Rolando Mandragora, reduce dalla stagione più brillante della sua carriera, potrebbe lasciare la Fiorentina. Nonostante fosse considerato un punto fermo per il nuovo ciclo viola, il futuro del centrocampista è ora in bilico. La partenza di Palladino, l’allenatore che più lo aveva valorizzato, e il contratto in scadenza nel 2026, complicano il quadro.
Nei mesi scorsi c’era stato un tentativo del Betis, respinto. Poi il silenzio della dirigenza viola, seguito solo di recente dai primi contatti per il rinnovo. Tuttavia, le parti sono distanti: la Fiorentina propone un biennale con opzione per il 2029, leggermente migliorativo rispetto all’attuale contratto da 1,5 milioni netti. Mandragora, forte del rendimento dell’ultima stagione, chiede oltre 2 milioni. Il divario salariale è attorno ai 500mila euro e colmarlo sembra tutt’altro che semplice.
Nessun incontro imminente è previsto, mentre dal fronte Mandragora emergono i primi segnali di malcontento. Il giocatore si sente legato a Firenze, ma l’arrivo di Sohm, il riscatto di Fagioli e la probabile virata tattica verso un centrocampo a due potrebbero ridurne lo spazio. Inoltre, nel ritiro estivo, non si è ancora allenato con la squadra per problemi fisici non meglio specificati.
In questo contesto, un’offerta da 7-8 milioni sarebbe presa seriamente in considerazione dalla società. In caso di addio, la Fiorentina punterebbe su Hans Nicolussi Caviglia, in uscita dal Venezia.
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