Patty Pravo ha presentato il suo ultimo album “Opera” a Palazzo Medici Riccardi

Gli aneddoti, le amicizie con Jimi Hendrix e la Vanoni, il saluto con la sindaca Funaro e il firmacopie coi fan

La “divina” Patty Pravo, in occasione delle celebrazioni per i 60 anni della sua meravigliosa carriera, ha fatto tappa a Firenze per incontrare il suo pubblico e presentare il suo nuovo album Opera. In maniera particolare. In una location diversa da tutte le altre. Speciale. Come speciale è il suo tour firmacopie “Opera nei Musei”, un’iniziativa pensata anche per i giovani, che possa essere uno stimolo a frequentare i musei, luoghi non solo di cultura e di arte, ma anche di incontro e crescita.Infatti, ieri sera, la “ragazza del Piper” ha scelto l’estasiante Galleria degli Specchi di Palazzo Medici Riccardi a Firenze per raccontare, in un breve incontro seguito (appunto) da firmacopie, l’album Opera. La nascita del disco, il percorso creativo che lo ha accompagnato e la fierezza di averlo portato, opera tra le opere, in una location sì tanto bella.Ad accompagnarla in questo piacevole dialogo, Giovanni Caccamo, cantautore italiano scoperto da Franco Battiato e autore raffinato che ha donato la sua arte creativa a voci del calibro di Malika Ayane, Emma Marrone, Elodie, Francesca Michielin, Andrea Bocelli, Elisa e…Patty Pravo (appunto).Sì, perché è stato proprio Caccamo ad aver scritto il brano Opera, portato all’ultimo festival di Sanremo da Patty Pravo. Un testo che celebra l’unicità di ogni individuo e che descrive l’essere umano come un’opera d’arte irripetibile. “Siamo tutti opere d’arte, unici”, ha sottolineato con la solita eleganza e al contempo semplicità Patty Pravo, arrivata di nero vestita, ma accesa da una sgargiante giacca rossa con motivi (anch’essi) neri.Una ventina di minuti in cui, chiacchierando davanti ad una galleria piena di fan (presenti 200-250 persone), e davanti a un ospite speciale, il conduttore e attore Pino Strabioli, ha raccontato non solo la sua “Opera”, ma anche qualche aneddoto, come il fatto di aver sempre amato viaggiare da sola nei deserti, dove ha imparato ad andare a dorso di cammello; e poi le sue amicizie, tra cui quella con Jimi Hendrix e quella “fraterna” con Ornella Vanoni. Poi, il via al lungo firmacopie. Non prima, però, di salutare la sindaca di Firenze, Sara Funaro, arrivata per omaggiare la cantante e farle il suo personale benvenuto in città.  Il prossimo appuntamento con la “divina” della musica italiana, per i cittadini di Firenze, è in programma l’8 aprile, quando Patty Pravo si esibirà in concerto al Teatro Verdi. Con la classe che l’ha sempre contraddistinta. La sua eleganza. E quella sensualità che il tempo non ha mai scalfito.

Da giugno a settembre la 79ª edizione dell’Estate Fiesolana

Tanti gli appuntamenti in programma, tra musica, teatro, cinema e danza

L’Estate Fiesolana 2026, lo storico Festival multidisciplinare all’aperto, tornerà al suggestivo Teatro Romano di Fiesole da giugno a settembre con un programma ricco di musica, teatro, cinema e danza. Gli spettacoli valorizzano il sito archeologico del I secolo a.C., offrendo un’atmosfera unica per artisti di rilievo nazionale e internazionale. Dopo il successo di presenze del 2025 – dove l’Estate Fiesolana ha visto la presenza di oltre 28.770 spettatori (27.157 biglietti venduti e 1.619 biglietti omaggio) durante 61 serate – l’obiettivo è replicare lo stesso successo. “L’Estate Fiesolana – dice Cristina Manetti, Assessora alla Cultura della Regione Toscana – è uno degli appuntamenti culturali più longevi e significativi della Toscana. Il cartellone della 79ª edizione conferma la qualità e la varietà di una rassegna capace di attraversare musica, teatro, danza e cinema, coinvolgendo protagonisti della scena italiana e internazionale e valorizzando allo stesso tempo il territorio. Come Regione Toscana siamo orgogliosi di sostenere una manifestazione che continua a essere un punto di riferimento per la vita culturale dell’area metropolitana fiorentina e un esempio di come la cultura possa creare partecipazione e comunità”.“Il Teatro Romano di Fiesole – dice Cristina Scaletti, Sindaca di Fiesole – abbraccia con orgoglio l’estate per la 79ª edizione dell’Estate Fiesolana, palcoscenico millenario di uno dei festival all’aperto più importanti d’Italia, capace di guardare con autorevolezza al panorama artistico internazionale. Da giugno a settembre proporremo un cartellone di altissimo livello, con un susseguirsi di musica, teatro, prosa, danza, incontri e cinema di qualità, in un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità. A Fiesole il teatro ha radici antiche: su quel palco, meravigliosamente inserito nel paesaggio, è cresciuto negli anni un albero alto e florido che continua a puntare verso il cielo. IL CARTELLONEApre il cartellone Corrado Augias con Il mio Novecento (16 giugno) nel quale offre una riflessione che intreccia vicende personali e collettive e dando vita a un affresco vivido e appassionato del secolo che ha trasformato il mondo. Gli appuntamenti con il teatro civile e di narrazione proseguono con Crescere, la guerra (19 giugno), un racconto scenico in cui Francesca Manncchi, una delle voci più lucide e autorevoli del giornalismo internazionale incontra la musica visionaria del violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo; L’ora di educazione sentimentale (13 luglio), tenuta dal giornalista Massimo Gramellini, un percorso commovente, ironico e profondamente umano; il monologo Tu chiamale se vuoi (16 luglio) della psicologa Daniela Lucangeli, un viaggio per scoprire quanto psiche, corpo, cuore e memorie siano profondamente connessi. Per il teatro classico sono proposte due opere di Eschilio, Persiani (23 giugno) prodotto dal Teatro della Tosse e diretto dal fiorentino Giovanni Ortoleva ed il Prometeo (20 luglio) diretto da Gabriele Vacis. Si prosegue con Le fatiche di Ercole (22 luglio) scritto, diretto e interpretato da Alessandro Riccio.La presenza del Centro di produzione Teatro Pubblico Ligure e del suo direttore Sergio Maifredi è riconfermata anche quest’anno. David Riondino (25 giugno), Roberto Alinghieri (9 luglio), Simone Regazzoni (23 luglio) e Arianna Scommegna (30 luglio) porteranno le parole di grandi narratori, da Georges Simenon a Euripide, per traghettare pubblico e spettatori verso la bellezza. A chiudere le date de I racconti del mare lo scrittore fiorentino Pietro Grossi che lo vedrà confrontarsi con il testo di Conrad La linea dell’ombra (6 agosto).Dalla scena musicale italiana, l’Estate Fiesolana ospiterà le tappe dei tour teatrali del cantautore Cristiano De André (26 giugno), della frizzante interprete Irene Grandi (8 luglio) e della cantautrice poliedrica Joan Thiele (26 luglio). Grandi appuntamenti dal jazz al world music vedono la presenza del danzatore andaluso Israel Galvàn nel particolare tributo a Miles David in A New Sketches Of Spain (26 giugno), e del celebre polistrumentista australiano Xavier Rudd che arriva a Fiesole per un emozionante ed esclusivo concerto (29 luglio), a sette anni dall’ultima esibizione a Firenze.Il programma proposto da Associazione Music Pool è caratterizzato da alcune eccellenze di world music, jazz e musica indipendente. Tra tutte “la voce” della musica africana, Fatoumata Diawara (30 giugno), i leggendari Yellowjackets (14 luglio), il debutto del nuovo e curioso progetto che vede insieme Bobo Rondelli e Nico Gori (27 luglio), la nuova tappa della collaborazione tra Nada e Ginevra Di Marco (17 luglio), il grande ritorno di Raphael Gualazzi (3 luglio) e la direzione di Alessandro Fabbri insieme a Dario Cecchini del Jazz Ensemble del conservatorio Cherubini di Firenze (22 giugno).Celebrazioni doverose e notevoli figure di spicco della musica e dello spettacolo sono portati in scena da interpreti talentuosi: Aringa e Verdurini, ovvero Maria Cassi e Leonardo Brizzi, lo storico duo di quarantennale esperienza, renderanno omaggio al grande attore fiorentino Paolo Poli, nel decennale della sua scomparsa con uno spettacolo speciale (29 giugno). A seguire un omaggio alla collaborazione tra Lucio Dalla e Roberto Roversi nel lavoro de La Macchina del Suono Automobili e alte storie (10 luglio) ed il divertente “concentrato” di Jannacci di Simone Colombari e Max Paiella, geniali artisti che l’hanno accompagnato nella sua carriera (28 luglio).Infine danza e balletto. In cartellone tre appuntamenti con la danza: in scena le compagnie toscane Motus, con il nuovo progetto @Solo (17 giugno), e Lyric Dance Company i cui danzatori daranno vita a Marylin oltre il sorriso (7 luglio), un viaggio coreografico che attraversa il mito della diva, e il Balletto di Milano che rappresenterà uno dei suoi titoli più celebri, La Vie En Rose… Bolero (28 luglio).Le proposte del cartellone sono rese possibili grazie al contributo e al sostegno del Comune di Fiesole, della Fondazione CR Firenze, della Regione Toscana, della Città Metropolitana e del Ministero della Cultura, in collaborazione con Autolinee Toscane, oltre al riconfermato sostegno delle aziende Dorin, Chianti Banca, Unicoop Firenze, Sammontana, Publiacqua e Uovo del Casentino.

Didacta Italia 2026: dall’11 al 13 marzo alla Fortezza da Basso

Al via la 13esima edizione della più importante Fiera sull’innovazione della scuola, quest’anno dedicata a Carlo Collodi

Torna dall’11 al 13 marzo 2026 alla Fortezza da Basso di Firenze, Didacta Italia, l’evento fieristico nazionale più importante dedicato all’innovazione del mondo della scuola, giunto alla 13esima edizione in grado di offrire ai docenti, dirigenti e operatori scolastici un’esperienza formativa completa e di alta qualità. Grazie alla presenza delle principali istituzioni e aziende, Didacta Italia trasformerà Firenze e la Fortezza in un laboratorio di idee e progetti per l’istruzione del futuro, favorendo il dibattito sul mondo dell’istruzione fra enti istituzionali, associazioni, imprenditori, insegnanti, dirigenti scolastici e ambito accademico.Si è svolta stamani al Palazzo degli Affari la conferenza stampa di DIDACTA ITALIA 2026 alla presenza del presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini, dell’On.le Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione e del Merito, di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, del presidente della CCIAA, Massimo Manetti, dell’assessora all’Educazione e Formazione professionale del Comune di Firenze, Benedetta Albanese, di Luciano Tagliaferri, Direttore generale USR Toscana. In videocollegamento Laura Ramaciotti, presidente CRUI e Letizia Cinganotto, Consigliera di Amministrazione INDIRE.L’edizione 2026 è dedicata ai 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826), una delle figure più rappresentative della cultura pedagogica e letteraria italiana, autore de Le Avventure di Pinocchio, fra i libri per ragazzi più letti e tradotti nel mondo, attraverso il quale Collodi ha saputo raccontare l’importanza dell’educazione come trasformazione, il percorso di crescita, il valore della responsabilità e della consapevolezza morale e civile.Per l’occasione verrà allestita, a cura di INDIRE, nell’Area “Grotte”, una mostra con percorsi di lettura e approfondimenti intitolata Carlo Collodi: tra penna, politica e “bugie” che dicono la verità. Pinocchio e gli altri personaggi come specchio di un uomo del suo tempo. L’esposizione proporrà un itinerario critico volto a restituire la complessità di Carlo Lorenzini, patriota, giornalista, scrittore, e non soltanto autore di Pinocchio. Attraverso testi e immagini, sarà messo in luce il legame tra la sua esperienza politica e la sua produzione letteraria: dalla militanza risorgimentale alla disillusione per l’Italia post-unitaria, fino alla creazione di personaggi che sono diventati simboli universali.L’inaugurazione si terrà mercoledì 11 marzo alle ore 11,00 presso la Sala della Ronda e sarà caratterizzata dal concerto dell’Orchestra dei Licei Musicali Italiani, un progetto del Ministero dell’Istruzione del Merito in collaborazione con la Fondazione Uto Ughi. L’Orchestra composta da 91 giovani studenti provenienti dai licei musicali di tutto il territorio nazionale, si esibirà alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.3.081 gli eventi in totale (fra quelli del programma scientifico e quelli degli espositori) rivolti a insegnanti, dirigenti e personale del mondo scolastico di ogni ordine e grado e per la prima volta anche a personale amministrativo e amministratori locali.Il programma scientifico, a cura di INDIRE e coordinato dal Prof. Giovanni Biondi, quest’anno è ancora più ricco ed articolato con 501 eventi formativi: 316 seminari e 185 workshop. I docenti possono iscriversi utilizzando, a partire da lunedì 9 marzo, anche la Carta del docente.I percorsi formativi, che spaziano dalla scuola 0-6 fino ai corsi post diploma, affrontano numerosi argomenti, tra cui le metodologie didattiche innovative, l’educazione ambientale — con particolare riferimento alla GreenComp nella scuola secondaria — l’educazione alimentare attraverso la promozione della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità, le arti e l’innovazione del sistema scolastico nazionale ed europeo. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’Intelligenza Artificiale in classe, con l’allestimento di due sale tematiche in cui si potrà sperimentare la progettazione “dal prompt al prototipo” in modalità hands-on, il plurilinguismo, l’utilizzo dell’IA per l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue straniere e la personalizzazione di un tutor didattico basato sull’IA, tra ricerca e sperimentazione. Non mancheranno inoltre aule immersive dedicate alla blockchain, con la nuova versione del gioco da tavolo, alla robotica educativa e alla transizione tecnologica. Sarà infine possibile partecipare a numerosi seminari, tra cui quelli riguardanti le STEM e STEAM, l’organizzazione della filiera formativa 4+2, la cybersecurity negli ITS Academy, l’istruzione agli adulti e lo sport come valore educativo nelle scuole.Fra le novità dell’edizione 2026 anche un’area interamente dedicata all’innovazione in Europa con la presentazione di scuole europee ‘modello’ che si sono dimostrate capaci di trasformare in modo significativo il modello scolastico.Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito sarà presente a Didacta con un ricco programma di attività che prevede oltre 100 eventi e con un ampio spazio, presso il padiglione Spadolini (piano Attico), articolato in un’Arena per la formazione, in spazi informativi e un tavolo dell’innovazione didattica, a cura delle Équipe Formative Territoriali del MIM. All’interno del programma scientifico saranno previsti specifici momenti di approfondimento dedicati al nuovo Esame di Maturità e alla presentazione delle nuove Indicazioni Nazionali per l’infanzia e il primo ciclo. Sono programmati, inoltre, eventi e seminari dedicati al rafforzamento dei percorsi tecnico-professionali, in coerenza con le recenti iniziative legislative e con le politiche di rilancio delle filiere produttive nazionali.Per il terzo anno consecutivo Il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane saranno presenti in fiera al padiglione Basilica con un intenso programma che vedrà protagonisti docenti e ricercatori di atenei e istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Quest’anno, per la prima volta, l’AFAM avrà una ampia sessione dedicata.Didacta Italia potrà contare, ancora una volta, sulla partecipazione del Ministero della Cultura e del Ministero per lo Sport e i Giovani (padiglione Spadolini, piano Attico), e per il primo anno sulla presenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Salute, entrambi con iniziative progetti formativi speciali al padiglione delle Nazioni.Il Teatrino Lorenese ospiterà workshop e seminari dedicato alle arti come musica, coreutica e teatro con seminari e workshop per una formazione completa fin dalla scuola dell’infanzia.Tra i protagonisti di Didacta Italia 2026 la Regione Toscana che anche quest’anno sarà presente con un grande spazio espositivo all’interno delPadiglione delle Ghiaie e un ricco programma di convegni, seminari e workshop che affronteranno un’ampia gamma di temi educativi, formativi e sociali: dalla scuola dell’infanzia ai percorsi post-diploma, dall’orientamento all’inserimento occupazionale, dall’educazione alla pace alla memoria e alla solidarietà fino all’inclusione e alla cittadinanza attiva.Anche il Comune di Firenze, sempre nel Padiglione Le Ghiaie, sarà protagonista della manifestazione con un proprio stand dove oltre a dare informazioni sui servizi, realizzerà workshop e laboratori, in collaborazione con Fondazione MUS.E., e organizzerà seminari.A Didacta la Camera di Commercio di Firenze insieme a Unioncamere presenterà i servizi di orientamento e supporto alla creazione di impresa del sistema camerale e proporrà numerose iniziative formative.Farà il suo ingresso a Didacta Italia per il primo anno anche l’Ufficio Scolastico della Toscana con uno spazio apposito messo a disposizione dallaFondazione CR Firenze: obiettivo principale sarà non solo quello di presentare progetti, ma anche di raccontare percorsi che l’ufficio struttura a supporto della comunità scolastica, per un confronto costruttivo fra tutti i protagonisti.Saranno oltre 700 gli espositori in totale (in crescita del 35% rispetto all’edizione 2025) che rappresentano le più importanti aziende della filiera della scuola su scala internazionale, distribuiti in 10 padiglioni su un’area di 45mila metri quadrati: dalla cancelleria e editoria alle architetture e arredi scolastici, dalla didattica museale all’educazione alimentare, dall’educazione ambientale e green a quella motoria e allo sport a scuola, dalla formazione linguistica ai giochi didattici, musica, arte e teatro fino alle più avanzate tecnologie informatiche.Per partecipare agli eventi formativi è necessario consultare il programmascientifico (https://fieradidacta.indire.it/it/programma-didacta-italia-2026/) e selezionare quelli interessati, completando la procedura con l’acquisto del biglietto direttamente sul portale.Il costo del biglietto è di 16, 25 e 30 euro, in base al numero dei giorni (da uno a tre). È possibile prenotare un massimo di due eventi formativi al giorno che possono essere: 2 seminari e 2 workshop, 1 seminario e 1 workshop, oltre alla partecipazione illimitata agli eventi calendarizzati di enti ed aziende.Didacta Italia è organizzata da Firenze Fiera con la partnership scientifica di INDIRE. Partner: Didacta International. La fiera propone un programma di altissimo livello avvalendosi di un Comitato organizzatore composto da: Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca, Conferenza dei Rettori delle Università italiane, Regione Toscana, Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Comune di Firenze, Unioncamere, Camera di Commercio di Firenze, ITKAM e Fondazione Destination Florence. Orario di apertura: dalle 9,00 alle 18,30 (ultimo giorno: dalle 9,00 alle 17,00)

DOVE NIENTE È SCONTATO, L’ACQUA È DEL PUBBLICO ACQUEDOTTO

Publiacqua e I Ragazzi di Sipario assieme

Publiacqua e I Ragazzi di Sipario hanno stretto un patto di collaborazione. Il maggiore gestore idrico della Toscana diventa così partner tecnico del punto di ristorazione meno convenzionale di Firenze. A presentare la collaborazione, Marco Martelli Calvelli, presidente della cooperativa sociale I Ragazzi di Sipario Onlus, e Nicola Perini, Presidente di Publiacqua, che questa mattina si sono dati appuntamento presso il nuovo ristorante gestito dalla Onlus in via Aretina 16r. IL CONTRIBUTO TECNICO DI PUBLIACQUALa collaborazione tra Publiacqua e I Ragazzi di Sipario fa forza su alcune forniture di materiale che il gestore metterà a disposizione del punto di ristorazione di via Aretina 16r e che, ovviamente, avranno ricadute positive dirette anche sulla clientela del locale. In primo luogo, l’acqua che sarà fornita gratuitamente su tutti i tavoli grazie ad un erogatore fornito da Publiacqua che la rende gradevolmente fresca ed alle bottiglie di vetro, anch’esse fornite dal gestore. Un’acqua la cui qualità e le cui caratteristiche saranno disponibili ai clienti del locale essendo l’etichetta della stessa riportata sulle tovagliette di carte. Tovagliette dove, attraverso un comodo QR Code, gli avventori potranno inoltre verificare immediatamente anche l’etichetta dell’acqua della loro abitazione.Oltre a ciò, Publiacqua ha fornito borracce e polo loggate per i gestori e i camerieri. UN RISTORANTE FUORI DAL COMUNEI Ragazzi di Sipario è un ristorante i cui proprietari/soci fondatori sono quindici ragazzi speciali, quindici ragazzi con disabilità che si alternano nelle varie mansioni richieste, tra sala e cucina. Un’esperienza che viene da lontano, quella di questi quindici imprenditori, visto che il primo germoglio del ristorante di oggi fu la creazione, da parte di un gruppo di genitori, di un’associazione che offrisse corsi propedeutici al lavoro dei loro ragazzi. Si parla di diciotto anni fa e da allora, passando dalla preparazione di pasti per gli anziani della Misericordia di Badia a Ripoli, da esperienze presso il Circolo M.C.L. di in via de’ Serragli e poi presso il Teatro Alfieri, l’associazione è cresciuta, si è modificata, e si è arrivati, finalmente all’apertura di un vero e proprio ristorante, aperto dal lunedì al venerdì a pranzo, e il mercoledì, giovedì, venerdì e sabato anche a cena. Un ristorante di cucina toscana e che ha la meravigliosa caratteristica di riempire non solo la pancia ma anche il cuore di chi lo prova.

Wikipedro lancia il video contest per raccontare Bagno a Ripoli: “Storie, arte, bellezza e natura: dicci perché la ami”

Il sindaco Pignotti: “L’obiettivo è valorizzare sempre di più il nostro territorio”

“Una storia, un luogo del cuore, un monumento, uno scorcio, la bellezza del paesaggio: dicci perché ami Bagno a Ripoli”. Con un messaggio affidato ai social con Wikipedro, alias Pietro Resta, uno degli influencer fiorentini più seguiti dal grande pubblico, viene lanciato il nuovo video contest ideato dalla Pro Loco per Bagno a Ripoli e dal Comune per raccontare il territorio ripolese.  Il concorso, dal titolo “Ama Bagno a Ripoli”, è stato presentato stamani in palazzo comunale nella sala consiliare “Falcone e Borsellino”. Accanto a Wikipedro, presenti la neo-presidente dell’associazione Lara Cecconi, il sindaco Francesco Pignotti e l’assessora al Turismo e alla promozione del territorio Paola Nocentini. L’obiettivo del contest è valorizzare il patrimonio naturalistico, storico, artistico e culturale presente nel comune, aumentandone attrattività e visibilità. Con il video di lancio di Wikipedro, il contest si è ufficialmente aperto. Chi è interessato a partecipare deve realizzare un video in formato verticale e di durata non superiore a 2 minuti per raccontare il motivo del suo attaccamento a Bagno a Ripoli. Il video può concentrarsi su un luogo d’arte, un percorso naturalistico, un particolare storico. Ma può anche parlare di una storia personale o collettiva, di artigianato, sport, scuola o di un ricordo.   Ogni video deve iniziare con la dicitura “Si dice che…” e chiudersi con la frase “Ama Bagno a Ripoli”. I video partecipanti devono essere inviati per mail all’indirizzo amabagnoaripoli@gmail.com. La Pro Loco pubblicherà i video sui suoi canali social, Instagram e Facebook, e quello che riceverà più interazioni risulterà vincitore. Il primo classificato sarà premiato a novembre in occasione di PrimOlio 2026, la mostra mercato dell’olio evo in programma a Bagno a Ripoli. Per la prima volta sarà assegnato il “Ripolino d’oro”, riconoscimento ideato dalla Pro Loco, disegnato da Gemma Manfredini e realizzato dalla Fonderia artistica Del Giudice, per rendere omaggio a chi con il suo impegno promuove Bagno a Ripoli. “Lavoro da sempre nel turismo – ha detto la presidente della Pro Loco Lara Cecconi – e da quando ho scelto di venire a vivere qui, 20 anni fa, sogno che Bagno a Ripoli da luogo alle porte di Firenze diventi la porta su Firenze e sul Chianti, che non viva di riflesso ma valorizzi la sua identità. Per riuscirci ha le carte in regola. Con questa iniziativa vogliamo fare un passo avanti in questo senso”.  “Parlando di ‘Ama Bagno a Ripoli’ voglio ricordare Gian Domenico Volpi, fondatore e presidente della Pro Loco, che ha amato davvero il suo territorio, e che purtroppo ci ha lasciati troppo presto. Il primo pensiero oggi va a lui – ha detto il sindaco Francesco Pignotti –. Con il video-contest si dà il via a un periodo di promozione del territorio a 360 gradi, che coinvolgerà cultura, turismo e le principali attrazioni di Bagno a Ripoli. Grazie alla presidente Cecconi, che fa parte della Pro Loco fin dall’inizio e oggi le dà nuova linfa per ripartire. E grazie a Wikipedro, testimonial d’eccezione, che ci aiuta a far conoscere il nostro territorio fuori dai nostri confini”.

Publiacqua premiata dalla Regione Toscana

L’Amministratore Delegato, Paolo Saccani: “Un riconoscimento importante per il lavoro che svolgiamo sul tema della sicurezza”

Il premio più bello. La Regione Toscana ha premiato Publiacqua come una delle imprese che contribuiscono in modo più rilevante e innovativo a garantire ambienti di lavoro più sani e sicuri. Un premio che il maggiore gestore toscano ha ottenuto grazie al punteggio massimo raggiunto nella valutazione della commissione di esperti (100 punti su 100) e che ha fruttato a Publiacqua anche il premio speciale del Rotary Club. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri mattina in Sala Cutuli di Palazzo Strozzi Sacrati, in piazza Duomo 10 a Firenze ed è iniziata con i saluti istituzionali dell’Assessora a Sanità e diritto alla salute Monia Monni. La stessa assessora, poi, ha consegnato i premi alle aziende presenti e tra queste, come detto, Publiacqua SpA, rappresentata da Paolo Saccani, Amministratore Delegato, e Francesco Franchi, RSPP e Responsabile Sicurezza e Sistemi di Gestione dell’azienda. Il premio del Rotary è stato invece consegnato da Giorgio Odello, Governatore Distretto 2071.“Questo premio – ha detto Paolo Saccani, Amministratore Delegato Publiacqua – è un riconoscimento importante per il lavoro che ogni giorno svolgiamo insieme al nostro personale sul tema della sicurezza finalizzato a rafforzare e a diffondere ad ogni livello della nostra organizzazione la cultura della sicurezza e della salute, che rappresenta l’indispensabile presupposto per la riduzione dei rischi e degli infortuni sul lavoro. È un risultato che appartiene a tutta l’azienda e di cui essere orgogliosi, che ci spinge a continuare a migliorare con ancora più determinazione”.  OPS: NON UN PROGETTO MA UNA REALTÀPubliacqua ha partecipato al bando della Regione Toscana con uno dei suoi fiori all’occhiello: il progetto “Officina Prevenzione e Sicurezza – Formazione ed Addestramento”. L’OPS, questo l’acronimo con cui l’officina è denominata in azienda, è attiva dal maggio del 2021 e non ha mai smesso di crescere e aggiornarsi tanto da diventare un punto di riferimento per la formazione sulla sicurezza e per i progetti di welfare per tutti i dipendenti del principale gestore idrico della regione. L’Officina è stata realizzata all’interno di un edificio già in gestione di Publiacqua la cui sistemazione e adeguamento hanno richiesto un impegno economico di oltre 500.000 euro.Un investimento importante per consentire al personale operativo del maggiore gestore toscano di avere a disposizione una palestra di formazione dove, accanto ai tradizionali spazi per la formazione in aula, sono stati riprodotti ambienti di lavoro per veri e propri addestramenti fisici così da apprendere le singole procedure e trasformale in prassi corrette.Riproduzioni fedeli di ambienti come le camerette di manovra sotterranee o una cabina elettrica “di addestramento” per evitare le minacce legate all’elettricità, un simulatore professionale di guida ed un visore per la realtà virtuale dove imparare a gestire i prodotti chimici normalmente utilizzati per la potabilizzazione dell’acqua. I NUMERI NON MENTONOA partire dal 2021 l’Officina Prevenzione e Sicurezza ha ospitato più di 100 sessioni di corsi in materia di sicurezza, con più di 800 partecipazioni di personale operativo; l’efficacia in termini prevenzionali trova riscontro nel trend di riduzione del fenomeno infortunistico in azienda che evidenzia un calo ed una stabilizzazione verso il basso del numero e del relativo indice di Frequenza degli infortuni  (da 26,3 nel periodo 2015-2019 a 10,55 nel 2020-2025) e dell’indice di Gravità (da 0,59 nel periodo 2015-2019 a 0,31 nel 2020-2025).

Prima edizione del Premio Franco Zeffirelli, nuovo appuntamento internazionale per Firenze

Placido Domingo e Robert Powell, a loro il Premio Speciale “nel segno di Franco”

Ieri pomeriggio, nella splendida cornice dello storico Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, si è tenuta la cerimonia ufficiale del primo Premio Franco Zeffirelli. Per Firenze, un nuovo appuntamento di rilievo internazionale, a cadenza annuale, istituito dalla Fondazione Franco Zeffirelli e dal Trust Zeffirelli per il Centro Internazionale delle Arti e dello Spettacolo, con l’obiettivo di onorare e proseguire l’eredità artistica e culturale di una delle figure più influenti del Novecento.Tra i premiati della prima edizione, due figure di livello mondiale come Placido Domingo e Robert Powell, che hanno ricevuto il Premio Speciale Franco Zeffirelli. Ma andiamo con ordine.Placido Domingo, grande tenore e direttore d’orchestra, è stato uno dei più importanti collaboratori di Franco Zeffirelli, con cui ha condiviso la realizzazione di allestimenti operistici, sia in ambito teatrale che cinematografico. È arrivato nel Salone dei Cinquecento accompagnato dalla moglie, Marta Ornelas (soprano d’opera, regista teatrale e designer messicana) e dalle istituzioni fiorentini, con la sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani in primis. Dalla sua grande personalità, traspare il suo carisma ma anche il suo approccio gentile, evidenziato da un volto sempre sorridente. A lui è andato, come detto, il Premio Speciale Franco Zeffirelli. Premiato dalla sindaca Funaro, ha poi raccontato: “Ricordo la sua capacità di cogliere l’essenza vera dei grandi capolavori e di essere, allo stesso tempo, un innovatore. E quella sua ricerca della bellezza, ma mai fine a se stessa. Tutta la sua arte è un’eredità immensa che non tramonta mai. Aveva una visione completa della regia e quando i nostri personaggi e le scene erano solo dei meravigliosi bozzetti sulla carta, già li vedevamo prendere vita. Affrontava l’opera nella sua totalità e nessun dettaglio sfuggiva al suo controllo. Non era un carattere facile, ma era geniale». E sul premio: “ Questo Premio è l’omaggio a un genio dell’arte, un genio tutto italiano, anzi fiorentino, che ha reso immortale l’opera e a cui tutti noi dobbiamo dire grazie». Tra le opere dove Domingo ha lavorato con Zeffirelli, ci sono la Turandot, la Carmen, la Tosca, l’Otello e la La Traviata”.Da un Maestro dell’Opera al un attore di statura internazionale, Robert Powell. La sua figura, nell’immaginario collettivo, è indiscutibilmente legata alla magistrale interpretazione del Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli. Sono passati quasi 50 anni dall’uscita del celebre sceneggiato televisivo, e anche per Powell gli anni sono passati, ma osservando i suoi occhi pungenti e “celestiali” e i suoi tratti somatici, si palesa quel volto scarno, dolce e sofferente del Gesù da lui interpretato. Quel personaggio che lo ha reso famoso in tutto il mondo e che ha di fatto dato un volto a Gesù agli occhi del mondo. Anche lui, come Domingo, è arrivato nel Salone dei Cinquecento con la moglie Barbara Lord (anche lei attrice) ed è stato fin da subito di una disponibilità disarmante. Poi è salito sul palco e, premiato col Premio Speciale Franco Zeffirelli dal presidente della Regione Giani, ha detto: “Nella mia carriera ho ricevuto tanti premi, ma questo è il più importante di tutti. È speciale e ha un significato profondo, proprio perché è nel nome e nella memoria di Franco. E poi è anche molto bello. Sono estremamente grato”. E sul rapporto con Zeffirelli ha raccontato: “Siamo stati molto legati e siamo rimasti in contatto stretto fino alla sua scomparsa, nel 2019. Lui è stato padrino dei miei figli. E poi ricordo quando, d’estate, io e la mia famiglia andavamo da lui a Positano, nella splendida Costiera”. Poi torna indietro nel tempo, al Gesù di Nazareth, e svela: “Insieme decidemmo che non gli avrei dato alcuna caratterizzazione personale. Scelsi di mostrarmi come una tela bianca, che ogni spettatore avrebbe dipinto secondo la propria immaginazione”. Infine ha raccontato di aver donato i calzari che indossò quando interpretò Gesù, i chiodi della croce e la frusta usata per la flagellazione alla Fondazione Zeffirelli a Firenze, in modo che possano essere esposti. E sui calzari ha rivelato, sorridendo: “I sandali di Gesù sono state le scarpe più scomode che abbia mai portato. Sono dei pezzettini di cuoio sottile, che calzati sulle pietre calde della Tunisia e del Marocco non erano proprio una passeggiata. Mi piaceva dare un piccolo pezzetto di me, un frammento, come quel fango vivo che ancora c’è sotto quelle scarpe”.Il figlio adottivo di Franco Zeffirelli nonché presidente della Fondazione Zeffrelli, Pippo, ha ringraziato e assicurato: “Troveremo lo spazio per esporli nel museo della Fondazione Zeffirelli a Firenze”.Il riconoscimento per la Regia è andato invece a Marco Bellocchio, maestro del cinema italiano e internazionale, autore di film del calibro di I pugni in tasca, Il dramma sul caso Moro Buongiorno, notte, il ritratto di Tommaso Buscetta Il traditore e la recente serie Esterno notte. In arrivo, inoltre, una serie Portobello sul caso Tortora. Quando il regista è salito sul palco, premiato dall’assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, ha detto: “Sono onorato di questo premio, è anche bello”. E su Zeffirelli ammette: “Non ho mai lavorato con lui, eravamo molto diversi. La mia ammirazione per lui non è stata immediata, avevamo idee differenti”.Infine gli altri premi.Il premio per i Costumi è andato ad Ann Roth, leggenda del costume design, la cui carriera pluridecennale ha ridefinito il rapporto tra abito, psicologia del personaggio e verità scenica (sei volte candidata all’Oscar e vincitrice per Il paziente inglese e Ma Rainey's Black Bottom).Il premio per la Scenografia è andato a una coppia di vere e proprie artiste della scena: Sarah Greenwood e Katie Spencer (sette volte candidate all’Oscar, per titoli quali Espiazione, Anna Karenina, Barbie), celebrate per la capacità di coniugare ricostruzione storica, invenzione visiva e forza narrativa.I riconoscimenti sono stati attribuiti da una giuria internazionale (identificata con il supporto della A.S.C. Associazione Scenografi, Costumisti, Arredatori Italiani), presieduta da Raimonda Gaetani, scenografa, costumista e art director italiana, e composta da Madeline Fontaine (costumista, Francia), Lindy Hemming (costumista, Regno Unito), Jean Rabasse (scenografo, Francia) e Inbal Weinberg (scenografa, Stati Uniti.

Musart Festival Firenze 2026, Bertini: “Un cartellone intergenerazionale”

Sindaca Funaro: “Musart orgoglio per la Città Metropolitana”

Torna il Musart Festival Firenze, arrivato alla sua XI edizione, ma la terza al Parco Mediceo di Pratolino. Un evento che ormai è diventato una consuetudine e che, quest’anno, sarà in scena dal 28 giugno al 26 luglio.Tanti gli artisti che si saliranno sul parco nella splendida location di Pratolino (da Ber Harper ad Alfa, da Mannarino a Elio e le Storie Tese, da Luca Carboni all’Orchestra e Coro del Maggio Musica Fiorentino, fino a Vittorio Nocenzi), con qualche novità che caratterizzerà questa edizione di un festival entrato nel cuore dei fiorentini e di tutta la Toscana.“È un cartellone intergenerazionale – dice Claudio Bertini, Presidente dell’Associazione Culturale Musart – che spazia in sessant’anni di musica. Si va da Vittorio Nocenzi, che io andai a vedere quando avevo 14 anni, ad Alfa, cantante pop molto amato dai giovani: è un cartellone – come sottolineato – intergenerazionale, una specie di tassello di un grande mosaico, che è quello della musica popolare che ha accompagnato e continua ad accompagnare la vita di tutti noi”. Un cartellone intergenerazionale ma anche “con alcune novità rispetto allo scorso anno. Per esempio, ci sono tre concerti (i primi tre, ovvero quelli di Ben Harper & The Innocent Criminals, Mannarino e Alfa) non teatrali, cioè con posti in piedi, che l’anno scorso, con Manu Chao, abbiamo visto riscuotere grande successo. Un’altra novità è dettata dal lasso di tempo che racchiude i concerti del Musart Festival 2026. Il palco sarà montato per un mese (e infatti il Musart Festival 2026 inizierà il 28 giugno e finirà il 26 luglio) a differenza delle precedenti edizioni, quando tutto era concentrato in due settimane. Questo ci ha dato la possibilità di aver un cartellone con qualche occasione in più. Torno a Ben Harper, che sarà in Italia tre giorni a fine giugno: o gli davamo spazio in quel periodo oppure non avremmo avuto la possibilità di averlo al Musart Festival. Infine – conclude Bertini – una terza novità riguarda lo spostamento del concerto all’alba (quello di Vittorio Nocenzi in programma il 26 luglio alle 4.45) a Pratolino. Il classico e consueto concerto all’alba del cartellone d Musart era rimasto sempre in Piazza Santissima Annunziata, mentre quest’anno lo abbiamo voluto a Pratolino. Non so se sarà più gradito al Parco Mediceo di Pratolino o se era preferibile in Piazza Santissima Annunziata: lo vedremo”.“Musart Festival è un evento straordinario -  dice la sindaca di Firenze, Sara Funaro – lo abbiamo visto (anche) dalle presenze del 2025 che sono state tantissime. Abbiamo raggiunto il record di oltre 200 mila presenze. Oltre a questo, Musart ospita sempre artisti eccezionali e soprattutto un modo per far vivere un luogo, il Parco Mediceo di Pratolino, che è meraviglioso. Parco Mediceo di Pratolino su cui, come Città Metropolitana, stiamo investendo tantissimo: oltre 8 milioni di euro di investimento per la riqualificazione del parco, con tanti interventi che sono in corso e tantissime attività che stiamo mettendo in campo. Vogliamo che questi luoghi che riqualifichiamo siano restituiti alla città e Musart ormai è diventato un appuntamento fisso, un appuntamento atteso da tanti cittadini, grazie anche all’intervento di artisti di eccezione. Un punto di orgoglio per la Città Metropolitana. La fruibilità? Il nostro auspicio è che quest’anno ci siano meno difficoltà. Come sapete, l’anno scorso, per un periodo del Festival, c’era la chiusura di Via Bolognese che ha creato difficoltà oggettive, mentre quest’anno questo problema è risolto. Il nostro augurio è che ci sia una fruibilità, anche dal punto di vista della mobilità, maggiore. Ma in quella zona non dovrebbero esserci particolari problematiche”.Quest’anno, a Pratolino, anche la presenza eccezionale dell’Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, che si esibirà sul palco il 25 luglio: “Ci fa molto piacere essere ospiti di questo Festival Musart – dice Carlo Fuortes, Sovrintendente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino – in un luogo meraviglioso come il Parco Mediceo di Pratolino. Crediamo sia molto importante portare la grande musica del Maggio, in questo caso Orchestra e Coro che suonano e cantano i “Carmina Burana”, per un pubblico molto vasto, che non è specialista, ma un pubblico di turisti e cittadini che magari non frequentano sempre il nostro teatro. Per noi è fondamentale allargare la proposta che facciamo a tutta la città e a tutti i turisti, quindi consideriamo questa partecipazione una grande occasione”.

Inaugurata la mostra fotografica di Leonardo Mincolelli

Immagini in bianco e nero per omaggiare Firenze

Questo pomeriggio è stata inaugurata, presso la Sala Ex Leopoldine in Piazza Torquato Tasso 7 a Firenze, la mostra fotografica ‘Ricordo Firenze’ di Leonardo Mincolelli, nato a Firenze nel 2002, nel rione di San Frediano.‘Ricordo Firenze’ non è soltanto una mostra fotografica, ma un atto di amore. Un omaggio alla città natale dell’autore, fatto di luci trattenute e ombre che sanno di memoria, con Mincolelli che restituisce alla sua città uno sguardo maturato altrove, lontano da Firenze dove è andato per proseguire gli studi universitari, ma rimasto intimamente fiorentino.Tutti gli scatti sono in bianco e nero, una scelta voluta per costringere lo sguardo a fermarsi, a leggere le superfici come si leggono i ricordi. Attraverso questa mostra, Mincolelli regala una Firenze diversa, non quella da consumo rapido, ma una città filtrata dalla distanza, spogliata dei dettagli superflui e restituita nella sua ossatura essenziale.La mostra, curata da Federica Bozzetti, rientra nella programmazione off del Festival Il Magnifico ed è realizzata con il patrocinio di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Firenze. Questa bella esposizione sarà visitabile fino al 9 febbraio 2026, dalle ore 09.30 alle 12.30 e dalle ore 15.30 alle 18.30.

