Mauro Repetto, ideatore e co-fondatore degli 883, torna in Italia per il suo debutto in teatro con il nuovo spettacolo “Alla ricerca dell’uomo ragno”. Lunedì 20 maggio sarà sul palco del Teatro Puccini di Firenze. E questa mattina, al Nelson Mandela Forum, Repetto ha incontrato la stampa per presentare il suo spettacolo fiorentino.
Abbiamo appurato che non hai ucciso l’uomo ragno…
“È impossibile uccidere l’uomo ragno, perché è un super potere che abbiamo dentro e che consiste nell’affrontare la vita col sorriso e nell’affrontare la vita fino in fondo. Peter Parker poteva essere di Pavia come me e il suo vero super potere non è la ragnatela o volare, ma proprio impegnarsi fino in fondo. Lui agisce d’istinto come tutti, provinciali o no, quindi è impossibile uccidere l’uomo ragno.
E quindi ora sei alla ricerca dell’uomo ragno?
“Adesso sono alla ricerca dell’uomo ragno, si, alla ricerca di qualcosa che è dentro di noi, quindi la capacità di poter concretizzare un sogno. “Alla ricerca dell’uomo ragno” è uno spettacolo che è una favola medievale in cui Max e Mauro sono due menestrelli in una Pavia un po’ tipo Gotham City, un po’ dark e un po’ gotica, e il loro compito è cercare il Conte Claudio Cecchetto e dargli una cassetta. Accedere alla sua corte piena di giullari molto conosciuti come il Cavalier Fiorello, il Dotto Amadeus o Lorenzo Il Giovane detto Jovanotti. E quindi questi due menestrelli che errano ignari nella Pavia gotica del tempo, accederanno alla corte di questo Claudio Cecchetto che era un Re Mida assoluto che trasformava in oro ogni cosa che toccava”.
Sarai a Firenze, al Teatro Puccini, il prossimo 20 maggio, e in questo spettacolo cosa ci dobbiamo aspettare?
“Una scorpacciata di canzoni degli 883 e un po’ di canzoni di Bon Jovi, perché alla fine, parlando di provincia, noi eravamo di fronte all’impero milanese un po’ come Bon Jovi, Bruce Springsteen, Tom Waits erano di fronte all’impero di Manhattan, nel New Jersey. Quindi noi, venendo dal rap, abbiamo sempre avuto bisogno di un link del sogno americano, in questo caso dei provinciali del New Jersey, per accedere alla Pop Rock. Io personalmente ho sempre amato molto Bon Jovi, e quindi canterò anche delle sue canzoni, come per accarezzare questo sogno di provincia che accede all’impero o milanese o di Manhattan. Poi ci sarà una cantante con me che canterà Anita Franklin, una voce che viene da Cuba eccezionale, ci sarà Marco Guarnerio che è l’arrangiatore storico degli 883, quindi ci saranno canzoni acustiche con voce e chitarra suonata da me e con la chitarra elettrica suonata da Marco Guarnerio. Una scorpacciata di canzoni, poi balleremo e ci divertiremo”.
Quali sono tre canzoni a cui sei più affezionato?
““Con un deca” e “Weekend” penso che siano veramente dei road mov, delle illustrazioni della vita di provincia, dei trasferelli, dei succhi d’anima di quello che poteva essere lo spleen baudelairiano di un ragazzo di provincia, tra i due di picche ricevuti il sabato sera in discoteca e la domenica in cui c’era l’affettato, la pasta in brodo dei genitori, ma andava benissimo così, e con un deca in cui si cercava qualcosa che si sapeva neanche cosa fosse. E poi direi “Hanno ucciso l’uomo ragno” perché è proprio il trionfo di un Peter Parker che può essere un normalone, un banalone come tutti noi, e qualche volta può anche assumere il ruolo di supereroe, difendere il suo quartiere, essere un supereroe antieroe, un supereroe di quartiere”.
Qual è stata la chimica magica che girava intorno a Cecchetto negli anni 90?
