"Siamo molto preoccupati per il progredire di questa epidemia" di peste suina "e siamo profondamente insoddisfatti degli strumenti non messi in campo dal commissario", Giovanni Filippini. Lo ha affermato Monia Monni, assessore alla salute della Regione Toscana, a margine di una iniziativa di Coldiretti Toscana ieri a Firenze.
"L'epidemia sta progredendo - ha detto -, sta minacciando i confini dell'Asl Centro, ormai è diffusa anche nelle zone di Massa e di Lucca, dove purtroppo sono state trovate diverse carcasse, e siamo in difficoltà. Ci mancano i veterinari e il tetto assunzionale non ci consente di assumere nuovo personale, stiamo studiando strategie per poterlo comunque fare, però il commissario non ci ha garantito l'innalzamento del tetto. Si lavora soltanto con le risorse della sanità toscana, mentre il commissario ha scelto di investire le risorse a disposizione per de-barrieramenti che dove sono stati fatti sono stati sostanzialmente inutili".
Secondo Monni c'è bisogno invece di "rafforzare le persone che possono aiutarci a gestire questa situazione molto delicata, quindi il personale sanitario, dotarsi degli strumenti e delle attrezzature necessarie al recupero delle carcasse che sono un mezzo di diffusione dell'epidemia nel caso non vengano prontamente rimosse. Stiamo parlando anche di territori impervi, la Garfagnana, la Lunigiana, quindi territori dove c'è bisogno di attrezzature e mezzi importanti per poter fare questo lavoro, è una lotta che in questo momento stiamo facendo a mani nude".
"L'epidemia sta progredendo - ha detto -, sta minacciando i confini dell'Asl Centro, ormai è diffusa anche nelle zone di Massa e di Lucca, dove purtroppo sono state trovate diverse carcasse, e siamo in difficoltà. Ci mancano i veterinari e il tetto assunzionale non ci consente di assumere nuovo personale, stiamo studiando strategie per poterlo comunque fare, però il commissario non ci ha garantito l'innalzamento del tetto. Si lavora soltanto con le risorse della sanità toscana, mentre il commissario ha scelto di investire le risorse a disposizione per de-barrieramenti che dove sono stati fatti sono stati sostanzialmente inutili".
Secondo Monni c'è bisogno invece di "rafforzare le persone che possono aiutarci a gestire questa situazione molto delicata, quindi il personale sanitario, dotarsi degli strumenti e delle attrezzature necessarie al recupero delle carcasse che sono un mezzo di diffusione dell'epidemia nel caso non vengano prontamente rimosse. Stiamo parlando anche di territori impervi, la Garfagnana, la Lunigiana, quindi territori dove c'è bisogno di attrezzature e mezzi importanti per poter fare questo lavoro, è una lotta che in questo momento stiamo facendo a mani nude".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













