“A volte c’è chi dice che un detenuto è irredimibile, irrecuperabile. Nel caso di Sollicciano è la struttura detentiva a essere irredimibile, non si può riformare, va chiusa”. Sergio D’Elia, segretario dell’associazione “Nessuno tocchi Caino“ commenta così la situazione del carcere fiorentino al termine della visita di ieri assieme a Massimiliano Chiucolo dell’Osservatorio nazionale dell’Unione camere penali. “Il problema della carceri è spesso sottovalutato e non affrontato nella giusta maniera. Ci sono tanti problemi irrisolti - sottolinea Chiucolo -. Ogni giorno emergono criticità che si vanno a sommare a quelle già esistenti e la situazione è diventata insostenibile“.
Elisabetta Zamparutti, tesoriera di “Nessuno tocchi Caino” aggiunge: “Ci sono detenuti con malattie incompatibili con il carcere - come riporta La Nazione Firenze - ma non avendo posti dove andare restano lì per anni”.
Poi, cosa non secondaria, c’è il sovraffollamento: “Ci sono 554 detenuti, rispetto ai 414 posti effettivi, perché 83 celle sono inagibili - spiega Zamparutti - con un sovraffollamento del 133%. Gli agenti della Polizia penitenziaria dovrebbero essere 566, ma in effetti sono 426. La soluzione? Chiudere Sollicciano”.
Elisabetta Zamparutti, tesoriera di “Nessuno tocchi Caino” aggiunge: “Ci sono detenuti con malattie incompatibili con il carcere - come riporta La Nazione Firenze - ma non avendo posti dove andare restano lì per anni”.
Poi, cosa non secondaria, c’è il sovraffollamento: “Ci sono 554 detenuti, rispetto ai 414 posti effettivi, perché 83 celle sono inagibili - spiega Zamparutti - con un sovraffollamento del 133%. Gli agenti della Polizia penitenziaria dovrebbero essere 566, ma in effetti sono 426. La soluzione? Chiudere Sollicciano”.
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