IED FIRENZE X PLURES, UNA MOSTRA SUL VALORE DELLE RISORSE E DELL’AZIONE COLLETTIVA

Da oggi fino a 6 marzo preso l’ex Teatro dell’Oriuolo, con ingresso gratuito

Da oggi, 5 febbraio, al 6 marzo 2026, l’ex Teatro dell’Oriuolo di Firenze ospita IED Firenze x Plures, una mostra collettiva che indaga il valore delle risorse ambientali e il ruolo dell’azione collettiva nella costruzione di un futuro sostenibile. Il progetto nasce dalla collaborazione tra IED Firenze e Gruppo Plures, multiutility pubblica attiva nei settori ambiente, energia e acqua e utilizza il linguaggio della comunicazione visiva come strumento di sensibilizzazione e riflessione critica.“La collaborazione tra IED e Plures Alia rappresenta un modello di come l’arte possa farsi interprete delle grandi sfide civili del nostro tempo”, ha dettol’Assessore alle società partecipate del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini. “Portare questi temi all’interno dell’ex Teatro dell’Oriuolo, attraverso lo sguardo critico e innovativo dei giovani creativi dello IED, significa trasformare concetti complessi come la sostenibilità in un’esperienza visiva e tattile alla portata di tutti per aiutarci a riconsiderare il nostro impatto quotidiano sull’ambiente. Ringrazio IED e Plures per aver dato forma a questo dialogo, dimostrando che la consapevolezza ambientale è, prima di  tutto, un grande investimento culturale per Firenze”.“Il tema dell’ambiente è prima di tutto un tema culturale. Formare progressisti e creativi significa fornire loro gli strumenti per leggere la complessità del presente e assumersi una responsabilità nei confronti della società e delle risorse che utilizziamo”, ha detto Benedetta Lenzi, direttrice IED Firenze, e ha continuato: “La collaborazione con Plures nasce da una visione condivisa: usare il linguaggio della creatività per rendere visibili questioni spesso percepite come lontane e riportarle nella dimensione quotidiana delle persone. Questa mostra dimostra come il progetto possa diventare uno spazio di consapevolezza e di dialogo, capace di attivare nuove forme di partecipazione con la città e immaginare modelli più sostenibili per il futuro”.Da questa consapevolezza nasce il progetto espositivo che utilizza il linguaggio visivo per rendere tangibile la responsabilità condivisa nella cura dell’ambiente. “Abbiamo scelto di lavorare con il linguaggio della creatività perché è capace di generare domande, non solo risposte – ha detto il presidente di Plures, Lorenzo Perra –. Le opere in mostra parlano di risorse, ambiente e responsabilità, ma soprattutto mettono al centro le persone: il singolo individuo e la comunità come soggetti attivi del cambiamento. Per Plures, questa collaborazione rappresenta un modo diverso di fare comunicazione ambientale, che non si limita a informare ma invita a prendere posizione e a riconoscersi parte di un’azione collettiva”.Curata da Stefano Cipolla, Art Director de L’Espresso e Direttore Responsabile di Grafica Magazine, la mostra raccoglie i lavori di cinque giovani creativi nonché alunni di IED Firenze (Jacopo Koning, Zuzanna Gòrska, Riya Allen e Nicole Ferraresi, alunni del Master in Graphic Design, insieme a Paula Cervantes, studentessa del corso Triennale di Illustrazione) che, coordinati dal docente Dario Manzo, attraverso linguaggi visivi diversi – dal manifesto all’installazione, dal video alla pittura – interpretano le sfide ambientali del presente. “Sensibilizzare la comunità ai grandi temi ambientali attraverso la comunicazione visiva – spiega Cipolla – perché il linguaggio delle immagini può essere più persuasivo di mille parole”.  Il percorso espositivo affronta quattro temi centrali della sostenibilità: risparmio energetico, gestione dei rifiuti, riciclo e risorse idriche, articolandosi in dieci sezioni che mettono in relazione individuo, comunità e ambiente, evidenziando come le azioni quotidiane possano assumere un significato collettivo e trasformativo. Questo con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini attraverso la forza della comunicazione visiva.IED Firenze - ex Teatro dell'Oriuolovia dell'Oriuolo 31 FirenzeOrario: 9:00 - 18.00 (chiusa sabato e domenica)Ingresso gratuito

Accoglienza speciale per i Commisso al Viola Park

Pinones-Arce consegna fiori e maglia “Rocco 5” a Joseph e Catherine prima del match di Coppa Italia femminile

Prima della partita di ritorno dei quarti di Coppa Italia femminile tra Fiorentina e Milan, il tecnico delle ragazze gigliate Pinones-Arce ha consegnato a nome di tutta la squadra un omaggio floreale e una maglietta personalizzata con scritto "Rocco 5" al neo presidente viola Joseph Commisso e alla madre Catherine, moglie dell'imprenditore italo-americano scomparso il 16 gennaio scorso. Un modo per dimostrare tutto l'affetto e la stima nei confronti di un presidente, Rocco Commisso, che ha sempre seguito con passione le sorti della "sua" Fiorentina.Presente sugli spalti dello stadio Curva Fiesole al Viola Park, oltre a Joseph e Catherine Commisso, anche il direttore generale viola Alessandro Ferrari.

Dottoressa Santianni (Publiacqua): “Bere acqua del rubinetto porta vantaggi economici e ambientali”

Ogni giorno viene effettuato un doppio controllo su tutta la filiera idropotabile

Si può bere l’acqua del rubinetto? La risposta è: assolutamente sì. Bere acqua del rubinetto fa bene al portafoglio e all’ambiente. Ce lo ha spiegato dettagliatamente la Dottoressa Daniela Santianni, Responsabile Laboratorio Publiacqua, alla quale abbiamo posto delle domande specifiche che possono sgombrare la mente dei cittadini da ogni dubbio. Perché è consigliabile bere acqua del rubinetto?“Perché l’acqua del rubinetto è di buona qualità ed è estremamente controllata. Tutti i parametri sono esaminati come da Decreto Legge 18 del 2023, che disciplina la qualità dell’acqua potabile in Italia monitorando 53 parametri fondamentali, suddivisi in microbiologici, chimici (inclusi metalli come piombo e rampe, e PFAS) e indicatori (come pH, conducibilità, torbidità)”. I controlli rigorosi a cui è sottoposta l’acqua del rubinetto, che garantiscono i parametri di legge, consentono di bere acqua del rubinetto, ma che sapore ha rispetto all’acqua minerale? Non si sente il cloro?“Il cloro effettivamente viene aggiunto all’acqua perché garantisce la salubrità dell’acqua stessa dall’uscita del potabilizzatore fino al rubinetto delle nostre case, quindi si può sentire. Ma la concentrazione di cloro è molto bassa, quindi tutto dipende dalla percezione personale e dalle abitudini. Se ci si abitua a bere acqua del rubinetto, il palato si adegua. Ma in effetti è una cosa che può succedere, che dia fastidio, talvolta anche solo l’odore. Le faccio un esempio: noi usiamo due tipi di disinfettante per l’acqua potabile e quando capita che  si cambia, riceviamo molte telefonate perché l’utente percepisce da differenza dell’odore dell’acqua. Consiglio qualche escamotage, in particolar modo d’estate: siccome il cloro usato per disinfettare l’acqua potabile è una sostanza chimica molto volatile, mettendo l’acqua in frigorifero e facendola respirare all’aria, un po’ di odore di cloro se ne va. Questo, comunque, lo ritengo un piccolo problema”. Quali sono i vantaggi economici e i benefici ambientali che si possono trarre scegliendo di bere l'acqua del rubinetto?“I vantaggi sono tanti. Partiamo da quelli economici per ogni famiglia. La tariffa base dell’acqua potabile è di 2,7 euro a metro cubo (poco più di 3 euro, considerando Iva, quota fissa e oneri imposti a livello nazionale), per una famiglia si parla circa 0,027 centesimi al litro, quindi è ovvio che la spesa per bere è davvero esigua. Poi ci sono i vantaggi ambientali che sono davvero importanti. Per avere un idea dell’impatto sia economico che ambientale dell’uso dell’acqua del rubinetto le do alcuni dati riguardanti le Case dell’Acqua, un’iniziativa volta a incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto: nel complesso dei 46 comuni dove Publiacqua gestisce il servizio, le Case dell’Acqua installate hanno erogato, nel periodo dal 2017 all’agosto 2025, oltre 311 milioni di litri di acqua con un risparmio per l’ambiente di oltre 207 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri non prodotte, trasportate e smaltite, e per le tasche delle famiglie del nostro territorio di oltre 65 milioni di euro dati dal mancato acquisto delle stesse bottiglie.Numeri quelli appena elencati che diventano ancora più importanti se si considera che per produrre 25 bottiglie di plastica da 1 litro e mezzo, occorrono 2 chilogrammi di petrolio e 17 litri e mezzo di acqua. È sufficiente moltiplicare questi pochi numeri per i milioni di bottiglie consumate ogni anno per avere l’idea della dimensione del risparmio ambientale: meno consumo di risorse e meno rifiuti”.Si può concludere, dunque, che l’acqua del rubinetto è più che sicura…“Assolutamente sì, considerando che viene eseguito un doppio controllo in tutta la distribuzione. E questo mi preme sottolinearlo: l’acqua potabile è controllata sia dal gestore del servizio idrico (in questo caso, Publiacqua) che dalle ASL con campionamenti e analisi effettuati giornalmente su tutta la filiera idropotabile. Per questi controlli, Publiacqua esegue in un anno, su tutto il territorio gestito, 18.000 campioni e 480.000 parametri”.Per concludere, si ricorda che il depuratore dell’acqua per il rubinetto non è strettamente necessario per la potabilità, poiché, come spiegato dalla Dottoressa Santianni, l’acqua dell’acquedotto è già sottoposta a controlli ed è quindi sicura. L’eventuale uso del depuratore per il rubinetto è indicato per migliorare la qualità e il sapore dell’acqua, eliminando il cloro.

Come controllare la qualità dell'acqua

Sul sito di Publiacqua puoi farlo ed essere sempre aggiornato

L’acqua è un bene primario e la qualità di essa è importante per garantire la salute di ogni persona. Per questo, Publiacqua dà la possibilità ad ogni utente di verificare i dati di qualità dell’acqua erogata dal rubinetto. Dunque, ogni utente può controllare, immettendo il proprio indirizzo (città, via e civico) nel link che trovate sul sito di Publiacqua e che vi proponiamo qui sotto, l’acqua che arriva al suo contatore generale (naturalmente prima dell’impianto interno che è di competenza del privato) e l’etichetta della sua acqua con molti più parametri di quelli che si trovano su una qualsiasi bottiglia di acqua minerale. Non è un caso che sia consigliato bere acqua del rubinetto, in quanto sottoposta a costanti controlli per rispettare i parametri di legge e, quindi, sicura.Ecco il link: https://www.publiacqua.it/acqua-territorio/intorno-a-te/qualita?comune=firenzeFIRENZELa zona di approvvigionamento è servita dall'impianto di potabilizzazione Anconella (Firenze) che tratta l'acqua del fiume Arno. Per maggiori dettagli sulla filiera di trattamento dell'impianto Anconella consultare la pubblicazione al link Acque superficiali. Prima dell'immissione in rete l'acqua è disinfettata con ipoclorito di sodio e biossido di cloro.ECCO LA TABELLA CON I DATI GENERALI DELL’ACQUA, TABELLA CHE VIENE AGGIORNATA SEMESTRALMENTEgeneraliValori mediLimiti di leggeUnità di misurapH7.86,5-9,5unità pHAlcalinità215-mg/l HCO3-Durezza totale23-°Fconcentrazioni discioltiValori mediLimiti di leggeUnità di misuraAmmonio< 0.050,50mg/lArsenico< 110µg/lCalcio72-mg/lCloro residuo0.22-mg/l Cl2Cloruro26250mg/lConducibilità4542500µS/cmFluoruro< 0.201.5mg/lMagnesio12-mg/lManganese< 450µg/lNitrato550mg/lNitrito< 0.010,10mg/lPotassio2.3-mg/lResiduo fisso325-mg/lSodio18200mg/lSolfato36250mg/lAltri datiValori mediLimiti di leggeUnità di misuraAlluminio74200µg/lAntimonio< 110µg/lBoro< 0.11,5mg/lCadmio< 0.55,0µg/lCarbonio Organico Non Volatile (NPOC)1.39*mg/l CClorito0.250,70mg/lCromo< 150µg/lFerro< 20200µg/lMercurio< 0.21,0µg/lNichel< 120µg/lPiombo< 110µg/lRame< 0.12,0mg/lSaporeACCETTABILE*Tasso di diluizioneSelenio< 120µg/lTorbidità0.32*NTUVANADIO< 1.0140µg/lSomma di PFAS< 0.0050.10µg/lI parametri microbiologici analizzati sono conformi ai limiti del D.Lgs.18/23.Ulteriori informazioni sui limiti dei legge Parametro U.M Limiti di Legge Carbonio Organico Non Volatile (NPOC) mg/l C        Senza variazioni anomale Colore unità Pt/Co      Accettabile per i consumatori e     senza variazioni anomale Odore Tasso di diluizione      Accettabile per i consumatori e      senza variazioni anomale Sapore Tasso di diluizione      Accettabile per i consumatori e      senza variazioni anomale Torbidità NTU      Accettabile per i consumatori e      senza variazioni anomale

Cristina Manetti: “La cultura è un bene primario come l’acqua, il teatro è un grande acquedotto”

“Il Teatro di Fiesole è un presidio di cultura”

Cristina Manetti, Assessora alla Cultura della Regione Toscana, ha elogiato il Teatro di Fiesole per come sa promuovere e divulgare iniziative culturali che prendono vita grazie a rassegne importanti come la Primavera Fiesolana. Rassegne che promuovono il dialogo tra musica, teatro, letteratura e divulgazione che la Regione Toscana sostengono con convinzione: “Questo teatro è sicuramente un valore – ha detto Cristina Manetti – perché è un presidio culturale. Peraltro, la cosa bella è che è davvero aperto tutto l’anno grazie alla gestione che lo porta a vedere tante stagioni, da quella estiva, ma anche a quelle della Primavera e dell’Autunn. Quindi, lo possiamo definire un teatro sempre aperto, accogliente, moderno, contemporaneo: è – ripeto – sicuramente un valore. Pensiamo ai teatri come portatori di acqua. Se la vediamo come ci raccontava Claudio Abbado, ovvero che la cultura è un bene primario e comune come l’acqua, possiamo evincerne che i teatri, come ovviamente i musei e le biblioteche, sono dei grandi acquedotti. Dunque questo è per Fiesole un acquedotto molto importante, ma non solo per Fiesole, visto che qui vengono da Firenze e da tanti altri luoghi della Toscana”.Un teatro che accoglie artisti di fuori Firenze, ma soprattutto i “figli” toscani che si possono esibire qua, a Fiesole..“Certo, perché è un teatro legato al suo territorio. Non è un teatro fuori dal contesto, come magari altri teatri, e ha un’altra funzione fortemente radicata nel territorio e quindi accogliente anche tra tanti artisti e tante voci e ricchezze che abbiamo nel territorio stesso e che sono state messe in cartellone. Questo non impedisce, però, al Teatro di Fiesole, di ospitare grandi nomi e fare stagioni di un livello elevato e di avere un appeal che guarda anche oltre i confini territoriali”.E ancora, Cristina Manetti spiega quale può essere un segreto per divulgare cultura… “Tenere aperti i teatri aperti, vedere i teatri vivi e possibilmente, come l’esempio del Teatro di Fiesole, aperti tutto l’anno. Teatri arricchiti di stagioni che vanno avanti nei vari momenti dell’anno e che quindi offrono un cartellone variegato, ricco, che dà spazio a voci legate al territorio come a ospiti internazionali. E soprattutto tratta temi diversi. Al Teatro di Fiesole, anche in occasione della Primavera Fiesolana, si passa dalla musica all’attualità, si parlerà della Costituzione come si parlerà del dialogo interreligioso come si parlerà della comicità. Avremo, tra gli altri, Chiara Francini che è figlia della nostra terra. Sono davvero contenta che ci siano teatri come questo che rappresentano dei veri e propri presidi di cultura e relazioni sociali”.

Claudio Bertini: “Al via la terza edizione della Primavera Fiesolana”

Tra gli eventi, lo spettacolo di Chiara Francini per ricordare il centenario della nascita di Dario Fo

Le parole di Claudio Bertini, direttore artistico del Teatro di Fiesole, in occasione della presentazione della terza edizione della Primavera Fiesolana, rassegna culturale ricca di eventi.“Sì, Primavera Fiesolana che è figlia dell’Estate Fiesolana e sorella dell’Autunno Fiesolano, è arrivata alla terza edizione. Sono rassegne che hanno un unico filo conduttore, che è quello di portare appuntamenti con il teatro, con la musica, con il teatro di parola, che hanno casa in questi due contenitori che noi presentiamo da diversi anni e che hanno portato a Fiesole degli ottimi artisti”.Si è parlato spesso del fatto che questa fosse un po’ la casa dei toscani, e infatti tra i tanti artisti che si esibiranno al Teatro di Fiesole, ci sarà anche Chiara Francini…“Sì, ci sarà anche Chiara Francini, in un ambito, quello della Primavera Fiesolana, in cui ricordiamo, con questo spettacolo (“Coppia aperta quasi spalancata”, in programma venerdì 17 aprile), anche i 100 anni dalla nascita di Dario Fo. La Francini, come Alessandro Riccio, come Gaia Nanni, come Maria Cassi e Leonardo Brizzi, sono artisti che hanno casa qui, al Teatro di Fiesole”.  

Cristina Scaletti: “Fiesole ha grande appeal ed è diventata una piazza regionale culturale”

E sulla bocciatura di Fiesole a Capitale Italiana della Cultura 2028: “Dispiace, ma andremo avanti con i nostri progetti”

La Sindaca di Fiesole, Cristina Scaletti, parla con orgoglio di quella che sarà la terza edizione della Primavera Fiesolana, che si terrà dall’8 al 21 aprile al Teatro di Fiesole, durante la quale sono in programma eventi e spettacoli di grande interesse culturale.“Siamo alla terza edizione della Primavera Fiesolana – dice Scaletti – e siamo felicissimi, come Amministrazione Comunale, io personalmente come Sindaca e come Giunta, delle stagioni che sta realizzando il Teatro di Fiesole, sia con la Primavera Fiesolana sia con l’Autunno Fiesolano che, insieme all’Estate Fiesolana, danno una continuità culturale a Fiesole e, più in generale, in tutta la Toscana. Sarà una stagione brillante – ha continuato – piena di grandi nomi, con una capacità di estendersi nelle varie declinazioni della cultura davvero vivace e attenta, e che testimonia il grande successo - e lo consolida - che ha avuto l’Autunno Fiesolano e che in questi giorni ha dato prova di una grandissima attenzione da parte del pubblico”.Tra gli spettacoli in programma, ce n’è qualcuno su cui porre l’attenzione?“Difficile dirlo, perché direi tutti. I nomi sono tanti. Abbiamo degli spettacoli che si diversificano anche sul genere dello spettacolo dal vivo che viene coltivato, e io direi di andarli a vedere tutti. Non mancate a ogni spettacolo della Primavera Fiesolana”.Si passa da Eugenio Finardi a Chiara Francini a tanti nomi straordinari…“Fiesole attira, Fiesole ha un grande appeal, e questo ci fa un grandissimo piacere perché è diventata una piazza culturale regionale, dove le persone vengono appositamente per godere degli spettacoli sia al Teatro di Fiesole sia al Teatro Romano per l’Estate Fiesolana. Il valore della cultura lo esprimono i cittadini che ogni giorno frequentano Fiesole per le caratteristiche e la qualità dell’offerta”.Non so se vuole parlare della bocciatura di Fiesole a Capitale della Cultura…“È chiaramente un grande dispiacere. Il lavoro che abbiamo fatto è stato straordinario. Abbiamo avuto un’adesione da parte della cittadinanza incredibile. Abbiamo fatto una domanda di accesso agli atti per vedere dove avevamo sbagliato e quali fossero state le priorità stabilite dalla commissione, ma rimane tutto il lavoro fatto che continueremo a portare avanti. Rimane un calore che la comunità ci ha dimostrato, scrivendoci ed esortandoci ad andare avanti. Non c’è stata la vittoria di Capitale Italiana della Cultura 2028, ma c’è stata un’altra vittoria, ovvero la ricostruzione e l’unione di una comunità che si è sentita davvero parte di un grande  progetto e che continuerà ad esserlo”.E comunque rimane il fatto che Fiesole è e rimane una Città della Cultura…“Esatto. Rimarrà per sempre, a questo punto in maniera più continuativa. Abbiamo la volontà di portare avanti ogni progetto”.

Anteprima Material Preview – Dalla ricerca alla collezione

Ha preso il via il progetto “Material Previw – Dalla ricerca alla collezione”, promosso da ITS MITA Academy con Obiettivo Moda

Questa mattina, presso Mita Hall a Scandicci, ITS MITA Academy e Obiettivo Moda hanno presentato il progetto realizzato dagli studenti del corso Fashion Designer & Product Developer: prototipi di borse, nuove tendenze e didattica applicata.Dallo schizzo al prototipo, le attività si sono svolte all’interno delle aule di MITA e hanno coinvolto gli studenti e le studentesse del corso Fashion Designer & Product Developer in un’esercitazione concreta su analisi tendenze e sviluppo prodotto, coordinata dalla docente e designer Lorella Ceccanti.“Abbiamo realizzato questo progetto in collaborazione con MITA Academy Material Preview – ha detto proprio Lorella Ceccanti, Designer e Docente – dove ogni sei mesi vengono date le nuove tendenze. Questa che stiamo presentando è la tendenza Primavera/Estate 2027, per la quale i ragazzi hanno lavorato tanto, concentrandosi (appunto) sulle tendenze: hanno proposto tanti disegni molto impegnativi, poi io ho fatto una selezione e ho scelto un disegno per ogni tendenza. Dopo il disegno, ho creato il cartamodello, poi il prototipo che abbiamo girato alle mani esperte del maestro Filippo Migliacci, che ha realizzato delle bellissime borse in pelle. Vorrei sottolineare l’esperimento che abbiamo fatto con la classe del Fashion Designer, dove scuola e industria hanno lavorato in sinergia. Un progetto importantissimo per i ragazzi – ha concluso – che così hanno la possibilità di rendersi conto cosa significa creare una collezione di moda, perché talvolta si può pensare che ci sia solo la parte effimera del designer, ma dietro c’è una grande preparazione tecnica. Per un disegnatore è importante conoscere tutti i vari tipi di processi”.Giada Pestelli, della classe di Fashion Designer & Product Developer dell’anno 2024-2025, racconta la sua esperienza di realizzazione di prototipi grazie a donazioni di pellami di distretti conciari: “È stato molto interessante vedere tutto il processo produttivo – ha detto Giada –: partire dalla parte creativa, disegnare, cercare di capire quali fossero le borse più adatte ad essere collegate alle varie tendenze. Poi vedere come è stata fatta la scelta, i cartamodelli, i vari prototipi, infine è bellissimo vedere realizzata la propria idea. Vedere il prodotto finito dopo tanto impegno, è davvero soddisfacente. Appagante”.Il progetto formativo, nato nell’ambito dell’evento Image Preview – Trends for Creative Minds, ha avuto come focus la stagione Primavera/Estate 2027. Gli studenti hanno sviluppato un campionario originale di borse lavorando su forme, materiali, accessori e combinazioni cromatiche, con l’obiettivo di interpretare in chiave contemporanea le esigenze estetiche e funzionali della moda attuale, con particolare attenzione ai criteri di sostenibilità.La seconda fase del progetto ha portato invece alla realizzazione di tre modelli di borse, ciascuno declinato in varianti di pelle e colori per un totale di diciotto borse, una ricerca e uno sviluppo che ha preso vita nei laboratori MITA e grazie al prezioso aiuto dell’azienda Tamerice S.r.l., giovane pelletteria toscana con una tradizione che affonda le radici nel 1989 e che pone al centro della propria attività la qualità e l’artigianalità del prodotto.“L’elemento distintivo dei percorsi formativi promossi dall’ITS MITA Academy è la costante interazione con il sistema produttivo – ha spiegato il Direttore Generale Antonella Vitiello –. Infatti, progetti come “Material Preview – Dalla ricerca alla collezione”, rappresentano un esempio virtuoso di didattica applicata, in cui la partecipazione a contesti fieristici consente agli studenti non solo di mostrare il risultato del lavoro svolto in aula e in laboratorio, ma soprattutto misurarsi con le aspettative concrete della filiera moda”.“Con MITA e Material Preview, il futuro della moda nasce dal coraggio creativo degli studenti – ha detto Paolo Cipriani, Direttore di Obiettivo Moda e degli Eventi Preview – Questi progetti dimostrano che la sperimentazione, se ben guidata, può generare risultati tangibili e sorprendenti”.I prototipi saranno esposti il domani 21 e giovedì 22 gennaio durante Leather Preview, evento professionale promosso da Obiettivo Moda al Centro Roger di Scandicci.

Publiacqua e la campagna in collaborazione con la Polizia per le truffe

Come riconoscere truffe e truffatori

Truffe in appartamento o telefoniche. Sono sempre più frequenti e tra i cittadini ci sono sempre più paura e disagio. Periodicamente Publiacqua riceve segnalazioni di tentate truffe da parte di falsi addetti che, presentandosi di persona o per telefono a nome dell’azienda, tentano di introdursi nelle abitazioni con vari pretesti, per sottrarre denaro e oggetti di valore, oppure cercano di carpire i dati bancari e delle carte di credito. Per questo motivo, per aiutare a sensibilizzare la popolazione sull’argomento e aiutarla a riconoscere le truffe e i truffatori, Publiacqua ha sviluppato una campagna in collaborazione con la Polizia di Stato di Firenze e Prato e l’ha sostenuta con interventi sul territorio.Ma come riconoscere i truffatori?I truffatori si presentano come tecnici, mostrano tesserini e parlano di controlli urgenti all’impianto idrico domestico o comunicano presunte difformità nelle bollette, chiedendo di saldare subito fatture inesistenti.Quali sono i soggetti più colpiti dalle truffe?Solitamente, per le truffe presso le abitazioni, i truffatori cercano di individuare soggetti vulnerabili come anziani o persone sole, che possano diventare più facilmente vittime. Mentre le truffe telefoniche possono essere rivolte a ogni target di clientela, compresi gli utenti più giovani.Ma quali sono le truffe più comuni?Le truffe più comuni sono legate a acqua inquinata, contatore rotto e bolletta di Publiacqua da verificare. Le scuse con le quali riescono a farsi aprire possono essere le seguenti:•⁠ ⁠Lettura del contatore•⁠ ⁠Obbligo di prelievo urgente per verificare la qualità dell’acqua del rubinetto •⁠ ⁠Necessità di effettuare un’analisi dell’acqua•⁠ ⁠Trattamento di sanificazione dell’appartamento•⁠ ⁠Malfunzionamento del contatore dell’acqua•⁠ ⁠Perdite dalle tubature •⁠ ⁠Guasti •⁠ ⁠Controllo dei costi in bolletta (con richiesta di pagamenti immediati) Come il truffatore mette in pratica la truffa in abitazione?Il truffatore si presenta al portone di casa fingendosi un tecnico Publiacqua o un addetto al controllo dell’acquedotto con lo scopo di farsi aprire, avere l’opportunità di entrare in casa e, quindi, rubare soldi o oggetti di valore al malcapitato, approfittando di un momento di disattenzione. Addirittura, in certe occasioni, il truffatore entra in casa della vittima (magari per effettuare fasulle analisi dell’acqua) insieme a un complice: mentre uno distrae il malcapitato, l’altro ruba denaro o oggetti di valore.Le truffe telefoniche.Un’altra variante è rappresentata dalle truffe telefoniche. I truffatori contattano i cittadini spacciandosi per personale del servizio clienti di Publiacqua oppure a nome di una generica azienda dell’acquedotto e parlano di guasti, rimborsi e addolcitori d’acqua. Con tono cortese ma deciso, affermano che c’è un problema all’impianto idrico di casa, un rimborso da ottenere in breve tempo o un aggiornamento contrattuale da gestire e chiedono dati personali o bancari per pagamenti immediati in modo da evitare multe e ulteriori costi. Inoltre, qualche volta le chiamate sono seguite da visite di finti tecnici mandati per risolvere la situazione o per installare apparecchi come addolcitori di acqua. Tutte truffe, perché è da tenere presente che Publiacqua non fornisce depuratori domestici.Come riconoscere una truffa?I segnali per capire che siamo di fronte a una truffa ci sono. Il primo aspetto è il senso di urgenza: spesso vengono utilizzati toni allarmanti, gli imbroglioni si presentano all’improvviso e con un comportamento pressante. Va tenuto presente, infatti, che il (vero) personale dell’azienda di gestione idrica non chiede mai di entrare in casa.Il secondo aspetto è l’assenza di un avvertimento preventivo: gli interventi di tecnici specializzati sono sempre preceduti da avvisi ufficiali delle aziende o dell’amministratore di condominio. Il terzo aspetto riguarda la richiesta di un pagamento immediato. Nessun tecnico di Publiacqua è autorizzato a riscuotere denaro a domicilio, chiedere dati personali, codici bancari e numeri di carte di credito.Cosa fare in caso di truffe?La cosa migliore da fare se si ha il sospetto di un tentativo di truffa, oltre a non aprire la porta e non fornire informazioni, è quella di chiamare le forze dell’ordine componendo subito il 112.

Publiacqua avverte: col calo delle temperature, attenzione ai contatori

Negli ultimi giorni si è registrato un forte calo delle temperature, soprattutto nelle ore notturne, e questo può portare a danni ai contatori e agli impianti idrici delle nostre abitazioni. A tal proposito, Publiacqua ha voluto richiamare l’attenzione degli utenti, soprattutto quelli che abitano nelle zone collinari e appenniniche nelle Province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, e ricordare loro di provvedere a proteggere con scrupolo il proprio contatore dell’acqua con materiali isolanti o con stracci di lana, per evitare la rottura a causa del gelo. Ciò provocherebbe la cessazione dell’erogazione di acqua per il tempo necessario alla sostituzione del contatore da parte della stessa Publiacqua.Oltre a questo Publiacqua ha voluto ricordare anche che un problema a parte è rappresentato dalle seconde case, inabitate nel periodo invernale, dove il ghiaccio può provocare la rottura di tubazioni e termosifoni. Anche in questo caso la raccomandazione, oltre a quella di proteggere il contatore, è di tenere sotto controllo le tubazioni del proprio impianto interno adottando, al bisogno, qualche piccolo accorgimento come quello di mantenere un minimo flusso da un rubinetto per evitare il congelamento delle tubazioni esposte.Inoltre, Publiacqua ha precisato agli utenti che, in caso di richiesta di intervento al suo Numero Verde Guasti 800 314 314 per rottura del contatore, è fortemente consigliato farlo comunicando la matricola dello stesso (riportata su qualsiasi bolletta e sullo stesso contatore). Questa informazione, infatti, è fondamentale per accelerare al massimo i tempi di intervento e quindi di ripristino del servizio.

“DUE COLORI, MILLE EMOZIONI” – Rari Nantes: festeggiati i 120 anni di storia

Una grande festa e una grande parata di stelle, ieri sera, a Coverciano

120 anni di storia. 120 anni di gloria, dove non sono mancate le cadute, ma anche le risalite. 120 anni di realtà sportiva. La Rari Nantes Florentia, nella serata di ieri, presso la cornice simbolica del Centro Tecnico Federale di Coverciano, ha celebrato questo prestigioso traguardo – anche se, a dire il vero, la società è nata nel dicembre del 1903, quindi gli anni di vita sono 122 – con un grande evento chiamato “Due Colori, Mille Emozioni”. Due colori, ovvero il bianco e il rosso della Rari Nantes ma anche della città di Firenze. Mille emozioni, come mille e oltre sono le persone che fanno parte del mondo Rari, tra tesserati, collaboratori, soci e dipendenti. Il tutto condito dai successi, per la Rari Nantes Florentia che è l’unica società in Italia capace di competere ai massimi livelli del nuoto, della pallanuoto maschile e femminile e del nuoto artistico, affiancando all’eccellenza agonistica un modello educativo e sociale riconosciuto e radicato nel territorio.Una serata intensa, preparata con grande impegno e nei minimi dettagli, che ha riscosso una grande partecipazione: e non poteva essere altrimenti, per una delle realtà più longeve e prestigiose dello sport italiano. A presentare l’evento, la storica voce del giornalismo sportivo fiorentino, David Guetta, che ha sempre avuto un occhio di riguardo per la Rari Nantes Florentia e che ha un ottimo rapporto col presidente Andrea Pieri. Ed è stato proprio lui, il presidente Pieri, il primo ad essere chiamato sul palco, dopo la messa in onda di un video emozionante, accompagnato dalle note della canzone di Vasco Rossi “Un senso”, che lo ha raccontato con immagini di momenti importanti della sua storia d’amore con la Rari Nantas. Perché è stato lui, Andrea Pieri, a contribuire a rendere così longeva la Rari Nantes, salvandola quando c’è stato bisogno di salvarla, e facendola crescere da ogni punto di vista.Successivamente, in un contesto che ha messo al centro eccellenza sportiva, identità biancorossa e valori di inclusione, grande spazio è stato giustamente riservato alla squadra di pallanuoto paralimpica, che continua a fare incetta di vittorie e trofei e che è l’autentico fiore all’occhiello della società. La Rari Nantes Florentia Paralimpica è reduce da una stagione straordinaria culminata con il triplete grazie alle vittorie di campionato, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Non a caso è la società più titolata della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, grazie a Federica Aquino, Andrea Capalbo, Francesco Cericola, Simone Ciulli, Niccolò Di Ganci, Raffaele Vicente Di Luca, Federico Fattori, Elio Filidei Jr, Federico Mazzinghi, Cesare Nocera, Giulia Pellegrino, Nick Anthony Ramos Alanya, Riccardo Rossi, Alessio Signorini, Alessio Vannucci. Una squadra di atleti di spicco, allenati da Laura Perego e Allegra Lapi: sono tutti loro che stanno scrivendo pagine importanti di storia giallorossa, evidenziate da un toccante video, accompagnato dalle note di “We Are The Champions”. A loro, il premio “Rarini per Amore” consegnato dall’Assessore allo Sport Letizia Perini.Durante la meravigliosa serata, inondata da urla festanti di centinaia di bambini appassionati di nuoto e pallanuoto, e da tanti palloncini bianchi e rossi, poi, non potevano mancare gli applausi e i riconoscimenti a tutti gli atleti che hanno rappresentato e rappresentano i colori biancorossi ai massimi livelli nazionali, internazionali e olimpici. Come Axel Belig, campione e primatista mondiale nei 200 farfalla, simbolo di talento, determinazione e abbattimento di ogni barriera.Ma il vissuto passato e presente della Rari Nantes racconta di una storia ricca di campioni che vanno oltre il tempo. Campioni, che sono diventati vere e proprie bandiere, che hanno messo la firma sulla storia del club, incarnando il valore sportivo a livello nazionale, internazionale e olimpico, e che, per questo, sono stati premiati con il premio “Storia oltre il tempo”, riservato a chi ha incarnato e continua a incarnare l’identità della Florentia dentro e fuori la vasca. Come Riccardo Tempestini (olimpico Seul 1988 e attuale coordinatore tecnico delle nazionali giovanili di pallanuoto) e come, soprattutto, Lorenzo Zazzeri, che ha impreziosito la serata con la sua presenza. Lui, che era il volto più atteso e, difatti, più celebrato. Lui, che è capitano della Nazionale italiana, riferimento biancorosso e leader azzurro, e soprattutto fresco campione europeo e componente della staffetta 4x50 mista ed ha firmato il record del mondo, a testimonianza del prestigio che la Florentia continua a esprimere sul palcoscenico internazionale. Oltre a Lorenzo Zazzeri e Riccardo Tempestini, è stato premiato anche il tecnico Paolo Palchetti, allenatore del gruppo assoluto di nuoto della società – riferimento quotidiano per atleti come Zazzeri, Megli, Guatti, Restivo e Cocconcelli – e nuovo responsabile tecnico del progetto Scuola Nuoto, ruolo strategico che unisce alta prestazione e formazione, nel solco della tradizione educativa biancorossa.Presenti (e premiati) anche i campioni di oggi della Florentia, protagonisti del presente e della dimensione internazionale del club: una vera parata di stelle del nuoto, reduci dai recenti Campionati Europei di Lublino, insieme a tecnici, dirigenti e ospiti internazionali.Tra gli ospiti istituzionali, di particolare rilievo la partecipazione dei vertici di ACEA, main sponsor della società gigliata, a conferma di una sinergia solida tra sport, territorio e progettualità condivise. Presenti inoltre il Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Nuoto, Cesare Butini, e il Segretario Generale della FIN, Antonello Panza, accompagnati dalla Responsabile delle Relazioni Esterne della FIN, Laura Del Sette, che con la loro presenza hanno impreziosito un appuntamento capace di raccontare, con autorevolezza e visione, il valore della Florentia nel panorama nazionale.Una serata – nel corso della quale sono stati anche presentati tutti i team di tutte le discipline, in un racconto completo e corale della casa biancorossa, accompagnati anche dagli Amatori/Master – che si è conclusa con una vera e propria festa, dove l’hanno fatta da padrone un ricco buffet ma soprattutto l’animazione e la musica selezionata da DJ set.È stata una celebrazione che ha abbracciato il passato, ma che ha messo al centro soprattutto il presente: i campioni che oggi rappresentano la Florentia ai massimi livelli nazionali e internazionali. Dagli olimpionici ai medagliati europei e mondiali, fino ai tanti talenti che vestono con continuità calottine e cuffie delle Nazionali giovanili e senior di nuoto, pallanuoto e nuoto artistico, la serata è diventata un tributo corale a chi ogni giorno dà valore e futuro ai colori biancorossi. “Due Colori, Mille Emozioni” è stato, in sintesi, un incontro tra generazioni: memoria, orgoglio e futuro intrecciati.

PUBLIACQUA FA IL PUNTO SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR

L’incontro che si è svolto una settimana fa sul cantiere per i lavori di risanamento fognario su via dell’Argingrosso e via dell’Isolotto a Firenze tra l’Assessore all’Ambiente e alla Transizione Ecologica del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, e il Presidente di Publiacqua Nicola Perini, ha permesso anche di fare il punto sullo stato dei lavori cofinanziati dal PNRR. In totale, su 18,7 km di posa di nuove tubazioni, ne sono stati posati 15,2 km (81%), per una spesa complessiva di 20 milioni di euro. I lavori hanno consentito anche il rifacimento di circa 40.000 mq di asfalti.Dei lavori in corso, in via Masaccio è in lavorazione il terzo lotto che interessa il tratto da via Buonvicini a Viale Don Minzoni e la cui conclusione è prevista entro Natale, mentre in via dei bastioni i lavori termineranno entro novembre.DETTAGLIO PNRR PER L’ACQUEDOTTO DI FIRENZESul territorio del Comune di Firenze sono attive due linee di finanziamento. La prima (identificata come M2C4 I 4.2 “Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti idriche”) ha come obiettivo l’implementazione della digitalizzazione ed il recupero della risorsa attraverso varie misure come: l’installazione di Smart Metering; aggiornamenti GIS mediante rilievo delle infrastrutture; implementazione di modellazione idrauliche; realizzazione di nuovi distretti idrici; monitoraggio delle infrastrutture (reti e impianti); sviluppo di software per il monitoraggio delle performance delle infrastrutture e sviluppo di moduli di Asset Management; riparazione perdite, regolazioni di pressione, etc.; sostituzione massiva delle reti di distribuzione e adduzione.Su Firenze è terminata l’attività di distrettualizzazione della rete idrica e al 31 ottobre sono stati rinnovati circa 9,8 km di condotte su un progetto complessivo di 12,2 km di rete di distribuzione e adduzione.L’investimento complessivo per la realizzazione di questi interventi ad oggi è di circa 8 milioni di euro.Oltre a ciò, Publiacqua ha ottenuto il finanziamento anche per 2 ulteriori macro-interventi sul Comune di Firenze relativi alle misure della missione M2C4 I 4.1 (Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico):Potenziamento della rete di adduzione Metropolitana – Isolotto – Firenze: l’intervento è realizzato all’85% ed entro il 31 dicembre 2025 è prevista l’attivazione dell’anello idrico, ovvero delle principali opere di progetto; al 30 settembre sono state posati 1,6 km di condotta su un complessivo di meno di 1,7 km; l’investimento complessivo è ad oggi di 5,6 milioni di euro su un quadro economico di 6,2 milioni; contestualmente è stata sostituito anche un tratto di rete fognario di circa 150 metri; Potenziamento del sistema idrico Metropolitano – sostituzione adduzioni Lungarni: tutti gli interventi sono completati o in corso di esecuzione al netto di Ponte San Niccolò per il quale è in corso la programmazione di concerto con l’amministrazione comunale; al 30 settembre sono stati rinnovati 3,8 km di condotte su un totale di progetto di 4,8 km; l’investimento complessivo su questi interventi ad oggi è di 6 milioni di euro. Sulla misura 4.1 l’investimento complessivo attuale è di 11,6 milioni su 14,65 totali.Gli interventi di rinnovo della rete idrica sul Comune di Firenze hanno inoltre consentito il rinnovo di circa 40.000 mq di asfalti sul comune di Firenze.