“Claudio Cecchetto verrà a vedermi a Bollate nella data precedente a quella di Firenze e questa per me è una soddisfazione enorme. Detto questo, posso dire che Cecchetto per me rappresenta veramente il Walt Disney italiano e vi assicuro che è un genio in marketing. Era uno che aveva un gusto dell’italiano medio, quindi aveva l’accesso alla popolarità, e capiva subito quando una cosa funzionava o no. Per fare un esempio, tutta la discografia italiana aveva scartato “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, “Come mai”, “Tieni il tempo”… mentre Cecchetto, ascoltando solo “Non me la menare”, che era un pezzo minore, ha capito tutto. Quindi è assolutamente un Re Mida, una macchina marketing importante, ma con i piedi per terra, con un gusto particolare”.
Com’è cambiato Mauro Repetto dagli anni 90 a oggi?
“Io non vedo nessun cambiamento, sono sempre uno che cerca di impegnarsi e di concretizzare le proprie voglie, perché per me non sono neanche sogni, sono proprio voglie che desidero fare veramente. Quindi non vedo nessun cambiamento in me, a parte un po’ più di saggezza che ho e che mi mette qualche limite rispetto al passato in cui c’era solo la cieca voglia di scavalcare delle sbarre che mettevo sempre più in alto, fino a prendere delle testate… Ma a parte un po’ di saggezza dovuta all’età, ripeto, non c’è stato nessun cambiamento in me”.
Un ricordo legato a Firenze?
“Sono venuto a Firenze col mio regista, Maurizio Colombi, due mesi fa, al Teatro Puccini, e ho cantato “Come mai”, ospite del suo spettacolo, “Caveman”. Il ricordo più vicino che ho è questo… poi, dopo, sono andato da lui, in Messico, perché ha una casa a Cancùn e, per farlo, ho preso un taxi da Firenze a Malpensa. Il ricordo più incredibile di Firenze è una notte in taxi con una cantante con la quale lavoravo, per arrivare a Malpensa, per poi volare a Cancùn”.
Potrebbe essere il titolo di una nuova canzone…
“Assolutamente sì… “Rotta per casa di Dio” l’abbiamo già fatta, quindi la prossima sarà “Firenze-Malpensa” - scherza”
Oggi c’è un supereroe all’altezza dell’uomo ragno?
“Siamo tutti supereroi all’altezza dell’uomo ragno. Dentro di noi c’è l’uomo ragno. Dentro di noi c’è la capacità di impegnarsi ogni giorno, col sorriso sulle labbra, di fronte alla vita”.
Lo spettacolo “Alla ricerca dell’uomo ragno”, prodotto da Raffaella Tommasi per Daimon Film e Sold Out, con la regia di Stefano Salvati e Maurizio Colombi, vanta l’uso di effetti visivi inimmaginabili solo fino a qualche mese fa, per far rivivere il mondo dei mitici 883. Realizzato con la collaborazione degli AI Artists Claudio Zagarini e Francesco Siro (vincitore dell’Oscar 2024 all'Aiff di Dubai) i registi Stefano Salvati e Maurizio Colombi sono riusciti a costruire mondi fantastici e a ricreare, come per magia, i giovani Repetto e Pezzali dei leggendari anni 90! Dal palcoscenico Mauro in carne e ossa interagirà con se stesso e con Max com’erano da ragazzi, prima dell’arrivo della grande ondata di successo delle loro canzoni.
In questo nuovo spettacolo teatrale, Mauro Repetto, ideatore di una delle band culto degli anni ‘90 e autore di brani rimasti nell’immaginario collettivo del nostro Paese, ripercorrerà le tappe di un percorso straordinario, trasportando il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo attraverso il racconto della sua vita e dell’avvincente storia degli 883, istantanee di momenti intramontabili, con aneddoti e curiosità sulla genesi dei loro maggiori successi, mai raccontati finora. Repetto reciterà, ballerà e canterà tutte le hit che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, e presenterà un suo brano inedito.
I biglietti (posti numerati, 20 e 32 euro) sono disponibili sul sito del teatro www.teatropuccini.it, su www.ticketone.it e nei punti vendita Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055.210804). Info tel. 055.362067 - biglietteria@teatropuccini.it - www.teatropuccini.it.
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