Giovedì 20 novembre, il Viola Park “Rocco B. Commisso” si è trasformato nel punto d’incontro dove memoria, ricerca e solidarietà si intrecciano. Una serata simbolica, pensata dall’Associazione Astori insieme alla Fondazione Cure2Children, per sostenere da un lato i programmi di ricerca cardiologica, dall’altro il progetto per la realizzazione di un ospedale oncologico in Camerun.
Prima della cena, all’interno dell’Estra Pad, i media hanno incontrato i rappresentanti dell’Associazione. Un momento sobrio ma carico di significato, in cui la famiglia Astori ha voluto raccontare il nuovo corso intrapreso, entrando ancora più direttamente nelle attività e nelle scelte strategiche dell’organizzazione.
Bruno Astori, vicepresidente e fratello di Davide, ha ribadito come l’obiettivo sia quello di consolidare il lavoro degli ultimi anni, puntando in modo particolare sulla cardiologia:
una partnership rafforzata con il Centro Cardiologico Monzino — “un’eccellenza che abbiamo scoperto essere a due passi da casa nostra”, come ha detto con un sorriso — e un trial clinico già finanziato su una specifica malattia aritmogena legata anche alla storia di Davide.
Accanto a questo, la progettazione di un portale dedicato alla cultura della prevenzione e al dialogo su eventuali miglioramenti normativi. Un lavoro che mira a diventare voce, strumento e, perché no, un po’ megafono.
Marco Astori, presidente dalla scorsa estate e anche lui fratello di Davide, ha parlato dell’emozione della “prima uscita ufficiale” dopo il passaggio di consegne interno alla famiglia, senza dimenticare di ringraziare chi ha guidato l’associazione fino a giugno.
Ambiziosi ma consapevoli, i nuovi obiettivi spaziano dalle collaborazioni con il Monzino ad altre realtà che verranno rivelate più avanti. “Vedremo se riusciremo a farle — ha detto — ma ce la metteremo tutta”.
Impossibile, poi, non toccare il tema del legame con Firenze. Un rapporto che, anche a distanza di anni, non ha mai perso intensità. “Ogni volta che scendiamo qui, si respira il bene che ci volete”, ha raccontato Marco, quasi sorpreso dal fatto che, nonostante il tempo, l’affetto non solo non diminuisca, ma si rinnovi.
Tanti gli ex giocatori presenti: amici di Davide e della famiglia, volti che non mancano mai quando arriva una chiamata dell’associazione. Una presenza che dice più delle parole.
Durante la serata, tra aperitivo, cena e momenti legati allo sport, spazio anche all’intervento di Leonardo Pieraccioni, mattatore dell’asta benefica con maglie autografate della Serie A.
Il cuore dell’evento, però, resta lo stesso di sempre: ricordare Davide attraverso qualcosa che vada oltre il ricordo. Trasformarlo in prevenzione, in ricerca, in salute. In opportunità per chi, senza queste iniziative, non ne avrebbe.
E alla fine, usciti dal Viola Park, rimane quella sensazione di vicinanza che Firenze non ha mai smesso di regalare alla famiglia Astori. Una vicinanza che, a giudicare dall’impegno di Marco e Bruno, continuerà a tradursi in progetti concreti e in un’eredità che non smette di crescere.
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