La testimonianza di una mamma: 'Oggi tante cose sono cambiate in meglio'

Istituita nel 1981 dalle Nazioni Unite, oggi è la Giornata internazionale delle Persone con Disabilità. Un momento di sensibilizzazione e riflessione sulla condizione delle persone diversamente abili che, dal 1993, coincide con la Giornata Europea delle Persone con Disabilità.

Nel corso degli anni l’impegno della società e delle istituzioni verso l’inclusione e la piena integrazione nella vita sociale ed economica è aumentato decisamente, assieme alla sensibilità dell’opinione pubblica al tema.

Già partendo dai termini utilizzati nella nostra Costituzione, che invece di “individuo” parla di “persona”, così riconoscendo le tantissime sfumature della condizione umana.

E se non si vuole scomodare la Costituzione, si possono prendere in considerazione le tantissime storie di impegno quotidiano di famiglie, enti del terzo settore e persone che tutti i giorni si impegnano per far sì che qualunque diversità possa esistere venga, di fatto, superata.

Una preziosa testimonianza di questo impegno collettivo arriva da Cinzia, mamma di Dario, che ha raccontato dell’evoluzione che nel corso degli anni, anche in tempi recentissimi, ha riguardato l’atteggiamento della società nei confronti di persone dalle necessità, semplicemente, diverse: “In passato alcune situazioni venivano nascoste e, quindi, quasi ignorate. Oggi non è più così, le persone diversamente abili hanno accesso a servizi e sostegni preziosissimi, che li aiutano ad essere pienamente inclusi nella vita di tutti i giorni pur riconoscendo le loro fragilità”.

Un esempio, racconta Cinzia, è a scuola. Suo figlio è seguito con grande precisione e competenza da un’insegnate di sostegno, che lo aiuta nell’apprendimento. Ma, parallelamente, la scuola lavora in maniera attiva alla piena integrazione del bambino: “È come correre una maratona, chiaro che non è semplice. Eppure il lavoro che c’è dietro all’inclusione di mio figlio nella vita scolastica è grandissimo e, soprattutto, proficuo. La maestra e gli altri bambini sanno perfettamente la situazione, e questo contribuisce a creare un ambiente sano, dove lui si sente accettato, capito e al sicuro. Così può dedicarsi all’apprendimento, esattamente come tutti gli altri”.

E proprio nell’istruzione sta uno degli strumenti più efficaci per la piena integrazione. Perché, come spiega anche la stessa Cinzia, a scuola si imparano “quelle regole basilari di comportamento che poi tornano utili anche fuori dal contesto scolastico, dal supermercato a quando si esce fuori a giocare. basti pensare all'importanza del saluto, capire quando e come si devono salutare le persone”. Regole che, quindi, preparano anche all’approdo al mondo del lavoro.

Perché, aggiunge Cinzia, oggi come oggi il mondo del lavoro è molto più aperto di quanto non fosse in passato, e persone che hanno necessità particolari hanno l’occasione di mettere a frutto le proprie capacità e trovarsi un lavoro. “E di questo – commenta – io non posso che essere felice, da mamma ovviamente, ma anche da persona”.

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