AL VIA L’EDIZIONE 2025 DEL BANDO DI PUBLIACQUA “I CAMMINI DELL’ACQUA” DESTINATO A PROGETTI DI VALORIZZAZIONE DEL TERRITORO

IL PRESIDENTE PERINI: “UNA REALTÀ ORMAI CONSOLIDATA”

Ha preso il via ieri l’edizione 2025 del Bando “I Cammini dell’Acqua”, un appuntamento che è diventato sempre più importante per tutti quei soggetti che in questi anni hanno partecipato alle precedenti edizioni e per tante realtà che nella valorizzazione ambientale hanno grandi progettualità che necessitano solo di un sostegno per diventare realtà.Ricordiamo com’è nato questo progetto. Nel 2021 è stata Publiacqua a lanciare un bando dedicato all’ambiente e denominato (appunto) “I Cammini dell’Acqua”. Questo progetto è stato pensato per sostenere la realizzazione di nuovi percorsi di mobilità dolce e la manutenzione di quelli esistenti. Dunque, una rete di sentieri per promuovere il piacere del viaggio a bassa velocità e riscoprire il ruolo che la risorsa idrica ha avuto e tutt’ora ha nello sviluppo del nostro territorio. Dal 2021 al 2024 il bando ha permesso di supportare ben 45 progetti per un valore complessivo di 410.559 euro.“I nostri Cammini dell’Acqua – ha detto il presidente di Publiacqua, Nicola Perini – sono ormai una realtà consolidata. Una realtà che dal 2021 ha permesso di dare vita a 45 progetti di valorizzazione del territorio che, da una parte, consentono a tutti di scoprire luoghi e percorsi spesso sconosciuti, dall’altra ne hanno permesso il recupero e la tutela. Tanti progetti che hanno così favorito lo sviluppo turistico di aree delicate e la loro salvaguardia ambientale. La formula – ha poi aggiunto Perini – si è rivelata un successo, perché offre un supporto concreto ai nostri Comuni, in particolare a quelli delle aree montane, più esposti alla complessità della gestione del territorio, attivando le forze e le energie del mondo associativo. E il risultati, grazie al loro lavoro, ci sono stati”.IL BANDO AMBIENTE “I CAMMINI DELL’ACQUA”“I Cammini dell’Acqua è un bando aperto a Comuni, Associazioni dei Comuni, Enti Locali, Associazioni e soggetti senza scopo di lucro che hanno quale oggetto la valorizzazione e protezione del patrimonio ambientale e naturale.Il bando, come già sottolineato, va a sostenere progetti specifici di varia natura, ma che abbiano in comune l’obiettivo di essere finalizzati a contribuire allo sviluppo di una cultura responsabile della risorsa idrica. Questo attraverso la valorizzazione e fruizione di luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico (fonti, torrenti, sorgenti, etc.), di luoghi legati ad elementi culturali, sociali, e di folklore locale caratterizzati dalla presenza dell’acqua e/o di manufatti ad essa riferibili. Le attività finanziabili dal bando sono quelle necessarie alla realizzazione, manutenzione ordinaria e straordinaria e ristrutturazione di sentieristica, compresa la cartellonistica e l’apposizione di ulteriori segnali.Sono inoltre finanziabili, quali attività collaterali, anche quelle finalizzate alla promozione del turismo naturalistico e dell’escursionismo quali:1) la pubblicazione (cartacea, multimediale, digitale) di cartografie e materiale informativo che interessino i sentieri e le vie ciclopedonali oggetto della proposta;2) l’organizzazione di eventi finalizzati alla fruizione gratuita dei luoghi interessati dal progetto (quali visite guidate, realizzazione di eventi, etc.).I progetti devono essere realizzati sul territorio di uno dei 46 Comuni dove Publiacqua svolge la propria attività e dovranno concludersi entro il 31 ottobre 2026.Le attività oggetto della richiesta di contribuzione potranno inoltre essere già avviate al momento della presentazione della domanda al bando, ma dovranno non essersi concluse al momento della partecipazione al bando.Il bando è stato pubblicato da ieri sul sito di Publiacqua (https://www.publiacqua.it/contatti/richiedi-contributo) e l’adesione allo stesso è possibile fino alle ore 24.00 del 8 dicembre 2025. L’ammontare complessivo messo a disposizione da Publiacqua per il cofinanziamento di questi progetti sarà di 100.000 euro.UN SITO DEDICATOPer sostenere e promuovere i progetti sostenuti attraverso il Bando Ambiente Publiacqua, tra pochi giorni sarà online un sito dedicato, dove verranno raccolti i cammini nati o sviluppatisi grazie al sostegno di Publiacqua, ma anche quelli che i lettori dello stesso sito vorranno segnalare agli altri appassionati di trekking e passeggiate alla scoperta delle bellezze del nostro territorio, e in particolare di quelle legate a doppio filo al mondo dell’acqua. Ecco l’indirizzo del nuovo sito: www.camminidellacqua.it .

Fondazione CR Firenze presenta il programma per il 2026

56,1 milioni di euro per il territorio

Crescono le risorse destinate da Fondazione CR Firenze ai territori della Città Metropolitana di Firenze e delle province di Arezzo e Grosseto: 56,1 milioni di euro per il 2026, contro i 55 milioni del 2025. Di questi, 40 milioni saranno destinati alle attività ordinarie, 5 milioni ai progetti pluriennali e 11 milioni ai progetti strategici.L’annuncio è stato dato dal presidente Bernabò Bocca durante la presentazione del Documento Previsionale Annuale 2026, svoltasi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. “La Fondazione conferma la sua presenza sul territorio e per la comunità – ha dichiarato Bocca – con un ruolo attivo nella co-costruzione di progetti con il terzo settore e la pubblica amministrazione. Non siamo solo parte della cabina di regia, ma vogliamo essere il pilota che ascolta, recepisce le esigenze e risponde con rapidità e concretezza. Vogliamo una filantropia più dinamica e capace di generare benessere, innovazione, cultura e sostenibilità”.118 azioni e 20 nuove progettualitàIl Documento Previsionale 2026 prevede 118 azioni suddivise in quattro missioni principali:- La Fondazione per le persone- La Fondazione per la cultura- La Fondazione per l’innovazione e la ricerca- La Fondazione per lo sviluppo del territorioFra le 20 nuove progettualità, spicca l’apertura della AI School presso l’Innovation Center, realizzata in collaborazione con Nana Bianca, Università di Firenze e alcune imprese locali come il Gruppo Bassilichi/Sesa. Il centro offrirà corsi gratuiti per la cittadinanza e percorsi specialistici per le imprese.Confermato anche il progetto strategico “Recreos”, dedicato alla rigenerazione urbana di via Palazzuolo. Il 21 novembre apriranno le prime due botteghe artigiane – lo studio Bojola e Francesca Procopio – mentre per l’estate 2026 è previsto l’avvio dei lavori di restyling della strada.Nuove call e bandi per il 2026Nel 2026 verranno introdotte tre call per progetti pluriennali:Centri giovani, spazi di aggregazione per adolescenti;Sostegno ai caregiver di persone con disabilità o ridotta autosufficienza;Riscoperta del patrimonio culturale fiorentino.Tra i progetti strategici figura anche il sostegno alla candidatura del Chianti a Patrimonio dell’Umanità UNESCO, valorizzando il sistema delle ville-fattoria.Sono previsti 19 bandi tematici per stimolare la presentazione di progetti locali. Tra le conferme figurano Benessere a scuola, Estate Insieme, Doposcuola, Spettacolo dal vivo, Arti visive e Attività culturali. Novità assoluta il bando “Youth Club”, dedicato allo spettacolo under 30, e “Spazi Verdi Attivi”, per il recupero di aree verdi degradate.Fra le nuove call anche “Problema Carcere”, per favorire l’accesso ai diritti dei detenuti, e “Lavori socialmente utili”, rivolto ai cittadini stranieri ospitati in strutture d’accoglienza.Progetti diretti e investimenti di missioneLa Fondazione realizzerà 15 progetti diretti, tra cui Spark Campus, #TuttoMeritoMio, Portale Ragazzi, Passeggiate Fiorentine, Welfare culturale, Festival La Città dei Lettori, Faber, Hubble e SmartHub.Un capitolo importante è quello degli investimenti di missione, con interventi dedicati al social housing e allo student housing.L’investimento di 11,7 milioni di euro nel Fondo Housing Toscano ha già generato 423 nuovi alloggi e circa 1 milione di euro di risparmio annuo sugli affitti di mercato. Tra le prossime iniziative figura la possibile riqualificazione dell’ex caserma Lupi di Toscana, che potrebbe ospitare 230 appartamenti.Sul fronte universitario, i 5 milioni di euro investiti nel Fondo iGeneration consentiranno la realizzazione di uno studentato da 500 posti letto a tariffe calmierate nella Villa Monna Tessa.Un nuovo modello di filantropiaL’evento, intitolato “Osservare, ascoltare, fare: la Fondazione per il territorio”, ha visto la partecipazione di centinaia di beneficiari e rappresentanti delle istituzioni locali. Tra gli ospiti, Brunello Cucinelli, Presidente Esecutivo e Direttore Creativo di Brunello Cucinelli S.p.A.; la conduzione è stata affidata al giornalista e vicedirettore del Tg La7 Andrea Pancani.La diretta dell’evento è disponibile sul canale YouTube di Fondazione CR Firenze.

Publiacqua. In corso di chiusura il lavoro di risanamento fognario all'Argingrosso

L'assessore Giorgio e il presidente Perini in visita al cantiere

Essere d’esempio è motivo d’orgoglio per Publiacqua. E sicuramente, la tecnica con cui la società di gestione del servizio idrico sta svolgendo il suo intervento di risanamento fognario in alcune zone di Firenze è qualcosa che ha suscitato interesse. Anche se non è la prima volta che accade (Publiacqua fu oggetto di interesse da parte di altre azienda toscane e non anche nel 2021 per lo sforzo tecnico e l’efficacia della comunicazione ai cittadini nel 2021 per il lavoro sull’Autostrada dell’Acqua su viale Lavagnini a Firenze), ma certo rappresentano qualcosa di speciale e a suo modo eccezionale l’interesse ed i numeri del cantiere per i lavori di risanamento fognario su via dell’Argingrosso e via dell’Isolotto a Firenze che, di qui a breve, termineranno.Nella giornata di oggi, tra l’altro, hanno fatto visita al cantiere l’Assessore all’Ambiente e alla Transizione Ecologica del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, e il Presidente di Pubiacqua Nicola Perini, entrambi visibilmente soddisfatti dello stato dei lavori.Iniziamo col dire che, dal 14 al 16 ottobre scorso e poi il 21 ottobre, Publiacqua ha ospitato tecnici di varie aziende del settore idrico e non solo per una giornata dedicata al cantiere di risanamento fognario in corso su via dell’Argingrosso e via dell’Isolotto a Firenze. Quattro giorni di visita e di confronto per un cantiere che, si può dire, “fa scuola”.Nel corso di tali giornate, Publiacqua ha presentato un caso di eccellenza nel risanamento delle reti. Per questo intervento, infatti, Publiacqua ha deciso di lavorare con la tecnica del “relining con tubo rigido”, un metodo che in Italia, su una tubazione di queste dimensioni, è quasi un unicum.Per tale motivo il progetto è stato ed è oggetto di interesse dei tecnici del settore che sono venuti a verificare le modalità di realizzazione dei lavori e a confrontarsi con i professionisti di Publiacqua per verificare un’applicazione importante che consente di realizzare interventi rilevanti senza creare disagi alla città. Ma entriamo nello specifico.COSA È STATO RISANATOIl collettore oggetto dell’intervento corre ad una profondità di circa 6 metri. Il tratto oggetto di risanamento è di 180 metri. Si tratta di una tubazione in calcestruzzo armato, per un diametro (DN) 2000 mm che ha una portata media nera di magra (in assenza di pioggia) di circa 160 l/s e consente di portare a depurazione i reflui sottostanti a un bacino di 65 000 abitanti.Il tratto dell’emissario interessato è stato realizzato circa 50 anni fa. L’emissario è un’infrastruttura strategica per l’area fiorentina, realizzata in due fasi distinte. La prima, quella oggetto di manutenzione, consentì, negli anni Settanta, di liberare il fiume Arno, nel tratto di attraversamento della città di Firenze, dagli scarichi fognari diretti, per convogliarli in un punto a valle dell’abitato. Il secondo tratto, realizzato nel 2014, ha permesso di eliminare lo scarico diretto che ancora persisteva e convogliare le acque reflue fino al depuratore di San Colombano, consentendo così il raggiungimento di obiettivi ambientali importanti.UN CANTIERE SPECIALE E ALL’AVANGUARDIA.LE  FASI DELLE LAVORAZIONIPer tale intervento Publiacqua ha deciso di adottare la tecnica del “relining con tubo rigido” che, rispetto alle tecniche alternative (scavo tradizionale e relining con calza) garantisce un basso impatto ambientale e sulle infrastrutture esistenti, velocità di realizzazione e sostituzione integrale della condotta. Una tecnica che in Italia, su una tubazione di queste dimensioni, è quasi un unicum. Per tale motivo il progetto è stato oggetto di interesse dei tecnici del settore che sono venuti a verificare le modalità di realizzazione dei lavori e confrontarsi con i nostri professionisti per verificare un’applicazione importante che consente di realizzare interventi rilevanti senza creare disagi alla città. Il lavoro viene eseguito attraverso l’inserimento nella condotta esistente di tubazioni in PRFV prodotti per avvolgimento che garantiscono un sensibile miglioramento strutturale e idraulico. Per consentire tale lavorazione, senza per questo provocare l’interruzione del servizio agli utenti di raccolta e collettamento reflui, è stato realizzato un doppio by-pass in PE DN 300 mm alimentato da due pompe da 250 l/s.Il costo stimato dell’intervento è di circa 1,5 milioni di euro.

[LIVE] Sta per iniziare ufficialmente l'era Vanoli

Nel pomeriggio guiderà il primo allenamento della squadra viola

12:24 - Attesa per l’ufficialità di Paolo Vanoli. L’allenatore ex Torino, adesso dentro al Viola Park, firmata un contratto fino a fine anno con opzione per la prossima stagione. Nel pomeriggio guiderà la squadra nel suo primo allenamento. Cambi in vista di formazione? Il principale modulo di Vanoli è il 3-5-2, ma attenzione al passaggio alla difesa a 4. Intanto, anche Gudmundsson è arrivato al centro sportivo viola dall’Islanda.-----10:01 - Ferrari è arrivato al Viola Park-----Alle 9.10 Paolo Vanoli, insieme al suo procuratore, è arrivato al Viola Park dove incontrerà la dirigenza gigliata e dove firmerà il contratto che lo legherà alla Fiorentina fino a giungo 2026 con opzione di rinnovo per l'anno successivo. Nel pomeriggio guiderà il primo allenamento della squadra viola.

Ecco Acqua Alert, il nuovo sistema di Publiacqua di avvisi per guasti e lavori

Basta un click per registrarsi gratuitamente

C’è una bella novità che riguarda Publiacqua. Si chiama “Acqua Alert” ed è il sistema di avvisi telefonici o tramite sms di guasti e lavori predisposto dalla società che gestisce il servizio idrico nel territorio considerato l’asse portante della Toscana e che interessa le province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo.Anche se non è una vera e propria novità in quanto, fin dal 2008, Publiacqua ha adottato un sistema di avvisi telefonici che però, nel tempo, è cresciuto passando da un database di numeri fissi ad un altro in cui prevalgono numeri mobili. Oggi, questo servizio fa un altro passo avanti e il servizio “Ti chiamiamo noi” lascia il posto (appunto) ad “Acqua Alert”.Ma cerchiamo di capire come funziona “Acqua Alert”. Si tratta di un servizio che ogni cittadino può gestire in autonomia e che, oltretutto, può essere attivato sullo stesso numero di telefono per più un’utenza. Questo garantisce all’utente di essere avvisato di un disservizio, di un eventuale guasto o di lavori in corso, sia sull’utenza relativa alla casa di residenza sia su eventuali seconde case, luoghi di lavoro, attività commerciali e abitazioni di parenti anziani.Per poter usufruire del servizio “Acqua Alert” basta registrarsi, gratuitamente, telefonando al numero 055 7188298 o compilando il modulo di registrazione che trovate sul sito di Publiacqua (www.publiacqua.it), inserendo il numero di telefono a cui si desidera ricevere gli avvisi, nome e cognome, e l’indirizzo con numero civico delle utenze per le quali si vuole essere avvisati in caso di guasti o lavori.Così come è semplice registrarsi al servizio “Acqua Alert”, è altrettanto semplice cancellarsi nel caso in cui non si voglia più aderire servizio o nel caso in cui l’utente non risieda più nel territorio dove l’acquedotto è gestito da Publiacqua. Sì, perché è possibile cancellarsi dal servizio “Acqua Alert” in completa autonomia, con un semplice click sul sito di Publiacqua o telefonando al numero 055 7188298.

[LIVE] Fiorentina-Bologna 2-2: la squadra viola si salva di rigore

A fine gara, contestazione dei tifosi

90+8'- Finisce al Franchi: la Fiorentina,  di rigore, agguanta il Bologna per il 2-2 finale90+8'- Clamorosa occasione per Dodo che ha la palla buona per ribaltare il risultato,  ma il suo destro da buona posizione finisce sull'esterno della rete90+6'- Rissa in campo: ammoniti Dzeko e Lucumì90+3'- Gooooooollllllll della Fiorentina che, su rigore, pareggia con Kean 90+2'- Calcio di rigore per la Fiorentina dopo il check del Var90+1'- Cross di Dodo, tiro di Kean, deviato in angolo. Possibile fallo di mano di Bernardeschi 90'- Concessi 6 minuti di recupero 86'- Cambio per il Bologna: esce Rowe, entra Casale85'- Ultimo cambio per la Fiorentina: esce Ranieri, entra Piccoli 83'- Doppia ammonizione e rosso per Holm 80'- Fiorentina in avanti alla ricerca del pareggio 76'- Doppio cambio per il Bologna: escono Orsolini e Fabbian,  entrano Bernardeschi e Pobega75'- Ultimi 15 minuti di gioco per evitare la sconfitta 73'- Goooooolllll della Fiorentina con Gudmunsson che non fallisce l'occasione dal dischetto e accorcia le distanze: 2-172'- Rigore per la Fiorentina per fallo di mano di Ferguson70'- Ammonito Holm per fallo su Fortini68'- Annullato il gol di Dallinga dopo il check del Var, per una posizione inizale di fuorigioco di Orsolini: si rimane sul 2-0, ma continua la contestazione 67'- Il pubblico viola inizia la contestazione 66'- Gol del Bologna con Dallinga che fa 3-065'- Cambio per la Fiorentina: esce Nicolussi Caviglia,  entra Sabiri65'- Doppio cambio per il Bologna: escono Cambiaghi e Castro, entrano Rowe e Dallinga58'- Ammonito Gudmundsson54'- Triplo cambio per la Fiorentina: escono Gosens, Fagioli e Mandragora,  entrano Fortini, Dzeko, Ndour52'- Gol del Bologna con Cambiaghi che fa 2-0: azione manovrata dei rossoblu, Orsolini serve Holm, palla per Cambiaghi che non sbaglia e trafigge De Gea 47'- Revocato il rigore dopo il controllo al Var. Si riparte da un calcio d'angolo in favore dei viola 46'- Fiorentina subito in avanti con Kean: tiro ribattuto. La Penna concede un rigore ai viola per fallo di mano di Lucumì46'- Iniziato il secondo tempo 45'+2- Finisce il primo tempo al Franchi col Bologna in vantaggio. Fischi dei tifosi viola45'- Concessi 2 minuti di recupero 43'- Bologna pericoloso con Cambiaghi sulla sinistra, arriva sul fondo, cross basso in mezzo per Orsolini,  anticipato 40'- Calcio di punizione per la Fiorentina, ci prova Mandragora, respinge in tuffo Skorupski39'- Ammonito Freuler per fallo su Nicolussi Caviglia35'- Ammonito Gosens per fallo su Holm33'- Cambiaghi va da solo, si accentra e prova il destro a giro, che finisce di poco a lato alla sinistra di De Gea30'- Fiorentina vicina al pareggio: angolo di Nicolussi, la spizza Mandragora,  la palla arriva a Ranieri appostato sul secondo palo ma, incredibilmente,  a porta spalancata, non centra il bersaglio e manda alto25'- Gol del Bologna che passa in vantaggio con Castro: dagli sviluppi di un angolo, Pablo Mari serve involontariamente Castro che, in area, con un gran destro al volo, fulmina De Gea 18'- Sugli sviluppi del calcio d'angolo, il Bologna chiede un rigore per presunto fallo di mano di Dodo. Dopo il controllo del Var,  La Penna dice che si può continuare a giocare: niente fallo 17'- Ci prova dalla distanza il Bologna con Miranda: gran tiro, para in angolo De Gea16'- Fiorentina in pressing alto 12'- Angolo di Nicolussi, colpo di testa di Gosens, palla alta sopra la traversa 11'- Fiorentina in avanti 8'- Occasionissima per Kean che conquista pall sulla trequarti, s'invola e arriva davanti a Skorupski, ma il suo sinistro finisce fuori. L'attaccante viola, però,  era partito in posizione di fuorigioco 5'- Primi cinque minuti di studio, con il Bologna che fa la partita era Fiorentina che si difende1'- PartitiLa Fiorentina, dopo il successo in Conference League, a Vienna contro il Rapid, è sempre alla ricerca della 1ª vittoria della stagione in serie A. E quest’oggi, in occasione dell’8ª giornata di campionato, cercherà di centrarla affrontando il Bologna nel classico derby dell’Appennino.Stefano Pioli, dopo aver fatto riposare e rifiatare diversi elementi in Europa, è pronto a mandare in campo il suo undici titolare, con De Gea in porta, una linea difensiva formata da Pongracic, Pablo Mari e Ranieri, un centrocampo dove sulle fasce tornano dal 1’ Dodo e Gosens, mentre in mezzo agiranno Mandragora, Nicolussi Caviglia e Fagioli, infine un attacco dove Gudmundsson dovrebbe spuntarla su Fazzini al fianco di Kean.Per quanto riguarda il Bologna, orfano di Vincenzo Italiano (che non potrà essere in panchina dopo essere stato ricoverato in ospedale, a inizio settimana, a causa di una polmonite), cercherà di continuare a macinare gioco e punti. Mancherà Odgaard. Al suo posto dovrebbe spuntarla Fabbian. FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Pablo Mari, Ranieri: Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Fagioli, Gosens; Gudmundsson, Kean. Allenatore: PioliBOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Holm, Lucumì, Heggem, Miranda; Freuler, Ferguson; Cambiaghi, Fabbian, Orsolini; Castro. Allenatore: Niccolini 

[LIVE] Milan-Fiorentina 2-1: finisce a San Siro, una doppietta di Leao condanna la squadra di Pioli

Milan primo in classifica, Fiorentina ultima

90'+7- Finisce la partita a San Siro: un Milan tutt'altro che inarrestabile batte la Fiorentina 2-1 con una doppietta di Leao e vola primo in classifica, mentre i viola restano ultimi con Genoa e Pisa90'+6- La Fiorentina prova l'arrembaggio90'+3- Sostituzione per il Milan: esce Leao, entra Balentien90'- Concessi 6 minuti di recupero90'- Cambio per il Milan: esce Saelemaekers, entra De Winter88'- Ammonito Ranieri per proteste88'- Doppio cambio viola: escono Mandragora e Nicolussi Caviglia, entrano Dzeko e Sohm86'- Gol di Leao che trasforma il rigore e ribalta il risultato85'- Rigore per il Milan e ammonito Parisi83'- Controllo del Var, gioco fermo81'- Gimenez va giù in area dopo un contatto con Parisi. Il Milan chiede il fallo77'- Cambio per la Fiorentina: esce Kean, entra Piccoli76'- Grande intervento di De Gea su Gimenez che ci aveva provato col suo mancino velenoso75'- Ultimi 15 minuti di gioco 75'- Ci prova Dodo con un tiro di esterno destro dalla distanza, palla alta74'- Ammonito Tomori per fallo su Parisi71'- Milan pericoloso: cross di Bartesaghi per la testa di Fofana, para facile De Gea70'- Punizione calciata da Modric, palla dentro, Gimenez di testa non riesce a inquadrare la porta69'- Doppio cambio viola: fuori Gosens e Fazzini, dentro Parisi e Gudmundsson64'- Leao non segnava a Milano da 17 mesi63'- Gol del Milan con Leao che prende palla sulla trequarti, si accentra e da fuori area batte De Gea con un tiro (forse) non imprendibile61'- Milan molto nervoso60'- Ammonito Fofana per proteste57'- Cambio per il Milan: fuori Athekame, dentro Gimenez55'- Goooooolllllll della Fiorentina con Gosens che, dagli sviluppi di un calcio d'angolo, approfitta di un'indecisione tra Maignan e Gabbia, e fa 1-0 a San Siro54'- Ammonito Nicolussi Caviglia per fallo su Ricci53'- Ci prova Nicolussi Caviglia dalla distanza, fuori misura52'- Che brutta partita!50'- Ammonito Athekame per fallo di mano47'- Anche in questo inizio di ripresa, ritmi molto lenti46'- Partito il secondo tempo45'+1- Finisce il primo tempo a San Siro sul risultato di 0-0. Gara molto tattica e priva di grandi emozioni45'- Concesso 1 minuto di recupero41'- Maignan fa venire i brividi ai tifosi del Milan nel suo intento (riuscito) di dribblare Kean40'- Prova la ripartenza, il Milan, con Leao: chiuso da Pablo Mari40'- Cinque minuti alla fine del primo tempo35'- Athekame approfitta dell'imbucata di Modric per provare a servire Leao in area: palla tesa, ma il rossonero, fortunatamente, non c'arriva34'- Ci prova il Milan con Saelemaekers, che cerca di verticalizzare per Leao: Pongracic intuisce e interviene31'- Il Milan continua il suo fraseggio, la squadra di Pioli non concede molti spazi30'- Se ne va la prima mezz'ora di gioco26'- Intervento duro di Modric su Fazzini: ci stava l'ammonizione, l'arbitro lo richiama e basta24'- Pavlovic, ancora lui, svirgola un pallone e regala un calcio d'angolo alla Fiorentina: calcia Nicolussi Caviglia, ma libera la difesa rossonera21'- Occasione Milan: Pavlovic, dagli sviluppi di un calcio di punizione, per fortuna, non approfitta di un rimpallo favorevole e non inquadra la porta16'- Dodo recupera palla, vince un duello con Saelemaekers e prova a servire Kean in verticale, chiude Gabbia15'- Gara molto tattica in questa fase13'- Azione offensiva della Fiorentina, ma Kean viene pescato in fuorigioco11'- Il Milan non ha fretta10'- La Fiorentina prova a farsi coraggio e si fa vedere in avanti con Gosens, lo chiude Tomori7'- Il Milan palleggia, la Fiorentina lo aspetta e cerca di chiudere gli spazi 5'- Subito pericoloso il Milan con Tomori che, dagli sviluppi di un calcio da fermo battuto da Bartesaghi e prolungato da Fazzini, spreca una buona opportunità e manda alto3'- Grande tifo a San Siro 1'- PartitiDopo la sosta, la Fiorentina, questa sera, è di scena a San Siro, dove Pioli sfiderà il suo passato, alla vigilia del suo 60° compleanno, per cercare di farsi un regalo e farlo anche a tutti i tifosi viola. Anche perché la Fiorentina è una delle quattro squadre in serie A a non aver ancora vinto una partita in campionato e la mancanza di successi pesa.Così, seppur non sia facile, i gigliati proveranno a fare uno sgambetto al “Diavolo” di Allegri per smuovere la classifica e uscire dal fondo della classifica, che fa paura…Pioli recupera Kean, convocato e (sembra) pronto a scendere in campo dal 1’ minuto (in caso contrario, Piccoli c’è). Anche Dodo e Fazzini sono recuperati e a disposizione del tecnico. In campo, il miglior undici possibile con Pongracic che, nonostante sia tornato un po’ acciaccato dagli impegni con la sua Nazionale, scenderò in campo regolarmente. Gudmundsson in panchina.Allegri, invece, è alle prese con tanti forfait, in quanto la sosta ha messo ko molti uomini su cui il tecnico livornese puntava: Pulisic (lesione di basso grado al bicipite femorale) e Rabiot (lesione al soleo) sono out, fuori Nkunku per un problema all’alluce, e anche Estupinan non è al meglio. Così, la formazione rossonera punta molto sulle qualità di Modric e Leao. MILAN (3-5-1-1) Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Modric, Ricci, Bartesaghi; Saelemaekers; Leao. All. AllegriFIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Pablo Mari, Ranieri; Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Fagioli, Gosens; Fazzini, Kean. Allenatore: Pioli 

Antropova: “Il gruppo è stata la chiave della nostra vittoria mondiale”

Dopo tanti giorni lontano dell'Italia le mancava la pasta al pomodoro: “Era diventata il nostro sogno a occhi aperti”

Un tradizionale check-up annuale dopo le fatiche mondiali, prima di riprendere la stagione con la Savino Del Bene. Questa mattina, Ekaterina Antropova, la campionessa di pallavolo russa naturalizzata italiana e fresca medaglia d’oro ai Mondiali con l’Italvolley femminile allenata da Velasco, si è presentata presso l’Istituto Fanfani del Gruppo Lifenet Healthcare di Firenze per un controllo medico generale prima di rimettersi a lavoro dopo i fasti del Mondiale. Arrivata presso la clinica fiorentina (la visita della pallavolista coincide, tra l’altro, con il rinnovo della partnership tra Savino Del Bene Volley e Istituto Fanfani), è stata accolta con un mazzo di fiori dal direttore generale Francesco Epifani, a testimonianza dell’affetto e della stima nei suoi confronti. E dopo essersi messa a disposizione per foto di rito e interviste, ha firmato il libro degli ospiti. Lei, che è salita sul tetto del Mondo. Lei, che ha portato in alto il nome della pallavolo italiana da cittadina di Firenze. Lei, che oggi più che mai è un simbolo indiscusso dello sport italiano nel Mondo.Ekaterina, dopo qualche giorno e averci dormito su, ci racconta l’emozione di aver vinto l’oro mondiale con l’Italvolley femminile?“Più o meno è la stessa emozione provata il giorno in cui abbiamo vinto l’oro mondiale e nei giorni seguenti. Forse, dopo qualche giorno, riesci a guardare meglio la medaglia, ma le emozioni che provi nel momento della vittoria rimangono molto presenti, molto accesi. Abbiamo avuto anche il piacere di rivedere tutte le foto della serata del successo ed è stato molto bello. Poi, parlando con tanta gente, ho ricevuto molto affetto da parte di tante persone di ogni zona di Firenze e questo è davvero appagante. Sono certa che gran parte dell’Italia ha seguito le nostre partite e questo è motivo di orgoglio. È un piacere condividere queste grandi emozioni”.Le ho fatto questa domanda, perché tra i viaggi e le mancate ore di sonno, non avevate realizzato bene quello che avevate fatto. E invece, tornate in Italia, come avete festeggiato? O come ha festeggiato?“Beh, ognuna a modo suo, perché non appena atterrate in Italia, siamo tornate tutte a casa. Era da un bel po’ di tempo che eravamo in giro e ci mancava anche una semplice pasta al pomodoro, tanto che era diventata il sogno a occhi aperti… Personalmente, poi, di ritorno dalla Thailandia, ho passato molto tempo con la mia famiglia. E poi qua, adesso, c’è la mia migliore amica, alla quale sto facendo fare il giro della mia Firenze. Mi sto divertendo e rilassando così”.Un anno fa l’oro olimpico, quest’anno l’oro mondiale. Ecco, ma eravate già consapevoli di essere così forti, oppure avete avuto la consapevolezza di poter vincere il Mondiale col tempo, partita dopo partita. E semmai, quando?“Come dico sempre, fino all’ultimo pallone e all’ultimo fischio dell’arbitro, non bisogna mai pensare di avercela fatta e di poter vincere qualcosa, perché quando diventi consapevole perdi un po’ la magia o, in generale, perdi un po’ di scioltezza nel gioco. Spesso c’è anche il timore di fare l’ultimo punto. Di vincere. Quindi sì, sapevamo di essere forti, di essere una squadra ben fatta, e conoscevamo i nostri mezzi – come dice il mio Mental Coach, il “dato di realtà” – però fino all’ultimo abbiamo affrontato ogni partita a testa bassa, perché bisogna dimostrarlo in campo di essere più forti dell’avversario”.Ripercorrendo la strada del Mondiale, quale pensa sia stato l’avversario più difficile da affrontare?“L’avversario più ostico è stato il Brasile, perché è una squadra che non molla mai e ha tantissime giocatrici di qualità. E pensare che quest’anno gli è mancata Ana Cristina… Sarei stata curiosa di vedere all’opera il Brasile con lei in campo”.Qual è la fotografia che si porta dietro del Mondiale vinto?“Non so se esiste come foto… ma per me, il fermo immagine del Mondiale è l’esultanza dopo ogni punto. L’esultanza delle ragazze in campo, quella delle ragazze in panchina, quella dello staff. Un’esultanza all’unisono che dimostra che noi siamo una squadra e che ci siamo l’una per l’altra. E questa è stata la chiave della nostra vittoria mondiale”.Quanto è importante avere un allenatore come Velasco?“Tantissimo. Parlo sempre di gioco di squadra e nella squadra è compreso anche lo staff. Lui, poi, ci ha sempre trasmesso tanti valori e tanta esperienza”.Archiviata la vittoria mondiale, ora testa a una nuova stagione con la Savino Del Bene. Quali sono i prossimi obiettivi?“Oggi è il primo giorno di scuola per gran parte dei ragazzi italiani, ma è anche il primo giorno di scuola per me, visto che sono tornata nella mia squadra di club. Sono contentissima di rivedere tutti, davvero! L’obiettivo? Sempre quello di crescere, di riuscire a dare il massimo e portare sempre più in alto la Savino Del Bene. Ci siamo affermate un po’ di più l’anno scorso, anche in ottica Champions, e vediamo quello che succederà quest’anno. Sicuramente sarà un altro campionato difficile, ma non aspettiamo altro”.

Frey, foto e sorrisi al Viola Park

L'ex portiere ha fatto visita alla squadra di Pioli

L'ex portiere della Fiorentina Sebastian Frey ha fatto visita oggi al Viola Park per assistere alla seduta di allenamento pomeridiana dei ragazzi di Stefano Pioli.Ancora molto amato dal pubblico fiorentino, che non ha dimenticato le sue prodezze durante i suoi anni in viola, Frey si è fermato per fare diverse foto con i tifosi presenti.

Teatro di Fiesole: presentata la stagione 2025-2026

Da Enrico Ruggeri a Fabio Genovesi, da Paolo Nori ad Alessandro Riccio, fino a Gaia Nanni, Polo Nani e il duo Cassi-Brizzi, sono solo alcuni nomi che si esibiranno a Fiesole

Questa mattina, presso il Teatro di Fiesole, è stata presentata la stagione teatrale 2025-2026, realizzata con il contributo della Regione Toscana, della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Fiesole e della Fondazione CR Firenze, e che avrà inizio il 19 ottobre 2025 per concludersi il 24 maggio 2026. Tanti gli artisti e gli attori che saliranno sul palco e molte anche le tematiche che saranno portate in scena.Enrico Ruggeri tra musica e parole, Paolo Nori tra le pagine di “Delitto e castigo”, Fabio Genovesi tra ironia e ciclismo. E poi, Gaia Nanni con il nuovo spettacolo dedicato alla “Notte dei Bambini”, Alessandro Riccio con gli inediti “La meccanica della gelosia” e “L'hai mai visto il Diavolo?”. E ancora, il ritorno di The Kitchen Company con due titoli, “La cena dei cretini” e “Provaci ancora, Sam”, Maria Cassi e Leonardo Brizzi per festeggiare 40 anni di teatro musicale, Paolo Nani con “La lettera”, Alessandro De Rosa tra note e ricordi di Ennio Morricone, le étoile di Lyric Dance Company e gli eventi per bambini dei Pupi di Stac.Grandi protagonisti e proposte originali per la stagione 2025-26 del Teatro di Fiesole. La prima, vera, stagione di questo teatro progettato nei primi anni Duemila con tanto di posa della prima pietra, ma per vent'anni è rimasto un cantiere. Fino a quando un gruppo di aziende nel settore - Essevuteatro New, AdArte Spettacoli e Prg – d'intesa col Comune di Fiesole, proprietario dello spazio, ne ha completato i lavori dando il via alle attività. Con ottimi riscontri di pubblico. E degli artisti. Tutti folgorati dal fascino di Fiesole, tra i borghi più incantevoli e ricchi di storia della Toscana, e di questa struttura, oltre che da un cartellone volutamente multidisciplinare e in linea con l'Estate Fiesolana (nel quasi adiacente Teatro Romano), da cui sono nate le rassegne Primavera Fiesolana e Autunno Fiesolano.Ed eccoci alla stagione, con una prima novità: fino al 31 agosto sono disponibili i biglietti early bird, con forti sconti per tutti gli spettacoli. E poi, un abbonamento a cinque spettacoli in due turni con gli artisti fiorentini e la Kitchen Company.Gli spettacoli.Enrico Ruggeri sarà al Teatro di Fiesole sabato 15 novembre 2025 con “Musica e parole”, spettacolo intriso di aneddoti, opinioni e ovviamente canzoni, attingendo un insolito repertorio acustico: dagli esordi punk di 'Champagne Molotov' ai grandi successi della sua carriera, scoprimo le storie che si celano dietro le note.Scrittore, traduttore e studioso di letteratura russa, Paolo Nori ci restituirà venerdì 14 novembre 2025 la complessità e il fascino di Fëdor Dostoevskij attraverso le pagine di “Delitto e castigo”.Fabio Genovesi unisce da sempre la passione per il ciclismo al suo umorismo: “Tutti primi sul traguardo del mio cuore” è il monologo, tratto dall'omonimo libro, che lo scrittore toscano presenterà mercoledì 5 novembre 2025 : un'impresa sportiva straordinaria e insieme il racconto stralunato e memorabile del nostro Paese, delle suezze e dei suoi sogni.Undici recitano l'anno passato, tutte esaurite, e la promessa di rivedersi presto. Alessandro Riccio e Claudia Allodi torneranno al Teatro di Fiesole da giovedì 23 a domenica 26 ottobre 2025 con “La meccanica dell'amore” e, da venerdì 26 a mercoledì 31 dicembre 2025 con il nuovo spettacolo “La meccanica della gelosia” .E dal successo di “Rumori fuori scena” – due mesi di repliche la scorsa stagione – ripartirà anche la compagnia teatrale The Kitchen Company , attesa con due spettacoli: “La cena dei cretini”, dal 9 gennaio al 1° febbraio 2026 , e “Provaci ancora, Sam”, dal 5 al 24 maggio 2026 sempre al Teatro di Fiesole.Inoltre, Fondazione CR Firenze, istituzione filantropica da sempre vicina alla cultura e all'arte del territorio, regalerà ai residenti nella città metropolitana di Firenze e nelle province di Arezzo e Grosseto, l'anteprima de “La cena dei cretini”, lunedì 8 dicembre, ore 20.45 (per partecipare è necessario prenotarsi: dal 1 dicembre sul fondazione sitocrfirenze.it ). Sempre la Fondazione regalerà anche due speciali proiezioni cinematografiche nel periodo ottobre/dicembre 2025, con film dedicati alle famiglie (per info e prenotazioni consultare fondazionecrfirenze.it ).Attesissimo anche il debutto fiorentino di Gaia Nanni , da giovedì 11 a domenica 14 dicembre 2025 con “La Notte dei Bambini”, in cui ripercorrerà la notte del trasferimento dell'Ospedale Meyer di Firenze, l'Ospedale dei bambini. Dopo le anteprime dei mesi scorsi, lo spettacolo si presenta con nuove scenografie, nuove musiche e una nuova produzione, per la regia di Giuliana Musso.Venerdì 28 novembre 2025 debutterà al Teatro di Fiesole "Danze contro la violenza. Trittico d'autore", nuova produzione della Lyric Dance Company diretta da Alberto Canestro: giovani coreografi e diversi stili per uno spettacolo contro la violenza di genere, dalla parte delle vittime, per combattere l'invisibilità e incoraggiare la denuncia.E ancora, Maria Cassi e Leonardo Brizzi e uno spettacolo che ripercorre i 40 anni di carriera dello storico duo di teatro comico musicale, da giovedì 5 a domenica 8 marzo 2026 . Paolo Nani giovedì 20 novembre 2025 con quello che è oramai un classico del teatro internazionale, “La lettera”. L'arte sopraffina di Ennio Morricone raccontata nello spettacolo-concerto di Alessandro De Rosa , biografo e assistente del Maestro, sabato 1° novembre 2025 per l'inaugurazione della rassegna “Autunno Fiesolano”. Giovedì 13 novembre 2025 Roberto Abbiati e Leonardo Capuano con "Pasticceri. Io e mio fratello Roberto", un cult del teatro italiano con oltre 20 anni di repliche. Il pianista Cesare Picco e le “The Köln Concert Variations” , progetto in cui rende omaggio alla storica performance di Keith Jarrett, sabato 8 novembre 2025 . La rinnovata collaborazione con la Scuola di Musica di Fiesole e le fiabe teatrali dei Pupi di Stac."A Fiesole il grande teatro non si ferma mai - dichiara il Sindaco di Fiesole, Cristina Scaletti -. Grazie al Teatro Romano e del Teatro di Fiesole, siamo in grado di ospitare, durante tutto l'anno, spettacoli di alta qualità e di generi diversi, che ci permettono di essere un punto di riferimento per il panorama culturale, non solo locale ma anche nazionale. Dopo i successi ei grandi nomi dell'Estate Fiesolana, anche la stagione del Teatro di Fiesole si preannuncia ricca di qualità e intensità. Per questo desidero ringraziare gli organizzatori. Un programma che si inserisce perfettamente nella candidatura di Fiesole a Capitale Italiana della Cultura 2028 che rappresenta la nostra visione per costruire – anche grazie ai nostri teatri – il futuro culturale della città per i prossimi anni, all'insegna della qualità e dell'innovazione”."Anche quest'anno la Fondazione CR Firenze sostiene 123 enti per lo spettacolo dal vivo e 30 teatri - afferma Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze -. Un impegno che garantisce la produzione artistica e va senz'altro a beneficio della comunità che ne può fruire. Oltre al nostro contributo per la stagione, quest'anno facciamo di più: regaliamo ai residenti nei nostri territori di riferimento delle occasioni di accesso gratuito a teatro, nella convinzione che l'arte sia un bene di tutti"."Nel 2024-2025 abbiamo proposto 130 giornate di spettacolo e 65 di cinema - spiegano Giovanni Vernassa e Claudio Bertini del Teatro di Fiesole - accogliendo 35.000 spettatori. Un risultato oltre ogni aspettativa, considerando che siamo partiti da zero a fine 2022. Un risultato che ci auguriamo di replicare. Il futuro per noi è oggi, con questa nuova stagione. Torneranno le rassegne Autunno Fiesolano e Primavera Fiesolana, con proposte particolari legate a letteratura, teatro e musica d'autore E poi i migliori attori e registi della nuova scena teatrale fiorentina, con cui il teatro ha instaurato da subito un rapporto privilegiato E il grande ritorno di The Kitchen Company”.Info, programma e preventivi sul sito www.teatrodifysole.it . Biglietti e carnet disponibili anche su www.ticketone.it (tel. 892 101) e nei punti Box Office Toscana ( www.boxofficetoscana.it/punti-vendita - tel. 055 210804). Fino al 31 agosto a prezzi scontati con la formula biglietti early bird.

