Una sentenza già scritta

I giusti diritti della difesa dopo quanto successo al Tribunale di Firenze

Si sente parlare sempre più spesso di processi mediatici, di processi soprattutto per un particolare tipo di reato come quello di maltrattamenti in famiglia, dove l’opinione pubblica tenda sempre a criminalizzare l’imputato, il processo mediatico è un processo sommario dove vengono solitamente presi per buoni gli argomenti dell’accusa e ridotti al minimo quelli della difesa. In questi casi il lavoro dell’avvocato difensore è davvero difficile, deve lottare contro mille pregiudizi e condanne già scritte. Per fortuna però il destino dell’imputato viene deciso , non dall’opinione pubblica ma da un giudice terzo in un contesto di regole del giusto processo, scevro da ogni pregiudizio ideologico; perché la giustizia così deve essere terza imparziale, e giusta, dovrebbe, appunto dovrebbe, ma purtroppo non sempre accade, perché nella nostra Firenze è accaduto qualcosa di estremamente grave. In un processo avente oggetto proprio il reato di maltrattamenti in famiglia, l’avvocato difensore dell’imputato prima della discussione finale, momento essenziale del processo e soprattutto per la difesa, sfogliando il fascicolo del procedimento trova la sentenza già scritta, in barba alla più elementari regole del giusto processo, vedendo così vanificare il ruolo del difensore che impegna tempo e fatica per preparare la discussione finale. Una sentenza scritta con tanto di condanna, prima ancora che, sia la parte civile che la difesa avessero potuto raccontare la loro versione dei fatti. Colti sul fatto i giudici del Collegio giudicante, si sono difesi dicendo che si trattava semplicemente di appunti, certo un particolare tipo di appunti con tanto di condanna già stabilita: 5 anni e mezzo per l’imputato. La scusa non regge, leggendo quegli appunti, come giustamente sostiene l’Avv. Luca Maggiora, Presidente della Camera Penale di Firenze, appare evidente che “una decisone in realtà era già stata assunta, senza aver ascoltato prima le argomentazioni della difesa”. Un modo questo di amministrare la giustizia altamente pericoloso in cui se denota che le regioni della difesa, proprio come accade nei processi mediatici, sono considerate ragioni di serie b, e dove sembra che l’obbiettivo sia trovare un colpevole e non la ricerca della verità, la difesa messa alla stregua di un inutile orpello di cui si può tranquillamente fare a meno. I Giudici ovviamente sono stati sostituiti, ma non basta, mi auguro che ulteriori provvedimenti verranno presi dal Presidente del Tribunale, così come mi auguro che gli avvocati si rifiutino in futuro di partecipare alla udienze di questi giudici che con la loro condotta, non solo sviliscono la professione del difensore, ma incidono significativamente, sui diritti degli imputati a un giusto processo, compromettendo la dignità della fusione difensiva.

Quattro mesi alle elezioni

Una partita tutta da giocare

Le elezioni amministrative di Firenze 2024 sono ormai moto vicine solo tre mesi ci dividono da questo evento, ma  ma soltanto la coalizione del centro sinistra ha presentato, ormai da tempo la propria candidata Sindaco erede di Dario Nardella, giunto al secondo mandato e quindi non più candidabile. Oltre il centro sinistra il nulla: il centro destra ormai ci ha abituato all’improvvisazione, il nome di Schmidt circola da diverso tempo ma manca  l’ufficialità, è cosi tanto tempo che circola che pochi ormai pensano che sarà lui effettivamente il candidato anche e soprattutto perché nel frattempo l’ex direttore degli Uffizi si è trasferito a Napoli e pertanto ad oggi il nome del futuro candidato del centro destra rimane ancora un mistero. La situazione non è più rosea anche nell’alveo del centro sinistra sia a destra, dove Italia Viva ha si fatto il nome di Stefania Saccardi attuale vice presidente della Regione come sfidante di Sara Funaro, ma le trattative per un eventuale appoggio al PD non sembrano del tutto naufragate, tanto che Sinistra Italiana, che fa parte della coalizione che sostiene la candidata del PD, Sara Funaro unitamente a Volt, Europa verde, Azione, Movimento Centro e Laburisti, ha  sospeso la propria partecipazione in attesa che si faccia chiarezza in merito ai rapporti con Italia Viva. Ma anche a sinistra del Pd vi è tanta confusione: le settimane passano e le discese in campo si  moltiplicano : Cecila Del Re, transfuga  del PD,  e Tomaso Montanari; tutti parlano di alleanze possibili, ma ad oggi tutti vanno avanti con il proprio cammino. Cecilia Del Re al Tuscany  hall ha parlato di probabili alleanze della sua associazione Firenze Democratica con tutti tranne che con il PD c ovviamente con il centro destra,  mentre  Montanari ha riunito la sua associazione per presentare la colazione che potrebbe appoggiare la sua candidatura non ufficiale al momento, Sinistra progetto comune, Potere al popolo  e rifondazione comunista. Cecilia del Re poi dice di confrontarsi sia con italo Viva e con Montanari, due visoni politiche assolutamente agli antipodi , dimostrando che l’obiettivo non sembra essere quello di governare  Firenze ma di far pagare al PD la sua cacciata.  Questa grande confusione ed estrema divisione del centrosinistra non favorirà, a parere  di chi scrive,  come potrebbe sembrare il centrodestra che,  ha ormai dimostrato negli anni a Firenze di non essere in grado di presentare un candidato credibile, ma molto probabilmente Sara Funaro che i sondaggi vedano ad oggi nettamente favorita; gli elettori infatti poterebbero essere attratti dal certo  piuttosto che da un  incerto cosi frammentato e con poche idee per la città .

