Tu chiamale, se vuoi, impressioni. E certo non può essere una sola vittoria (peraltro quasi due mesi dopo l'ultima) a far gridare alla svolta ma se non altro, il 4-2 di ieri sul Sassuolo, può e probabilmente deve servire a Vanoli per portarsi dietro qualche lezione. La prima, anche se al mister da fastidio che si continui a pronunciare quel nome, è che Oulai deve giocare. Con o senza Fagioli. Quello sta ovviamente all'allenatore deciderlo ma se due indizi (il secondo tempo con l'Atalanta, lo spezzone di ieri) non sono sufficienti per fare una prova è innegabile che le risposte date dal giovane ivoriano son di quelle che lasciano poco spazio all'interpretazione. Personalità, impatto fisico, aggressività, pulizia di gioco. Il talento messosi in mostra al mondiale e pagato circa 30 milioni è un mediano potenzialmente di livello top e pazienza se, per il momento, metterlo in campo significa perdere qualche equilibrio. Anche perché, ed è questo il vero aspetto sul quale dovremmo riflettere, non è che senza di lui la Fiorentina abbia dimostrato maturità e solidità. Anzi. Insomma, squilibrati per squilibrati tanto vale affidarsi al talento. In fondo il calcio, soprattutto il calcio di oggi, si basa su alcuni principi fondamentali. Uno sopra gli altri: i più bravi devono giocare. E così veniamo all'altra grande lezione arrivata dal Mapei: questa squadra non può speculare. E' stata costruita per giocare, magari anche per esporsi a qualche imbarcata, ma costringerla sulla difensiva o imprigionarla in mille paranoie sugli equilibri da rispettare significa mortificarla. Per questo, la prospettiva, non può che esser quella che vede la qualità, e la fantasia, al potere. E allora vale la pena soffermarsi un attimo su Pedro. Possibile che stia fuori un giocatore del genere? Possibile che contro Inter e Atalanta abbia giocato solo il recupero della gara contro la banda di Sarri? Vero, contro il Como (dopo aver disegnato calcio per una mezzora) si erano viste tutte le sue difficoltà di tenuta ma se l'obiettivo è portarlo al top, e quindi di metterlo nelle condizioni di giocare 90', la soluzione non può che esser quella di dargli sempre più spazio. Anche perché, diciamocelo molto chiaramente, anche a Reggio Emilia Goncalves ha fatto vedere cose che noi umani (e pure parecchi dei suoi compagni) possono solo immaginare. Un assist per Mastantuono, il via all'azione che ha portato al gol di Valdepenas. Giocate che arrivano dopo gli squarci di luce fatti vedere col Como e dopo il gol (bellissimo) al Pisa, in Coppa Italia. In due o tre manciate di partita insomma, Pedro ha fatto abbastanza per meritarsi l'amore (già evidente facendosi un giro sui social) dei tifosi viola.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