Iniziato oggi il progetto “Nuotare in sicurezza: imparare fin da piccoli a Firenze” promosso dalla Fondazione Principessa Charlène di Monaco

Obiettivo: promuovere il diritto alla sport e alla sicurezza dei minori in situazioni di vulnerabilità

Ha preso il via questo pomeriggio il progetto a sfondo benefico per bambini e famiglie svantaggiate “Nuotare in sicurezza: imparare fin da piccoli a Firenze”, realizzato dalla Fondazione Principessa Charlène di Monaco, promosso dal Consolato del Principato di Monaco a Firenze e organizzato dalla ONLUS Rarini per Amore e la Fondazione Istituto degli Innocenti Ets, con il patrocinio del Comune di Firenze e dela Fondazione Italiana Nuoto Comitato Regionale Toscano.Promuovere il diritto allo sport, alla sicurezza e all’inclusione dei minori in situazioni di vulnerabilità: è questo l’obiettivo del progetto di sport e solidarietà che ha preso il via questo pomeriggio presso l’impianto della Piscina comunale ITI di Firenze, dove bambini fra i 3 e i 10 anni di età, provenienti da contesti di difficoltà e ospitati presso le comunità di accoglienza del Comune di Firenze, comprese quelle dell’Istituto degli Innocenti, hanno iniziato un corso durante il quale verranno trasmessi loro i fondamentali della disciplina del nuoto, affinché imparino a praticarlo in sicurezza, per prevenire le tragedie legate all’annegamento e per fornire le basi dello sviluppo educativo attraverso lo sport.Un ciclo di lezioni di nuoto bisettimanali tenute da istruttori formati della Federazione Italiana Nuoto che si concluderà il 31 luglio, come detto, si terrà all’interno della Piscina comunale ITI d Firenze, gestita dalla ultra centenaria società sportiva Rari Nantes Florentia, partner dell’iniziativa insieme alla ONLUS Rarini per Amore.“Questo progetto nasce dall’iniziativa della Fondazione Principessa Charlène di Monaco – ha detto il Presidente della Rari Nantes Florentia, Andrea Pieri – per far sì che i bambini da 3 a 10 anni inizino la pratica natatoria, non soltanto dal punto di vista dell’aspetto dell’attività sportiva, ma anche per una difesa personale, perché saper nuotare è sinonimo di potersi salvare nelle pericolosità delle acque. La Principessa ha chiesto di realizzare questa iniziativa a Firenze e quindi, quale realtà migliore della nostra poteva appoggiare tale progetto. Perché non dimentichiamo che, come Rari Nantes Florentia, abbiamo affiancato la ONLUS Rarini per Amore che già aiuta le famiglie disagiate a far sì che i loro bambini possono praticare con il supporto della ONLUS l’attività natatoria”.“L’idea nasce dall’aver frequentato e frequentare spesso l’Istituto degli Innocenti e vedere che ancora oggi ci sono dei bambini meno fortunati rispetto a tanti altri – ha detto il Console del Principato di Monaco a Firenze, Alessandro Giusti – così, visto che la Fondazione Principessa Charlène di Monaco, tra l’altro ex campionessa olimpionica di nuoto, è dedicata a questa formazione, abbiamo pensato di fare qualcosa con la Fondazione della Principessa qui a Firenze. L’idea è diventata un progetto grazie a un concorso di tutte le componenti che hanno lavorato con forza alla realizzazione del progetto stesso. Mi preme sottolineare che è il primo progetto del genere che la Fondazione Principessa Charlène di Monaco ha realizzato in Italia e ha scelto di farlo a Firenze perché, dopo esserci stata nel 2013, se ne innamorò tanto da desiderare di tornare a Firenze per fare qualcosa di bello. E allora, ecco l’occasione giusta: il progetto “Nuotare in sicurezza”, col quale verrà insegnata la disciplina del nuoto, uno sport propedeutico a tante attività. Alla vela. Allo sci nautico. Alle immersioni. È molto importante anche per far sì che i bambini, fin da piccoli, imparino a percepire la confidenza con l’acqua e che sappiano reagire in quelle situazioni di incertezza che possono venirsi a creare”. “Un progetto molto importante per i bambini – ha detto la Presidente dell’Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida – perché impareranno ad avere un rapporto con l’acqua molto tranquillo e sereno, conoscendo le regole dello stare in acqua”.

Le chiavi della città di Firenze a Vasco Rossi

"Sono orgoglioso e fiero"

Da oggi, Vasco Rossi sarà un po’ più fiorentino. Sì, perché questo pomeriggio, alle 17, nella splendida cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, la sindaca Sara Funaro gli ha consegnato le chiavi della città, una riproduzione fedele delle chiavi delle antiche porte di Firenze.Un gesto importante e sicuramente sentito per dire grazie a un artista che ha accompagnato la vita di intere generazioni (anche) nel capoluogo toscano. Un’operazione a cui il Comune ha lavorato da settembre scorso e che ha riscosso grande successo, considerate le oltre 4mila mail arrivate per partecipare all’evento.Grazie a questa iniziativa, il Blasco ha avuto la possibilità – mai avuta prima – di visitare le stanze di Palazzo Vecchio e vedere un ambiente che nella storia della città e dell’Italia ha avuto un ruolo storico e culturale determinante. Un Vasco evidentemente emozionato e felice, non poteva concludere al meglio i suoi giorni fiorentini, iniziati con un doppio concerto alla Visarno Arena che, tra giovedì 5 e venerdì 6 giugno, ha visto la presenza di oltre 130mila spettatori per cantare a squarciagola le canzoni del rocker di Zocca.È stata la sindaca Sara Funaro ad introdurre la cerimonia: "Bellissimo vedere il salone dei Cinquecento così pieno - ha detto - ringrazio tutti i fan presenti. Purtroppo questo è il salone dei Cinquecento e non dei cinquemila, mi dispiace che non siamo riusciti ad accogliere tutti, ma ci possono seguire anche dall'esterno. È un momento di grande emozione per me e penso per tutti i voi, il più emozionante e bello in questo anno da sindaca". Poi ha preso la parola lui, Vasco, osannato dai fan che hanno riempito il Salone dei Cinquecento e anche da tutti quelli che sono rimasti fuori a seguire la cerimonia su un maxi schermo: "Sto molto bene, sono incantato da questo posto meraviglioso che non avevo mai avuto occasione di visitare. Firenze è la città d'arte più bella del mondo". Poi, dopo il tradizionale suono delle chiarine, è arrivato il momento della consegna delle chiavi dell della città, dopo la quale Vasco ha letto un messaggio di ringraziamento lungo e intenso: "Mi sono scritto una cosa da dire perché mi emoziono. Ringrazio la sindaca, la giunta e tutta la città per questo straordinario riconoscimento, per me è veramente un grande onore essere riconosciuto in una città così ricca di storia e di arte, sono emozionato e fiero. Firenze è la Culla del Rinascimento, dove sono nati i più grandi artisti del mondo, Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Dante Alighieri e tanti altri... A Firenze a suonare ci vengo da molto tempo, dagli inizi degli anni Ottanta, e ho sempre trovato un pubblico caldissimo, focoso, che mi ha accolto con entusiasmo e che ama le mie canzoni, e ancora oggi, quello che io definisco il mio popolo, il popolo del rock, non si è smentito: 130mila cuori che battevano all'unisono nei miei ultimi due concerti. Ogni volta rimango incantato da questo straordinario affetto, sono state due serate una più bella dell'altra". E poi ha aggiunto, scherzando: "Ho telefonato a mia mamma ieri e le ho detto che mi avrebbero dato le chiavi della città di Firenze e lei mi ha detto: ma sono sicuri? Qualche anno fa anche io avrei detto attenzione a darmi le chiavi, ma adesso sono diventato più tranquillo".  Vasco Rossi – cha tra trascorso il fine settimana alle porte di Firenze – rimarrà nella Culla del Rinascimento fino alla vigilia dei suoi concerti al “Maradona” di Napoli (in programma il 16 e 17 giugno), facendo il “pendolare” da Firenze, invece, per le date bolognesi del suo show (in programma l’11 e 12 giugno). Del resto, avendo ricevuto le chiavi della città, da oggi in poi, potrà entrare a uscire da Firenze quando vorrà. Conscio di essere sempre il benvenuto.

Fondazione CR Firenze invita 1000 studenti al Maggio

Bocca: “Mettere la bellezza di Firenze a disposizione dei nostri ragazzi”

La Fondazione CR Firenze, con il progetto “Fondazione CR Firenze invita le scuole al Maggio” ha il grande merito di avvicinare i giovani studenti alla musica classica, per far vivere loro un’esperienza straordinaria. Infatti, questa mattina, la Sala Zubin Mehta del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino si è trasformata in un’aula dove quasi 1.000 studenti delle scuole secondarie (il 60% under 13 anni) hanno potuto ascoltare, gratuitamente, l’esibizione dell’Orchestra del Maggio, diretta dal Maestro Thomas Guggeis, che ha eseguito composizioni di Mozart e opere di Prokof’ev, regalando ai giovani spettatori un viaggio attraverso due secoli di grande musica.Le classi, provenienti dalla Città Metropolitana di Firenze e da Arezzo e provincia, sono state accolte, prima dell’inizio del concerto, dal saluto del Sovrintendente della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Fuortes, dal Presidente della Fondazione CR Firenze, Bernabò Bocca, e dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Ernesto Pellecchia. Tutti e tre hanno sottolineato l’importanza di avvicinare i giovani alla grande musica classica.“Il fatto di vedere 1000 ragazzi qui al Maggio ad ascoltare le prove di un concerto, per noi è un motivo di grandissima soddisfazione – ha detto Bernabò Bocca, Presidente della Fondazione CR Firenze –. L’idea nasce dal fatto di aver a Firenze un’eccellenza come il Maggio Musicale, con un Sovrintendente col quale collaboriamo su tanti progetti, e con un ottimo rapporto con tutto il sistema delle scuole della Toscana. Bisogna avvicinare i giovani alla cultura e purtroppo i ragazzi sono schiavi dei social e dei telefonini. E allora, una città come Firenze, che è in grado di esprimere culturalmente le cose più belle del mondo, cerchiamo di metterla a disposizione principalmente dei fiorentini e soprattutto dei giovani. La cultura ha un effetto moltiplicatore incredibile: chi oggi viene qua ad ascoltare le prove di questo concerto, lo racconterà ai propri amici e questo significherà avvicinare sempre di più i giovani, che sono il nostro futuro, al tema della cultura”“Le reazioni che abbiamo in sala durante i concerti che facciamo per i ragazzi dimostrano tranquillamente che ascoltare e godere di questa musica non è una cosa per pochi privilegiati – ha detto Carlo Fuortes, Sovrintendente della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino –. Qualsiasi ragazzo, di fronte a un concerto fatto bene, credo possa avere emozioni uniche. Ed è molto importante che questo avvenga in una fase giovane della propria vita”. E sull’iniziativa che ha portato al Teatro del Maggio Musicale quasi 1.000 studenti, ha ricordato che “per fare tutto questo, è molto importante l’aiuto che ci viene dato dalla Fondazione CR Firenze, perché grazie a questo aiuto possiamo permetterci di organizzare questo tipo di iniziative che altrimenti sarebbe difficile riuscire a portare avanti”.“Far passare la bellezza del musica classica ai ragazzi giovani è un obiettivo che, come ufficio scolastico regionale, ci siamo dati da oltre sei anni – ha detto Ernesto Pellecchia, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana – in quanto stiamo conducendo un’azione forte e rigorosa in questo specifico ambito della cultura musicale con il Progetto Toscana Musica, che ha visto, in questi anni, una fortissima adesione da parte delle scuole della Toscana e ha raggiunto dei livelli di iniziative e attività veramente significativi. La collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con il sostegno della Fondazione CR Firenze, va proprio in questa direzione ed è fondamentale”.

Dal 17 luglio al Parco Mediceo di Pratolino, il via alla 10ª edizione del Musart Festival Firenze

Da Nino D’Angelo a Diodato, da Loredana Bertè al Maestro Giovanni Allevi con l’Orchestra Sinfonica Italia, da Loredana Bertè a Roberto Vecchioni, gli artisti che si esibiranno

È (quasi) tutto pronto per la 10ª edizione di Musart Festival Firenze, realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze che si terrà, per il secondo anno consecutivo, al Parco Mediceo di Pratolino, in una cornice splendida che ha incantato ogni live della passata stagione. E questa mattina, presso la Fondazione CR Firenze (main supporter del Musart Festival) alla presenza della vice presidente della Fondazione CR Firenze, Maria Oliva Scaramuzzi, della consigliera metropolitana delegata alla Cultura, Claudia Sereni, del sindaco di Vaglia, Silvia Catani, e del presidente dell’Associazione Culturale MusArt, Claudio Bertini, si è tenuta la presentazione del prossimo Musart Festival, che inizierà il 17 luglio e che vede in calendario 6 eventi da non perdere.“Il Parco di Pratolino si conferma uno dei luoghi dell’estate – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, vice presidente di Fondazione CR Firenze – con un programma sempre più ricco di concerti, iniziative ed eventi. Fondazione CR Firenze sostiene Musart Festival dal 2018, poiché ha dimostrato di saper coniugare la grande musica con la valorizzazione del nostro patrimonio territoriale. Il trasferimento dalla monumentale piazza SS. Annunziata al Parco Mediceo di Pratolino, sito UNESCO, conferma questo impegno che accende i riflettori in uno dei luoghi simbolo della cultura fiorentina, attraverso eventi musicali di qualità con un grande successo di pubblico”.“Siamo arrivati alla 10ª edizione di Musart – dice Claudio Bertini, presidente dell’Associazione Culturale MusArt – ma la seconda nel Parco Mediceo di Pratolino, sede molto bella prestigiosa che abbiamo potuto sperimentare appieno nella scorsa stagione, con grande successo, perché il pubblico ha gradito moltissimo. Di tutte le migliaia e migliaia di persone che sono venute l’anno scorso agli eventi live presso il Parco Mediceo di Pratolino, non più della metà conoscevano Pratolino, per gli altri è stata una piacevole sorpresa. Il Musart Festival non è solamente un festival di cantanti, di spettacoli, ma una rassegna dove il luogo fisico dove la manifestazione si svolge è valorizzante per lo spettacolo e, a sua volta, viene valorizzato dallo spettacolo. E in questo senso, Villa Demidoff è forse uno dei gioielli più nascosti della nostra zona. Sicuramente meno immediato del centro di Firenze. Dunque, anche quest’anno, come l’anno scorso, ci aspettiamo un buon successo”.IL PROGRAMMA DI MUSART FESTIVAL 2025A inaugurare la grande arena en-plien-air del Musart Festival, giovedì 17 luglio, sarà Nino D’Angelo: l’eterno scugnizzo celebrerà oltre 40 anni di carriera ripercorrendo i suoi più grandi successi, nell’ambito del tour “I miei meravigliosi anni ’80 – Estate 2025”.Molto atteso, venerdì 18 luglio, il live di Diodato, cantautore intenso e ricercato, tra i più apprezzati del nuovo pop italiano. Diodato proporrà un concerto che è un climax ascendente in cui l’artista vibra con il suo pubblico, fino a diventare un corpo unico.C’è la tappa al Musart Festival di Firenze, tra i quattro concerti-evento che vedranno protagonista il maestro Giovanni Allevi, affiancato in questo tour “Summer MMXXV” dall’Orchestra Sinfonica Italiana: sabato 19 luglio, il “filosofo del pianoforte” presenterà in prima mondiale il “Concerto MM22 per Violoncello e Orchestra”, un inno alla forza e alla rinascita, scritto durante la sua lotta contro il mieloma multiplo.Lunedì 21 luglio, invece, sarà la volta della vulcanica Loredana Bertè che, con il tour “50 da ribelle” torna ad esibirsi dal vivo. “Credevate che i festeggiamenti per i miei 50 anni di carriera fossero finiti? La festa continua anche nel 2025 con un nuovissimo tour: libero, sincero, ribelle come sono sempre stata”, ha scritto Loredana sui suoi canali social nell’annunciare il suo tour.Già protagonista di uno straordinario concerto nell’edizione passata, torna a Pratolino anche Roberto Vecchioni, che salirà sul palco mercoledì 23 luglio, nell’ambito del tour estivo “Tra il silenzio e il tuono”.Infine, giovedì 24 luglio, i concerti di Musart si chiuderanno con la reunion dei Gatti Mézzi. Dopo 7 anni di stop, Francesco Bottai e Tommaso Novi torneranno con il loro cantautorato irriverente e colto, un sound intriso di jazz e swing su cui galleggiano personaggi e leggende di una Toscana d’antan. Per l’occasione saranno sul palco anche storici collaboratori del duo, come Matteo Anelli, Mirco Capecchi e Matteo Consani.Tutti i concerti avranno inizio alle 21.15Tra le novità di Musart Festival 2025, le navette gratuite, con golf-car che collegheranno gli ingressi del Parco all’area concerti. I biglietti sono disponibili sul sito ufficiale www.musartfestival.it, su www.ticketone.it, e nei punti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita .

Presentato il 3° Memorial Davide Astori

La Presidente dell’Affrico Pisacchi: “Cerchiamo di trasmettere i valori che Astori rappresentava e rappresenta”

È stata presentata questa mattina la 3ª edizione del Memorial Davide Astori, torneo di calcio giovanile, quest’anno giocato da bambini del 2014, organizzato dall’U.S. Affrico, che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno prossimo e che verrà giocato su due campi: quello dell’U.S. Affrico e quello di San Marcellino.Dopo il successo della prima edizione (vinta dalla Fiorentina) e della seconda edizione (vinta dal Milan), quest’anno sarà un torneo particolare dove, anche per una questione di costi, saranno solamente due le società professionistiche che parteciperanno – ovvero la Fiorentina e il Pontedera – e dove sarà restituito il giusto valore alle società dilettantistiche presenti, che saranno ben quattordici: Prato, Follonica-Gavorrano, Pistoiese, Montevarchi, Virtus Rifredi, Tau Altopascio, Fucecchio, San Marco Avenza, Porta Romana, Olmoponte, Polisportiva Santa Maria e San Michele Cattolica Virtus, oltre all’U.S. Affrico Bianco e l’U.S. Affrico Viola, queste ultime due squadre inserite come teste di serie del torneo, come Fiorentina e Pontedera.Oltre al torneo di calcio maschile, quest’anno si terrà anche un mini torneo di calcio femminile, con quattro squadre presenti che si contenderanno il titolo.  «Cerchiamo di trasmettere i valori che Astori rappresentava e rappresenta ancora oggi – ha detto la Presidente dell’U.S. Affrico, Valeria Pisacchi, aggiungendo – valori che sono la correttezza, la gentilezza, la lealtà. Se l’anno scorso il tema del torneo era la gentilezza, quest’anno abbiamo pensato di identificarlo col tema della condivisione, perché lo sport deve essere anche questo. I ragazzi che fanno sport imparano a condividere i malesseri e le gioie e questo è molto importante. Fa crescere».«Quella della condivisione è una parola importante – ha detto l’Assessora allo sport del Comune di Firenze, Letizia Perini – che tra l’altro vive benissimo nel mondo dello sport, perché si condividono dallo spogliatoio alle partite, i momenti di rabbia, i momenti di agonismo, i momenti di gioia, e farlo nel nome dello sport, soprattutto quando si vivono competizioni come quella del Memorial Astori, lascia dei ricordi indelebili nella vita di questi ragazzi. Quindi sono molto contenta che sia stata scelta la condivisione come tema di questa 3ª edizione del Memorial Astori». E sull’importanza di tramandare i valori che sono stati un marchio di fabbrica dell’ex capitano viola, non ha dubbi: «Essere dei bravi sportivi deve essere legato all’essere delle brave persone. Davide ci insegnava questo: non importa pensare solo ed esclusivamente allo sport, ma è importante accompagnare questo a essere delle persone giuste. Lui era una persona giusta, questo messaggio ce l’ha trasmesso ed è bello avere momenti come quello del Memorial Davide Astori dove il messaggio va avanti e continua ad essere trasmesso alle nuove generazioni. Sicuramente quello che le nostre società sportive fanno, e che l’Affrico sta facendo quotidianamente, è quello di crescere non solo ragazzi bravi tecnicamente col pallone ai piedi, ma dei ragazzi che devono crescere umanamente per diventare principalmente brave persone. Anche nelle sedi sportive».Presenti alla presentazione della 3ª edizione del Memorial Davide Astori, oltre alla Presidente dell’U.S. Affrico, Valeria Pisacchi e all’Assessora allo Sport di Firenze, Letizia Perini, anche il Presidente del Coni Toscana, Simone Cardullo, il Direttore Generale dell’U.S. Affrico, Luca Giotti, il Direttore Tecnico dell’U.S. Affrico, Renato Buso e il Presidente del Quartiere 2, Michele Pierguidi.

Alia Guagni: “Si parla troppo poco di violenza psicologica ed economica, atti da punire adeguatamente”

E sugli stereotipi dice: “Giudicate una calciatrice per il suo rendimento in campo, non per come porta i capelli o con chi esce la sera a cena”

Abbiamo sviscerato l’argomento della parità di genere da ogni punto di vista e abbiamo capito che, se tanto è stato fatto per raggiungere determinati traguardi apparentemente irraggiungibili, molto altro ancora è da fare per poter costruire una società dove non ci sia più una disparità evidente e inammissibile, incomprensibile, ingiustificabile tra uomo e donna. Così, concludiamo il nostro viaggio con una delle massime esponenti sportive della città di Firenze, Alia Guagni, ex calciatrice della Fiorentina e della Nazionale italiana di calcio femminile, che ha vissuto le due facce del mondo del pallone in rosa, quella prima e quella dopo il professionismo.Parto dal giorno in cui viene celebrata la donna, l’8 marzo, per chiederle cosa pensi di questa festività. Una domanda apparentemente banale, ma che sicuramente racchiude qualcosa di importante…“Dirò una cosa banale probabilmente, ma credo fortemente che non ci dovrebbe esser bisogno di una giornata per celebrare la donna. Ci si ricorda dell’importanza di qualcuno solo alle ricorrenze. Si dovrebbe ricordare l’importanza della donna nella quotidianità e, più che festeggiarla, andrebbe rispettata”.Con lei, Alia, rispetto alle precedenti interviste, mi concentro principalmente sulla figura della donna nello sport e nel calcio femminile. Parto dagli altri sport, dalla pallavolo all’atletica, dalla boxe al basket, dal ciclismo fino ad arrivare al rugby (lascio da parte il tennis, che è lo sport femminile più pagato). (quasi) tutti sport che regalano (ancora) più appeal al maschile e che denotano disparità tra uomo e donna. Perché?“La disparità di genere nello sport è il risultato di stereotipi culturali che ci portiamo dietro da tempo immemore. Si è sempre associato all’idea di atleta le caratteristiche di forza, resistenza, aggressività anche, da sempre associate all’uomo. E vista in questa ottica la donna non ha mai potuto competere con l’uomo. Ma rimanere ancorati a stupidi pregiudizi, oggi, denota soltanto tutti i nostri limiti. Ci siamo evoluti e siamo capaci di comprendere che l’atleta è molto più di una semplice espressione di forza, e questo vale sia per gli uomini che per le donne”.Arrivo al calcio, dove la discriminazione tra femminile e maschile, in Italia, è ancora tangibile, nonostante sia stati fatti passi in avanti negli ultimi 10 anni, prima grazie alla normativa che obbligò i club di serie A di dotarsi di una squadra femminile nel 2015, poi al passaggio al professionismo nel 2022. Dicevamo, nonostante i passi in avanti fatti dal movimento grazie all’impegno di tante calciatrici (te compresa), ancora il calcio femminile non è riconosciuto al pari di quello maschile. A lei, che ha vissuto il calcio dilettantistico e la crescita del movimento fino al professionismo, chiedo cosa è possibile fare per crescere ancora da questo punto di vista, ovvero del riconoscimento della parità tra uomo e donna nel calcio, anche dal punto di vista salariale…“In Italia, qualsiasi sport diverso dal calcio maschile è considerato uno sport minore e noi non siamo da meno purtroppo. Finalmente, dopo molte lotte, siamo diventate professioniste, ma questo non significa che ci si possa paragonare ai professionisti uomini a livello di supporto o stile di vita. Mettiamo la stessa passione e lo stesso impegno, ma ci sono ancora tante difficoltà da superare. Dal punto di vista salariale non credo sia possibile raggiungere la parità, il calcio maschile ha degli interessi dietro, per noi inavvicinabili. Ma potremmo iniziare a insegnare ai nostri figli la normalità di una bambina che gioca a calcio e mostrare le calciatrici per quello che sono: delle atlete che meritano rispetto. Sarebbe già un buon inizio”.Voi calciatrici vi siete battute e vi state battendo per un diritto che travalica i confini dello sport e diventa una battaglia di civiltà per affermare la pari dignità dello sport femminile e delle donne. È giusto?“Siamo state il primo sport femminile in Italia a diventare professionistico. Nel 2025 ci si dovrebbe stupire di questo, invece se ne parla ancora troppo poco. Facciamo lo stesso lavoro: perché a noi donne non deve essere riconosciuto e tutelato? Mi auguro che il calcio femminile sia solo il primo di una lunga lista. Ci meritiamo di più”.Quanto le davano fastidio la discriminazione di genere e le etichette accreditate, in campo e fuori dal campo?“Ormai ho le spalle larghe e sono abituata ai commenti stupidi della gente che continua a ripetermi di tornare in cucina (ironico). Una cosa che non accetterò mai è come venga sempre e comunque sessualizzato il corpo di una donna. E i media, in questo, non aiutano: si concentrano più sull’aspetto fisico delle atlete che sulle loro prestazioni. Sono una calciatrice, se proprio ci tieni a giudicarmi, fallo per il mio rendimento o le mie qualità in campo, non per come porto i capelli o con chi esco la sera a cena”.Allargo le domande dallo sport, dal calcio, alla vita quotidiana, al sociale. E le chiedo: perché una donna, nel 2025, non può arrivare a guadagnare quanto percepisce un uomo, se svolge la stessa mansione?“Si ritorna sempre ad un problema di retaggio culturale. Si vuole sempre cercare di relegare la donna ad un ruolo minore o di contorno, per così dire. Non parlo di calcio, perché ci sono tante componenti diverse in gioco, ma immaginate due persone che fanno le stesso mestiere, il medico: perché un medico uomo dovrebbe guadagnare il triplo di una donna (cosa che attualmente succede quasi sempre in Italia) a parità di qualifica, competenze e rendimento? Io una risposta non so darmela sinceramente”.Infine le chiedo: quando si parla di violenza sulle donne, lei a cosa pensa? Quali sono – femminicidi a parte – gli atti di violenza di cui ha più paura non per se stessa in particolare, ma per tutte le donne in generale? E cosa vorrebbe che la politica o le istituzioni facessero per sradicarla dalla società di oggi?“Se ne sente troppi di atti di violenza contro le donne. Violenze non solo fisiche, ma anche e soprattutto psicologiche. Io sono la persona più fortunata del mondo e ringrazio per questo, ma ho visto da vicino gli effetti che il controllo psicologico ha sulle persone. Non si parla solo di uomini che picchiano o uccidono le donne, ma di uomini che tengono le donne sotto controllo. Si parla troppo poco di violenza psicologica, ovvero manipolazione o umiliazione, sia sul posto di lavoro che a casa. Ma anche violenza economica: penso a un genitore che sfrutta la dipendenza economica della figlia per controllare la sua vita. Sono atti disumani, e bisognerebbe imparare a riconoscerli e punirli nella maniera più adeguata”

Cristina Scaletti: “L’autonomia economica è un passaggio fondamentale per l’acquisizione della libertà per una donna”

La sindaca di Fiesole: “La dignità passa attraverso l’equiparazione di ruoli manageriali, apicali, salariali e di riconoscimento pubblico di quello che le donne sanno fare”

I diritti della donna vanno oltre l’8 marzo. E oltre la giornata mondiale contro la violenza di genere. Perché una donna è tale per 365 giorni all’anno, non deve essere discriminata e ha bisogno di essere rispettata in ogni momento della sua vita: dalla società, dal mondo del lavoro, dagli uomini e da tutti.Negli ultimi 80 anni di storia, sono stati fatti passi da gigante in favore della parità di genere e dei diritti delle donne. Lo abbiamo già sottolineato nel primo appuntamento di questo approfondimento di Firenzedintorni.it: dal riconoscimento del diritto al voto nel 1945 all’introduzione della Legge sul divorzio nel 1970, dall’introduzione della Legge sull’aborto nel 1978 fino all’abrogazione delle disposizioni sul delitto di onore nel 1981 (ed è assurdo che in qualche parte del mondo ancora esista il reato commesso per vendicare il proprio onore e quello della propria famiglia, come in Pakistan). Nonostante tutto, ancora oggi, nel 2025, ci sono delle importanti lacune che non consentono alla donna di essere considerata come l’uomo dalla società. O da parte di essa.Sono ancora poche le donne ai vertici dei posti di lavoro di rilievo. Sono ancor meno le donne che percepiscono lo stesso guadagno degli uomini a parità di impiego e di impegno. Non sono ancora sufficienti le donne che hanno una propria indipendenza economica. Ma soprattutto sono ancora troppe le donne vittime di violenza: denigrate, maltrattate, uccise.Volere è potere, si usa dire. E allora, la speranza è che la donna, che almeno in politica sta diventando sempre più una figura su cui scommettere per amministrare comuni e per provare a migliorare quello che nel nostro paese non va, magari restituendo credibilità al ruolo della politica agli occhi di molti elettori, possa aiutare le altre donne a beneficiare dei diritti fin qui (ancora) negati.Ne abbiamo parlato con Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole dal 2024.Partiamo dalla Toscana, dove le sindache donna sono aumentate rispetto al passato. Basti pensare a lei, qui a Fiesole. A Sara Funaro per il Comune di Firenze, Claudia Sereni a Scandicci, Ilaria Bugetti a Prato, Nicoletta Fabio a Siena e Serena Arrighi a Carrara – ma voglio ricordare anche Brenda Barnini, sindaca uscente a Empoli dopo 10 anni di mandato. Ecco, parto col chiederle se l’aumento delle quote rosa a capo dei Comuni può aiutare la battaglia per raggiungere la parità di genere in vari ambiti della società moderna dove, per esempio, le donne non raggiungono lo stesso numero degli uomini nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro…“Sicuramente l’aumento delle donne a capo dei comuni è un fattore determinante per fare in modo che si diffonda ancora di più la cultura della parità di genere, la cultura del potersi interfacciare con tutte le variegate qualità delle donne. Abbiamo anche la fortuna di avere una donna a capo dell’Anci in Toscana (Susanna Cenni), una donna segretaria del maggior partito del centro sinistra in Italia (Elly Schlein), una donna anche a capo del Governo centrale (Giorgia Meloni) e tutto questo comporta un aumento della sensibilità collettiva, sia del genere maschile ma anche di quello femminile, che si può fare, ci si può impegnare e si deve riuscire tutti insieme a fare del movimento femminile un movimento di parità e di uguaglianza, nella diversità. Perché noi donne siamo diverse”.Sicuramente tanto è stato fatto dal 1945 a oggi, ma è anche vero che molto altro ancora dovrà essere affrontato per raggiungere l’uguaglianza, per esempio, per quanto riguarda i salari, dove la disparità tra uomo e donna è ancora tangibile. Cosa pensa di questo aspetto e come si può intervenire?“L’adeguamento salariale e l’autonomia economica sono un passaggio fondamentale sia sociale sia culturale e anche un passo determinante per l’acquisizione della libertà per una donna, per essere e fare quello che desidera. Quindi è un aspetto assolutamente centrale. Leggevo poco tempo fa che c’è una percentuale altissima - mi sembra intorno al 30%  - di donne che non hanno un conto corrente intestato e questo significa che, nonostante ci si stia sforzando per raggiungere con leggi europee anche datate la parità di genere, c’è tanto da lavorare dal punto di vista culturale e per quanto riguarda gli stereotipi sociali che devono essere pian piano scardinati. Ma sono fiduciosa, ci arriveremo”.È d’accordo sul fatto che l’indipendenza economica sia uno dei primi tasselli per garantire l’uguaglianza tra uomo e donna, considerando anche che la donna, spesso, fa più di un uomo: lavora, manda avanti una casa, la famiglia, accudisce i figli…“Esatto. La donna fa tanto. Quando dicevo che dobbiamo essere uguali nella diversità è proprio per questo, perché la donna è in grado di svolgere con la stessa passione e con lo stesso impegno tutte le attività: da quella strettamente professionale a quel lavoro che svolge in casa. Essere caregiver. Oggi, gran parte dei caregiver della nostra società sono al femminile. Sono donne che si occupano dei figli o dei genitori. Donne che affiancano nella cura le persone in difficoltà. Donne che si occupano della casa, che vanno a fare la spesa e si occupano della famiglia a 360°, anche quelle che non hanno grandi difficoltà. Quindi, quello della donna è un lavoro che, se vogliamo, dovrebbe avere addirittura un surplus salariale proprio per questo”.Quindi lei è d’accordo sul fatto che le casalinghe dovrebbero percepire uno stipendio. È un argomento di cui si parla molto…“Assolutamente sì, perché è un lavoro a tutti gli effetti. Un lavoro molto spesso oscuro, sottovalutato, non compreso, frustrante, non gratificante se non nella misura in cui una donna si gratifica delle cose che riesce a fare. Ma ci vuole anche un riconoscimento sociale”.Siamo ancora legati a spot sessisti che riguardano l’inadeguatezza della donna, secondo il mondo maschile, nello svolgere determinate mansioni e cimentarsi in professioni appellate “da uomini”. Penso allo sport. Penso al calcio. Lei, che è stata responsabile scientifica dell’area sanitaria della Fiorentina femminile, ha respirato questa discriminazione intorno alle ragazze? E soprattutto, come poter invertire la tendenza a sminuire il ruolo della donna in certi ambiti?“Ci vogliono tanti passaggi per invertire tendenze e per destrutturarle, disinnescarle. L’esperienza con la Fiorentina femminile è stata bellissima, prima ancora che sportiva direi proprio di diritti. Lì fu una normativa a chiedere a tutti i club di serie A maschile di dotarsi di una squadra femminile. E quindi lo impose alla serie A. All’inizio, le donne giocavano in campi diversi rispetto a quelli maschili e anche le coppe, i premi erano diversi da quelle dei maschi: ne rimasi sorpresa, era un mondo dove sembrava di essere in due universi paralleli. Poi, piano piano, queste ragazze, che hanno cominciato a giocare ma molte delle quali, nel frattempo, lavoravano, studiavano, non avevano stipendi se non qualche rimborso spesa, c’hanno creduto talmente tanto, che hanno contagiato tutte le altre donne e gli altri uomini e oggi, finalmente, il calcio femminile è diventato professionista. Quindi le sfide, quelle giuste, alla fine si vincono. E quella Fiorentina – tra l’altro – ha vinto anche altro: un campionato, due coppe Italia, una supercoppa, arrivando anche in Champions League. E lo racconto spesso, ci sentiamo sempre con le donne che hanno fatto parte di questo straordinario percorso, ci sentiamo sempre per ricordarci che se ci uniamo e facciamo le cose insieme siamo fortissime”.E la diffidenza iniziale?“Sì, l’ho avvertita. Il calcio era considerato uno sport prettamente maschile  – e tutt’ora c’è un pregiudizio di questo tipo –. Però mi ricordo che anche nella pallavolo, all’inizio, c’era questa disparità e il volley femminile aveva sicuramente una forza diversa rispetto a quello maschile, mentre ora addirittura, la pallavolo al femminile è considerata tecnicamente quasi più affascinante, grazie al fraseggio e un modo di giocare che qualifica molto (appunto) la tecnica, non solo la forza. Questo per dire che noi donne possiamo emergere anche in questo. Speriamo che presto si possano abbassare le distanze tra calcio maschile e femminile, sia da un punto di vista di presenze negli stadi sia da un punto di vista salariale, perché la dignità passa attraverso l’equiparazione di ruoli manageriali, apicali, salariali e di riconoscimento pubblico di quello che le donne sanno fare. Questo è un passaggio estremamente importante”.Dall’aspetto economico e di realizzazione professionale a quello legato alla violenza di genere, che sembra impossibile da sconfiggere. Da dove si può partire per sradicare – realmente – il malsano vizio della violenza sulla donna, che non è solo quella fisica ma anche quella psicologica? Basta la base della famiglia?“No. È un dramma al quale assistiamo e che si rinnova ogni anno quando, purtroppo, facciamo la verifica di quante violenze sulle donne sono state commesse dell’anno in corso e dell’anno precedente. Credo che, insieme a tutte le cose che abbiamo già detto e che sono fondamentali, la cultura possa fare realmente la differenza. Parlo della cultura in senso lato, la cultura dell’uguaglianza, della giustizia, la cultura della parola contro il silenzio, contro la solitudine, contro la vergogna. Una cultura plurale dove ognuno di noi si renda responsabile che alcune cose non si possono fare. Non si devono fare. Non sono divertenti. E non è accettabile ascoltare dal commento alla presa in giro, dal chiedersi “ma com’era vestita…” fino ad arrivare, ovviamente, ai agli episodi di violenza efferata.Perché, ricordiamolo ancora una volta, la violenza non è solo quella fisica ma anche quella psicologica e morale…“Esattamente, io quando vado nelle scuole, racconto sempre che tutti noi ci scandalizziamo quando vediamo un crimine efferato come quello dell’omicidio e femminicidio di una donna, ma c’è tutto un passaggio antecedente che deve essere disinnescato, e passa attraverso le cose che ci stiamo dicendo. Attraverso chi non dice no di fronte al commento, alla battuta, al silenzio, all’abbassare lo sguardo. Bisognerebbe essere tutti satelliti, forti, decisi e convinti che nei confronti di una donna, così come nei confronti di tutti gli individui che hanno una qualsiasi fragilità –  perché questa cosa succede anche verso chi ha orientamento sessuale diverso, chi ha differenza del colore della pelle, verso chi ha una qualche diversità – la violenza è da condannare. Se tutte le diversità iniziassimo a considerarle delle ricchezze, forse riusciremmo a seminare il seme della pace, dell’uguaglianza, della giustizia. Il passaggio è lungo, è necessario, non dobbiamo fermarci alla giornata contro la violenza sulle donne né all’8 marzo in cui si festeggia la donna, ma dobbiamo ricordare ogni giorno che non è sufficiente un’azione di proclamo, c’è bisogno di un’azione concreta, perché la difesa del diritto di un altro non lede mai il nostro, anzi, prima o poi raggiungerà anche noi stessi quando avremo bisogno noi di essere difesi”.La cultura attraverso incontri con le scuole e la certezza che chi sbaglia deve pagare, rispettando leggi che già ci sono: sono due aspetti per provare ad annullare la violenza sulle donne?“Sì. Noi facciamo tanti incontri con gli studenti per sensibilizzarli su questo argomento e, per quanto riguarda le leggi, ci sono e sono d’accordo sul fatto che devono essere rispettate. Non si può non essere intransigenti verso chi compie gesti efferati. Aggiungo che occorre che la società si muova congiuntamente prima ancora che tutto questo succeda, quindi la famiglia, la scuola, la politica, le istituzioni e la gente per strada devono iniziare a difendere il prossimo nel momento in cui si trova in difficoltà, se non anticipare quello che può accadere, perché a volte si riesce a percepirlo”.La richiesta di ostentazione della bellezza della donna in certi ambiti (penso a programmi televisivi, donna immagine, etc) può essere considerata violenza? La donna deve apparire per forza mostrando se stessa per attirare l’attenzione del pubblico?“La bellezza, al pari dell’intelligenza, della sensibilità e della profondità, ha un’accezione sicuramente positiva. Il problema sorge quando la bellezza diventa una prigione dorata, dove la donna è costretta ad abitare per apparire. Dove viene guardata se è bella, ma non vista oltre quella bellezza che diventa identitaria, perché se non sei bella, non sei. E dove diventa un elemento valoriale: io valgo se sono bella. Questa necessità dell’apparire in una società dove l’esteriorità conta così tanto, oggi, vale anche un po’ per l’universo maschile, ma verso la donna è ancora più spietata per la temporalizzazione in cui tutto questo ulteriormente si abbatte. S’induce la donna a pensare che occorra essere belle. Io, per esempio, sono fiera dei miei anni e dei segni del tempo che porto, ma quante donne effettivamente non vengono sopraffatte da questa richiesta di esteriorità? Dunque, anche qui c’è bisogno di cultura: i media e le televisioni, in questo, potrebbero e dovrebbero fare tanto. Ma non in tutti i paesi è così. In alcuni paesi non è richiesta in maniera ostentata un certo tipo di apparenza. Io ho una figlia di 21 anni e si dovrebbe far credere che l’attenzione verso il sé è importante, ma deve essere una cosa personale, una cosa che ci fa crescere insieme alla nostra interiorità, non il bisogno di essere bella perché altrimenti non si vale abbastanza. Non si è abbastanza. Per essere uguale agli altri. O per avere la possibilità di lavorare”.Vuole aggiungere qualcos’altro?  “Sì, un’altra riflessione. Su quanto sia spietata questa prigione della bellezza e quanto sia diversa la percezione sul maschile e sul femminile, per un uomo oggi è tollerato avere una donna molto più giovane come compagna. Vediamo quanta discussione ha suscitato, invece, il fatto che Macron avesse una donna più grande come moglie. Ancora c’è la percezione che la donna ha un tempo limitato per poter raggiungere quello che deve raggiungere, ed è mostruoso. Questa è veramente una grande violenza”.