Procreazione assistita, dentro la legge

Dibattito a Firenze lunedì prossimo

Si svolgerà a Firenze, il prossimo 19 Febbraio, nella sala Adone Zoli del Consiglio degli ordine degli avocati di Firenze, presso il Nuovo Palazzo di Giustizia, un interessante convengo sui 20 anni dall’introduzione nel nostro ordinamento della legge sulla PMA (procreazione Medicalmente Assistita), una legge che in qualche modo ha rivoluzionato il mondo del diritto, introducendo nel nostro ordinamento il biodiritto, un ramo del diritto che tiene conto dell’evoluzione della società e del progresso scientifico. Un legge che ha suscitato molte polemiche al momento della sua introduzione e che in questi vent’anni é stata praticamente rivoluzionata da interventi della giurisprudenza, legge infatti il cui impianto ordinario era ancorato a principi, dogmi e divieti di carattere religioso . Oggi per fortuna molti divieti contenuti nella stesura originale della legge non esistono più, e questo per la caparbietà e la forza di quelle coppie che per prime si sono ribellate ad una legge ingiusta e retrograda. La maggior parte di questi interventi modificativi sono stati proprio sollecitati da Firenze. Andiamo ad analizzare un po di numeri relativi alla legge sulla PMA: oltre 217mila bambini sono nati, in Italia, con le tecniche di fecondazione assistita. Quasi quanto la popolazione di Messina o Padova. Dall'approvazione della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente il numero dei trattamenti effettuati ogni anno è raddoppiato, così come i tassi di gravidanza. E sono aumentate fortemente anche le procedure che utilizzano embrioni crioconservati. Sono alcuni dei dati raccolti dal Registro nazionale della Pma, istituito proprio dalla legge 40 all'Istituto superiore di sanità e che ha iniziato la propria attività nel 2005. L'età media delle donne che si sottopongono a cicli di fecondazione assistita è passata da 34 anni nel 2005 a 37 anni nel 2022.

L’inferno di Sollicciano

La riflessione di Francesco Samà (Movimento Centro)

L’opinione pubblica tutta, si è giustamente scandalizzata per le immagini provenienti dall’Ungheria, in cui la nostra connazionale Ilaria Salis era stata condotta in aula in catene, da li una serie di interventi sulle condizioni dei detenuti in Ungheria e appelli di ogni genere per evitare che vi fossero trattamenti disumani nei carceri, per non parlare della conseguente strumentalizzazione politica della vicenda. Considerazioni sacrosante peccato però che ci dimentichiamo scandalizzandoci per quello che accede in Ungheria, di come siano le condizione dei nostri carceri in Italia. Senza andare troppo lontano, è cronaca di questi giorni di quello che sta accadendo nel carcere fiorentino di Sollicciano, dove 200 detenuti hanno sottoscritto un ricorso collettivo, proposto e preparato dall’associazione di giuristi l’Altro Diritto, per ottenere uno sconto di pena, in ragione delle condizioni fatiscenti del carcere, ritenute disumane e degradanti . È impressionante di come le condizioni che sono state denunciate nel ricorso, siano pressoché identiche a quelle denunciate da Ilaria Salis: ovvero  tra le altre: la presenza nelle celle e negli spazi comuni di topi e cimici .Si sta parlando di un carcere quello di Sollecitano in cui da anni gli avvocati che quotidianamente lo frequentano  denunciano cose di questo genere, tanto da minacciare anche l’astensione dalle udienze, un carcere in cui i lavori di ristrutturazione sono fermi da anni, perché i soldi sono bloccati, dal Ministero, le celle sono piccole calde d’estate e fredde d’inverno, condizione che rendono insostenibile la permanenza dei detenenti ; tanto è che come emerge dall’ultima relazione della Corte di Appello accade all’interno  un episodio di autolesionismo ogni settimana, 44 tentativi di suicidio in un anno, uno sciopero della fame ogni tre giorni, 50 aggressioni agli agenti penitenziari, l’ultima quella di pochi giorni fa.Tutto ciò accade  in un ordinamento come il nostro in cui la pena detentiva dovrebbe avere anche una funzione rieducativa, ed invece scontare la pena in queste condizioni fa si che molti detenuti sviluppano in prigione la loro malattia psichiatrica. Il carcere, in questi casi, diventa esso stesso una malattia, è inaccettabile che nel 2024 questo possa accadere in un paese come l’Italia e pertanto prima di scandalizzarci di quanto fanno gli altri deremmo vedere in casa nostra e fare qualcosa perché questa situaziona cambi al più presto.