La Giunta toscana si attivi presso la Conferenza delle Regioni affinché "in tale sede si possa approfondire" l'istituzione della figura dell'assistente all'emotività, all'affettività, alla corporeità e alla sessualità per persone con disabilità "e avviare un'azione interlocutoria con il governo oltreché di stimolo nei confronti del Parlamento, finalizzata all'approvazione nella presente legislatura di una proposta di legge in merito".
Lo chiede una risoluzione approvata a maggioranza in commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Enrico Sostegni (Pd). L'atto è stato approvato con il voto favorevole di tutti i commissari e l'astensione di Giovanni Galli (Lega) e Andrea Ulmi (Gruppo misto-Merito e lealtà).
La risoluzione, spiega una nota, di iniziativa della stessa commissione, ha origine da un precedente atto a firma del consigliere Pd Iacopo Melio (Pd), attivista dei diritti dei disabili, discusso in aula.
Come ha sottolineato Melio, "la richiesta parte dalle stesse famiglie dei disabili, oltre che dai disabili. È una questione culturale dobbiamo superare la mancanza di strumenti per gestire la questione dell'affettività e della sessualità delle persone disabili. Non è una questione partitica ma riguarda tutta la società civile, per questo auspico una posizione unanime e senza colori politici".
La risoluzione inoltre impegna la Giunta regionale, nelle more dell'approvazione di una disciplina nazionale, "a valutare ogni possibilità di intervento della Regione sulla materia".
L'atto precisa che "la figura professionale che dovrebbe occuparsi di emotività, affettività, corporeità e sessualità non ha il ruolo di 'sex worker' e non dovrà occuparsi direttamente della soddisfazione dei bisogni sessuo-affettivi delle persone con disabilità, ma in quanto terapeuta dovrà avere una preparazione adeguata e qualificata, concentrando esclusivamente l'attenzione sull'aspetto educativo, fondamentale anche per i familiari e i caregiver affinché si creino contesti idonei per affrontare nel migliore dei modi la tematica in questione, in un'ottica di indipendenza e autodeterminazione".
Per Sostegni "il nostro obiettivo è che ci si inizi a interrogare sulle iniziative da prendere su un tema così delicato e complesso, facendo passi concreti. La politica non può voltarsi da un'altra parte evitando di affrontare i bisogni dei cittadini".
Lo chiede una risoluzione approvata a maggioranza in commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Enrico Sostegni (Pd). L'atto è stato approvato con il voto favorevole di tutti i commissari e l'astensione di Giovanni Galli (Lega) e Andrea Ulmi (Gruppo misto-Merito e lealtà).
La risoluzione, spiega una nota, di iniziativa della stessa commissione, ha origine da un precedente atto a firma del consigliere Pd Iacopo Melio (Pd), attivista dei diritti dei disabili, discusso in aula.
Come ha sottolineato Melio, "la richiesta parte dalle stesse famiglie dei disabili, oltre che dai disabili. È una questione culturale dobbiamo superare la mancanza di strumenti per gestire la questione dell'affettività e della sessualità delle persone disabili. Non è una questione partitica ma riguarda tutta la società civile, per questo auspico una posizione unanime e senza colori politici".
La risoluzione inoltre impegna la Giunta regionale, nelle more dell'approvazione di una disciplina nazionale, "a valutare ogni possibilità di intervento della Regione sulla materia".
L'atto precisa che "la figura professionale che dovrebbe occuparsi di emotività, affettività, corporeità e sessualità non ha il ruolo di 'sex worker' e non dovrà occuparsi direttamente della soddisfazione dei bisogni sessuo-affettivi delle persone con disabilità, ma in quanto terapeuta dovrà avere una preparazione adeguata e qualificata, concentrando esclusivamente l'attenzione sull'aspetto educativo, fondamentale anche per i familiari e i caregiver affinché si creino contesti idonei per affrontare nel migliore dei modi la tematica in questione, in un'ottica di indipendenza e autodeterminazione".
Per Sostegni "il nostro obiettivo è che ci si inizi a interrogare sulle iniziative da prendere su un tema così delicato e complesso, facendo passi concreti. La politica non può voltarsi da un'altra parte evitando di affrontare i bisogni dei cittadini".
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