Cristina Manetti: “La parità è ancora lontana, ma la crescita positiva negli ultimi anni è indubbio”

La Capo di Gabinetto della Regione Toscana è sicura: “Non c’è professione in cui la donna non possa esprimere capacità analoghe a quelle dell’uomo”

La donna e i suoi diritti. Dalla fine della guerra, di strada ne è stata fatta. E tanta. Basti pensare al primo grande passo avanti in ambito politico che risale, appunto, al 1945, anno in cui alle donne maggiorenni (all’epoca la maggiore età era al compimento di 21 anni) viene riconosciuto il diritto di voto. Poi, un anno dopo, col decreto n. 74 del 10 marzo del 1946, viene data alle donne la possibilità di essere elette. Il 7 novembre del 1946, nell’articolo 29 della Costituzione, dove la donna rileva come coniuge, viene affermato con un difficile equilibrio tra futuro e passato: “l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Inoltre, nel 1968 c’è stata l’abrogazione del reato di adulterio, nel 1970 l’introduzione della legge 898 sul divorzio, nel 1978 un altro immenso passo avanti, ovvero l’introduzione della legge 194 sull’aborto e nel 1981, precisamente il 5 agosto, con la legge 442, sono state abrogate le disposizioni sul delitto d’onore.Insomma, è stato dimostrato, negli anni, che la parità non si misura solo a parole, ma con i fatti. Eppure la famigerata uguaglianza tra uomo e donna è ancora molto lontana in tante cose. Anche a Firenze dove, nonostante il popolo abbia eletto per la prima volta un sindaco donna, ci sono tante cose da fare per raggiungere la parità tra uomo e donna. Perché tutto quello che è stato fatto, negli anni, con fatica e coraggio, non è ancora sufficiente – per esempio – a garantire lo stesso guadagno a parità di impiego e di impegno tra uomo e donna. E questo, di conseguenza, non consente alla donna di essere indipendente economicamente, cosa che rispecchia il primo vero passo avanti verso la parità di genere.Ne abbiamo parlato con Cristina Manetti, Capo di Gabinetto della Regione Toscana, nonché Presidente del Museo Casa di Dante e ideatrice del progetto Toscana delle Donne, un’iniziativa contro la violenza e le discriminazioni di genere, per promuovere i diritti, i diritti e i meriti delle donne.Partiamo da un concetto di base: è d’accordo sul fatto che l’indipendenza economica sia il primo tassello – o uno dei primi – per garantire l’uguaglianza tra uomo e donna?“Sì, sono assolutamente d’accordo, perché questo aspetto va ben oltre il suo aspetto economico, è una questione di rispetto e dignità della persona. E non è solo una questione di indipendenza, è anche una questione di parità di genere. Purtroppo, quanto a questo, i dati sono ancora tristemente eloquenti. Penso per esempio all’Osservatorio Inps sul lavoro dipendente, che nel 2023 ha rilevato che la retribuzione media annua per il genere maschile è di 26.227 euro contro i 18.305 euro del genere femminile. Ma mi sembra eclatante anche il Global Gender Gap Report, che ogni anno fa il punto sul divario di genere in ben 146 paesi, peraltro mettendo insieme anche altre dimensioni, quali il livello di istruzione e la salute. Ebbene, nel Rapporto 2024 l’Italia perde otto posizioni rispetto all’anno prima e si posiziona all’ottantasettesimo posto nel mondo e al trentasettesimo in Europa, davanti solo a Ungheria, Repubblica Ceca e Turchia”.Dunque, c’è da chiedersi perché, ancora oggi, che siamo nel 2025 e che di passi avanti ne sono stati fatti, le donne non raggiungono lo stesso numero degli uomini nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro?“Per quanto riguarda le posizioni di vertice nel mondo del lavoro, forse, si può parlare del classico bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. La parità è ancora lontana, ma la crescita positiva negli ultimi anni è indubbio. Dal 2008 al 2021 le donne dirigenti in Italia sono cresciute ben del 77%, anche se rappresentano ancora solo poco più del 20% del totale. Il peso delle cure familiari – non equamente distribuite – e le resistenze culturali dispiegano ancora i loro effetti”.Siamo ancora legati a spot sessisti che riguardano l’inadeguatezza della donna, secondo il mondo maschile, nello svolgere determinate mansioni e cimentarsi in professioni appellate “da uomini”… Perché? Perché una donna non può dirigere aziende? Perché una donna non può parlare o scrivere di motori e sport? Perché una donna è legata e relegata ancora indissolubilmente al ruolo di secondo piano, in (quasi) ogni posto di lavoro?“Per la donna è sempre più difficile far emergere e farsi riconoscere il proprio talento. Poi, quando si oltrepassa questa barriera, in genere ci si chiede perché ci sia voluto così tanto tempo. Non c’è professione in cui la donna non possa esprimere capacità analoghe a quelle dell’uomo, e anzi, a volte dovrebbe essere l’uomo a far sue qualità che si considerano proprie della donna. Gli esperti, per esempio, dicono che nelle realtà guidate dalle donne c’è maggiore opportunità di ascolto e il lavoro di squadra è più apprezzato”.Cosa è possibile fare per far sì che la donna possa essere considerata e soprattutto pagata in egual misura rispetto a un uomo? E qui si torna all’indipendenza economica.“Credo che prima di tutto sia necessaria una grande rivoluzione culturale, che ponga la questione dei diritti, ma anche dei meriti e dei talenti. Una rivoluzione che dia alle stesse donne maggiore consapevolezza su se stesse e su ciò che la società deve riconoscere loro. Senza di essa non avremo le leggi necessarie e ci saranno anche leggi che resteranno lettera morta”.Dall’aspetto economico e di realizzazione professionale, a quello legato alla violenza di genere, che sembra impossibile da sconfiggere, considerando i continui femminicidi che colpiscono il nostro Paese ogni giorno. Da dove si può partire per sradicare il malsano vizio della violenza sulla donna? Si parte da una base che dovrebbe essere l’educazione da parte della famiglia. E poi?“Tutto in realtà si tiene e ogni situazione di discriminazione economica può essere anche un seme di violenza. Per me vale la stessa risposta di prima: questo paese ha bisogno di una grande rivoluzione culturale e senza di essa cadranno nel vuoto gli appelli che a ogni femminicidio si ripetono perché certe cose non succedano più”.La richiesta di ostentazione della bellezza della donna, in certi ambiti, può essere considerata violenza?“Sicuramente confermano e rafforzano una certa idea della donna, come oggetto e come proprietà, un’idea che può prestare il fianco a certi comportamenti”. Cristina, da poco è uscito il suo libro  “A PENELOPE CHE PRENDE LA VALIGIA”, dove libertà, coraggio, tenacia, cambiamento sono punti cardinali…“Prima ancora che parole, sono valori che devono ispirare ancora di più l’azione delle donne per cambiare la nostra società e la vita di ognuna. Laddove nel passato abbiamo ottenuto qualcosa, è perché questi valori sono stati messi in gioco. Non bisogna dimenticarlo, così come non ci si deve mai dimenticare che ogni conquista non è data mai una volta per tutte”.

Domenica il triangolare “Rarini per amore”, un antipasto in vista del V campionato italiano di pallanuoto paralimpica

Pieri: “Quando si fa qualcosa per amore, si lascia il segno”

È stato presentato questa mattina, presso la Terrazza Rarini, sede storica della Rari Nantes Florentia, il Triangolare di Pallanuoto Paralimpica “Rarini per amore”, che si terrà domenica 23 marzo presso la Piscina Nannini di Firenze, a partire dalle ore 10.Un triangolare di lusso tra la società italiana più titolata a livello di FINP, con uno scudetto, quattro Coppe Italia e una Supercoppa italiana conquistati, ovvero la Rari Nantes Florentia, i campioni d’Italia in carica del Napoli Lions e Trieste. Un torneo che, di fatto, anticipa i preliminary round – concentramento Nord – del V Campionato Italiano di Pallanuoto Paralimpica FINP in programma, sempre alla Nannini di Firenze, dal 4 al 6 maggio.Una bella occasione, l’ennesima, per dimostrare quanto conta il sociale per la Rari Nantes: “Il sociale – dice il presidente Andrea Pieri – conta in modo particolare per la Rari. I ragazzi stanno dando una dimostrazione che la loro è una disabilità che porta verso vertici importanti. Alti. Il triangolare “Rarini per amore”? Un torneo che abbiamo deciso di fare in preparazione al campionato Waterpolo Ability e l’abbiamo chiamato così per due motivi. Il primo, perché viene da quello che la mia compianta moglie desiderava: circa 20 anni fa, lei volle che io tornassi alla guida di questa società storica fiorentina, dicendomi “Fallo per amore della Rari”. E poi perché è “per amore” che tutti i ragazzi stanno dando a noi una lezione di vita, quando ogni giorno si mettono in acqua con le loro abilità (non disabilità)”.E a chi gli chiede, quanto è importante fare qualcosa “per amore”, lui prontamente risponde: “È fondamentale. Qualsiasi cosa uno faccia, se la fa con amore, è una fatta bene, mentre se la fa per dovere, per obbligo o per routine, allora diventa un qualcosa di superficiale che non lascia il segno. Quando si compie un’azione con amore, sicuramente si lascia il segno per se stessi e per gli altri”.Da sottolineare che, finalmente, dopo anni di successi costruiti e maturati in trasferta, si giocherà in casa la prima parte del campionato Waterpolo Ability: “Non era facile sradicarlo da dove si svolgeva regolarmente – ha detto ancora Pieri – ma ce l’abbiamo fatta. Quest’anno il girone d’andata lo giocheremo alla Nannini, a Firenze, per poi disputare la fase finale, come sempre, ad Ostia”È giusto ricordare, inoltre, che il triangolare “Rarini per amore” è un torneo a scopo solidale, promosso e organizzato dalla ONLUS RARINI PER AMORE che si occupa di sostenere le famiglie bisognose nell’avviamento alla pratica natatoria, con l’obiettivo di divulgare il seme della solidarietà attraverso lo sport paralimpico.PROGRAMMA PARTITE TRIANGOLARE RARINI PER AMORESABATO 22 MARZO, ORE 19:30 ALLENAMENTO AMICHEVOLEDOMENICA 23 MARZO, ORE 10:00 RN FLORENTIA VS PN TRIESTEDOMENICA 23 MARZO, ORE 11:30 RN FLORENTIA VS NAPOLI LIONSDOMENICA 23 MARZO, ORE 14:30 PN TRIESTE VS NAPOLI LIONS

Presentata la Fondazione Rondinella per coinvolgere i giovani in attività di orientamento e di formazione

Bosi: 'Dare un supporto ai giovani affinché diventino cittadini migliori'

Questa mattina, presso l’Hotel 25HOURS di Firenze, è stata presentata la Fondazione Rondinella, realtà che nasce a Firenze con l’obiettivo di realizzare iniziative legate al mondo della formazione dei più giovani e, in generale, di promuovere la funzione educativa dello sport, anche grazie al coinvolgimento della comunità e alla collaborazione con le istituzioni e le varie realtà cittadine.Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione il presidente della Fondazione Rondinella, Luigi Salvadori, il presidente della Rondinella Marzocco, Lorenzo Bosi, il presidente della Fondazione Italia Digitale nonché vicepresidente della Rondinezza Marzocco, Francesco Di Costanzo e l’Assessora allo Sport Letizia Perini.Il presidente della Rondinella Marzocco, Lorenzo Bosi, spiega la scelta di dare vita alla Fondazione Rondinella: “Questa Fondazione è nata grazie alla voglia che abbiamo di trasformare la società sportiva in comunità, cioè quella di coinvolgere i giovani su progetti che vanno anche al di là del calcio. Nella nostra Scuola Calcio abbiamo bambini che arrivano da noi a 5 anni e che rimangono fino a 20 anni, quindi attraversano presso le nostre strutture tutti gli anni più importanti della loro giovinezza, quelli che poi li conducono a formarsi come uomini. E da questa base, abbiamo deciso di mettere a punto un progetto – che poi si concretizza al varo con la Fondazione – per coinvolgerli in attività di orientamento di formazione e far sì che possano essere messi in grado di realizzare e mettere a frutto i propri talenti. Scoprire quali sono le proprie inclinazioni e quindi riuscire a formarsi sia come uomini che professionalmente. Parleremo con loro di cultura, di fiorentinità e di tutti quegli argomenti di cui probabilmente si parla poco nelle scuole, che sono quelli relativi all’intelligenza artificiale, a un mondo che va digitalizzandosi, quindi quali sono le opportunità a riguardo, quali i rischi. E faremo tutto ciò con persone del settore molto competenti, cercando di dargli un supporto affinché diventino, un domani, cittadini migliori”.Ma quali sono i primi progetti concreti che volete realizzare?“Stiamo lavorando, nello specifico, sulla formazione relativamente all’intelligenza artificiale e ai processi produttivi sostenibili sia da un punto di vista ambientale che dal punto di vista sociale. E stiamo studiando delle forme per dare ai giovani anche professionalmente una formazione che li possa condurre al mondo del lavoro in modo più attrezzato”.Le parole del presidente della Fondazione Rondinella, Luigi Salvadori: “La Rondinella, che noi consideriamo come la nostra mamma, ha deciso di fare una cosa molto bella per la città – ha raccontato – perché questa Fondazione si occuperà non solo dei ragazzi della Rondinella, ma dei ragazzi che fanno sport di tutta la città. La società Rondinella ha deciso, dunque, di occuparsi dei giovani che fanno sport e che, di conseguenza, hanno già una predisposizione nei confronti sia dei loro coetanei sia di un certo tipo di attività, e ha deciso di delegare una Fondazione a fare qualcosa che non è calcio: istruzione, formazione, orientamento, e anche cercare di allargare gli orizzonti di questi giovani, aprendoli a valori che forse, in questo momento, nessuno gli illustra. Tutto questo servirà ad aiutare il futuro di questi ragazzi. Considero questo progetto un grande obiettivo, che perseguiremo con un gioco di squadra molto importante, in quanto tutto il CDA è formato da persone specializzate e coinvolte”.

Inaugurati i nuovi campi da basket e calcetto di piazza D'Azeglio

La Sindaca Funaro: 'Una grande soddisfazione, una risposta per i nostri ragazzi'

Questa mattina si è tenuta l’inaugurazione dei campi da basket e calcetto in piazza D’Azeglio, rinnovati dopo un intervento di riqualificazione e, ora, più fruibili. A dare il benvenuto ai nuovi campi di una delle piazze più frequentate del Quartiere, la Sindaca Sara Funaro, la Vice Sindaca Paola Galgani, l’Assessora allo Sport Letizia Perini e il Presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli.“Inaugurare i campi da basket e da calcetto di piazza D’Azeglio è una bella soddisfazione – ha detto la Sindaca Funaro – perché sappiamo benissimo che bisogna lavorare sulle piccole e sulle grandi cose, soprattutto sugli spazi di sport e di socialità per i nostri ragazzi, sia nel centro storico che negli altri quartieri. I campetti di piazza D’Azeglio sono molto vissuti dai ragazzi e sono vicini a tante scuole, da qui la necessità di dare delle risposte. E la riqualificazione del campino da basket e del campo da calcetto è una risposta per i nostri ragazzi, ma anche un modo per dare un presidio positivo nelle nostre piazze. Questo è uno dei tanti interventi che stiamo portando avanti insieme all’Assessora Perini, con la volontà di spingere sempre di più per gli impianti per i nostri ragazzi in città”.Non posso non chiederle dell’impresa compiuta dalla Fiorentina giovedì, capace di battere la corazzata Inter. Una vittoria paragonata a quella di Davide contro Golia. Lei era allo stadio, quali sono state le emozioni che ha provato?“Le emozioni sono state tante, non solo da prima cittadina ma anche da tifosa della Fiorentina. E devo dire che ritrovarsi con uno stadio che esplodeva di gioia, con i tifosi che hanno accompagnato la squadra per tutta la partita, è stata un’emozione straordinaria. Tra l’altro, sappiamo benissimo che la gara di giovedì era il recupero del match di dicembre, quando Bove fu colpito da un malore: una vicenda che aveva fatto stringere tutta la città intorno al giocatore. E per fortuna che, con il lavoro dei medici di Careggi, con la tenacia dello stesso Bove, è finita bene. Ma la partita contro l’Inter di giovedì era un momento di recupero con un’emotività molto forte, per cui è stata una vittoria ancora più importante per la Fiorentina e per tutta la città”.Le chiedo anche a che punto sono i lavori di restyling del Franchi?“Stiamo andando avanti. Dopo la riunione in Prefettura, abbiamo lavorato e stiamo lavorando sulla variante per completare la Curva Fiesole e la mezza Maratona per chiudere il primo lotto. Stanno andando avanti con le lavorazioni, secondo quelli che erano gli step stabiliti. Ovviamente abbiamo tutto il primo step, che è quello del primo lotto, e poi, quando avremo tutti i vari passaggi fatti, riusciremo a dare il cronoprogramma più dettagliato anche per quella che sarà la seconda parte”.

Rari Nantes-Acea: un legame per rinascere dalle ceneri

Il presidente Pieri: “Con questo partner potremo avere un bel futuro”

Questo pomeriggio, presso la Piscina Nannini Bellariva, si è tenuta la presentazione del Main Sponsor 2024-2025 della Rari Nantes Florentia, ovvero ACEA, una delle più importanti realtà industriali italiane che gestisce l’acqua, produce e distribuisce energia elettrica, vende l’energia e valorizza i rifiuti. Il tutto con l’obiettivo di generare valore per le persone e per il territorio in cui opera.Queste le parole della presidente di ACEA Spa, Barbara Marinali, sulla nuova collaborazione con la Rari Nantes Florentia: “Abbiamo preso questa decisione – ha detto – perché Rari Nantes Florentia rappresenta, per noi, i valori sui quali si fonda la nostra società: l’impegno, il sostegno ai giovani in sviluppo di attività che aumentano il senso di responsabilità e di legame sano con il territorio. Rari Nantes Florentia è dal 1903 una realtà certamente nazionale ma che continua ad essere profondamente legata a questa Regione e a questa città. E il legame che ha Acea con la Toscana, per il servizio idrico che presta in molte città della regione, non solo a Firenze, ci ha fatto vedere Rari Nantes come uno dei migliori partner possibili. Ed è per questo che abbiamo deciso di sostenere questa grande realtà storica, questa grande eccellenza degli sport natatori in Italia”.Vista la solidità della vostra azienda, il vostro impegno si concretizza non solo nella presenza sul territorio ma anche nel rilancio delle realtà locali.“Noi non solo vogliamo essere su questo territorio – ci siamo da 25 anni – ma vogliamo rilanciare, perché crediamo che la solidità industriale e la capacità di Acea di essere presente nei mercati nei quali opera, dall’acqua ai rifiuti e alle rinnovabili, sono ambiti nei quali Acea esprime un’eccellenza, esattamente come la Rari Nantes. Per questo vogliamo continuare ad operare in territori nei quali pensiamo di aver fatto molto e bene. Ed è per questo che vogliamo restare radicati in questa Regione, e crediamo che partecipare a queste realtà non possa che far bene sia all’azienda che al territorio”.Sarà un impegno economico che riguarderà un reparto della Rari Nantes o tutte le discipline?“Noi sosteniamo la Rari Nantes nella sua interezza, perché ci interessano tutti gli sport: gli individuali e gli sport di squadra. Non abbiamo scelto una delle attività sportive, ma la Rari Nantes Florentia nel suo insieme”.Queste, invece, le parole del presidente della Rari Nantes Florentia, Andrea Pieri, che parla del rilancio della società grazie alla collaborazione con ACEA: “Lo slogan che ci ha connotato quando abbiamo pensato di organizzare questo momento, che poi è stato rimandato per le cause tragiche che tutti voi conoscete e che hanno portato al lutto regionale, è “Dalle ceneri al rinascimento” e credo che questo davvero possa essere per noi un rinascimento. È un momento particolarmente importante perché, dopo tutte le traversie noi siamo ancora in piedi. Siamo la prima realtà italiana nel mondo natatorio, con le nostre squadre di pallanuoto, con il nuoto, con il sincronizzato. Abbiamo una realtà che credo faccia non soltanto la storia, ma il presente, in questo momento dell’Italia. E sicuramente, con questo rapporto, penso che potremo avere un bel futuro”.L’impegno economico sostenuto dalla Rari Nantes, fino ad ora, è stato importantissimo, basti pensare al prezzo del gas. L’ingresso di ACEA può supplire in che maniera a questi costi?“I costi che sono presenti e che sono in divenire è abbastanza difficile prevederli. L’importante è avere un partner che ci auguriamo in futuro possa essere ancora al nostro fianco. Per quanto riguarda le percentuali, le scopriremo nel tempo, ma ritengo importante, sia sotto l’aspetto economico che dal punto di vista sociale, che questo rapporto rimanga e si consolidi. Non ci dimentichiamo che noi siamo una realtà sportiva di altissimo livello, ma questo va poi a costituire una base, una socialità che non ha eguali”.Soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo del settore giovanile, che deve essere la linfa della pallanuoto di altissimo livello.“Non solo per la pallanuoto, ma anche per il nuoto sincronizzato. In questo momento abbiamo 640 atleti agonisti e almeno 4000 tra ragazzi e bambini nell’impianto che gestiamo”.Quanto orgoglio c’è per questa partnership con una azienda come Acea? E cosa pensa possa dare in termini di future collaborazioni?“Da un punto di vista dell’orgoglio, non so specificarlo. Sicuramente tantissimo. L’antenna è molto importante per un semplice motivo: questa A significa acqua, significa ambiente, significa ambizione, significa amore. Sono tutti connotati che noi vogliamo portare avanti e credo questo partner sia il segno più bello che possiamo avere”.

Parte la Primavera Fiesolana: il 29 marzo l’apertura con Mistero Buffo

La sindaca Scaletti: “Una rassegna che consolida l’idea di fare Fiesole città di cultura”

La città di Fiesole è pronta a partire per la seconda edizione della Primavera Fiesolana. Dopo il successo di un anno fa, dunque, il Teatro di Fiesole apre le porte e il suo palcoscenico a un nuovo calendario ricco di spettacoli di teatro, musica e concerti che, a partire dal 29 marzo prossimo, andranno in scena, a conferma della voglia di cultura che c’è in città.Le parole di Claudio Bertini, responsabile del Teatro di FiesoleSiamo alla seconda edizione della Primavera Fiesolana, si parte con “Mistero buffo”, un cult, però si parla anche di musica…“Sì, è un’edizione che ricorda la prima edizione della Primavera Fiesolana e la prima edizione dell’Autunno Fiesolano, che a loro volta ricordano l’Estate Fiesolana, quindi un mix tra teatro, prosa, musica di vario genere, con delle puntate anche sul cinema. È un piccolo mix che si ritrova anche in questa seconda edizione della Primavera Fisolana. Si inizia con un super classico di un Premio Nobel per la Letteratura, che è “Mistero Buffo” di Dario Fo, fatto questa volta da Matthias Martelli, che vi consiglio caldamente, però abbiamo anche musica con Roberto Cacciapaglia, Simona Molinari, c’è questo duo praticamente inedito formato da Giulio Wilson e Tonino Carotone e tanti altri. Abbiamo seguito la linea di gusti che abbiamo tracciato già con la prima edizione e che in parte è stata tracciata nell’ultima edizione dell’Estate Fiesolana”.E poi c’è anche il cinema musicale…“Sì, è un po’ più di un cinema, nel senso che ci sarà un cinema commentato. Ci saranno un giornalista e dei musicisti che dicono la loro su queste perle di musica che sono i grandi concerti e i grandi film fatti sui grandi artisti italiani e stranieri. In questa edizione, in questa prima volta, ci saranno Guccini e Dalla come artisti italiani e Talking Heads e Nick Cave come artisti stranieri. Però chiederemo a delle persone che si intendono di musica un commento live a questi film. E credo sarà interessante vedere questi film in compagnia di qualcuno che ne sa più di te”.Novità rispetto alla prima edizione della Primavera Fiesolana ce ne sono?“No, non ci sono molte novità, se non una ricerca di artisti e di spettacoli che possono essere giusti per questo contenitore. E per contenitore intendo non solo la rassegna in questione, ma anche questo Teatro di Fiesole con determinate caratteristiche di autistica e tante altre cose. Poi ci sono dei piccoli ritorni, perché Roberto Abbiati era già qui alla prima edizione col suo “Moby Dyck”, poi anche Roberto Mercadini era presente alla prima edizione. Sono tipo di artisti che sono adatti a questo spazio e che hanno un loro pubblico a Firenze, ma che, forse, certe loro proposte non sono adatte per esempio al Puccini. Quindi qui trovano uno spazio che altrimenti gli mancherebbe. Aggiungo il fatto della riproposizione di spettacoli che sono spettacoli di lungo corso, spettacoli che hanno avuto successo in tutto il mondo e sono stati riproposti per centinaia di volte. Questo è stato così nell’edizione dell’Autunno Fiesolano con “La merda”, che era uno spettacolo pluripremiato,  era stato rappresentato diverse volte anche a Firenze, ma che nonostante questo era giusto riproporre, perché non può uno spettacolo come quello esaudire il proprio pubblico in tre puntate a Firenze nel corso degli ultimi 10 anni, ha bisogno di un altro spazio. Così è anche per “Pasticceri”, così è anche per “Una tazza di mare in tempesta”, cioè sono spettacoli di culto, che sono stati visti già molte volte, ma che al tempo stesso hanno ancora pubblico: sono più quelli che li devono vedere che quelli che li hanno visti. E torno a “Mistero buffo”, c’è chi ha avuto la fortuna di vederlo fatto da Dario Fo a Teatro Tenda nel 1978,  ma comunque una pietra miliare del teatro, per cui è giusto che venga riproposto in questa edizione, anche perché Matthias Martelli è molto bravo”.Le parole del sindaco di Fiesole, Cristina ScalettiSiamo pronti per la seconda edizione della Primavera Fiesolana…“Sì, siamo pronti e siamo anche molto felici perché, con la seconda edizione della Primavera Fiesolana, insieme all’Autunno Fiesolano e insieme all’Estate Fiesolana, si consolida l’idea di fare Fiesole città di cultura, dove la cultura, appunto, non si ferma, dura tutto l’anno ed è estremamente importante che, non solo che le cittadine e i cittadini fiesolani abbiano un luogo dove poter il teatro, il cinema e passare del tempo alle famiglie, ma anche poter fruire della cultura per crescere da un punto di vista della pluralità e della comunità”.Autunno e Primavera sono la continuazione dell’Estate Fiesolana per un’offerta a tutto tondo…“Sì, proprio così, mi piace dire che a Fiesole la cultura non si ferma proprio grazie a questa offerta a tutto tondo, che permette di tenere viva l’attenzione sui temi fondamentali della nostra società, perché la cultura serve anche a questo, serve a far crescere una comunità e a renderla partecipe di una socialità diffusa che si consolida attraverso il teatro, il cinema, e a tutte le declinazioni della cultura stessa”.Da sottolineare, inoltre, che il Teatro di Fiesole e la rassegna Primavera Fiesolana sono nati ed operano grazie al sostegno di Officine Mario Dorin, Banca Cambiano 1884 S.p.A., Unicoop Firenze, Stefano Ricci e Ludovico Martelli. IL CALENDARIO DELLA PRIMAVERA FIESOLANA TeatroSabato 29 marzo 2025 - ore 21MATTHIAS MARTELLI Mistero buffo di Dario Fo e Franca RameRegia Eugenio AllegriAiuto regia Alessia DonadioTeatroLunedì 31 marzo 2025 - ore 21PAOLO RUMIZ e VANGELIS MERKOURISIl Legno del mare e Divagazioni sulla malinconiaMusicaMartedì 1 aprile 2025 - ore 21SCUOLA DI MUSICA DI FIESOLEMusicaMercoledì 2 aprile 2025 - ore 21ROBERTO CACCIAPAGLIATime to beQuesta architettura è un obbrobrioVenerdì 4 aprile 2025 - ore 21Incontro con MAX ADIANSIArchiterrorMusicaSabato 5 aprile 2025 - ore 21GIULIO WILSON e TONINO CAROTONEMondo divinoCinema e MusicaMartedì 8 aprile 2025 - ore 20Introduzione di Benedetto Ferrara e ospitiFRANCESCO GUCCINI: FRA LA VIA EMILIA E IL WESTRegia Giuliano NicastroTALKING HEADS -  STOP MAKING SENSERegia Jonathan DemmeMusicaGiovedì 10 aprile 2025 - ore 21SIMONA MOLINARITeatroSabato 12 aprile 2025 - ore 21ROBERTO MERCADINIMoby DickCinema e MusicaMartedì 15 aprile 2025 - ore 20Introduzione di Benedetto Ferrara e ospitiLUCIO DALLA - DALLAMERICARUSO. IL CONCERTO PERDUTORegia Walter VeltroniNICK CAVE - THE BIRTHDAY PARTY - MUTINY IN HEAVEN – LA PRIMA FILA NON È PER I FRAGILI Regia di Ian White, prodotto da Wim WendersTeatroMercoledì 16 aprile 2025 - ore 21Compagnia OrsiniROBERTO ABBIATI e LEONARDO CAPUANOPasticceri. Io e mio fratello Roberto

Supercoppa Femminile, Fiorentina sconfitta 3-1 dalla Roma

Non basta la rete di Jagony, le viola cedono alle giallorosse

Niente da fare. La Fiorentina esce sconfitta dal Picco di La Spezia contro la Roma per 3-1 e perde la finale di Supercoppa femminile. La Roma, ancora una volta, ha dimostrato di essere più forte della Fiorentina sia tecnicamente che fisicamente. Peccato, perché la squadra viola ci ha provato e, quando ha raggiunto il momentaneo pareggio, ha illuso i tifosi presenti, che speravano in un epilogo diverso. Inizia meglio la Roma il match, più aggressiva e convinta, tanto che al 18' si porta in vantaggio con un tiro dalla distanza di Glionna che Firkestrand non trattiene. Le viola provano a riordinare le idee e hanno un paio di occasioni nel corso del primo tempo, con Janogy e Snerle, dove con un po' più cinismo avrebbero potuto pareggiare i conti. Ma si va a riposo sul risultato di 1-0 per le giallorosse. Nella ripresa la Fiorentina entra in campo con più verve e al 60' trova il meritato pareggio con Janogy che trafigge Kresche con un tiro dalla distanza (anche in questo caso, il portiere non è immune da colpe). Ma la gioia del pari dura poco, perché al 64' la Roma si porta nuovamente in vantaggio con un gol dell'ex Giacinti che, su cross dalla sinistra, di testa, fa 2-1.Nonostante lo svantaggio e la forza della Roma, la Fiorentina prova a gettare il cuore oltre l'ostacolo e va in avanti alla ricerca del nuovo pari. Ci prova con Janogy al 70' e Catena all'82'. Ma a chiudere i giochi, all'89' è la Roma che fa 3-1 con Corelli che, sradica il pallone dai piedi di Severini in area, e con un destro potente trafigge il portiere viola. È il 3-1 finale. La Roma dimostra di essere ancora una volta la bestia nera della Fiorentina: è la 13ª sconfitta in 21 gare giocate contro le giallorosse tra campionato e coppe. Ora, archiviata la delusione dell'ennesima finale persa, la Fiorentina torna a concentrarsi sul campionato e sulla Coppa Italia, dove in questo mese di gennaio, affronterà il Milan si quarti. "Le finali sono partite secche, c'è tanta delusione. Eravamo riuscite a riprendere il possesso del pallone ma la Roma è stata più cinica, hanno anche più esperienza e sono più abituate a giocare queste partite. Ora voltiamo pagina e pensiamo alla prossima gara, la stagione non è finita, il nostro obiettivo rimane portare un trofeo a Firenze, ora testa al Milan e al campionato" ha commentato Alice Tortelli.Mister De La Fuente parla di un sogno infranto: "Volevamo riportare un trofeo a Firenze. Ci rimane l'esperienza di aver giocato due finali in otto mesi e la qualificazione in Champions League. Siamo orgogliosi del lavoro fatto ma peccato per la partita, per me le ragazze si meritavano qualcosa in più. C'è ancora da lavorare, raggiungere la finale è già stato un primo passo, vincere la coppa sarebbe il secondo. Adesso dobbiamo pensare al Como, poi penseremo anche alla Coppa Italia".Sddosfatto l'allenatore della Roma Alessandro Spugna: "Questa vittoria rappresenta qualcosa di importante, volevamo portarlo a casa per dimostrare che nonostante le difficoltà siamo ancora una squadra che ha voglia di lottare e di vincere. Questa vittoria ci deve dare la forza per ripartire anche in campionato e per iniziare una rincorsa sulle squadre che ci precedono. Oggi, comunque, era un'opportunità per dimostrare che la Roma c'è ancora". Poi, sulla Fiorentina "ha cambiato tanto, è molto più offensiva. In campionato sta facendo bene, ma oggi nel primo tempo abbiamo dominato il gioco, e questo è stato sufficiente per farci portare a casa il trofeo".

Supercoppa: Fiorentina, voglia di rivincita contro la Roma al Picco di La Spezia

148 telecamere collegate per la prima del 2025 del calcio femminile

Poco più di un'ora al fischio d'inizio della finale della Supercoppa femminile tra Roma e Fiorentina, in campo alle 15.30 allo Stadio Picco di La Spezia. La squadra di De La Fuente, dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Roma, ai rigori, nel mese di maggio 2024, ha voglia di rivalsa, anche perché non vince un trofeo dal lontano 2018, quando proprio a La Spezia, le gigliate alzarono la Supercoppa battendo la Juventus con un gol di Ilaria Mauro. Poi, la Fiorentina femminile, non è più riuscita a vincere una coppa. Infatti nel 2019 e nel 2020 ha perso la Supercoppa contro la Juventus e nella stagione 2023-24 ha perso la Coppa Italoa contro le giallorosse. Gara non facile per le gigliate, considerando la statistica: la Fiorentina, in 20 gare giocate contro la Roma, ha vinto solamente 2 volte (nel 2019), poi ha pareggiato 6 volte e perso 12 volte. Per quanto riguarda lo Stadio Picco rimesso a nuovo, si prepara ad ospitare l'evento d'apertura del 2025 con 148 Paesi collegati da tutto il mondo e con 12 telecamere a riprendere lo spettacolo della Supercoppa femminile. Restiamo in attesa delle formazioni ufficiali.

