta un passo naturale per una città come Firenze, che ha sempre messo al centro i valori dell'accoglienza, dei diritti umani e della solidarietà - spiega l'assessore al welfare Nicola Paulesu -. È nei Comuni che l'integrazione diventa realtà ed è qui che si costruisce la coesione sociale delle comunità. Facilitare l'accesso alla casa, al lavoro e alla vita cittadina significa dare prospettive a chi scappa da guerre e persecuzioni, ma anche arricchire la nostra comunità. Fare rete con l'Unhcr e con le altre grandi città italiane ci dà la forza di attuare politiche d'inclusione ancora più efficaci e coerenti con le esigenze delle persone".
    "Diamo con grande soddisfazione il benvenuto a Firenze nella rete dei Comuni firmatari della Carta per l'Integrazione - dichiara Francesca Bonelli, rappresentante Unhcr per l'Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino -. I Comuni sono attori imprescindibili e veri incubatori di innovazione sociale: garantire l'accesso ai servizi, alla formazione, alla casa e al lavoro significa gettare basi solide per il futuro dei rifugiati e arricchire il tessuto economico, culturale e umano delle città ospitanti". 
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