Il procedimento legato a tre degenti in una RSA

Archiviati 28 casi di presunti decessi legati al Covid 19. Così ha deciso il gip del tribunale di Firenze Gianluca Mancuso, che però ha disposto nuove indagini su tre morti sospette "fondate in tutto o in parte su circostanze indipendenti dalla gestione della emergenza pandemica".
   
Si tratta di tre pazienti, che erano ospiti di Rsa e di 
centri di riabilitazione, prima dell'esplosione del virus. Era stata la procura di Firenze a chiedere l'archiviazione per 31 decessi sospetti di degenti di residenze sanitarie assistite e pazienti degli ospedali del fiorentino, nella fase di massima diffusione del virus tra il 2020 e il 2021.

"Non è possibile 
dimostrare con una probabilità vicina alla certezza che l'adozione di comportamenti diversi" del personale sanitario "avrebbe evitato sia il contagio, la morte o lesione ai pazienti", si legge nell'ordinanza.

"La pandemia da Coronavirus 
è stato un fenomeno globale di carattere eccezionale, definita dall'Oms come emergenza di sanita pubblica di rilevanza internazionale. Un accadimento non solo inatteso e gravescrive il gip Mancuso - ma uno unico nel suo genere: a fronte della diffusione ubiquitaria del virus, la comunità scientifica si è inizialmente trovata in grave difficoltà a ricostruire il nesso eziologico tra le possibili fonti del contagio o le cure predisposte e i decessi dei pazienti. Le incertezze non si sono annidate nella descrizione del decorso eziologico alla base del contagio, ma hanno inevitabilmente riguardato anche le misure cautelative più idonee a fronteggiare l'incedere della pandemia. In ogni caso è stato solo con la successiva scoperta dei preparati vaccinali che si è frapposto uno sbarramento alla progressiva diffusione della malattia".
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