Cna Firenze Metropolitana sta per compiere 80 anni

Il presidente Giacomo Cioni: “Più siamo, più saremo efficaci”

CNA Firenze Metropolitana, l’associazione che dal 1945 dà voce e tutela l’artigianato e la piccola e media impresa, sta per compiere 80 anni. Un traguardo sicuramente importante, di cui parla il presidente proprio di CNA Firenze Metropolitana, Giacomo Cioni: “Era il 12 luglio 1945 quando un piccolo gruppo di artigiani fondò CNA Firenze. Oggi – racconta – con circa 8.000 associati, CNA Firenze Metropolitana è la principale associazione di rappresentanza dell’artigianato e della piccola e media impresa della provincia di Firenze. I motivi che videro la nascita di questa associazione sono validi tutt’oggi, anzi… La necessità di un soggetto promosso e portato avanti da piccoli imprenditori artigiani è sempre crescente e resta l’unico strumento di intermediazione e confronto con la politica nazionale, regionale e territoriale. L’unico soggetto dentro il quale gli imprenditori si ritrovano, suddivisi per mestieri e territori, per confrontarsi su tematiche legate allo sviluppo, alle crisi settoriali o strutturali che il paese, di volta in volta, attraversa. E dove creare risposte di sistema alle esigenze burocratiche e amministrative ed adempimenti di legge, dove trovare tutele”.Quanti sono stati gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere in questi 80 anni di storia?“Gli obiettivi raggiunti in questi 80 anni a tutela e vantaggio della piccola e piccolissima impresa sono innumerevoli. È troppo complicato stilarne un elenco in poco tempo, rammento comunque obiettivi raggiunti nel modello di calcolo pensionistico, nelle norme che hanno promosso aiuti tramite detrazioni fiscali per l’epicentamento energetico e che hanno garantito un grande sviluppo per le nostre aziende che operano nel settore. La continua interlocuzione dove riportiamo al legislatore la reale dimensione delle imprese italiane, le loro caratteristiche e la necessità di interpretare e calare nel modo appropriato leggi europee pensate per un target di più grande dimensione d’impresa. Ci adoperiamo nel ricercare trend veritieri della nostra economia. Come abbiamo constatato, in un paese che sostanzialmente non cresce da oltre vent’anni, è difficile promuovere l’imprenditoria e tantomeno il passaggio generazionale, sempre più in crisi, che viene invece naturale in un paese che cresce e che può contare su politiche a sostegno della trasmissione d’impresa”.Ecco, presidente, essendo in un periodo storico in cui sempre più imprese medio-piccole sono costrette a fare un passo indietro, le chiedo qual è lo stato dell’imprenditoria locale?“Le imprese del nostro territorio stanno attraversando un momento di particolare crisi che è frutto di una sommatoria di criticità che sono iniziate sicuramente nel 2020 col problema del Covid19, ma che comunque scontano anche difficoltà che arrivano da lontano, dal 2008 in poi, la crisi americana che si è riversata sul nostro continente e in particolare sull’Italia. Ebbene, l’economia, negli ultimi quattro anni, ha avuto degli shock e degli stress test particolarissimi. Ricordo la chiusura per codice ATECO legata a problematiche relative al Covid19, penso a una stagione inflazionistica che ha messo a dura prova tutta l’imprenditoria italiana, penso alla difficoltà che stiamo registrando in settori strategici e importanti per il nostro territorio quali l’abbigliamento, la pelletteria e la parte di imprese della metalmeccanica che sostanzialmente sono in filiera con questi settori. Ebbene, il modello di impresa della piccola e piccolissima imprenditoria ha sì delle criticità maggiori ed è meno strutturata per sostenere questi momenti di crisi, ma è anche vero che è la più duttile e capace di rinnovamento per aderire a cambiamenti e a nuovi processi produttivi che vengono richiesti di volta in volta. Imprese piccole ma più duttili, imprese piene di sapienza imprenditoriale, di capacità artigianale, del saper fare, che riescono ad andare avanti nonostante le difficoltà. In questo caso, l’associazione di categoria deve in tutti i modi richiamare l’attenzione su queste imprese, su questo target di imprese che a livello italiano rappresenta oltre il 90% delle imprese complessive, e quindi andare a mirare degli aiuti, laddove necessari, per poter attraversare questi momenti di crisi. Io reputo, tra l’altro – e questo è un consiglio al legislatore nazionale e regionale – sia utile promuovere un nuovo framework dove poter sviluppare delle azioni in contrasto a questa crisi che in questo momento sono vietate dalle regole europee. Ebbene, un temporary framework che potrebbe servire ad uscire da un impasse particolare, da una congiuntura particolare, che non è solo frutto di un momento storico come quello accorso negli ultimi dodici mesi, ma è la sommatoria di problematiche che si sono stratificate nel tempo e che è difficile risolvere con strumenti convenzionali, ma occorrono strumenti eccezionali ad una eccezionalità di difficoltà economica”.Quanto sono importanti, per le piccole e medie imprese, le associazioni datoriali?“Le associazioni di categoria sono uno strumento utilissimo per le piccole e piccolissime imprese. Infatti, grazie alla loro lungimiranza, tanti piccoli imprenditori hanno deciso di riunirsi, sottoforma di associazione, per discutere e promuovere azioni a favore del loro modello d’impresa, della loro dimensione di impresa, e per tutelarsi, diciamo tutti insieme, di fronte a temi che era difficile affrontare singolarmente. Oggi noi portiamo avanti delle rivendicazioni particolarmente critiche e importanti a tutti i livelli: a livello nazionale, a livello regionale, a livello territoriale. Sì, questi sono i tre livelli di cui si compone anche il nostro sistema CNA: abbiamo una rappresentanza territoriale, abbiamo un soggetto a livello regionale e chiaramente uno a livello nazionale. All’interno dell’associazione si può intraprendere qualunque tipo di percorso possa portare un vantaggio alla piccola e piccolissima impresa. Noi siamo artigiani, a dire la verità siamo intersettoriali, ci sono diverse tipologie di impresa all’interno della nostra associazione e, nel tempo, ci siamo organizzati e abbiamo dato vita anche a degli strumenti per superare delle difficoltà. Penso al mondo del credito dove, tantissimi anni fa, gli imprenditori, sottoforma mutualistica, misero in piedi dei Consorzi Fidi per aiutare all’accesso al credito le imprese di più piccole dimensioni. Penso a tutta quella rete di informazioni che vengono recepite dalle strutture di CNA, vengono tradotte, sezionate, declinate per ogni singolo mestiere, per fare arrivare informazioni puntuali più aderenti alle necessità delle singole realtà e anche un supporto continuo di confronto per essere spiegate e per essere messe a terra. Penso anche all’importanza che i servizi resi da un’associazione di categoria hanno rappresentato nel corso di questi decenni. Penso a tutto il settore che dà risposte in ambito di sicurezza sul lavoro. Ma se dovessi fare una sintesi dell’importanza delle associazioni datoriali per le piccole e piccolissime imprese, resta su tutto il fatto che l’associazione è un ambito dove ci si ritrova. Dove ci si confronta. Dove si prendono spunti. Dove si fa rete. Dove si incontrano clienti e fornitori. Dove si può, insieme, disegnare un futuro diverso da quello che la politica di turno ci sta propinando. Occorre aprire gli occhi (spesso) di fronte a fatti che solo chi opera nel mondo del lavoro può avere, e può farlo in maniera più specifica laddove si entra a parlare delle singole categorie, dei singoli mestieri. Io credo che il legislatore stesso, i politici che partono dai territori ricordiamocelo, se hanno avuto modo di stare a fianco delle associazioni di categoria, se si sono confrontati con loro, ebbene questi politici salgono ai livelli superiori, quelli regionali e nazionali, portandosi dietro un bagaglio culturale di informazione legato al tessuto produttivo del territorio di cui provengono, ma sanno anche di avere a disposizione un interlocutore che può raccontargli lo stato dell’arte del periodo storico e può stimolarli sulla necessità del settore produttivo – nel nostro caso, conoscere bene le tipicità che sono molteplici per settore dell’artigianato. Ebbene, questo è uno strumento efficace e virtuoso per poter prendere le giuste decisioni, per poter rappresentare al meglio il proprio territorio per impiegare bene le risorse pubbliche”.Chiudo con una domanda sulla campagna associativa per il 2025. Le chiedo modalità, costo ed eventuali novità?“Come campagna associativa 2025 noi portiamo avanti, reiteriamo quello che è il messaggio che annualmente portiamo all’interno dei nostri associati, ma specialmente a chi associato non è. Associarsi, a qualunque di associazione – meglio chiaramente alla CNA – è un atto etico e di responsabilità, perché è un po’ lavorare per un bene comune che poi torna sicuramente indietro anche come opportunità personale. Quel bene comune che, in questo caso, rappresenta uno strumento utile a tanti. Uno strumento che può portare un beneficio. E guardate, quando un’associazione di categoria porta un beneficio perché ha vinto una battaglia in un confronto legislativo, in un confronto dove si pianificano scelte e leggi che hanno a che fare col mondo del lavoro, con la piccola e piccolissima impresa, ebbene quando noi portiamo a casa un risultato positivo, lo portiamo a casa per tutti. Per gli associati e per chi non è associato. E proprio per questa grande eticità che sta nell’operato degli imprenditori che si associano alle associazioni datoriali, questo richiamo, questa responsabilità dovrebbe essere di tutti. E sapendo che nella rappresentanza occorre sì essere bravi, quello che spesso conta è essere in molti, avere un peso specifico per cui essere percepiti come un soggetto dal quale non si può esimere il confronto, per esempio, politico. Quell’importanza che ti viene dai numeri, oltre che dalle idee che uno promuove. Ebbene, la campagna associativa punterà su questo. Sul dire che stare insieme il più numerosi possibili ci rende sicuramente più efficaci. Stare insieme è l’unica opportunità che abbiamo di mettere in campo un’azione propedeutica a portare vantaggi al nostro target di imprese. I costi, poi, tralasciamoli, sono veramente esigui rispetto al grande lavoro che le associazioni fanno. Inutile dire che con poco più di 200 euro una ditta individuale si può tranquillamente associare alla nostra associazione CNA Firenze. Quello che più mi preme, però, non è tanto l’aspetto monetario, ma io spero che, chi si associa, riesca a trovare momenti da dedicare al confronto, all’azione che spesso mettiamo in campo nelle nostre riunioni. È inutile continuare a lamentarsi delle cose che non vanno senza mettersi alla prova, senza dare il proprio contributo. E guardate, quel contributo può essere veramente piccolo in termini di tempo, ma il fatto di farsi vedere, di rendersi disponibile è già un collante incredibile per tutti coloro che si dedicano all’associazione di categoria. Inoltre, ormai è stato appurato il fatto che i corpi intermedi non solo sono necessari, ma forse sono anche l’unico strumento per tenere insieme un paese che sembra sempre più avere una scollatura tra la parte politica che governa, i cittadini e in particolare le piccole e piccolissime imprese. Perché ribatto sulle piccole e piccolissime imprese? Non solo perché sono il target della mia associazione, ma perché la grande impresa ha regole completamente diverse, regole di mercato completamente diverse. Ha la possibilità di portare il lavoro laddove è più conveniente. Oltre i confini italiani. Oltre i confini europei. La piccola e piccolissima impresa lavora laddove è nata, rimane ancorata al territorio, dà posti di lavoro e dignitosi. Chi lavora nelle imprese spesso sono i nostri migliori amici, i figli dei nostri migliori amici, magari i nostri parenti. E vogliamo far bella figura e vogliamo prosperare. E normalmente è più facile prosperare dove viene rispettata dignità nei salari, nei trattamenti, nelle attenzioni che riguardano la sicurezza – altro tema molto caro alle associazioni di categoria, perché all’interno dei luoghi di lavoro, al fianco dei dipendenti ci sono gli imprenditori. Ebbene, tutti questi aspetti noi li raccontiamo nella nostra campagna associativa che non ha mai fine. Non è che inizia a gennaio e finisce a marzo… Noi ci raccontiamo e proponiamo a tutti gli imprenditori di aderire alle associazioni di categoria. È uno strumento efficace e forte tanto più forte è l’adesione a questo modello particolare che è l’associazione di categoria. Io invito tutti coloro che hanno delle domande, sono curiosi, che vogliono capire e conoscere qual è l’azione, quali sono le prospettive e le particolarità di un’associazione di categoria, di venire a trovarci e scambiare due parole. Poi, parliamoci chiaro, gli imprenditori che hanno un ruolo nella nostra associazione, quando gli parli li riconosci, e spesso affascinano gli altri imprenditori, perché sentono una forza viva, sentono un ardore che è proprio di chi fa attività sindacale. Un’attività sindacale che serve. Come serve quella per i dipendenti, serve anche per gli imprenditori. E non è detto che le due rappresentanze non debbano andare insieme su alcuni temi che stanno a cuore a entrambe le realtà”.

Presentato al cinema The Space di Novoli “Io e te dobbiamo parlare”

Siani e Pieraccioni: “Un film per far divertire il pubblico”

Questa mattina, al cinema The Space di Novoli a Firenze, è stato presentato “Io e te dobbiamo parlare”, il nuovo film di Alessandro Siani che, insieme a Leonardo Pieraccioni, ha dato vita a un duo comico che riporta un po’ indietro nel tempo, a quando, esattamente 40 anni fa, Troisi e Benigni diedero vita all’indimenticabile “Non ci resta che piangere”.Siani e Pieraccioni non sono Troisi e Benigni, ma sicuramente chi ha scommesso su di loro sa che il binomio può rivelarsi assolutamente vincente. Lo dimostra il successo dell’esordio del film, uscito nelle sale giovedì 19 dicembre riscuotendo un ottimo successo.Entrambi con una lunga gavetta alle spalle, Siani e Pieraccioni si sono sempre stimati e si sono spesso “annusati”, come hanno sottolineato entrambi, fino a decidere di lavorare insieme in un film che non è l’esempio della loro solita commedia sentimentale dove dar vita a delle gag divertenti, bensì un film con un taglio diverso, dove la commedia viene contaminata dal genere action e poliziesco.La trama è semplice. Una donna in comune, una figlia a metà e una volante per due. Antonio (Alessandro Siani) e Pieraldo (Leonardo Pieraccioni) condividono molte cose: una carriera non sempre luminosa (anzi!), un legame di lungo corso, due esistenze apparentemente troppo tranquille per due agenti di polizia che il destino ha voluto sapientemente intrecciare. Il pericolo, insomma, non era il loro mestiere, fino a quando non dovranno affrontare un vero crimine, un caso molto intricato e rischioso che, fra sfide contro il tempo e colpi di scena, cambierà la loro vita. Il tutto, condito da un cast importante dove non solo i protagonisti alzano il livello. Basti pensare a Francesca Chillemi, Gea Dall’Orto, Sergio Friscia, Brenda Lodigiani, Enrico Lo Verso, Biagio Izzo e molti altri ancora.Le parole del regista e attore del film, Alessandro Siani“Io e te dobbiamo parlare” – ha detto il regista nonché attore del film Siani – è un film che vuole assolutamente portare il pubblico a divertirsi. Non è facile portare il pubblico in sala in questo momento storico. La crisi della commedia è nel pieno. Io e Leonardo non abbiamo una Ferrari e stiamo viaggiando con una bellissima Panda, cercando di raggiungere il nostro obiettivo. Ma nella strada che stiamo percorrendo, stiamo ritrovando il nostro desiderio, la nostra voglia, quella di divertirsi, di stare insieme. La commedia va vista insieme a tante persone, ti contagia, ti fa sentire meglio. Uscire dalla sala dopo essersi fatti delle sane risate è salutare. E anche grazie a voi, può arrivare al pubblico, alla gente, la nostra voglia di rivedere queste sale piene e soprattutto di gente che ride”.Com’è Pieraccioni come attore?“Leonardo è il più forte attore italiano, dopo Ceccherini - sorride.  È un attore di grande sensibilità, comicità, gioco, riesce a capire sempre la scena e a entrarci dentro con profondità. È uno dei grandi maestri. Queste cose che ho detto non sono né banali né retoriche, le ho dette perché lo penso. Leonardo è un fuoriclasse. Ci siamo divertiti tanto insieme, sia durante le riprese del film, sia in questo periodo di promozione. Abbiamo creato un rapporto importante e solido”.Un napoletano, un fiorentino… sembra l’inizio di una barzelletta, ma è una domanda: com’è stato lavorare insieme?“Con Leonardo c’è una complicità davvero curiosa. A volte capita che io inizio una frase e lui la finisce, e viceversa. Però c’è una dinamica meravigliosa, non mi divertivo così da un film che si chiamava “Natale a New York”, ero con De Sica. Ci siamo fatti davvero grandi risate”.Le parole di Leonardo Pieraccioni“L’intenzione di essere diretto da Siani è nata tutta da una telefonata precisa che Alessandro mi ha fatto dicendomi: “Ti vuoi venire a divertire con me?”. Mi sembrava la sceneggiatura perfetta – ha detto Pieraccioni – perché il divertimento non si rifiuta mai, in nessun tipo di proposta. E devo dire la verità, è stato bravo a farmi leggere due paginette di un’idea di un soggetto che era veramente lontano da tutte le cose che abbiamo fatto.Pieraccioni torna al cinema, tra l’altro, nei panni del “semplice” attore. Come mai questa decisione?“Mi ero dimenticato, dopo l’altro film che avevo fatto da attore e basta con Giovanni Veronesi, la pacchiosità di fare l’attore e basta. Poi io e Alessandro ci siamo conosciuti, ci siamo annusati come i cani e, quando si viene dal cabaret, si sa, siamo simili e vicini nell’intento. La pistola? Io ho avuto a che fare con le pistole, oltre in questo film, soltanto nel 1998, quando recitai (appunto) ne Il mio West. Infatti, mi viene da pensare che io accetti un film non mio solamente se c’è qualche pistola e qualche pallottola da sparare o da schivare. Comunque, tornando a Siani, ci siamo tanto divertiti nel fare questo film e già il risultato della prima di ieri è stato eccezionale, per essere stato un giovedì, quindi significa che il film ha suscitato curiosità. Ed è uno di quei film, l’ha già detto Siani, che dovrebbe riempire le sale in un periodo in cui, ancora di più, il pubblico e la gente vuole staccare da quelli che sono i problemi che si conoscono bene”.Un napoletano, un fiorentino… sembra l’inizio di una barzelletta, ma è una domanda: cosa hanno realmente in comune?“Da sempre napoletani e fiorentini smussano gli angoli, per cui non prendono mai le cose in fronte. Se c’è un problema cercano di giocarci intorno. Per quanto riguarda i fiorentini, l’argomento è stato toccato in maniera meravigliosa da Monicelli con la paura di morire che avevano i quattro protagonisti di Amici Miei e che prendevano assolutamente tutto a ridere. L’indolenza napoletana è l’indolenza fiorentina. Loro dicono “Vabbuò, ja, ci pensiamo domani”, noi si dice “Vienvia stai bono, e ci si pensa dopo, gnamo”.

Edoardo Bove ha lasciato il Viola Park

Il centrocampista è tornato a fare visita a staff e compagni dopo essere stato dimesso da Careggi

Edoardo Bove ha passato tutta la giornata con i compagni, uscendo dal Viola Park alle 18.10, solamente dopo che anche il pullman della Fiorentina, con a bordo tutta la squadra, era partito allo volta di Bologna.Il centrocampista viola è entrato al Viola Park prima di tutti gli altri compagni alle 11.50. All'ingresso del centro sportivo ha trovato un piccolo gruppo di tifosi che l’hanno fermato per salutarlo e chiedergli un paio di selfie. Poi, una volta entrato "a casa" ha aspettato l’arrivo di tutti gli altri componenti del gruppo viola per fargli una bella sorpresa. Sorrisi, abbracci con dirigenti, allenatore e compagni, e tante emozioni l’hanno fatta da padrone per tutto il tempo. Poi il pranzo tutti insieme, la partecipazione alla riunione tecnica e l’allenamento seguito con attenzione.Infine l’attesa della partenza dei compagni per Bologna, prima di uscire dal centro sportivo viola, ormai vuoto. Rimasto al buio.In poche parole ha “aperto e chiuso” il Viola Park, rimanendo con la sua “famiglia sportiva” per ben 6 ore e mezzo.All’uscita, nessun tifoso, solo qualche fotografo e qualche cronista ad attenderlo. E lui, stanco ma soddisfatto, si è concesso per un saluto volante, senza rilasciare dichiarazioni, ma regalando un sorriso da immortalare.Finisce così, la giornata di Edoardo Bove. La prima dopo le dimissioni dall’ospedale di Careggi.

Appuntamento con ARTour del Gusto Toscano dal 20 al 22 dicembre in piazza Strozzi

Francesco Fossi, coordinatore CNA Agroalimentare: “Presenti prodotti di alta qualità da assaggiare o regalare per Natale”

Dopo il fine settimana dedicato ad ARTour – il bello in piazza, in programma da venerdì 13 a domenica 15 dicembre, in piazza Strozzi, il prossimo week-end sarà la volta di ARTour del Gusto Toscano, che si terrà, sempre in piazza Strozzi, con orario 8-20, da venerdì 20 a domenica 22 dicembre. ARTour del Gusto Toscano, mostra mercato dedicata all’artigianato alimentare di qualità, è organizzata da CNA Firenze Metropolitana, con il patrocinio del Comune di Firenze, e consentirà ai visitatori di fare un viaggio alla scoperta dei sapori e dei profumi autentici della tradizione enogastronomica toscana. Che sono molteplici e conosciuti in tutto il mondo.31 gli espositori che presenteranno, anche con degustazioni, il meglio della produzione artigianale locale: salumi, formaggi, vino, verdure, cioccolato, biscotti, birra, olio, pasticceria, miele, pasta, sughi e molto altro. Saranno inoltre disponibili accessori per la tavola realizzati a mano.Un modo per valorizzare la filiera alimentare toscana e offrire ad un pubblico sempre più esigente e alla ricerca di prodotti tipici la possibilità di acquistare direttamente dalle mani dei produttori.Le parole di Francesco Fossi, coordinatore CNA Agroalimentare:Con quale scopo è nato ARTour del Gusto Toscano, oltre a quello di valorizzare la filiera alimentare toscana, già molto conosciuta nel mondo?“Intanto un ringraziamento va all’Amministrazione Comunale che ha accolto il nostro progetto e ci ha dato la possibilità di organizzare questo mercato esclusivo di prodotti e attività che costantemente cerchiamo di selezionare su tutto il territorio provinciale e toscano. Abbiamo fatto nascere ARTour del Gusto Toscano, proponendo questo progetto al Comune, per favorire le attività del territorio che hanno caratteristiche strutturali e dimensioni, diciamo, limitate. Per favorirle nell’aprirsi un mercato di prossimità e di avere una vetrina su una piazza esclusiva come quella di piazza Strozzi. Piccole attività, in alcuni casi nate da pochissimi mesi o da qualche anno, che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di avere un punto vendita in una piazza centrale fiorentina. Si parla di attività – continua – che hanno prodotti sostenibili, di filiera corta, quindi in questo modo riusciamo a promuovere anche uno stile di vita sano e sostenibile”.Si può affermare che l’arte culinaria – in Toscana come in ogni altra Regione d’Italia – è uno degli elementi più importanti che attirano cittadini e turisti e che va conservata, tutelata, coccolata e che, per questo, eventi come ARTour del Gusto sono importantissimi?“Certo. Noi vogliamo tenere legato il più possibile anche l’agroalimentare a quello che è il patrimonio culturale del nostro territorio, perché ricordiamoci che comunque le ricette della tradizione vengono fuori da una cultura che si respira fortunatamente su tutto il nostro territorio. Quindi ci piace che anche l’agroalimentare sia costantemente legato a quello che è l’artigianato tradizionale e i nostri beni culturali. Un legame indissolubile importante che promuove un’identità territoriale integrata. Questo è un po’ il senso e il motivo di questi importanti eventi. Del resto, l’arte culinaria è sicuramente un elemento importante che contraddistingue il nostro territorio”.Quanti saranno gli espositori?“Saranno 31 gli espositori presenti e posso affermare che sono un bel numero”.Quali saranno le novità di questo anno, se ce ne saranno?“Invito tutti a partecipare e visitare questa nuova edizione sia perché gli espositori sono – ripeto – ben 31 sia perché si parla di prodotti e ricette della tradizione toscana. Diciamo che per i turisti sono tutte novità… Per i fiorentini doc un po’ meno, però quest’anno, per esempio, posso segnalare una qualità altissima dell’olio, perché la stagione ha permesso di avere una produzione, sia per quantità che per qualità, eccelsa. E poi ci saranno tantissimi altri prodotti che vale la pena assaggiare e scoprire, dall’alta pasticceria, per esempio i panettoni di Gabriele e Francesco Rocchi; poi conosciamo benissimo la lavorazione del cioccolato per come la fa Pistocchi; e ancora il gin, i vini fatti in modo biologico e tanto altro ancora. Insomma, tante produzioni esclusive che invito a venire ad assaggiare e, perché no, regalare per Natale a familiari, amici e parenti”.

Ecco “ARTour – il bello in piazza”, dal 13 al 15 dicembre in piazza Strozzi

Lorenzo Cei, coordinatore CNA Artigianato Artistico e Tradizionale: “L’obiettivo è sostenere un settore in difficoltà. Presenti 31 espositori”

Questo fine settimana, da venerdì 13 a domenica 15 dicembre, in piazza Strozzi, con orario 8-20, si terrà ARTour – Il bello in piazza, la mostra mercato dell’artigianato di eccellenza che CNA Firenze Metropolitana organizza da anni con il Comune di Firenze ed Artex, il Centro dell’Artigianato artistico e tradizionale della Toscana. Il progetto ARTour nasce come evento itinerante che ha toccato negli anni diverse località della Toscana. La prima edizione si è svolta nel 2010 e da allora Artour ha fatto tappa in piazze di grande prestigio come Cortona, Siena, San Gimignano e Montepulciano, oltre a Prato, Lucca, Arezzo, San Miniato e infine Sesto Fiorentino, arrivando fino al mare, con le tappe di Porto Santo Stefano e Castiglione della Pescaia.Da qualche anno la mostra ha trovato una stabile sistemazione a Firenze in una delle location più centrali e belle del centro storico come è piazza Strozzi.L’obiettivo principale di questo progetto è quello di condurre i visitatori della mostra alla conoscenza delle realtà produttive dell’artigianato, una risorsa strategica per tutto il territorio. L’iniziativa si pone dunque anche un obiettivo dal carattere culturale, ossia diffondere il tema dell’artigianato come risorsa caratterizzante e rappresentativa del territorio.ARTour, fin dalla sua prima edizione, ha puntato sulla valorizzazione dell’artigianato di alta qualità, su un allestimento elegante, caratteristico ed omogeneo, che desse risalto ai numerosi e variegati prodotti esposti. In ogni edizione dell’evento è garantita un’ampia varietà di prodotti: gioielli, foulard, bigiotteria, pelletteria, calzature, oggettistica, cappelli, cosmetici, argenteria, ceramica, miniature, abbigliamento. Tutto rigorosamente Made in Italy.Le parole di Lorenzo Cei, coordinatore CNA Artigianato Artistico e Tradizionale. L’artigianato nelle piazza, un progetto che ha quale scopo principale?“Riprendiamo una tradizione fiorentina legata ai mercati e all’utilizzo pubblico delle piazze, quindi riprendiamo un filone che connota Firenze e la sua tradizione. In più, questo tipo di manifestazioni, in chiave contemporanea, risponde anche a un bisogno crescente da parte delle piccolissime imprese artigianali. Quindi attività artigianali che sono gestite sostanzialmente da un singolo artigiano o con dei collaboratori familiari rispondono alle esigenze di avere una vetrina, un modo per farsi vedere, per promuovere i propri prodotti, per vendere i propri oggetti, per far si che Firenze e tutti i turisti che frequentano la nostra città possano conoscere le maestranze artigianali. Molti di loro hanno un laboratorio o una bottega, però non hanno un punto vendita e quindi, ogni tanto, per qualche giornata all’anno, potersi affacciare in una piazza fiorentina è sicuramente un punto di forza per queste piccole attività che sono piccole, sì, ma anche molto preziose per l’economia e l’identità fiorentina”. L’artigianato è una risorsa culturale che sta attraversando un periodo di crisi, eventi come questo possono aiutare a rilanciarlo?“Sicuramente sì. Una delle finalità principali è quella di sostenere un settore già abbastanza in difficoltà e non sono elementi secondari per una piccola impresa artigianale, le fiere, le manifestazioni in cui potersi affacciare fuori dal proprio laboratorio. Spesso e volentieri sono le uniche occasioni in cui un artigiano può affacciarsi a un pubblico numeroso. Oltre alle grandi fiere diciamo più strutturate come la Mostra dell’Artigianato, appuntamenti più piccoli ma più ricorrenti hanno proprio l’obiettivo di sostenerli sia da un punto di vista della promozione sia da un punto di vista della vendita”. Quanti saranno gli espositori?“Gli espositori di ARTour, in questa edizione, saranno 31, tuttavia aggiungo che, considerando anche l’altra manifestazione che noi facciamo in piazza dei Ciompi e che si è svolta tra il 7 e l’8 dicembre, noi, nel mese di dicembre, abbiamo consentito a quasi 60 artigiani (58 per la precisione) di affacciarsi sulla città e di poter promuovere la propria maestranza e i propri prodotti. Quindi un numero abbastanza consistente…”. Quali saranno le novità di questo anno, se ce ne saranno?“Noi cerchiamo, ovviamente, di variare un po’ gli artigiani che via via partecipano a questa manifestazione, anche per dare il senso della grande varietà che compone questo settore, perché si va dai preziosi alla ceramica, dalla carta fiorentina alla lavorazione del legno, dalla piccola tessitura alla piccola pelletteria… In questa edizione ci saranno molti artigiani che si affacciano per la prima volta ad ARTour e che porteranno non solo delle tecniche tradizionali, ma anche degli elementi di design più contemporaneo. Penso specialmente a un paio di nuovi espositori, di nuovi artigiani, che proporranno degli oggetti di un dehor e di complemento arredi”.

Arriva “La strana coppia” al Verdi

Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia: “Saremo in scena il 28, 29 e 31 dicembre. Divertimento assicurato”

Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia saranno al Teatro Verdi di Firenze il 28, 29 e 31 dicembre con lo spettacolo “La strana coppia – revival”, un testo di Neil Simon tradotto e adattato dallo stesso Guidi – anche regista della commedia – e che non ha bisogno di presentazioni. Questo, perché è una storia nota in tutto il mondo grazie al film del 1968 che ha visto come protagonisti Jack Lemmon e Walter Matthau e che oggi torna a teatro, portata in scena da due mattatori del palcoscenico come, appunto, Guidi e Ingrassia.“La strana coppia” è la storia della difficile e complicata convivenza tra due uomini dalle personalità diametralmente opposte.Felix (interpretato da Giampiero Ingrassia) e Oscar (interpretato da Gianluca Guidi), accomunati da un divorzio alle spalle, decidono di andare a vivere insieme in un appartamento situato in uno dei tanti grattacieli di New York, sulla Riverside Drive.Questo incontro-scontro quotidiano darà vita a continue ed esilaranti gag, garantendo sicuro divertimento al pubblico che sarà a teatro nei giorni del 28, 29 e 31 dicembre. «La differenza sostanziale col film del 1968 è che non ci sono Lemmon e Matthau – dicono Guidi e Ingrassia ridendo, durante la conferenza stampa di presentazione delle date fiorentine del loro spettacolo – e purtroppo ci siamo noi… Ma il testo è quello lì. Tra l’altro Simon è sempre stato, credo involontariamente, un autore al passo con i tempi, malgrado i tempi di scrittura fossero degli anni Sessanta, Settanta, qualcosa anche degli anni Ottanta. Testi che poi tornano in auge, perché le problematiche sono quelle. Per quanto riguarda “La strana coppia”, commedia brillante che celebra l’amicizia, noi abbiamo ambientato la storia da originale. Sarebbe stato inutile cambiarla, perché avremmo fatto male a un testo che già funziona di suo. Perché cambiarlo se già funziona, non ha senso no?”, chiede Guidi. “Volevamo ambientarla nel futuro – interviene ironicamente Ingrassia – però ci abbiamo ripensato”.Al centro dello spettacolo, l’amicizia: “L’amicizia è molto importante. Giampiero e io – dice sempre Guidi – siamo amici da tanti anni, per cui fare uno spettacolo del genere con un rapporto di base, fuori palcoscenico, come il nostro, aiuta molto. Trovarsi a fare “La strana coppia” con due persone che non si conoscono e che prima di arrivare a trovare un’intesa sul palcoscenico ci mettono un po’ di tempo, sarebbe più difficile. E noi abbiamo questo vantaggio, che non è poco”.“Un vantaggio per noi attori – incalza Ingrassia – ma anche per il pubblico, perché se becchi due attori che non si sopportano e fanno finta di essere amici e complici in scena, per quanto possano essere bravi, si avvertirebbe il clima arido. E invece, con noi questo problema non c’è”.Sulle date fiorentine: “Ci aspettiamo che il pubblico di Firenze venga numeroso – dice Guidi – e speriamo che lo spettacolo piaccia. Ma conosciamo il calore del pubblico del Verdi, dove siamo stati tante volte con svariati spettacoli”. “Noi coppia rodata? Sì, ma non siamo una coppia comica, che lavora sempre insieme, abbiamo storie separate e forse la nostra forza – dice Ingrassia – è proprio questa, il fatto di ritrovarci ogni tot anni e lavorare insieme”.E sui personaggi di Oscar e Felix, protagonisti de “La strana coppia”, i due attori si esprimono così: “Sono personaggi particolari – dice Ingrassia, aggiungendo – sono divorziati, hanno avuto un cattivo rapporto con le proprie mogli. Uno è stato lasciato, l’altro se n’è andato; uno è ordinatissimo, maniacale (Felix, che interpreto io), l’altro disordinatissimo (Oscar, interpretato da Gianluca); sapranno divertire il pubblico. Se ci assomigliano in qualcosa? No, per fortuna sono diversi da noi, ma per questo ci divertiamo di più a interpretarli”. E a proposito di divertimento, i due protagonisti assicurano: “Lo spettacolo è molto divertente”.L’appuntamento con Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia e “La strana coppia” al Teatro Verdi, dunque, è per sabato 28 dicembre (ore 20.45), domenica 29 dicembre (ore 20.45) e martedì 31 dicembre, con un doppio spettacolo: il primo alle 17.30, il secondo alle 21.30. Un modo anche per festeggiare l’arrivo del 2025 in modo diverso. Originale. Sorridendo…

Dal 26 al 31 dicembre, Alessandro Riccio al Teatro di Fiesole col nuovo spettacolo “Incompiuti”

“Chi di noi non ha qualcosa di incompiuto lasciato lì?...”

Questa mattina Alessandro Riccio ha presentato il suo nuovo spettacolo, dal titolo “Incompiuti”, che andrà in scena al Teatro di Fiesole dal 26 al 31 dicembre 2024.Scrivere la parola “fine” è sempre doloroso: alle storie d’amore, a un lavoro, alle vacanze. Ed è così sfiancante che dire “ci penserò domani” diventa meravigliosamente liberatorio. “Incompiuti”, dunque, è il nuovo, esilarante, spettacolo dell’attore, autore e regista Riccio che, per scrivere questo nuovo testo teatrale, ha preso spunto da se stesso. Gli “incompiuti” sono i numerosissimi personaggi ideati e lasciati lì ad aspettare un destino, e che cercheranno in ogni modo di superare il confine che li separa dal mondo reale per convincere e stimolare l’artefice a dare loro la parola “fine”.Alessandro Riccio – autore, regista e attore teatrale – e il prestigioso cast dello spettacolo formato da Miriam Bardini, Sabina Cesaroni, Vania Rotondi, Piera Dabizzi, Daniele Favilli, Lorenzo Carcasci, Elisa Vitiello, Fabio Magnani, Sofia Busia, Vieri Raddi, Michela Stellabotte, Joe Manganas e Daniela D’Argenio: attrici e attori con cui Riccio ha condiviso tanti spettacoli nella sua trentennale carriera.Ecco le come spiega “Incompiuti” Riccio: “Chi è che, di noi, non ha qualcosa di incompiuto, di lasciato lì? Tutti. Proprio perché siamo surclassati dagli stimoli, dalle cose da fare e tante cose rimangono a metà. E questo spettacolo parla proprio di questo, di tutte le cose che noi abbiamo scritto, pensato, voluto fare, ma che poi rimangono lì e che, a loro volta, chiedono il riscatto. Loro vogliono essere concluse. Perché soltanto nella conclusione tu capisci se hai fatto bene o hai fatto male”.Quali sono le tue cose lasciate a metà?“A me piace tantissimo costruire, le cose, i mobili, etc., e ci sono tante parti di casa mia che sono rimaste a metà, perché è faticoso, perché non hai più voglia, perché c’è il momento in cui ti viene di dire… no, basta, anche no…”.C’è anche qualcosa nell’anima rimasta a metà?“Sì, tantissime cose. Credo che sia importante, però, riuscire sempre a chiudere i cerchi. Soprattutto nei rapporti con le persone, altrimenti quelli li trascini per anni e anni”.Però una cosa rimasta a metà può essere sempre ripresa e portata a termine in un secondo momento…“Sì, diciamo che ti rendi conto, spesso, che quando la concludi dopo tanto tempo, forse era meglio concluderla prima”.Sul palco, insieme a te, un cast importante e numeroso…“Quattordici attori insieme a me, proprio perché a me piace lavorare insieme in gruppo, perché credo che le energie teatrali siano molto forti. E ci sono attori di tutti i tipi, dai più giovani ai più anziani, da persone che hanno più esperienza a chi ne ha meno. Tutto questo proprio per creare un colore che coinvolga il pubblico il più possibile”.Uno spettacolo divertente, ma che fa anche riflettere, come sono tutti i tuoi spettacoli…“Il divertimento per me è alla base. Io vado a teatro per divertirmi, per avere un coinvolgimento, per ridere insieme. Mi piace tantissimo. Chiaramente, quello che mi auguro sempre, è che lo spettatore a casa, durante la notte, si svegli e ripensi a quella battuta, a quella cosa che quel personaggio ha detto e che magari gli possa essere utile per concludere qualche cosa a sua volta”.E l’appuntamento, dopo i 12 solt-out filati dell’anno passato, è ancora una volta sotto Natale, al Teatro di Fiesole…“Esattamente. È il terzo anno che siamo al Teatro di Fiesole. Due anni fa con “Si son sassi”, l’anno scorso con “La Bruna”, quest’anno con “Incompiuti”. Per questo ringrazio il Teatro di Fiesole che è un luogo dove io posso portare le mie idee e loro mi dicono sempre “sì, vai in scena””.

Rari Nantes Florentia, premiati oggi gli atleti olimpici e internazionali

Il presidente Pieri ha commentato: 'Questi ragazzi non sono l'orgoglio solo della Florentia, ma di tutta Firenze'

Questo pomeriggio, presso l’Aula Magna del Centro Tecnico Federale di Coverciano, si è tenuta la cerimonia intitolata “Dalle ceneri al Rinascimento: verso un nuovo orizzonte”, un evento organizzato dalla Rari Nantes Florentia in occasione del suo 120° anniversario, che ha rappresentato un momento di celebrazione e riflessione per una delle società sportive più storiche d’Italia.Durante la cerimonia, presieduta da Andrea Pieri, e alla quale hanno preso parte il Segretario Generale della Federazione Italiana Nuoto, Antonello Panza, l’Assessore allo sport del Comune di Firenze, Letizia Perini, il Presidente Regionale del Coni, Simone Cardullo e il Presidente Nazionale ANSMES, Francesco Conforti.La Rari Nantes ha mostrato i gioielli e celebrato gli otto olimpici e le dieci medaglie internazionali della passata stagione portate in riva all’Arno dai diciotto portacolori in Europa e nel mondo, della più antica e vincente società sportiva toscana. Un parterre d’onore per un bottino complessivo di 1 Bronzo Olimpico, 5 Ori, 2 Argenti e 1 Bronzo alle maggiori manifestazioni internazionali  giovanili (Euro Junior Vilnius, Coppa Comen Limassol, Mondiali Under 16 maschili pallanuoto), oltre ai numerosi titoli italiani singoli e di squadra di categoria, assoluti e paralimpici.PREMIATI STAGIONE 2023-2024Giochi Olimpici Parigi 2024-        Lorenzo Zazzeri (nuoto), Bronzo 4X100 SLM-        Filippo Megli (nuoto)-        Matteo Restivo (nuoto)-        Matilde Biagiotti (nuoto)-        Costanza Cocconcelli (tesserata azzurra 91)-        Paolo Palchetti (tecnico federale nuoto)-        Caterina Banchelli (portiere nazionale italiana femminile di pallanuoto)-        Simone Ciulli (nuoto paralimpico)Pallanuoto, Mondiali Under 16 maschili Malta-        Giulio Bianchi (portiere nazionale italiana Under 16 maschile, Argento Mondiale) Nuoto, Europeo Junior Vilnius (Lituania)-        Emma Vittoria Giannelli (Argento 1500, Bronzo 800 SL)-        Irene Mati (Oro staffetta 4X100 mista, 4X100 mista mixed)-        Giulia Pascareanu (Bronzo 200 misti, Argento staffetta 4X200 SL)-        Lorenzo Palagi (tecnico federale)Nuoto, Mediterranean Cup, Limassol (Cipro)-        Bianca Sbaragli (Oro 200 SL, 4X200 SL, 4X100 SL)-        Niccolò PapettiAltri premiati-        Donato Quinto (preparatore atletico della Billie Jean King Cup con la Federazione Italiana Tennis)-        Team di Pallanuoto Paralimpica (vincitore della Coppa Italia 2024)-        Axel Belig (record europeo 200 delfino e pluricampione del mondo con Sindrome di Down)A questi ai sono aggiunti i neo tesserati della Florentia, l’anno scorso in forza ad altre società: Mahila Spennato (Bronzo nella 5 km agli Europei di fondo a Vienna), Bianca Nannucci (Argento nella staffetta 4X200 SL agli Euro Junior Vilnius) e al giovane Andrea Dondoli, accompagnati dal tecnico federale a Euro Junior 2024 Roberto Merlini.L’evento ha anche voluto sottolineare il percorso della società “verso un nuovo orizzonte”, non solo celebrando i successi sportivi, ma anche guardando al futuro con ambiziosi progetti di crescita e rinnovamento.Queste le parole del presidente Andrea Pieri a margine dell’evento: “Per capire che la Rari Nantes è un fiore all’occhiello dello sport – ha detto – basta vedere il numero delle medaglie che hanno conquistato questi ragazzi. Ragazzi che sono l’orgoglio non soltanto mio e della Rari, ma di tutta Firenze. Questa è una bellissima giornata, che credo possa essere di auspicio anche per le prossime iniziative”.Con tutte le medaglie conquistate a livello internazionale e olimpico, si può dire che siano poche le società in Italia che fanno bene come la Rari Nantes Florentia. Il presidente Pieri ha confermato: “Non ci sono società così, assolutamente no, perché oltre a tutte queste medagli conquistate nel nuoto, la Rari si contraddistingue anche per avere la squadra di serie A1 di pallanuoto maschile. E non solo, oggi verrà premiata una giovane che ha preso una medaglia internazionale proprio nella pallanuoto”.Ci sono anche gli atleti paralimpici. E con la squadra paralimpica la Rari Nantes vince da diversi anni la Coppa Italia, ma non solo. Anche questo è un motivo di vanto: “Credo che questo sia motivo di maggior vanto, perché è bello vedere questi ragazzi in acqua, vedere come riescono a vincere ogni loro… non le voglio chiamare disabilità, perché sono abilità che loro hanno innate… Ragazzi  che hanno vinto la Coppa Italia e che il 1° dicembre disputeranno la Supercoppa a Roma. Per questo faccio loro un grande in bocca al lupo”.Presente, ma anche futuro, verso un nuovo orizzonte. Quale orizzonte? “Un orizzonte che vorrei fosse sempre più bello – ha detto Pieri – perché guardiamo verso l’orizzonte dopo essere rinati dalle ceneri. Sappiamo quello che ha passato la Rari Nantes. Da queste ceneri si è rialzata, lo dimostrano le medagli conquistate e il ruolo che adesso sta occupando nel panorama natatorio italiano, e credo che saremo sempre più protagonisti perché, quando vado in piscina e vedo i nostri ragazzi giovani, sono consapevole che loro sono veramente la speranza. La speranza del nuoto, la speranza del nostro sport. La speranza di una società migliore”.

