"Ci sono donne e uomini che indossano un'uniforme. Ma prima ancora di essere poliziotti, sono persone" che, "esattamente come milioni di altri cittadini di questo Paese, affrontano ogni giorno le difficoltà della quotidianità, cercano di far quadrare i conti, coltivano speranze e, talvolta, come tutti, devono fare i conti con le proprie fragilità". "Con una differenza, però: il loro lavoro, spesso svolto in un silenzio assordante, è straordinariamente complesso e assolutamente imprescindibile per la sicurezza, la libertà e la vita democratica del nostro Paese. La settimana appena trascorsa ne è stata una dimostrazione emblematica". E' quanto evidenzia in una lettera aperta la segreteria provinciale del sindacato di polizia Siulp di Firenze.
"Giorni di tensione, di preoccupazione e di lavoro incessante, in vista di appuntamenti che, per le loro caratteristiche e per il clima che li accompagnava, si preannunciavano ad altissimo rischio. Giorni durante i quali è stato necessario mettere in campo un'attività organizzativa, investigativa e operativa capillare, meticolosa, certosina. Un lavoro spesso invisibile, fatto di riunioni, valutazioni, verifiche, pianificazione e decisioni delicate, tutte finalizzate a garantire che quegli eventi potessero svolgersi nelle migliori condizioni di sicurezza possibili. Un lavoro portato avanti da donne e uomini che, giova ricordarlo, non sono macchine, non sono numeri, non sono semplicemente uniformi da impiegare in un servizio. Sono esseri umani". Oggi, conclude il Siulp, "a distanza di qualche giorno, possiamo tirare le somme di quell'impegno. E credo sia doveroso farlo con obiettività, senza retorica, ma soprattutto senza dimenticare nulla e nessuno".
"Giorni di tensione, di preoccupazione e di lavoro incessante, in vista di appuntamenti che, per le loro caratteristiche e per il clima che li accompagnava, si preannunciavano ad altissimo rischio. Giorni durante i quali è stato necessario mettere in campo un'attività organizzativa, investigativa e operativa capillare, meticolosa, certosina. Un lavoro spesso invisibile, fatto di riunioni, valutazioni, verifiche, pianificazione e decisioni delicate, tutte finalizzate a garantire che quegli eventi potessero svolgersi nelle migliori condizioni di sicurezza possibili. Un lavoro portato avanti da donne e uomini che, giova ricordarlo, non sono macchine, non sono numeri, non sono semplicemente uniformi da impiegare in un servizio. Sono esseri umani". Oggi, conclude il Siulp, "a distanza di qualche giorno, possiamo tirare le somme di quell'impegno. E credo sia doveroso farlo con obiettività, senza retorica, ma soprattutto senza dimenticare nulla e nessuno".
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