L'annuncio del presidente Giani, spiegando gli obiettivi della sanità regionale

La riforma della sanità territoriale "sarà la grande sfida della prossima legislatura, chiunque poi la possa guidare ne sia presidente". E' quanto ha detto il governatore della Toscana Eugenio Giani, illustrando performance e obiettivi regionali insieme all'assessore al diritto alla salute Simone Bezzini. "Noi abbiamo la necessità di passare da un sistema sanitario che ormai ha delle performance di assoluto livello sul piano nazionale nella dimensione ospedaliera" al completamento "di una rete infrastrutturale di case di comunità, ospedali di comunità, presidi. Sanità territoriale - ha spiegato - significa avere la capacità di offrire almeno tre volte case di comunità e ospedali di comunità" rispetto ai "normali ospedali che consentono la cura acuta".
     
"Queste strutture - ha proseguito - le stiamo realizzando, siamo tra le tre Regioni italiane più virtuose rispetto ai tempi" imposti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza". Complessivamente, entro la fine del 2026, "a fronte di 46 ospedali, noi avremo circa 140 fra case e ospedali di comunità".

L'assessore Bezzini si è soffermato sui numeri principali. "Abbiamo iniziato dopo la pandemia a lavorare per rafforzare il modello di sanità territoriale toscano. Non partivamo da zero. C'era una storia di progettualità che si è sviluppata nel tempo ma che, dopo il 2020, ha avuto una forte accelerazione. Sono 70 le case di comunità e 16 gli ospedali di comunità che rispettano gli standard nazionali definiti da Agenas, 800 i posti letto di cure intermedie complessivi. Le 37 centrali operative territoriali sono già in funzione e hanno trattato e accompagnato in percorsi assistenziali circa 90 mila pazienti negli ultimi mesi".
     
"Sul fronte dell'assistenza domiciliare - ha proseguito - abbiamo già centrato l'obiettivo della missione 6 del Pnrr, 10% degli assistiti over 65 assistiti a domicilio, noi siamo all'11,8%. Anche sulle cure palliative abbiamo superato i target stabiliti, abbiamo portato avanti la sperimentazione dello psicologo di base, prima realtà in Italia, in 20 case di comunità, con circa 700 pazienti. Senza poi trascurare - ha concluso - un altro dei progetti più importanti di questa legislatura, l'istituzione del 116117, il numero unico per le esigenze non emergenziali, con la presa in carico di 700 mila telefonate e un tempo medio di risposta di un minuto".
    
Per quanto riguarda lo psicologo di base, la sperimentazione partita a settembre 2024 in otto sedi è stata poi estesa a 20. Quindi le le cure palliative, che vedono la Toscana ai vertici nazionali secondo l'ultimo report di Agenas: le unità di cure attive sul territorio sono salite da 26 a 30 e le persone assistite sono state 11.154, con un aumento del 7,3%. Sono aumentati i posti letto disponibili in hospice, arrivando complessivamente a 206 (+21) in tutta la Toscana. In parallelo, sono cresciuti anche i pazienti accolti: 4.167 nel 2024, quasi il 10% in più rispetto all'anno precedente. Inoltre la Toscana ha stanziato ulteriori 7,7 milioni di euro per il potenziamento dei servizi e la costruzione di progetti, in collaborazione con il terzo settore.
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