Appuntamento dal 4 al 7 dicembre alla Fortezza da Basso

La Fortezza da Basso farà da cornice a FLORetina-Icoor 2025, il congresso internazionale che riunisce esperti, ricercatori e professionisti del settore oftalmologico per discutere le ultime innovazioni nel campo della retina e delle malattie oculari. Quattro giornate, dal 4 al 7 dicembre, interamente dedicate all’aggiornamento scientifico e al confronto tra specialisti.

L’edizione di quest’anno, anche con il Patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, si svolgerà in concomitanza con il World Rop Congress 2025, il congresso internazionale dedicato alla retinopatia del prematuro, creando un’occasione unica di dialogo tra comunità scientifiche complementari.

Come ogni anno, è attesa una partecipazione globale di altissimo livello: oltre 70 paesi saranno rappresentati e più di 50 aziende del settore prenderanno parte all’area espositiva, confermando il ruolo di FLORetina-Icoor come uno degli appuntamenti più importanti al mondo per la ricerca e l’innovazione in ambito retinico. Per la Città Metropolitana di Firenze interverrà Nicola Armentano, consigliere delegato alla Sanità e Presidente della Consulta metropolitana delle professioni sociosanitarie

Firenze torna a essere il luogo in cui la visione diventa ponte tra scienza e creatività. Nel cuore della città che ha dato origine al Rinascimento, un periodo in cui la ricerca, la sperimentazione e lo sguardo sull’uomo hanno cambiato per sempre la storia, FLORetina 2025 apre il congresso con una sessione unica nel suo genere: “Art of Vision, Vision of Art – Seeing Through Retinal Diseases”.

Firenze è da sempre simbolo di come la capacità di vedere – in senso artistico, scientifico e culturale – possa trasformare il mondo. Oggi questa eredità si rinnova: la città diventa il palcoscenico in cui medici, scienziati e storici dell’arte dialogano sul significato più profondo della visione.

La sessione inaugurale esplora infatti come le malattie della retina influenzino la qualità della visione e, attraverso di essa, l’espressione artistica, modificando il modo in cui gli artisti percepiscono e interpretano la realtà. Una riflessione che unisce neuroscienze, oftalmologia e storia dell’arte, mostrando come la perdita o l’alterazione della vista non sia soltanto un dato clinico, ma un cambiamento percettivo che può ridefinire il linguaggio visivo. Allo stesso tempo, l’incontro mette in luce il ruolo centrale di Firenze nel guidare l’innovazione scientifica, proprio come nel Rinascimento ha guidato l’innovazione artistica. Oggi, grazie alla ricerca avanzata e alla tecnologia di imaging retinico, la “visione” torna a essere una frontiera di progresso: capire come vediamo significa comprendere meglio la malattia, sviluppare nuove cure e migliorare la vita dei pazienti.

La sessione ospiterà interventi che spaziano dalle nuove terapie per preservare la vista, al potere dell’imaging retinico, fino alla trasformazione dell’arte in epoche in cui gli artisti stessi erano affetti da patologie oculari.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies