"Si vogliono trasformare gli atenei in trincee di guerra", si legge nel comunicato

Dopo la notizia della lettera firmata da oltre 200 persone fra dipendenti e professori dell'Università di Firenze sulla richiesta di dire no al bando di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra Italia e Israele pubblicato dal Maeci,arrivaprontamentelarispostadell'associazione fiorentina Amici di Isreaele attraverso un comunicato stampa: "Contestiamo recisamente la richiesta inviata da alcuni dipendenti e da alcuni professori dell'Università di Firenze, affinchè l'Ateneo provveda allo stop del bando di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica fra Italia e Israele. Siamo di fronte all'ennesima provocazione – commenta Kishore Bombaci, Presidente dell'Associazione – che sta interessando tutto il territorio nazionale e che vede l'Università bersaglio di una propaganda falsa e faziosa contro Israele. Dopo Torino, Bologna, Napoli e Bari, anche il nostro Ateneo sta subendo pesanti pressioni affinchè compia un atto (lo stop al bando) che non può che essere definito illegittimo e infondato. "

"Vi è l'intenzione da parte di qualcuno evidentemente molto organizzato di trasformare gli atenei in trincee di una guerra ideologica che respingiamo con forza – continua Bombaci – nella convinzione che le università debbono rimanere luoghi di confronto democratico e non di partigianeria ideologica. Proprio dai luoghi di cultura, invece, dovrebbe provenire uno sforzo di verità su quanto sta accadendo in Medio Oriente e sulle responsabilità di Hamas su cui, tuttavia, tutti tacciono. Sarebbe opportuno smettere di utilizzare termini a caso – come ad esempio “genocidio” - soprattutto da parte di chi dovrebbe conoscerne il significato ed essere in grado di porre un analisi critica della realtà per trasferire agli studenti non solo nozione ma metodi di approfondimento."

"Al contrario – prosegue Bombaci – assistiamo alla strumentalizzazione ideologica più accentuata e ci rammarichiamo che ciò avvenga non solo da frange di studenti politicizzati ma addirittura da quella che dovrebbe essere l'elite culturale della città. L'Associazione Fiorentina Amici di Israele chiede al Rettorato fiorentino e al Senato Accademico di non dare ascolto a simili provocazioni e di proseguire l'iter per la cooperazione con le università israeliane nella consapevolezza che una maggior integrazione dei saperi risponda alle specifiche finalità dell'università e che la scienza, la tecnica e la civiltà non possono essere strumentalizzate per mezzo di attacchi fazioni e infondati."
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