CNA, Paolo Gianassi: “Con la burocrazia non si è mai riusciti a salvare nessuno”

Il coordinatore dei servizi di CNA Firenze Metropolitana sul nuovo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti

Dal 1° ottobre 2024 è entrato in vigore il nuovo “Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti”, previsto dal nuovo art. 27 del d.lgs. 81/08. Da questa data l’accesso nei cantieri temporanei o mobili da parte di imprese e lavoratori autonomi sarà subordinato al possesso della patente a crediti. A tal proposito le chiedo come deve fare un’impresa per ottenerla?«Esatto, come ha detto lei, dal 1° di ottobre è entrato in vigore questo nuovo sistema, e c’era tempo fino al 31 di ottobre per iscriversi e completare le domande. Per ottenere la patente a crediti è necessario produrre una serie di autocertificazioni sul sito dell’ispettorato del lavoro. Autocertificazioni che riguardano soprattutto le tematiche che esistevano già precedentemente, quindi relative alla sicurezza e alla formazione».CNA Firenze, CNA Servizi e Consulenze e Ambiente Impresa hanno deciso di attivare e rendere disponibile un servizio di verifica preliminare dei requisiti necessari all’ottenimento della patente. Ecco, quali sono i requisiti che un’impresa deve avere per ottenere la patente a credito?«Sì, abbiamo predisposto, con le nostre strutture, in tutti nostri uffici della provincia di Firenze, un servizio di verifica che facciamo in modo gratuito, proprio per verificare i requisiti per ottenere la patente a crediti. I requisiti da controllare sono soprattutto tre: sulla sicurezza (quindi avere un DVR, che è il Documento di Valutazione Rischi, valido), sulla formazione per i soggetti che sono obbligati (per esempio le ditte individuali non hanno obbligo di formazione) e il documento DURC, (ovvero il Documento Unico di Regolarità Contributiva) che è importantissimo che sia in regola, soprattutto al momento dell’effettuazione della domanda. Anche se è chiaro che, per quanto riguarda i contributi, devono sempre essere in regola».Ecco, ma la domanda che le pongo è questa: con questo adempimento e con la patente a crediti, si risolverà il problema (o almeno parte del problema) della sicurezza sul lavoro?«No, diciamo che intanto non ci sono nuovi obblighi rispetto a quelli che c’erano precedentemente, e quindi siamo andati a fare un ulteriore adempimento burocratico che riguarda le imprese che hanno dovuto, non solo iscriversi entro il mese di ottobre, ma successivamente, in qualche maniera, dovranno manutenere questa patente, cercando di acquisire nuovi punti che potrebbero dargli qualche vantaggio nei confronti dei committenti. Il problema è che la motivazione è legata a una attenzione diversa rispetto ai rischi, e quindi gli infortuni sul lavoro, motivo di nostra forte preoccupazione perché purtroppo, a volte, si infortunano anche i titolari non solo i dipendenti. Ma va detto che con la burocrazia non si è mai riusciti a salvare nessuno».Questo sistema che prevede la patente a crediti vale per tutte le aziende?«No, sono esclusi dalla patente a crediti le imprese che hanno la Soa di 3° livello, quindi sono le imprese più grandi. Quindi, per questa tipologia di aziende, anche se ci sono infortuni gravi, alla fine si continua a lavorare come prima. E questo non lo riteniamo assolutamente un sistema corretto».Chi non è riuscito a fare domanda entro il 31 ottobre, cosa deve fare?«In teoria, se uno non ha lavori, non sta lavorando, non ha un cantiere edile, può aspettare a fare l’iscrizione prima di avere la maturazione dell’obbligo e, da questo punto di vista, c’è ancora tempo».

Andrea Pieri è tra i premiati con la Stella d'Oro al Merito Sportivo

Il riconoscimento è stato consegnato oggi in una cerimonia presieduta dal Presidente del Coni Malagò e dal presidente del Coni toscano Cardullo

Questo pomeriggio, presso il Centro Tecnico Federale Figc di Coverciano, nel corso della giornata delle Benemerenze del Coni organizzata dal Presidente regionale Simone Cardullo e dal Delegato fiorentino Gianni Taccetti, sono stati consegnati tanti riconoscimenti a uomini e donne che hanno dato lustro allo sport regionale e nazionale.Presente a Coverciano per questa importante giornata di sport, il Presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha un rapporto bello e consolidato con il Presidente del Coni toscano Simone Cardullo, in una regione, la Toscana, che tanto ha fatto per lo sport toscano e italiano – per esempio nelle ultime Olimpiadi. “Mi sono programmato di andare in tutte le regioni – ha detto Giovanni Malagò – compatibilmente con l’agenda, col calendario. Questo è un momento che, dalla punta estrema del nord del Paese a quella più a sud, è veramente molto sentito dalla nostra gente. Ci sono quasi 14 milioni di italiani, sono tutti tesserati, ci sono 320 mila associazioni, perché non si premiano solo le stelle ma diamo anche riconoscimenti ai tecnici, alle associazioni, a cui dobbiamo essere grati. Sono tutte persone che sono volontarie – non tutti lo sanno, non tutti se lo ricordano – e lo sport si fa sul territorio. Io sono sempre stato molto vicino e ho dato sempre una connotazione molto chiara, precisa, forte. È vero, il mio rapporto con la Toscana è meraviglioso, siamo confinanti, salvo ritardi è veramente una passeggiata venire a Firenze e tornare indietro, però questo rapporto sul territorio, credetemi, ce l’ho con tutte le regioni. Quest’anno, poi, la Toscana è stata molto brava. Insomma, noi facciamo un po’ di calcoli, non solo con le medaglie olimpiche ma anche per altri risultati, se andate a guardare dopo Parigi, la Toscana va sul podio, subito dopo la Lombardia che ha un territorio più ampio e soprattutto 12 milioni di abitanti. Quindi la Toscana è stata bravissima. C’è una cosa che mi sento di aggiungere e che mi ha stupito: come quasi tutte le province hanno espresso medaglie – cosa per niente banale e in altre regioni non è così – e come molte di queste vengono da piccole associazioni non legate al capoluogo di provincia, ma a piccoli comuni che sono all’interno di province. È la fotografia di una regione multidisciplinare, abbastanza impressionante. Come noi abbiamo fatto a Parigi. Un tempo erano due o tre gli sport dove noi eravamo particolarmente consolidati, oggi se vai a guardare, anche solo le medaglie d’oro: una nel tennis, una nel tiro, una nel ciclismo, una nella pallavolo. Uomini, donne, sport di squadra, sport individuali. La Toscana è una fotografie dell’Italia di cui siamo orgogliosi”.Ma il Presidente Malagò si è soffermato anche sulla modifica dello Statuto della Figc, dove non sono mancati i dissidi: “Tanti dissidi – ha detto – fanno parte del mondo del calcio da decenni. Non penso ci siano stati lunghi periodi senza che questi non siano stati all’ordine del giorno: tradizionalmente, storicamente, geneticamente è un mondo con forti personalità all’interno. Mi pare che ieri si siano fatti passi in avanti, forse non risolutivi al 100% per conto di qualcuno, ma qualcosa è stato fatto. Le dichiarazioni dell’Onorevole Molè sono dichiarazioni propositive, quantomeno ha riconosciuto che alcune cose si sono fatte. Poi c’è una minoranza, che va sempre ascoltata, che non ritiene questo percorso completo, fa parte delle cose”.Infine, trovandosi a Coverciano, non poteva mancare un pensiero sull’Italia di Spalletti che, adesso, può contare anche su due attaccanti come Kean e Retegui che stanno segnando con continuità: “Se questo aumenta il mio ottimismo per le sorti azzurre? Io sono sempre stato ottimista su Spalletti, mi sono anche esposto pubblicamente, figurarsi se non lo sono dopo le ultime buone prestazioni. Se poi la squadra trova anche qualche bel centravanti le cose si vedono con positività diversa. I due stanno facendo bene e spero che anche Scamacca torni presto dal suo infortunio”.Queste, invece, le parole del Presidente del Coni regionale Simone Cardullo: “È un momento importante per tutto lo sport toscano – ha detto – che vede riconosciuto con l’assegnazione delle Benemerenze, nella magica sede della Federcalcio del Centro Tecnico di Coverciano, i valori sportivi che dirigenti, tecnici atleti e società toscane rappresentano, alla presenza del presidente Malagò, massima autorità dello sport italiano e a cui va il nostro grazie per tutto quello che ha fatto e fa per difendere l’autonomia dello sport da attacchi esterni”Tornando alla premiazione, l’alta onorificenza dello sport Italiano, cioè la Stella d’Oro al Merito Sportivo istituita dal Comitato Olimpico Italiano, è stata ufficialmente consegnata dal Presidente del Coni Giovanni Malagò ai dirigenti Franco Lachi, Andrea Pieri (in foto), Andrea Payer Galletti, Guido Turri, Gabriele Moretti, Stefano Sarti, Enrico Rustichelli e Giovanni Giannone.Ma tante anche le benemerenze consegnate in questa importante giornata di sport fiorentina che ha visto la presenza anche dell’assessore allo Sport di Firenze Letizia Perini e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.Le stelle argento e bronzo sono state assegnate ai dirigenti Angelo Faggioli, Andrea Da Roit, Francesco Franchi, Maurizio Francini, Franca Feducci, Palmiro Finamori, Claudio Del Rosso, Stefano Rossi, Claudio Marchetti, Enzo Picchi, David Bini.La Palma d’oro (riservata ai tecnici) è stata assegnata a Marco Guazzini, mentre quella argento e bronzo a Roberto Bagnoli, Riccardo Calcini, Maurizio Cito e Pierluigi Mazzia.Premiate, inoltre, con le stelle di bronzo anche due importanti associazioni sportive del territorio: l’Atletica Empoli ed il Sesto Rugby.Infine, ma non per ultimi, altre 90 medaglie ad atleti e atlete campioni italiani e mondiali della Città Metropolitana di varie discipline sportive, tra cui spicca la medaglia alla olimpionica Larissa Iapichino, e vari campioni del mondo tra cui Stefano Narducci e Licia Randazzo.

Edoardo Leo ha incontrato gli studenti dell'Università di Firenze per parlare di violenza di genere, gelosia e razzismo

“I ragazzi sono sensibili e vogliono discutere di queste tematiche”

Ieri pomeriggio, il Campus delle Scienze Sociali dell’Università di Firenze ha ospitato l’attore e regista romano Edoardo Leo per una delle tappe del suo “#L’OTELLODILEO tra amore, morte e gelosia”, un tour nelle Università italiane che precede l’uscita del film “Non sono quello che sono”, fissata per il prossimo 14 novembre. Una tappa, quella fiorentina, che ha visto come protagonista un dibattito tra l’attore e gli studenti, per parlare di tematiche importanti come violenza di genere, gelosia e razzismo, prendendo spunto proprio dal film di Edoardo Leo, che ambienta nei primi anni 2000 il dramma dell’Otello di William Shakespeare.Edoardo Leo, all’Università di Firenze, ha dunque incontrato gli studenti per confrontarsi sui suddetti temi. E l’incontro, che ha riscosso un importante successo in fatto di adesione e affluenza di studenti, è stato introdotto dalla rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci ed è stato moderato da Chiara Brilli, direttrice editoriale di Controradio.Edoardo, perché la decisione di precedere l’uscita nelle sale del film con una serie di incontri con gli studenti in tutta Italia e, oggi, qui a Firenze?“Perché questo film è proprio diverso da tutte le cose che ho fatto negli ultimi anni. C’era la possibilità di discutere con gli studenti dell’Università di tanti temi, sia dal punto di vista contenutistico –  è un film che parla di violenza di genere, di femminicidi, temi drammaticamente contemporanei – e c’era qualcosa che era più attinente al mondo accademico, ovvero capire come un grande classico riesce a rileggere il contemporaneo, capire insieme agli studenti che tipo di lavoro è stato fatto sulla traduzione dall’inglese in dialetto di quest’opera. Quindi, messe sul piatto della bilancia tutte queste cose, ci siamo convinti, insieme al produttore e al distributore, che potevamo chiedere agli atenei di ospitarci e fare queste MasterClass. E quasi tutti hanno aderito con grande entusiasmo”.La storia di Otello racconta di un femminicidio. Ecco, leggendo negli occhi degli studenti, che sensibilità ha captato tra i giovani di oggi sui temi di grande attualità?“Molto più alta di quella che viene attribuita a questa generazione. Dico spesso che questa generazione viene tacciata di essere distratta, attenta solo a quello che succede sui social, mentre io la penso diversamente. Sono ragazzi molto più informati di noi, molto più sensibili di noi. Bisogna dar loro attenzione, contenuti giusti e quello che sto scoprendo girando le Università, è che sono attenti, partecipi, che hanno voglia di questi incontri e hanno voglia di discutere di questi temi, perché siamo talmente che in ritardo che non si può più aspettare”.Violenza di genere, gelosia, razzismo: passano gli anni, passano i tempi, ma sono temi che continuano a rimanere vivi. Come poter trasformare la violenza in amore? La gelosia in rispetto e fiducia? Il razzismo in inclusione?“Eh se lo sapessi non farei il regista, farei il legislatore. Non ho una risposta, poi non amo i tuttologi che sanno tutto di tutti. Io già faccio fatica a fare mediamente bene il mio mestiere. I film servono a porre domande. Non a dare risposte. Io metto sul piatto della bilancia una domanda: se un testo scritto nel 1604, ancora oggi legge perfettamente le dinamiche tossiche di possesso del maschile e del femminile, dobbiamo farci delle domande. Prima noi come maschi e poi, in generale, come società”.È con questi incontri che si sensibilizzano le nuove generazioni a migliorare?“Anche con questi incontri. Io penso che qualche film mi ha cambiato la vita. Che qualche romanzo me l’ha migliorata la vita. Che qualche poesia mi ha acceso un faro. Quindi spero semplicemente che questo film possa quantomeno accendere la discussione, che già è tanto. E quando una comunità come quella universitaria si ritrova di fronte a un tema, è importante”. Che tipo di risposta ha avuto dai ragazzi durante questi incontri?“Incredibile. Ho iniziato dalla Sapienza, poi sono stato a Napoli, Bari, Taranto, Pescara, Firenze e ho visto come i ragazzi abbiano voglia di confrontarsi, di tirar fuori quello che stanno vivendo. Io glielo dico sempre: io lo so che dentro le aule ci sono una o due ragazze che sicuramente, in quel momento, sta vivendo una relazione tossica, che ha un fidanzato un po’ prevaricante. E sapeste quanti occhi ho visto abbassarsi in questi giorni… Noi come artisti, da questo punto di vista, abbiamo delle responsabilità, non di trovare soluzioni, ma di accendere la discussione sì”.

Francesca Durante: “Firenze è casa e qui sogno il secondo scudetto”

“I Della Valle iniziatori, Commisso passionale”

Ospite dell’ultima puntata di Toscana al…Femminile, in onda su Radio Bruno ogni mercoledì dalle 20.30 alle 21, Francesca Durante, portiere della Fiorentina femminile, ha parlato dell’inizio della stagione della squadra di De La Fuente, ma anche della sua carriera che ha toccato tante tappe fiorentine (dal Firenze alla Fiorentina dei Della Valle a quella di Commisso) e della laurea in ingegneria elettronica, indirizzo biomedico, che sta per prendere.Francesca, iniziamo dalla fine, quindi da questa stagione. Dopo quattro anni lontano da Firenze tra Verona e Inter, sei tornata in viola. Come ti stai trovando in questo nuovo gruppo, tu che a Firenze c’eri già stata ed eri andata via da vincitrice… “Mi sto trovando molto bene. Devo dire che è stata una sensazione particolare perché, da una parte, mi è sembrato di non essere mai andata via, dall’altra sono cambiate tantissime cose, quindi è veramente una sensazione strana: mi sento a casa ma ho notato che la casa è cambiata. Però sono molto contenta”.Quanto ti sono servite le esperienze al Verona e all’Inter a livello personale?“Sono state delle esperienze molto importanti, che mi hanno fatto crescere tantissimo sia dal punto di vista personale che dal punto di vista professionale. Penso che in quel momento siano state delle scelte importanti, delle scelte che mi hanno aiutata a crescere, ma quest’anno, quando l’ultimo giorno di mercato c’è stata l’opportunità di tornare a Firenze, l’ho colta al volo. Perché sono tornata? Perché Firenze è casa. Qua sono cresciuta tanto come ragazza, perché sono arrivata che avevo 17 anni, e sono andata via solo per una mia necessità dal punto di vista professionale, ma per me Firenze è unica”.Una stagione iniziata con 4 vittorie su 5 gare in campionato (e il secondo posto momentaneo con 12 punti, dietro alla Juve prima con 15 punti), e l’eliminazione al secondo preliminare di Champions per mano del Wolfsburg dopo grandi prestazioni contro Brondby e Ajax. Non c’è via di mezzo in questo inizio di stagione. Che Fiorentina ci dobbiamo aspettare da qui in avanti? Quali sono gli obiettivi?“Devo dire che anche la Champions è stata un’esperienza importante, perché penso che l’obiettivo sia migliorare e continuare quella crescita, appunto, che la squadra ha dimostrato di portare avanti in modo costante negli ultimi anni, quindi nonostante la sconfitta contro il Wolfsburg, abbiamo imparato tantissimo. È importante continuare questa crescita che ogni settimana proviamo a portare in campo. Per quanto riguarda l’obiettivo, beh, è migliorare quello che abbiamo fatto lo scorso anno. Lavoriamo tutti i giorni per poter regalare a questa città un trofeo. Sarebbe una cosa bellissima”.Avendo vissuto la Fiorentina che ha vinto – e non stiamo parlando di secoli fa – quanto è cambiata la serie A femminile da quegli anni a oggi?“C’è stata un’evoluzione importante, perché da quando abbiamo vinto noi lo scudetto a oggi sono entrate tante società professionistiche maschili e il livello del campionato si è alzato. Sono arrivate tante giocatrici straniere molto forti che hanno alzato il livello tecnico. E quindi non ci sono più le famose “squadre cuscinetto”, ma tutte le squadre del campionato sono su livelli molto simili e quindi in ogni partita, per ottenere tre punti, bisogna veramente dare il massimo”.Quanto manca, alle squadre italiane, per ridurre il gap con le squadre dei campionati europei più importanti?“Secondo me non ci manca tantissimo. Il Wolfsburg è una squadra storicamente molto forte, sicuramente noi abbiamo mancato un po’ di esperienza, perché ad esempio, martedì la Roma, che negli ultimi anni ha accumulato tanta esperienza a livello europeo, è riuscita a vincere contro le tedesche. Questo per farti capire che ci stiamo avvicinando tanto al livello di queste squadre. Ripeto, manca un po’ di esperienza e un po’ di convinzione nei propri mezzi. Più partite giochi, più incontri queste squadre, più riesci a crescere”.E la Fiorentina, tra l’altro, l’aveva già incontrato il Wolfsburg, nel 2017, quando fu eliminata dalle tedesche agli ottavi di finale. Ma qui voglio entrare nel personale, perché nella sfida di ritorno di quegli ottavi di finale finita 3-3 tu c’eri… Cosa ricordi di quel giorno?“È stata una delle partite che ricordo con più piacere, perché è stata la mia prima partita in Champions ed era contro una grande squadra, quasi inarrivabile per noi. Io avevo 20 anni e ricordo che fu una partita rocambolesca che mi regalò tantissime emozioni. Come quella di parare un rigore. Insomma, esordire in Champions, con un rigore parato e con un pareggio contro il Wolfsburg… mi porto dentro un bel ricordo”.Tu sei arrivata a Firenze nel 2014, quando esisteva ancora il Firenze. Poi la squadra è stata inglobata dalla Fiorentina durante la gestione Della Valle. Tu hai vissuto i tempi degli allenamenti e delle partite a San Marcellino, hai vissuto il Bozzi. Hai vissuto le prime vittorie e oggi sei tornata e stai vivendo il Viola Park, fortemente voluto dal presidente Commisso. Ti chiedo un parere sulle tre epoche della tua esperienza a Firenze: dai primi tempi a San Marcellino ai Della Valle fino a Commisso….“Penso che queste tre fasi rappresentino un po’ quelle che sono state, in generale, le fasi del calcio femminile. Siamo partite da un calcio dilettantistico dove non esisteva la Fiorentina ma c’era un Firenze. Iniziavamo già ad allenarci in modo impegnativo, però eravamo trattate a tutti gli effetti come delle dilettanti. Poi quando è entrata la Fiorentina dei Della Valle, abbiamo iniziato a vedere un cambio di rotta, uno stacco importante rispetto a prima, ma eravamo ancora dilettanti nella nomenclatura. Infine, dopo l’arrivo di Commisso, con  il professionismo a livello legislativo e con la gioia di vivere appieno una struttura unica come il Viola Park, abbiamo visto davvero come sono le cose quando sei una professionista”.Quanto è appagante e quanto può dare in termini di crescita un centro sportivo come il Viola Park?“È appagante ma anche determinante per quelle che sono le prestazioni, perché alzando il livello, poter allenarsi in un certo modo e in certe strutture, è fondamentale sia per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni sia per quanto riguarda la performance nella partita”.Un aggettivo per descrivere Della Valle e un aggettivo per descrivere Commisso.“I Della Valle sono stati gli iniziatori. Hanno dato il via a quella che è stata la rivoluzione del calcio femminile, sono stati i primi a investire davvero nel femminile. Sono stati gli artefici di quella che poi è diventata la normalità. Mentre Commisso è sempre presente e lo definirei tifoso, passionale. Spesso viene a vedere le nostre partite, viene nello spogliatoio prime delle gare a parlarci. Si vede quanto abbia a cuore la Fiorentina, quanto è importante per lui. E ovviamente questo ci motiva”.A Firenze tu hai vinto 1 scudetto 2 coppe Italia e 1 supercoppa. Ti chiedo quale è stato il successo più bello?“Direi lo scudetto, perché è stato il primo della Fiorentina e poi l’abbiamo conquistato in una partita al Franchi in cui il pubblico era presente in grandi numeri che, per l’epoca, erano impensabili per il calcio femminile. Quel giorno lo ricordo come se fosse ieri, perché è stato memorabile”.Sei tornata per vincere ancora in viola?“Certo, possiamo lottare, anche se ci sono un paio di squadre abituate a vincere e noi dobbiamo vincere sempre di più per abituarci a vincere (scusate il gioco di parole). Stiamo crescendo tanto, nonostante ci sia qualche squadra che è più avanti di noi in questo processo di crescita. Ma lavoriamo per provarci”.Tu sei portiere. Come è nata la scelta di giocare in questo ruolo, se è stata una scelta?“È stata una scelta dettata un po’ dalle esigenze. Io giocavo con i ragazzi, ero l’unica ragazza e quindi mi misero in porta. E da quella porta non mi sono più mossa, perché mi divertivo da morire e sono rimasta portiere. I portieri matti? Chi mi conosce dice che anche io un po’ lo sono. Ma per essere portiere devi avere un po’ questa caratteristica”.Qual è il tuo idolo? “Sono cresciuta col mito di Buffon. Nel femminile, invece, sono cresciuta senza modelli perché non sapevo neanche che esistesse il calcio femminile. Ho iniziato a scoprirlo giocando. In generale, mi piace guardare sia i portieri stranieri che quelli del nostro campionato e rubare qualcosina da ognuno di loro”.E a Firenze c’è De Gea…“Si può rubare tanto da lui…”.Tu non sei solo un portiere, sei anche una giovane donna che si sta per laureare in ingegneria elettronica, indirizzo biomedico? Quanto ti manca alla laurea e quanto è stato difficile portare avanti la vita professionale con quella di studente…“Ci siamo, mi manca soltanto la tesi. È l’ultimo passo di un percorso impegnativo, perché non è stato facile conciliare calcio e studio, soprattutto negli ultimi anni che il calcio, essendo diventato professionistico, ha richiesto un investimento enorme dal punto di vista del tempo. Tra impegni del campionato, della Nazionale, partite, allenamenti, è stato decisamente impegnativo. Ma studiare è sempre stato importante per me quindi, se un atleta di alto livello vuole davvero studiare, la possibilità c’è. Il tempo si trova”.Come lo trovi tu, che studi e prepari la tesi in pullman o in treno durante i viaggi per andare in trasferta…“Si, si. Le trasferte possono rivelarsi utili, perché tanto sei sul pullman, qualcosa devi pur fare...”.Perché ingegneria biomedica?“Mi sono sempre piaciute le materie scientifiche e era un’ingegneria nuova, mi piaceva vedere la medicina dal punto di vista più fisico e matematico, così ho pensato: è una cosa che mi piace, proviamo. Vediamo se è fattibile. Poi, piano piano, perché mi ha richiesto del tempo e non è stato per niente facile, sono riuscita passo dopo passo a concludere gli esami. Le difficoltà maggiori? Sicuramente non riuscire a frequentare. Trovare il tempo e la volontà di fare tutto da sola è stato difficile. In più, io sono iscritta all’università di Firenze e quando sono stata a giocare a Verona e a Milano non è stato facilissimo. Mi ricordo l’anno scorso quando, il giorno dopo una gara, sono partita in macchina alle 5 del mattino da Milano per venire a Firenze a sostenere un esame. C’è da fare qualche sacrificio, ma i sacrifici poi vengono ripagati. Come è andato quell’esame? Bene, ho preso 30”.Sei ancora giovane, hai 27 anni, ma ti chiedo se già sai cosa vuoi fare da grande?“Non ho ancora pensato in modo preciso alla carriera dopo il calcio, però sicuramente voglio continuare questo corso di studi e mi piacerebbe poter lavorare in questo ambito”.Un sogno nel cassetto?“Mi piacerebbe vincere un altro scudetto”.

Ornella Bucci, psicologa e progettista della Cooperativa Sociale Matrix racconta la Onlus

“Operiamo sul territorio da 25 anni. Tra Matrix e Radio Bruno stima reciproca”

Ospite dell’ultima puntata di Toscana al…Femminile, in onda su Radio Bruno ogni mercoledì dalle 20.30 alle 21, Ornella Bucci, psicologa e progettista della Cooperativa Sociale Matrix ha parlato della Onlus e di tutto quello che fa per le persone fragili e quelle che hanno bisogno di aiuto.Ornella, partirei con lo spiegare il lavoro della Cooperativa Sociale Matrix, nata nel 1999…“Sono 25 anni che la Cooperativa opera sul territorio. È nata grazie all’iniziativa di un gruppo di professionisti in risposta ai bisogni del territorio, nei settori della disabilità, e mi preme sottolineare che opera senza fini di lucro, con servizi di qualità certificati in stretta connessione con enti e associazioni private e pubbliche, e con altre realtà no profit e profit, proprio per dare risposta a dei bisogni che sono sempre più emergenti, soprattutto dopo l’epoca del Covid, e vista la necessità di ottimizzazione delle risorse che abbiamo a disposizione. Opera con know how specifico nella progettazione e gestione di percorsi integrati, di persone fragili, non solo adulti ma anche minori, affermandosi come interlocutore anche di amministrazioni. Insomma, cerchiamo di offrire dei servizi di qualità, con metodologie e scientificità degli interventi. Sono ormai tanti anni che Matrix è sul territorio, e si sta espandendo, perché ha servizi sia su Firenze, dove troviamo il Centro Linar a Nave a Rovezzano e la Casa Famiglia, ovvero la Casa Armonica a Brozzi, ma abbiamo anche servizi che si spostano sul territorio, come il progetto Fan Club, poi andiamo anche a casa delle persone con l’assistenza educativa domiciliare, e abbiamo anche un centro che accoglie i minori con difficoltà che si trova a Montevarchi”.  Lei è una psicologa. Quanto è importante il rapporto con le persone più fragili e, in particolar modo, in quale momento hanno più bisogno di un aiuto professionale?“Hanno bisogno di un aiuto professionale soprattutto nei momenti di isolamento, quando c’è davvero la mancanza di un supporto, ecco che lì vengono aiutati anche a chiedere aiuto, perché è importante che loro siano a conoscenza di queste risorse, quindi di persone a supporto che possono dare ascolto e che possono dare strumenti per capire e affrontare positivamente una difficoltà. Aggiungo che non è solo nel momento in cui c’è una difficoltà che si interviene, ma lo si fa anche per fare messa a terra, per fare il punto della situazione, perché Matrix sta lavorando per il benessere di tutta la Cooperativa, sia per gli utenti che per gli operatori stessi, tutti quelli che collaborano a questa realtà”.Possiamo fare degli esempi pratici di come vengono aiutate le persone?“Le persone possono accedere, nella settimana, a dei gruppi di discussione con uno psicologo che fa questo, che fa il supervisore psico-educativo e accoglie le esigenze delle persone che già fanno parte e partecipano alle attività. Poi c’è uno sportello di ascolto dei bisogni sul territorio, che è legato più a figure come assistenti sociali, che sono tra l’altro le coordinatrici della Cooperativa e quindi mi permetto di sottolineare l’importanza delle donne in questa realtà, che cercano di attivare degli interventi per rispondere a delle esigenze che vengono ascoltate. Infine si interviene al bisogno: le persone possono contattarci tranquillamente quando hanno un problema, una difficoltà, un’emergenza, siamo assolutamente disponibili”.Qual è una delle difficoltà più frequenti che fa sì che voi interveniate?“Quando ci sono dei cambiamenti importanti, come è stata la pandemia, bisogna intervenire, e devo dire che l’attenzione che Matrix pone alle specificità di ogni utente è quella che la caratterizza. Abbiamo dei progetti individualizzati e gli operatori lavorano in equipe, quindi non c’è mai una sola persona che si occupa di un utente, di un familiare, di quello che non va, di quello che va, ma si lavora tutti insieme. Le tante figure che fanno parte della Cooperativa Matrix lavorano con una metodologia multidisciplinare”.Psicologa ma non solo. Lei, per la Cooperativa Sociale Matrix si occupa di molte altre cose: organizza corsi di formazione, è referente dei tirocini, è nel C.d.A. etc. Ci vuole raccontare quella che è la sua attività all’interno di Matrix?“Io, in questo momento, sono referente per la progettazione sociale, quindi vado alla ricerca di bandi e finanziamenti che possono attivare interventi sempre nuovi per rispondere in maniera variegata ai diversi bisogni, ma mi occupo anche della gestione dei progetti che si attivano, della rendicontazione, e insieme a tutto il gruppo dell’ufficio operativo, mi occupo dei tirocini e di tutta la parte burocratica. Inoltre seguo anche una parte della formazione degli psicologi e seguo i tirocinanti. Infine mi occupo anche di uno sportello di ascolto psicologico per gli operatori e vado a realizzare dei corsi di formazione quando si verificano delle richieste o ci sono dei bisogni nel gruppo di lavoro”.Spesso e volentieri il sociale va a braccetto con lo sport. Non a caso la Cooperativa Matrix è impegnata anche nello sport col basket integrato. Ci spiega di cosa si tratta?“Il basket integrato è un progetto che è nato tantissimi anni fa e che viene svolto in una palestra a San Marcellino, con cui c’è una bella collaborazione, con una squadra di basket del territorio in modo particolare, per cui un gruppo di persone con disabilità vengono rese partecipi di allenamenti da parte di professionisti, di giocatori e giocatrici di questa squadra, e ovviamente hanno il supporto educatori professionali e di operatori. Basket integrato perché ci sono tante persone che formano una squadra e si gioca non tanto per giocare ma per relazionarsi, incontrarsi, confrontarsi e, perché no, divertirsi”.A proposito di sport. Il direttore David Guetta, anche quest’anno ha avanzato la sua scommessa in favore di Matrix. Una scommessa che riguarda Kean: riuscirà l’attaccante viola a segnare almeno 16 gol in questa stagione? Se ci riuscirà, David Guetta offrirà la cena ai primi 30 ascoltatori che hanno accettato la sfida, se Kean invece non dovesse farcela, chi ha scommesso dovrà versare almeno 30 euro in favore di Matrix. Ad oggi l’attaccante viola è a quota 4 reti, ne mancano 12. Cosa dice Ornella di questa scommessa?“In Cooperativa parliamo di questa scommessa, anche perché il direttore David Guetta è molto affezionato alla Cooperativa Matrix, è venuto a farci visita al Centro Linar a Nave a Rovezzano e noi siamo venuti qui, negli studi di Radio Bruno, a intervistarlo e ci fa sempre piacere questa collaborazione. Anzi, più che collaborazione, mi diceva l’educatore Marco Nucci, quella che c’è tra Matrix e Radio Bruno è una stima reciproca, un sostegno reciproco. Io non posso che dire che, in qualsiasi momento vogliate fare una donazione, siete i benvenuti, non solo in termini di raccolta economica, ma anche per parlare delle nostre attività. Anche perché molte attività si svolgono grazie alle donazioni e alla connessione con il territorio e, nel tempo, negli anni, sono state fatte tante attività legate allo sport come il calcio, il basket, la danza etc. Quindi non possiamo che ringraziare ancora il direttore David Guetta. I gol di Kean? Siamo tutti tifosi, quindi ogni volta che Kean segna siamo contenti da una parte e un po’ meno dall’altra. Scherzi a parte, noi siamo sempre contenti, comunque vada sarà un successo, consapevoli che le donazioni arriveranno a prescindere dalla scommessa”.Torniamo alla Cooperativa Sociale Matrix, quali sono i prossimi obiettivi della Onlus?“Inventarci dei nuovi servizi, trovare delle modalità per rispondere in maniera personalizzata rispetto ai bisogni che emergono dal territorio, partecipando a bandi o costruendo nuove progettualità. In questo momento stiamo anche pensando a tutta la sfera che welfare aziendale che è molto importante. C’è sempre qualità nei servizi che eroghiamo, ma cerchiamo di massimizzare rispetto agli utenti e rispetto agli operatori”.

Katia Beni: “Difendo la leggerezza e la comicità per mandare messaggi importanti”

L’attrice comica sarà protagonista de “La Toscana delle donne” con lo spettacolo “Diritti o Rovesci…ma pari”

Tra le protagonista della 3ª edizione de “La Toscana delle donne”, c’è l’attrice comica Katia Beni che, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, salirà sul palco del Teatro della Compagnia per portare in scena, insieme alla collega Benedetta Giuntini, lo spettacolo dal titolo “Diritti o Rovesci…ma pari”: “Finalmente – dice l’attrice ai microfoni di Firenzedintorni.it –  entro al terzo anno di questa importante manifestazione, “La Toscana delle donne”, e lo faccio con due cose. Prima di tutto con uno spettacolo in chiusura di manifestazione il 25 di novembre, che si chiama “Diritti o Rovesci…ma pari”. Insieme a me, in questo spettacolo, ci sarà un’altra attrice, ovvero Benedetta Giuntini. Di che cosa si tratta? Di un’intervista semiseria tra una giornalista un po’ fuori di testa e un’attrice comica che prova a rispondere a domande sulla parità di genere, sui diritti, sulla discriminazione generazionale, sulla conciliazione vita-lavoro, sul body shaming, sul body positivity, sulle donne nella scienza e, ovviamente, si parlerà anche di violenza. Tutto questo con una chiave totalmente comica e ironica, perché alla base c’è questa leggerezza – che non è superficialità, guai! – che secondo me serve per far arrivare a tutti un messaggio importante. Io difendo la leggerezza, così come difendo la comicità e l’ironia per mandare e portare messaggi”.Quanto è contenta, da toscana, di partecipare a “La Toscana delle donne”?“Sono contentissima e devo dire che ho anche un altro progetto di cui parlare… è un progetto collaterale a “La Toscana delle donne”, si chiama “Red carpet women” ed è uno spettacolo in cui il tappeto lo porto io. Io arrivo con un tappetino rosso sotto braccio che stendo ogni volta che vado ad intervistare, anzi la parola intervistare non mi piace, ogni volta che vado ad incontrare, a chiacchierare con le donne del mondo dello spettacolo, ma non solo. Anche artiste, cantanti, donne del mondo della cultura. Saranno degli incontri a modo mio. Anche tutto questo in chiave ironica, divertendomi a tirare fuori da parte di queste donne, anche quelle più seriose se si vuole, la parte più giocosa che hanno. Un modo, il mio, anche per promuovere le stagioni dei teatri, soprattutto nei tanti teatri che abbiamo in Toscana, anche in provincia, che sono bellissimi. Quindi valorizzare, a mio modo, anche questi teatri che forse non tutti conoscono”. 

Eugenio Giani: “Pronto un testo di legge dal nome ‘La Toscana delle donne’”

Il presidente della Regione Toscana parla di un’importante novità

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, si è espresso su quella che sarà la 3ª edizione de “La Toscana delle donne”, un appuntamento, ormai, diventato una ferma realtà…“Per la Regione Toscana – ha detto – la centralità di una politica di valorizzazione della donna è un elemento fondamentale. Per questo, tre anni fa, attraverso il Gabinetto della Presidenza, la mia Capo di Gabinetto, Cristina Manetti, diventò punto di riferimento per organizzare quella che è la fase in cui maggiormente vi è un richiamo alle tematiche femminili, nell’approssimarsi del 25 novembre che è la giornata mondiale contro il femminicidio, e per organizzare queste iniziative. Iniziative che, nel programma di quest’anno, sono diventate addirittura cinquanta”. E continua: “Questo perché, intorno ai giorni precedenti e successivi al 25 novembre, non si parli solo di femminicidi e di violenza alle donne, ma di un ruolo in positivo, in attivo, che la donna deve avere nella società. E quindi ecco che la centralità della valorizzazione femminile in tutti i ruoli – nell’economia, nello sport, nella società, nella sanità – diventa teorema di un’impostazione che vogliamo creare nella Toscana dei diritti. La Toscana dei diritti civili e dell’abolizione della pena di morte voglio diventi la Toscana della valorizzazione di avanguardia al sostegno a politiche che consentano alla donna di sviluppare pienamente la propria identità e la propria personalità”.Poi annuncia una importante e concreta iniziativa legata alla 3ª edizione de “La Toscana delle donne”“Oltre a quello che è già stato fatto nelle scorse edizioni, ovvero dibattiti, occasioni di approfondimento, conoscenza di personalità che possono tracciare una funzione di opinion leader nel ruolo che la donna può avere nella società, quest’anno c’è anche qualcosa di importante, ovvero il testo di legge che noi apriamo alla discussione alla società toscana, che ha proprio come titolo “La Toscana delle donne”. Abbiamo voluto fare una sorta di legge quadro, in cui quelli che sono i riferimenti (da un lato la parità di genere, dall’altro la violenza, un altro ancora l’assicurarsi che la posizione della donna sia salvaguardata nelle istituzioni pubbliche, e tutte le varie tematiche del caso) vengano messi tutti insieme. Facciamo una legge quadro che dia il senso di questa spinta che la Toscana dà alla valorizzazione del ruolo della donna. E la chiamiamo proprio come la rassegna che in questi tre anni è così cresciuta e si è sviluppata”.Ma è una legge già pronta?“La stiamo discutendo, alla fine della rassegna la presentiamo”.

C. Manetti: “La Toscana delle donne è diventato un viaggio per i diritti delle donne”

L'ideatrice del festival: “Siamo arrivati alla terza edizione, siamo contenti”

A margine della conferenza stampa di presentazione della 3ª edizione de “La Toscana delle donne”, Cristina Manetti, ideatrice della manifestazione, ha risposto ad alcune domande sull’edizione 2024 che si terrà dal 15 al 26 novembre 2024, ricordando che “La Toscana delle donne è nato come un festival ma è diventato qualcosa di più, un progetto per le donne, al fianco delle donne, che affronta i temi delle donne: dal lavoro, alla salute, alla parità di genere, alla violenza. Credo che “La Toscana delle donne” sia un esempio efficace per raccontare le questioni femminili non in modo rivendicativo ma costruttivo, ricco e propositivo, un modo che veda insieme donne e uomini uniti in questa battaglia per vedere riconosciuto pienamente il ruolo della donna”.Ed è per questo che “La Toscana delle donne” è diventata, ormai, una manifestazione consolidata della Regione Toscana. A tal proposito, la domanda nasce spontanea: perché è importante parlare di parità di genere e quali sono le novità di questa edizione?“La parità di genere è importante – ha detto ancora Cristina Manetti – perché dobbiamo creare una società più accogliente, più giusta, più a misura di tutti. E quindi anche della più grande minoranza che abbiamo sul pianeta che sono le donne. Dobbiamo farlo, lo devono fare le Istituzioni, mettendo in campo tutta una serie di politiche che in qualche maniera tengano conto delle necessità di una donna. Quelle necessità che la donna ha nella società, nella famiglia e nella vita di tutti i giorni. Quindi è importante anche comunicarle, queste necessità… ecco perché esiste “La Toscana delle donne”, un progetto che prima di tutto vuole raccontare tutte queste politiche e tutto quello che la Regione Toscana fa per le donne, per la parità di genere, e che fa anche rispetto ad altre Regioni d’Italia, perché abbiamo politiche che oggettivamente mettiamo in pratica solo noi, come gli asili nido gratis. Per questo, possiamo anche essere un faro per gli altri. Come è successo per il Codice Rosa. Per fare due esempi…”.E ancora: “Siamo alla 3ª edizione, quindi siamo contenti, perché effettivamente questa manifestazione si sta consolidando. Una manifestazione che non si esaurisce nel periodo di novembre che va dal 15 al 26 (ovvero nei giorni degli eventi calendarizzati n.d.r.), ma che va avanti un po’ tutto l’anno anche se, è chiaro, ha il suo momento clou nel periodo del festival, che comprende – tra l’altro – il 25 novembre, ovvero il giorno internazionale di contrasto alla violenza di genere”.E sul tema scelto: “Se l’anno scorso avevamo deciso il tema “L’umanità”, quest’anno abbiamo optato per “Il viaggio”, perché effettivamente “La Toscana delle donne” è diventata un viaggio vero e proprio per i diritti delle donne. Un viaggio che non è iniziato oggi e che proseguirà anche dopo di noi. Quello che è importante è che anche noi facciamo parte di questo viaggio e che, in qualche maniera, contribuiamo a fare un passo in avanti per una parità di genere più compiuta, per una società più giusta”.Anche quest’anno, tanti ospiti importanti parteciperanno attivamente a “La Toscana delle donne”…“È proprio così. Il bello di questo “viaggio” è che, durante il percorso, si conoscono persone, si impara, ci si confronta, si fa anche un bilancio della strada fatta e di quella da fare ancora. E in questo percorso, come è successo negli anni passati, incontriamo anche persone importanti, famose, che in qualche maniera decidono di partecipare a questo viaggio. E lo fanno credendo nella battaglia che vogliamo fare. Nello specifico, quest’anno, ci saranno Alessio Boni – perché non ci sono solamente le donne e questo ci tengo a ribadirlo, perché stiamo parlando di una battaglia per tutti, donne e uomini –, Paolo Vallesi, Beppe Dari, e ancora Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, la nostra toscanissima Katia Beni, poi Giulia Mazzoni e tanti altri. Qualcuno ha già partecipato alle edizioni passate e ci saranno anche quest’anno. E poi, tra gli artisti, vorrei sottolineare anche Marco Lodola, che ha deciso di donare a noi, a “La Toscana delle donne”, una delle sue opere. E ancora, tre fumettisti del Lucca Comics parteciperanno alla serata di apertura e, con le loro opere, faremo un’asta di beneficenza. Insomma gli eventi non mancheranno, così come le sorprese. Quindi, vi aspetto tutti numerosi agli oltre 50 eventi della 3ª edizione de “La Toscana delle donne””.

