L’artista Yacine Adli, l’uomo d’ordine Danilo Cataldi e il tuttofare Edoardo Bove. Tre giocatori che in mezzo al campo stanno facendo girare la Fiorentina, chi più avanti, chi un po’ più indietro, chi anche un po’ più largo, a sinistra, come l’ex Roma.
La mediana di Palladino adesso sembra funzionare, anche grazie alla versatilità del trittico di centrocampisti che fino a 24 ore dalla chiusura del mercato erano un assolo, perché c’era (da poco) solo Adli, mentre gli altri due prendevano la via dalla Capitale a Firenze. Una delle sfide di Raffaele Palladino è stata quella di farli convivere, senza dover scegliere ogni volta. E dire che in partenza c’è stato quasi sempre Amrabat, assieme a Mandragora, poi la virata. Prima uno dei tre più Mandragora, in tal senso fu Cataldi a giocare subito dal 1’ appena arrivato, col Monza, poi pian piano Bove e Cataldi fino a farli giocare tutti e tre assieme.
Così è stato col Milan prima della sosta, quando sono scesi in campo in contemporanea tutti e tre da titolari, con caratteristiche diverse e soprattutto compiti diversi.
Un ruolo particolare lo sta recitando Bove, un po’ trequartista, un pò mezzala e un po’ in mediana. Una pedina strategica che Palladino non toglie mai. E se all’inizio l’ex Roma veniva schierato più alto, da trequarti, come a Bergamo, pian piano il tecnico viola ne ha trovato la collocazione ideale. Adli, poi, sta agendo un po’ da regista un po’ da incursore, alla Bonaventura, con le prime due reti che hanno sbloccato le gare col Tns in Conference e quella col Milan che parlano da sole sulle qualità dell’ex rossonero.
Cataldi sta facendo da metronomo, con Palladino che gli ha dato le chiavi del centrocampo e lui ha sfruttato al massimo la fiducia, facendo bene anche con il Milan quando ha dato ordine alla manovra. Impossibile ora metterlo da parte. E come detto, tutti e tre assieme, sembrano funzionare davvero. Non ce ne voglia Mandragora, al quale auguriamo un pronto rientro, e neppure Richardson, altro centrocampista che ha lasciato intravedere buone doti e capacità, ma è molto probabile che anche a Lecce Palladino riparta dai suoi tre tenori, anzi tre motori, in mezzo al campo, della sua Fiorentina.
Poi, la prossima estate, sarà tempo di prendere decisioni, a meno che non scattino varie clausole. Tutti e tre, infatti, sono arrivati in prestito, chi con diritto semplice a 4 milioni come Cataldi e a 13 milioni per Adli, chi in prestito con diritto di riscatto fissato a 10.5 milioni che diventa obbligo in caso del 60% delle presenze per Bove.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














