Il Comune di Firenze pone 20 condizioni per la concessione del nuovo Franchi, emerse dal verbale della conferenza dei servizi. La durata dovrà essere limitata a 60 anni, senza proroghe automatiche, mentre il canone fisso potrà restare azzerato soltanto garantendo la copertura degli obblighi economici e manutentivi. Il rischio di costruzione della seconda fase resterà a carico del concessionario, senza aumenti del contributo pubblico salvo i casi previsti dalla legge.
Palazzo Vecchio chiede inoltre due quote autonome e cumulative sugli eventuali extra-profitti: una legata al miglioramento del margine operativo della società di gestione commerciale StadCo, l’altra ai risultati delle attività riconducibili a TeamCo o ad altri soggetti che beneficiano dello stadio. Soglie e aliquote dovranno essere proposte dal club, con regole contabili e garanzie contro lo spostamento dei ricavi tra società. Il naming commerciale richiederà il consenso preventivo del Comune.
Le prescrizioni riguardano anche controlli, finanziamento dei lavori in proporzione agli impegni, necessità del diritto di superficie e disciplina degli usi pubblici dello stadio. Il rimborso al promotore non aggiudicatario sarà limitato alle spese documentate e congrue, entro lo 0,5% dell’investimento. Tutte le condizioni dovranno entrare nella proposta riformulata e nei contratti: modifiche sostanziali o accettazioni parziali richiederanno una nuova valutazione dell’interesse pubblico. Lo scrive la Nazione.
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