La Fiorentina cerca risposte dai suoi centravanti. In vista della partita di domani contro il Sassuolo, Paolo Vanoli lavora al Viola Park per rendere la squadra più concreta: l’obiettivo è trasformare la manovra in occasioni da gol e sfruttare meglio le opportunità costruite.
Al centro dell’attenzione ci sono Pellegrino e Beto, i due attaccanti scelti in estate da Fabio Paratici per assicurare un contributo importante in termini realizzativi. Entrambi considerati potenzialmente capaci di raggiungere la doppia cifra, finora hanno però trovato difficoltà a incidere con continuità.
L’argentino ha segnato due reti in Serie A, ma l’ultima risale all’11 settembre, nella vittoriosa trasferta di Venezia. Un digiuno che Vanoli spera possa interrompersi già a Reggio Emilia. Pellegrino resta comunque avanti nelle gerarchie: è partito dall’inizio nelle ultime tre partite, mentre nello stesso periodo Beto ha raccolto appena 19 minuti.
Per l’attaccante arrivato dall’Everton il bilancio in campionato è ancora fermo a zero gol. Le sue caratteristiche sembrerebbero adatte al calcio del tecnico viola, ma finora il rendimento non gli ha permesso di conquistare un ruolo stabile nell’undici titolare.
Oltre agli aspetti tecnici, per Beto c’è da ritrovare fiducia. Dopo la sconfitta contro l’Inter, Vanoli aveva rivolto un richiamo esplicito al suo attaccante: «Mi dispiace dover fare lo psicologo su un giocatore importante come Beto, ma deve diventare più forte mentalmente, deve essere bravo a mettersi testa bassa e pedalare».
Parole che indicano la reazione richiesta: determinazione, lavoro e maggiore forza mentale per tornare a essere una risorsa. La Fiorentina ha bisogno dei gol delle sue punte e la sfida con il Sassuolo rappresenta una nuova occasione per dare un segnale.
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