Il presidente della comunità ebraica di Firenze Enrico Fink: “Inquietudine e amarezza, abbiamo ascoltato parole malate”

"Abbiamo ascoltato la registrazione del convegno 'Pace e giustizia in Medio Oriente' con un crescente senso di inquietudine e amarezza". La comunità ebraica di Firenze, dopo le polemiche che si sono inseguite prima dell'appuntamento di sabato scorso, e poi dopo, tra centrodestra, Pd e sinistra, esce allo scoperto e mette nero su bianco una profonda amarezza. Lo fa con il presidente Enrico Fink, che fa
deflagrare la polemica con una lettera inviata al presidente del Consiglio comunale, Luca Milani (promotore dell'iniziativa), ai consiglieri e al sindaco, Dario Nardella.
   
Fink mette in fila quelle che la comunità considera storture 
dialettiche, concettuali, storiche, e punta il dito contro Palazzo Vecchio: "Che il presidente del Consiglio comunale", Milani, "abbia assistito silente a queste affermazioni, di più, abbia applaudito e stretto mani dando evidente sostegno alle parole espresse, è una vergogna verso le vittime palestinesi prima ancora che israeliane".

E ancora: "Ognuno è libero di 
esprimere le sue idee, ci mancherebbe: ma in un contesto di poca e cattiva informazione sulla storia di quella regione, permettere che quelle parole malate fossero espresse senza nemmeno un commento, sotto una patina di finto pacifismo, ascoltate non solo dal pubblico in sala, ma da centinaia e forse più di singoli e gruppi d'ascolto in tutta la città, applaudite e condivise senza comprenderne il portato di violenza, il portato di sangue, è una responsabilità gravissima".

Così, ecco la vetta di una polemica 
inedita, "l'entusiasmo con cui una parte della città, mal guidata e mal consigliata, ha accolto e accoglie queste parole che continuano a rimbalzare sui social del nostro associazionismo, ci fa sentire, per la prima volta da decenni, isolati, accusati, nemici quasi, nella nostra città"
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