La startup Bio Aurum (ricerca medica) controllata da Cube Labs, venture builder italiano nel settore Life Science, ha ricevuto l'autorizzazione del Ministero della Salute per uno studio clinico in collaborazione con l'Aou Careggi e l'Università di Firenze per valutare l'efficacia del nuovo dispositivo medico Neuretina Md "nel registrare, misurare e analizzare dati sui movimenti oculari e rilevare variazioni legate all'invecchiamento e al rischio di sviluppare patologie neurodegenerative".
Lo studio del sistema visivo, spiega una comunicato, offre "numerose potenzialità per valutare e studiare il sistema corticale sia in condizioni fisiologiche che patologiche" e "lo studio dei movimenti oculari, in particolare, può offrire una valutazione di numerose aree del sistema nervoso centrale, permettendo di verificarne possibili variazioni e, data l'estrema precisione funzionale del sistema, offrire lo spunto per capire se sono in corso modificazioni di natura degenerativa del sistema nervoso stesso".
Vari studi, poi, "hanno analizzato di recente la cinematica dei movimenti oculari con il fine di identificare potenziali biomarcatori che potessero predire l'insorgenza di specifiche disfunzioni cognitive".
L'obiettivo primario dello studio sarà di valutare l'accuratezza e l'affidabilità delle misure effettuate dal dispositivo Neuretina Md, nonché la sicurezza dello strumento stesso tramite descrizione degli eventi avversi. La ricerca durerà 12 mesi coinvolgendo 120 soggetti sani di diverse fasce di età (da 21 a più di 80 anni, divisi equamente per genere), con il fine di evidenziare eventuali variazioni nelle saccadi oculari legate al fisiologico processo d'invecchiamento.
Tali dati saranno poi confrontati in una seconda fase con una popolazione di 30 soggetti sopra i 50 anni di età affetti da declino cognitivo soggettivo in "una condizione caratterizzata dalla percezione 'soggettiva' di un peggioramento delle funzioni cognitive, non riscontrato però in maniera 'oggettiva' dai test cognitivi standardizzati" e che "non soddisfano quindi i criteri clinici per la diagnosi di una malattia neurodegenerativa".
Tale condizione, si conclude, "viene considerata da molti studi un possibile indicatore di malattia di Alzheimer in fase preclinica e un fattore di rischio per lo sviluppo di un declino cognitivo nel futuro".
Lo studio del sistema visivo, spiega una comunicato, offre "numerose potenzialità per valutare e studiare il sistema corticale sia in condizioni fisiologiche che patologiche" e "lo studio dei movimenti oculari, in particolare, può offrire una valutazione di numerose aree del sistema nervoso centrale, permettendo di verificarne possibili variazioni e, data l'estrema precisione funzionale del sistema, offrire lo spunto per capire se sono in corso modificazioni di natura degenerativa del sistema nervoso stesso".
Vari studi, poi, "hanno analizzato di recente la cinematica dei movimenti oculari con il fine di identificare potenziali biomarcatori che potessero predire l'insorgenza di specifiche disfunzioni cognitive".
L'obiettivo primario dello studio sarà di valutare l'accuratezza e l'affidabilità delle misure effettuate dal dispositivo Neuretina Md, nonché la sicurezza dello strumento stesso tramite descrizione degli eventi avversi. La ricerca durerà 12 mesi coinvolgendo 120 soggetti sani di diverse fasce di età (da 21 a più di 80 anni, divisi equamente per genere), con il fine di evidenziare eventuali variazioni nelle saccadi oculari legate al fisiologico processo d'invecchiamento.
Tali dati saranno poi confrontati in una seconda fase con una popolazione di 30 soggetti sopra i 50 anni di età affetti da declino cognitivo soggettivo in "una condizione caratterizzata dalla percezione 'soggettiva' di un peggioramento delle funzioni cognitive, non riscontrato però in maniera 'oggettiva' dai test cognitivi standardizzati" e che "non soddisfano quindi i criteri clinici per la diagnosi di una malattia neurodegenerativa".
Tale condizione, si conclude, "viene considerata da molti studi un possibile indicatore di malattia di Alzheimer in fase preclinica e un fattore di rischio per lo sviluppo di un declino cognitivo nel futuro".
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