Presentata la 3a edizione de “La Toscana delle donne”

La manifestazione si terrà dal 15 al 26 novembre

È stata presentata questa mattina, presso la Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, la 3ª edizione de “La Toscana delle donne – Il Viaggio”, la manifestazione ideata da Cristina Manetti, che dal 15 al 26 novembre offrirà 10 giorni di eventi gratuiti, oltre 50, con nomi importanti del mondo della cultura, dello spettacolo, del sociale e dello sport che si incontrano per dare il proprio contributo, confrontarsi e condividere temi dedicati ai diritti e alla crescita della parità di genere, alla lotta all’odio e alle discriminazioni.Tra gli ospiti che parteciperanno attivamente a questa 3ª edizione de “La Toscana delle donne” troviamo Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Alessio Boni, Maurizio De Giovanni, Cristiano Militello, Simona Cavallari, Paolo Vallesi, Katia Beni, il paroliere Beppe Dati e molti altri. Da sottolineare, inoltre, che saranno tanti gli incontri sui temi della salute, del lavoro e della cultura, iniziative che, in collaborazione con la Commissione Regionale Pari Opportunità del Consiglio Regionale e finanziate dai Fondi Comunitari Europei, gettano luce sui molti temi legati alla scoperta o riscoperta delle potenzialità femminili, sui diritti delle donne oggi e su quanto ancora occorre lavorare per innescare il cambiamento culturale e sociale.IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE 2024Venerdì 15 novembre 2024Al Teatro Era di Pontedera si svolgerà una sorta di anteprima del festival con il reading “Pugni nel cuore” di Maurizio De Giovanni, un testo sulla violenza di genere. Sul palco ci saranno anche Marco Zurzolo, Marianita Carfora, Umberto Lepore, Carlo Fimiani.Sabato 16 novembre 2024Al Teatro del Maggio, in sala Mehta, ci sarà l’apertura ufficiale del festival. Alle 17.30, Stefania Sandrelli leggerà “Relazioni pericolose”, un reading centrato sull’universo femminile di Mascagni. L’intera vicenda di Cavalleria rusticana, infatti, viene letta dalla parte di Santuzza, impersonata dalla grande attrice italiana. Inoltre, ci saranno performance di canto pop e lirica dell’Italian Trio Soprano, composto dalle talentuose Elena Rossi, Marika Franchino e Viola Sofia Nisio e quella della compositrice e pianista Giulia Mazzoni.Domenica 17 novembre 2024Sarà la volta di una pedalata e camminata contro la violenza di genere, chiamata “Pedalo Rosso”, nata da un’idea di Marianella Bargilli, con il supporto organizzativo del campione Paolo Bettini e ATCommunication. “Pedale Rosso” è un progetto che si propone di calamitare, attraverso Ride e Walk, persone e interesse all’interno della città durante la giornata per sensibilizzare la popolazione sui valori dell’uguaglianza e della parità di genere. La partenza è prevista alle 10 dal Parco delle Cascine per arrivare, sul percorso del Tour de Frane, in piazza Duomo verso le 11, dove sarà allestito un palco sul quale, con dj Carletto, ci saranno Cristiano Militello, Paolo Vallesi e Beppe Dati per intrattenere il pubblico. Lunedì 18 novembre 2024 Alle 10 inizierà, presso il Centro Tecnico di Coverciano, una Giornata dello Sport, che vedrà la presenza di atlete toscane protagoniste delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. Per l’occasione sarà presentata la Carta etica dello sport femminile. La mattinata si concluderà con la consegna di un premio alla Società Pallavolo Castelfranco di Serie A2. Infine, alle 19, al Teatro della Pergola, andrà in scena lo spettacolo “Dialogo di una prostituta con il suo cliente” di Dacia Maraini con Simona Cavallari e Federico Benvenuto, per la regia di Guglielmo Ferro.Martedì 19 novembre 2024Sarà la giornata dedicata alla Salute di genere a cura di Ispro, Codice Rosa e Lions Kit. Dalla mattina, in piazza Duomo, ci saranno due unità mobili dotate di mammografo di Ispro per offrire una pluralità di interventi di prevenzione oncologica.Mercoledì 20 novembre 2024Ci sarà il primo dei due appuntamenti di AnimaeLoci, itinerario letterario e artistico alla ricerca dei luoghi dell’anima a cura dell’Associazione culturare “La Nottola di Minerva”. L’altro appuntamento sarà Domenica 24 novembre 2024 al Centro Pecci di Prato.Giovedì 21 novembre 2024Alle 9.30, presso la Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, le assessore regionali Alessandra Nardini e Serena Spinelli presenteranno il rapporto Antiviolenza 2024.Venerdì 22 novembre 2024Sempre presso la Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, per il terzo anno consecutivo, torna l’appuntamento con “Di Pari Passo – Idee, prassi e politiche per opportunità senza confini di genere”, organizzato dalla Commissione per le Pari Opportunità del Consiglio Regionale della Fondazione per la Formazione Politica e Istituzionale Alessia Ballini insieme e in collaborazione con Anci Toscana e Upi Toscana.Sabato 23 novembre 2024Sarà la consueta giornata dedicata alla visita del FAI e quest’anno la scelta è caduta sulla Villa medicea di Careggi, di proprietà della Regione Toscana. Nel pomeriggio, invece, presso Palazzo Strozzi Sacrati si svolgerà un incontro dedicato al cinema.Domenica 24 novembre 2024Alle 17.30, presso il Teatro Goldoni di Firenze, andrà in scena Monica Guerritore in “Quel che so di lei, donne prigioniere di amori straordinari”. La messa in scena in forma drammatica dei momenti finali della tragica vita di Giulia Trigona, zia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.Lunedì 25 novembre 2024Nella giornata contro la violenza sulle donne, tanti saranno gli eventi. Palazzo Strozzi Sacrati si illuminerà di rosso e alle 18, presso il Teatro della Compagnia, Katia Beni e Benedetta Giuntini interpreteranno “Diritti e Rovesci…ma pari”, spettacolo in cui una giornalista a volte fuori di testa intervista un’attrice comica a volte intelligente, sui diritti delle donne e pari opportunità, esperienze di lavoro e di vita. Un’esilarante catena di gag e monologhi che lascia spazio a riflessioni semiserie su stereotipi di genere e diritti violati.Martedì 26 novembre 2024Il festival, nel suo ultimo giorno di eventi, vede andare in scena, alle 21, al Teatro Era di Pontedera, Alessio Boni in “Uomini si diventa”. Nella mente di un femminicida, reading contro la violenza sulle donne con, appunto, Alessio Boni e Omar Pedrini.Per saperne di più e per leggere il calendario completo degli eventi della 3ª edizione de “La Toscana delle donne”, è possibile consultare il sito www.latoscanadelledonne.it  

Presentato l'evento “Oltre lo sport - LO SPORT, SPECCHIO DEI TEMPI”

Un viaggio tra parità ed uguaglianza

Questa mattina, nella Sala Macconi di Palazzo Vecchio a Firenze, è stato presentato l’evento “Oltre lo Sport – LO SPORT, SPECCHIO DEI TEMPI”, organizzato da Assi Giglio Rosso Firenze e U.S. Affrico, due società dalla storia centenaria.In particolare sono stati presentati i dettagli degli eventi previsti il 26 settembre, 27 ottobre e 7 dicembre, in cui verranno affrontati temi cruciali legati a parità ed uguaglianza nel mondo dello sport.All’evento sono intervenuti, oltre alle Istituzioni, rappresentate dal Presidente della Commissione Cultura e Sport Fabio Giorgetti, anche il presidente Assi Giglio Rosso, Marcello Marchioni, il presidente U.S. Affrico, Valeria Pisacchi, alcuni rappresentanti delle associazioni coinvolte nell’evento, come l’Associazione Centro Antiviolenza Artemisia (insieme alla responsabile di Artemisia, Tania Berti, presenti anche Paola e Massimo, ovvero i genitori di Michela Noli, vittima di femminicidio per mano dell’ex marito), e gli sponsor che hanno dato una mano affinché questo grande evento venisse realizzato, tra cui Ferragamo.Questi i tre eventi in programma: - 26 settembre, ore 17, presso Impianto Sportivo U.S. Affrico Firenze: evento Contro la Violenza sulle Donne, in ricordo di Michela Noli (vittima di femminicidio).- 27 ottobre, ore 9, presso Impianto Sportivo Assi Giglio Rosso Firenze: Staffetta 100X1000 mt – Sport, inclusione, uguaglianza e parità di genere.- 7 dicembre, ore 10.30, Tavola Rotonda – La presenza femminile nel contesto sportivo. «Sono tre eventi che abbiamo fortemente voluto – ha detto Valeria Pisacchi –. Io, Marcello e Patrizia ci siamo incontrati a una cena in modo del tutto casuale, e abbiamo pensato a questo progetto che va oltre allo sport e che vuole mandare un messaggio ai giovani. Un progetto che abbiamo un ruolo educativo. Sì, perché quello che vogliamo è cercare di parlare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze della violenza sulle donne, della parità di genere e tutte le problematiche legate al nostro tempo. Già oggi siamo arrivati a ben 65 femminicidi nel 2024 ed è per questo che è importante parlarne. Ed è importante far riconoscere alle ragazze quelli che sono i segnali che possono portare a una violenza o a un abuso». «Questa idea che è nata casualmente – ha detto Marcello Marchioni – è una cosa complessa, ma che ci piace fare e portare avanti. Viviamo in luoghi dove la gente sta insieme, vengono i ragazzi, vengono i genitori, vengono le persone. Vogliamo fare qualcosa per sensibilizzare su determinati argomenti. Saranno tre eventi, uno per mese. Il primo, il prossimo 26 settembre, si terrà all’Affrico, contro la violenza sulle donne e vedrà la presenza anche dei genitori di Michela e dell’Associazione Artemisia. Il secondo, in programma il 27 ottobre, si svolgerà agli Assi, e vedrà in scena una staffetta atipica dove i protagonisti saranno uomini e donne disabili che si sfideranno alla pari. Il terzo, quello del 7 dicembre, sarà una tavola rotonda, che si dovrebbe tenere in Regione, dove vorremmo partire da un concetto: la presenza femminile nel mondo dello sport è ancora un traguardo da raggiungere, anche se negli ultimi anni si è fatto molto» Saranno occasioni importanti per discutere l’evoluzione dello sport inteso come specchio della società contemporanea e della sua capacità di promuovere inclusione e rispetto nei confronti di ogni persona.

Fiorentina, prosegue la preparazione agli ordini di Palladino

Terzo giorno di allenamento per i viola

Terzo giorno di allenamento a porte aperte ai tifosi (non piu di 100) per la Fiorentina, questo pomeriggio, al Viola Park. La squadra viola è scesa in campo alle 18 in punto, con i soliti assenti (Ikone, Nzola, Pierozzi e Sabiri) oltre a Terracciano e Kean, quest'oggi impegnati in un lavoro individuale programmato. Dopo una prima fase di riscaldamento, la squadra è stata divisa in due gruppi. Ogni gruppo ha lavorato un una porzione di campo ridotta, per svolgere un esercizio quattro contro quattro, più due vertici, dove ogni mini squadra aveva il compito di effettuare 3 tocchi e andare a fare gol in una delle quattro porticine poste ai vertici del mini-campo.Concluso questo esercizio, Palladino ha fatto svolgere alla squadra una partitella a tutto campo di una ventina di minuti dove sono balzati agli occhi visti pressing e intensità. Da una parte, schierati quasi tutti i giovani, dall'altra Kayode, Ranieri, Biraghi, Dodo, Mandragora, Infantino, Parisi, Sottil, Brekalo, Kouame.Ultimi 20 minuti di allenamento dedicata a un'altra partitella, questa volta a campo ridotto. Da segnalare una botta presa da Krastev, costretto a terminare anzitempo l'allenamento.Curiosità: il tecnico viola, sempre molto attento nel preparare gli esercizi da far eseguire alla squadra, per comunicare con i suoi collaboratori - anche in campo, durante l'allenamento - usa il walkie talkie. L'appuntamento per tutti i tifosi viola è per domani alle 18.30 quando, al Viola Park, la Fiorentina sarà impegnata nel primo test contro la Primavera.

Fiorentina, secondo giorno a 35 gradi

Le immagini dell'allenamento viola

Secondo giorno di allenamento aperto al pubblico per la Fiorentina di Raffaele Palladino. Presenti circa 150 tifosi nonostante la temperatura di oltre 35°. Ma la voglia di Fiorentina, per gli appassionati, è più forte del caldo. E allora anche questo pomeriggio la squadra è stata attesa, seguita e applaudita. Arrivati in campo alle 18 in punto, i giocatori viola hanno prima ascoltato le parole di Palladino, poi, dopo una prima fase di riscaldamento con la squadra posta in cerchio per il classico torello, i viola hanno iniziato la seduta di allenamento vero e proprio. Squadra divisa in due gruppi. Ogni gruppo con cinque giocatori con pettorina e cinque senza, tutti disposti in cerchio tranne due, in mezzo, impegnati in una sorta di uno contro uno finalizzato a fare gol in una porticina, aiutandosi con le sponde dei compagni posti (appunto) in cerchio. Molto apprezzato l'uno contro uno tra Kean e Biraghi, con l'attaccante che spesso è riuscito ad arrivare al gol. Conclusa questa fase di allenamento, la squadra, sempre divisa in due gruppi - una a una estremità del campo, l'altra dalla parte opposta - ha iniziato a duellare in partitelle 6 contro 6 a campo ridotto. Applausi a ogni gol dei viola che, a fine allenamento, hanno salutato, dal campo, i tifosi accorsi a sostenerli. Il secondo allenamento a porte aperte si è concluso alle 19. Pou tutti a fare la doccia.

Il primo allenamento al Viola Park dell'era Palladino

Il nuovo allenatore ha condotto il primo allenamento della stagione a porte aperte davanti a circa 200 tifosi

Primo allenamento della Fiorentina a porte aperte ai tifosi viola, questo pomeriggio, al Viola Park. La tribuna dello stadio Curva Fiesole ha ospitato circa 200 tifosi che, nonostante il caldo da bollino arancione, non si sono voluti perdere la prima seduta accessibile al pubblico degli uomini di Raffaele Palladino.Non appena Biraghi e compagni sono scesi sul terreno di gioco, non sono mancati gli applausi all'indirizzo di tutti. Poi, prima dell'inizio dell'allenamento, mister Palladino ha radunato la squadra in mezzo al campo e le ha fatto un discorso. E... pronti via, è iniziata la seduta. Torello di riscaldamento, squadra divisa in gruppi per le classifiche esercitazioni sul possesso palla - un tocco e via - , poi la partitella. Con i tifosi attenti e incuriositi soprattutto dall'ultimo arrivato, Moise Kean, che ha subito mostrato di essersi integrato bene nel gruppo ed è apparso fisicamente tonico e pronto.Durante la partitella, inoltre, non sono mancati i cori anti Juventus, quasi a voler rimarcare la rivalità storica a prescindere dalle lecite operazioni di mercato, e gli incitamenti a Palladino: "Forza miste", si è avvertito forte e chiaro dagli spalti, con uno scrosciante applauso al seguito.Nel frattempo, nel campo adiacente lo stadio Curva Fiesole è stato allestito il Summer Village, un sorta di Viola Village moenese, dove grandi e (soprattutto) piccini possono dilettarsi in giochi di vario genere.Quello di oggi non è stato che il primo allenamento a porte aperte di questo ritiro pre campionato Viola. La sensazione è che nei prossimi giorni, soprattutto nel fine settimana, i tifosi al Viola Park saranno o di più. Molti di più.

I Pooh presentano il concerto del 25 luglio al Parco Mediceo di Pratolino: “Per noi un orgoglio”

E il Presidente Giani consegna loro il Pegaso d'Oro

In attesa degli imperdibili appuntamenti toscani del Tour “Amici per sempre – Estate 2024”, quello del prossimo 25 luglio al Parco Mediceo di Pratolino (FI) in occasione del Musart Festival e quello del 7 agosto a Villa Bertelli a Forte dei Marmi (LU), i Pooh hanno incontrato la stampa presso la Sala Rossa di Villa Demidoff per presentare le due date toscane.Sono intervenuti Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Riccardo Fogli, il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e la Consigliera delegata alla Cultura della Città Metropolitana di Firenze, Letizia Perini.“Questo sarà il tour della bellezza per cui questo luogo non poteva assolutamente mancare – le parole di Roby Facchinetti, che continua – il nostro amore per la Toscana non è dovuto solo al fatto che negli anni 60 arrivò Riccardo Fogli nella nostra band e ci portò la toscanità. Abbiamo capito anche il tipico spirito dei toscani, di questo vostro modo di esprimervi, la vostra generosità, dite sempre quello che pensate… poi abbiamo scoperto che la Toscana è anche un luogo che stimola la creatività e l’ispirazione. Infatti, alla fine degli anni 70, presi in affitto, a Fiesole, la casa che era della mamma di Riccardo Del Turco, e ci rimasi un po’ di mesi. E devo dire che la Toscana mi ha completamente catturato al punto che presi una casa a Rosano, vicino a Pontassieve, casa che è diventata un po’ il nostro rifugio al punto che due album importanti della nostra vita, ovvero Stop e Tropico del Nord, sono nati proprio in questa casa, perché questa terra stimola l’arte. Stimola la creatività. Stimola l’ispirazione. Non possiamo che ringraziare la Toscana per tutto quello che ci ha regalato. Negli anni, poi, sono arrivati in questa terra concerti indimenticabili, per cui ci sono davvero tantissime ragioni che ci legano a questa vostra magica terra. Grazie per tutto quello che avete fatto per i Pooh ma soprattutto a quello che farete ancora per noi”.Dodi Battaglia: “Quando ci hanno proposto di fare questo tour che avrebbe dovuto toccare i posti più belli che ci sono in Italia, tra i quali questo, le Terme di Caracalla a Roma, Piazza San Marco a Venezia, abbiamo detto: dov’è che dobbiamo firmare? Qualcuno di noi, più o meno veneto (il riferimento a Red Canzian) ha detto “Io in Piazza San Marco vengo anche gratis”… Ma a parte gli scherzi, devo dire che questo luogo, la parola “bellezza” che è stata più volte citata, la rappresenta appieno. Siamo contenti di essere qui in un posto che io, personalmente, non mi aspettavo. Dovete sapere che nella mia storia c’è un passato da pilota automobilistico, per cui, per me, il Mugello era tutt’altra roba… Quando arrivando in questo meraviglioso parco, ho visto questo paesaggio bellissimo, mi sono detto “Dio esiste oltre agli autodromi”. Una cosa, tra l’altro, che avvicina le due regioni, la Toscana e l’Emilia Romagna da dove sono nati i Pooh e dalla quale io provengo: abbiamo tutti la passione dei motori, la passione dell’ambiente... e devo dire che l’ambiente qui viene rispettato ed esaltato e siamo orgogliosi di essere stati prescelti per fare questo concerto, che sarà per noi una grande emozione”.È la volta di Red Canzian: “Arrivando qui con il Van abbiamo visto più o meno dove verrà montato il palcoscenico e devo dire che, ancora una volta, noi faremo le cose meglio degli americani. Sarà una Woodstock ma molto più elegante, molto nobile, in questo prato incredibile che c’è qua sotto, con quel platano di 400 anni che sarà il nostro compagno di viaggio in quel concerto. Questi luoghi, grazie al Musart Festival, verranno reinterpretati, perché questi posti nascevano per la bellezza. Per dare uno spettacolo buono, importante alla gente e ai visitatori. Quindi, portare la musica, l’arte musicale in un posto così bello, credo che sia assolutamente di grandissimo valore civico. Volevo dirvi come è partita tutta questa avventura… noi, dopo 7 anni in cui ci eravamo separati per vari motivi e durante i quali non abbiamo fatto niente come Pooh, ci siamo presentati a Sanremo per presentare il docufilm sui Pooh realizzato dalla Rai. Amadeus ci disse: “Se venite su quel palco, però, cantate, non potete venire solo a presentare il docufilm…”. Così abbiamo cantato. E la cosa pazzesca è stata che, quando ci siamo presentati in sala d’incisione per preparare i brani che poi abbiamo cantato al Festival, era come se ci fossimo lasciati la sera prima. Ci veniva da ridere. Ci siamo resi conto di non aver mai mollato un attimo… Dopo la nostra presenza al Festival, dovevamo fare un concerto per il quale, in 24 ore, furono venduti 30.000 biglietti. E da un concerto siamo tornati a fare una lunga tournée, conclusa a capodanno. Ed era finita là, per noi. Poi, però, ci hanno convinto a fare questo nuovo tour estivo parlandoci di dove avremmo dovuto cantare: non abbiamo potuto dire di no a Pompei, Paestum, San Marco, Caracalla, qui a Pratolino, tutti posti per cui solitamente, per andare a vedere, paghi il biglietto. L’idea di portare la nostra musica all’interno di una bellezza del genere, ci ha fatto dire sì. Bellezza, tra l’altro, di cui ci dobbiamo inorgoglire. Perché l’Italia è un museo a cielo aperto. Il Pegaso, poi, è la ciliegina sulla torta”.Chiude Riccardo Fogli: “Devo ringraziare i Pooh che mi hanno invitato anche per questo tour. Volevo dire che la Toscana è la Toscana…e forza viola”.A margine della conferenza stampa, inoltre, il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha consegnato il prestigioso Pegaso D’Oro ai Pooh: “Per quello che significano i Pooh nella musica italiana – dice Giani – per quello che rappresentano in Italia, per il loro legame profondo e sentito con la Toscana, per quello che hanno rappresentato a livello di proiezione internazionale della canzone italiana, per quello che significa esibirsi in quello che è uno dei monumenti più belli, più importanti della nostra storia, della nostra cultura, si combina il tutto perfettamente per consegnare ai protagonisti della canzone italiana il Pegaso che è il riconoscimento della nostra Regione verso coloro che si sono particolarmente distinti in un rapporto speciale e particolare con la Toscana”:

Mauro Repetto al Teatro Puccini di Firenze con lo spettacolo “Alla ricerca dell'Uomo Ragno"

“Siamo tutti supereroi all'altezza dell'uomo ragno”

Mauro Repetto, ideatore e co-fondatore degli 883, torna in Italia per il suo debutto in teatro con il nuovo spettacolo “Alla ricerca dell’uomo ragno”. Lunedì 20 maggio sarà sul palco del Teatro Puccini di Firenze. E questa mattina, al Nelson Mandela Forum, Repetto ha incontrato la stampa per presentare il suo spettacolo fiorentino.Abbiamo appurato che non hai ucciso l’uomo ragno…“È impossibile uccidere l’uomo ragno, perché è un super potere che abbiamo dentro e che consiste nell’affrontare la vita col sorriso e nell’affrontare la vita fino in fondo. Peter Parker poteva essere di Pavia come me e il suo vero super potere non è la ragnatela o volare, ma proprio impegnarsi fino in fondo. Lui agisce d’istinto come tutti, provinciali o no, quindi è impossibile uccidere l’uomo ragno.E quindi ora sei alla ricerca dell’uomo ragno?“Adesso sono alla ricerca dell’uomo ragno, si, alla ricerca di qualcosa che è dentro di noi, quindi la capacità di poter concretizzare un sogno. “Alla ricerca dell’uomo ragno” è uno spettacolo che è una favola medievale in cui Max e Mauro sono due menestrelli in una Pavia un po’ tipo Gotham City, un po’ dark e un po’ gotica, e il loro compito è cercare il Conte Claudio Cecchetto e dargli una cassetta. Accedere alla sua corte piena di giullari molto conosciuti come il Cavalier Fiorello, il Dotto Amadeus o Lorenzo Il Giovane detto Jovanotti. E quindi questi due menestrelli che errano ignari nella Pavia gotica del tempo, accederanno alla corte di questo Claudio Cecchetto che era un Re Mida assoluto che trasformava in oro ogni cosa che toccava”.Sarai a Firenze, al Teatro Puccini, il prossimo 20 maggio, e in questo spettacolo cosa ci dobbiamo aspettare?“Una scorpacciata di canzoni degli 883 e un po’ di canzoni di Bon Jovi, perché alla fine, parlando di provincia, noi eravamo di fronte all’impero milanese un po’ come Bon Jovi, Bruce Springsteen, Tom Waits erano di fronte all’impero di Manhattan, nel New Jersey. Quindi noi, venendo dal rap, abbiamo sempre avuto bisogno di un link del sogno americano, in questo caso dei provinciali del New Jersey, per accedere alla Pop Rock. Io personalmente ho sempre amato molto Bon Jovi, e quindi canterò anche delle sue canzoni, come per accarezzare questo sogno di provincia che accede all’impero o milanese o di Manhattan. Poi ci sarà una cantante con me che canterà Anita Franklin, una voce che viene da Cuba eccezionale, ci sarà Marco Guarnerio che è l’arrangiatore storico degli 883, quindi ci saranno canzoni acustiche con voce e chitarra suonata da me e con la chitarra elettrica suonata da Marco Guarnerio. Una scorpacciata di canzoni, poi balleremo e ci divertiremo”.Quali sono tre canzoni a cui sei più affezionato?““Con un deca” e “Weekend” penso che siano veramente dei road mov, delle illustrazioni della vita di provincia, dei trasferelli, dei succhi d’anima di quello che poteva essere lo spleen baudelairiano di un ragazzo di provincia, tra i due di picche ricevuti il sabato sera in discoteca e la domenica in cui c’era l’affettato, la pasta in brodo dei genitori, ma andava benissimo così, e con un deca in cui si cercava qualcosa che si sapeva neanche cosa fosse. E poi direi “Hanno ucciso l’uomo ragno” perché è proprio il trionfo di un Peter Parker che può essere un normalone, un banalone come tutti noi, e qualche volta può anche assumere il ruolo di supereroe, difendere il suo quartiere, essere un supereroe antieroe, un supereroe di quartiere”.Qual è stata la chimica magica che girava intorno a Cecchetto negli anni 90?“Claudio Cecchetto verrà a vedermi a Bollate nella data precedente a quella di Firenze e questa per me è una soddisfazione enorme. Detto questo, posso dire che Cecchetto per me rappresenta veramente il Walt Disney italiano e vi assicuro che è un genio in marketing. Era uno che aveva un gusto dell’italiano medio, quindi aveva l’accesso alla popolarità, e capiva subito quando una cosa funzionava o no. Per fare un esempio, tutta la discografia italiana aveva scartato “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, “Come mai”, “Tieni il tempo”… mentre Cecchetto, ascoltando solo “Non me la menare”, che era un pezzo minore, ha capito tutto. Quindi è assolutamente un Re Mida, una macchina marketing importante, ma con i piedi per terra, con un gusto particolare”.Com’è cambiato Mauro Repetto dagli anni 90 a oggi?“Io non vedo nessun cambiamento, sono sempre uno che cerca di impegnarsi e di concretizzare le proprie voglie, perché per me non sono neanche sogni, sono proprio voglie che desidero fare veramente. Quindi non vedo nessun cambiamento in me, a parte un po’ più di saggezza che ho e che mi mette qualche limite rispetto al passato in cui c’era solo la cieca voglia di scavalcare delle sbarre che mettevo sempre più in alto, fino a prendere delle testate… Ma a parte un po’ di saggezza dovuta all’età, ripeto, non c’è stato nessun cambiamento in me”.Un ricordo legato a Firenze?“Sono venuto a Firenze col mio regista, Maurizio Colombi, due mesi fa, al Teatro Puccini, e ho cantato “Come mai”, ospite del suo spettacolo, “Caveman”. Il ricordo più vicino che ho è questo… poi, dopo, sono andato da lui, in Messico, perché ha una casa a Cancùn e, per farlo, ho preso un taxi  da Firenze a Malpensa. Il ricordo più incredibile di Firenze è una notte in taxi con una cantante con la quale lavoravo, per arrivare a Malpensa, per poi volare a Cancùn”.Potrebbe essere il titolo di una nuova canzone…“Assolutamente sì… “Rotta per casa di Dio” l’abbiamo già fatta, quindi la prossima sarà “Firenze-Malpensa” - scherza”Oggi c’è un supereroe all’altezza dell’uomo ragno?“Siamo tutti supereroi all’altezza dell’uomo ragno. Dentro di noi c’è l’uomo ragno. Dentro di noi c’è la capacità di impegnarsi ogni giorno, col sorriso sulle labbra, di fronte alla vita”. Lo spettacolo “Alla ricerca dell’uomo ragno”, prodotto da Raffaella Tommasi per Daimon Film e Sold Out, con la regia di Stefano Salvati e Maurizio Colombi, vanta l’uso di effetti visivi inimmaginabili solo fino a qualche mese fa, per far rivivere il mondo dei mitici 883. Realizzato con la collaborazione degli AI Artists Claudio Zagarini e Francesco Siro (vincitore dell’Oscar 2024 all'Aiff di Dubai) i registi Stefano Salvati e Maurizio Colombi sono riusciti a costruire mondi fantastici e a ricreare, come per magia, i giovani Repetto e Pezzali dei leggendari anni 90! Dal palcoscenico Mauro in carne e ossa interagirà con se stesso e con Max com’erano da ragazzi, prima dell’arrivo della grande ondata di successo delle loro canzoni.In questo nuovo spettacolo teatrale, Mauro Repetto, ideatore di una delle band culto degli anni ‘90 e autore di brani rimasti nell’immaginario collettivo del nostro Paese, ripercorrerà le tappe di un percorso straordinario, trasportando il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo attraverso il racconto della sua vita e dell’avvincente storia degli 883, istantanee di momenti intramontabili, con aneddoti e curiosità sulla genesi dei loro maggiori successi, mai raccontati finora. Repetto reciterà, ballerà e canterà tutte le hit che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, e presenterà un suo brano inedito.I biglietti (posti numerati, 20 e 32 euro) sono disponibili sul sito del teatro www.teatropuccini.it, su www.ticketone.it e nei punti vendita Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055.210804). Info tel. 055.362067 - biglietteria@teatropuccini.it - www.teatropuccini.it. 

MIDA 2024: la grande bellezza dell’artigianato fra maestri artigiani e new generation

Tante le novità dell’88ª Mostra Internazionale dell’Artigianato, dalla Fortezza da Basso dal 25 aprile al 1° maggio

Dal 25 aprile al 1° maggio, alla Fortezza da Basso di Firenze, MIDA, la Mostra Internazionale Dell’Artigianato, promossa e organizzata da Firenze Fiera in collaborazione con le principali istituzioni e associazioni di categoria, taglierà il traguardo dei suoi primi 88 anni, riconfermando il suo primato di prima fiera artigiana d’Italia.Una mostra che rappresenta un appuntamento irrinunciabile in primavera a Firenze per tanti amanti del “saper fare” e del bello, un viaggio sempre nuovo e stimolante alla scoperta di pezzi unici ed esclusivi realizzati da “mani d’oro” negli “scrigni” di storiche botteghe e nei laboratori esperenziali dove il know how di maestri artigiani si coniuga con le sperimentazioni delle nuove generazioni. Parole d’ordine: creatività, bellezza, innovazione e sostenibilità per un futuro del “fatto a mano” sempre più attrattivo e al passo con le nuove tendenze del gusto, dell’ambiente e del mercato.MIDA 2024, rappresenta un appuntamento irrinunciabile per quanti desiderino trascorrere una giornata intera all’interno di una Fortezza storica, nel centro di Firenze, in padiglioni e sale antiche e nei piazzali all’aperto fra le tante innovazioni dei vari settori merceologici (abbigliamento e accessori, complementi d’arredo, design e innovazione, oreficeria, gioielleria e bigiotteria, bellezza e benessere, artigianato internazionale, ecc.) e le infinite tentazioni della enogastronomia italiana e multietnica.530 gli espositori di questa edizione, in crescita del 18% rispetto al 2023, su una superficie complessiva di 34000 metri quadrati a conferma della forza attrattiva di MIDA per il lancio dell’artigianato contemporaneo. Saranno ancora una volta loro – imprese artigiane, designer, progettisti, giovani maker, start up – i veri protagonisti che si riprenderanno la scena in Fortezza sfoderando tutto il fascino della tradizione e la forza attrattiva di nuove soluzioni sostenibili e ipertecnologiche, per la gioia di un pubblico di appassionati e di operatori qualificati (65.000 i visitatori dell’ultima edizione).In aumento anche i paesi esteri partecipanti (sono 32 rispetto ai 28 del 2023). Fra questi: Belgio, Francia, Lituania, Polonia, Spagna, Turchia, Ecuador, Cina, Egitto, Costa d’Avorio, Giordania, India, Indonesia, Nepal, Pakistan, Perù, Siria, Singapore, Stati Uniti, Sud Africa, Thailandia, Ucraina e Vietnam.Novità assoluta dell’edizione 2024 sarà la contemporaneità con la 9ª edizione del Salone dell’Arte e del Restauro, il principale evento fieristico in Italia in campo della conservazione, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale artistico mondiale.«I numeri sono molto buoni quest’anno, perché dovremmo arrivare sui 530 espositori, quindi il 18% in più rispetto allo scorso anno – dice il presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini – e questo è un primo dato. Abbiamo fiducia che si possa anche concretizzare in un aumento dei visitatori, l’anno scorso furono 65.000, quest’anno speriamo che ve ne siano di più. Dal punto di vista della caratterizzazione, quest’anno ospitiamo anche la 9ª edizione del Salone dell'Arte e del Restauro, che è una cosa Nazionale, dove dietro c’è il Ministero della Cultura, e quindi aggiungere questo salone a quello di cui già dispone Mida è un fatto molto bello. Ovviamente c’è anche un tema che riguarda il rapporto tra Mida, Firenze Fiera e la città, perché questa iniziativa la mettiamo su grazie a una grande collaborazione, non solo da parte delle Istituzioni, in primis Regione, Camera di Commercio e Città d Firenze, ma anche di tutte quelle strutture a servizio dell’Economia dell’Artigianato che operano nella città e che ci danno una mano sempre volentieri, per realizzare eventi. Insomma, in ogni spazio della Fortezza, c’è qualcosa che vale la pena di essere visto, e noi speriamo di poterlo mettere in scena bene e di fare contenti i visitatori e le imprese».Ma continua, parlando di quello che può fare la politica per aiutare gli artigiani toscani affinché l’artigianato scongiuri il rischio di scomparire: «Ricorderò una cosa che mi venne in mente quando ero Parlamentare… io credo che i mestieri artigiani siano molto importanti per i giovani, ma spesso un giovane è scoraggiato da un carico fiscale terribile: quando uno apre un’azienda, soprattutto all’inizio, ha delle botte di tasse enormi. Io penso che, poiché l’artigianato è anche rappresentato nella nostra Costituzione ed è l’anima dell’Italia e segnatamente della città di Firenze, dovremmo avere più cura e più attenzione nel costruire un cuscinetto, magari triennale, di grandi vantaggi fiscali affinché i giovani imparino determinati mestieri, li facciano con amore e possano trarne vantaggi economici. Non tutti, poi, arriveranno a dama, ma sarebbe bello che una percentuale ci potesse arrivare senza essere scoraggiata fin dal primo giorno. Aggiungo infine che siamo all’edizione numero 88 della Mostra Internazionale Dell’Artigianato, quindi, Mida è una vecchietta che gli anni se li porta bene, perché la prima edizione fu del marzo del 1931. Quindi, a parte il periodo della Guerra e del Covid, se ne sono fatte tante. E questa è la mostra più antica d’Italia, e di questo siamo orgogliosi per tutti quelli che l’hanno pensata e per tutti coloro che ci hanno lavorato in questi anni».

Roberto Vecchioni presto in concerto a Pratolino: "La Toscana è casa mia"

E sul Pegaso d'Oro ricevuto: "Per me vale il Nobel"

Questo pomeriggio, Roberto Vecchioni, nella fantastica location del Parco Mediceo di Pratolino, ha incontrato la stampa per parlare della tappa che lo vedrà in concerto proprio al Parco Mediceo di Pratolino il prossimo 18 luglio, con il suo “Infinito Tour”, un grande spettacolo di canti, immagini e monologhi. Nell’occasione, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha consegnato al cantautore il Pegaso d’Oro, massimo riconoscimento dell’Istituzione: “Un premio che per me ha un valore straordinario – ha detto Roberto Vecchioni – un premio che per me vale quasi quanto il Nobel. Il Pegaso è un simbolo,la vittoria alata, l’andare in cielo, il muoversi tra le stelle, l’essere oltre le piccole cose di questa terra, e poi ha tutta la Toscana dentro, quindi l’amore per questa regione, per tutto quello che mi ha dato e ho tentato di darle, quindi posso dire solo grazie”.Lei e la Toscana, un rapporto che nasce da lontano e che è presente anche nelle parole di Una notte, un viaggiatore.“Non parlava proprio della Toscana, parlava di due giornate, una bella e una brutta, passate a Firenze. Un amore infranto, un’angoscia che ti prende, la voglia di scappare e tutto il resto. Ma la Toscana mi è nel cuore per tanti altri motivi, non solo per le canzoni. Per tutto: per chi ha dipinto in Toscana, per chi ha scritto in Toscana… in una parola, posso dire che sono onorato di ricevere questo premio. Ci sono tanti premi in Italia, ma questo è un premio che sia adatta al mio modo di essere, al mio carattere, che a volte è schivo e a volte è esageratamente pieno di parole, di gesti, di azioni, di voglia di vivere. E la Toscana ha l’una e le altre cose. Se sono arrivato a 80 in buona saluta, c’è anche un grande merito del piacere e del gusto dell’amore di vedere l’Italia, questo paese immenso, meraviglioso che in ogni cosa ti soddisfa e ti fa sentire un po’ sopra le altre Nazioni. E la Toscana  è il cuore dell’Italia. Il cuore di questa forza che dà forza. La Toscana è tutto: è città, è campagna, è vita, è cielo, sole, luce, donne, uomini, pianura, è storia. Tantissima storia! Pochissime regioni hanno una storia così immensa nel Medioevo e nel Rinascimento quanto Firenze e quanto la Toscana. Quindi qui mi trovo a casa”.Cosa si aspetta dal concerto del prossimo 18 luglio, qui, nel Parco della Villa Medicea?“Mi aspetto di fare il più bel concerto degli ultimi dieci anni. Lo voglio fare. Sarà lunghissimo, la gente dovrà annoiarsi, stufarsi e andarsene, perché io non mollo. Vedremo un po’ chi resiste, se io o gli altri… Qui ho molte nostalgie. Io ho cominciato in Toscana, negli anni Settanta ho cantato ovunque in Toscana e allora cantavo altre canzoni, molte sconosciute, le conoscono soltanto quelle dieci-ventimila persone che mi stanno seguendo da allora. E quelle canzoni le farò tutte. Rifarò le vecchie, vecchie canzoni, quelle degli anni Settanta e poi naturalmente andrò avanti con quelle degli anni Novanta, Duemila e tutto quanto. E chi resiste, resiste. Chi non resiste, vada ad un altro concerto – scherza – perché il mio è questo. Comunque, ripeto, sarà un lungo spettacolo. Questa soddisfazione, in Toscana, me la devo prendere. In un posto così, con il frescolino della sera, con tutta la gente davanti, con poche luci, recuperare una vita mia, nostra… non può durare poco. Voglio che la gente torni a casa all’alba piena di meraviglie dentro. Voglio che quella serata sarà indimenticabile”.Approfondisce il tema di quanto è ancora importante la poesia per i giovani…“L’argomento è complicatissimo, perché ci sono giovani e giovani. Però hanno bisogno di poesia. Hanno bisogno di questo altro vedere il mondo, di poterlo vedere come se lo immaginano, come lo sperano, come lo desiderano, come lo vogliono. Un po’ anche per dar forza agli altri e mettersi insieme, perché è importante, non si può stare da soli. Bisogna mettersi insieme e fare. Fare. Fare. Parlare tanto, ma fare significa altro. Fare azioni. Fare manifestazioni. Essere in piazza. Cantare alla vita. Dire le cose. Perché i vecchi diventano sempre più vecchi e sempre più c… e i giovani, invece, no. Molti giovani di oggi sanno cosa vorrebbero, cosa desiderano, non possono avere tutto, ma almeno una parte sì, perché è giusto”.In una recente intervista ha dichiarato che neanche ai tempi di Samarcanda vedeva nei suoi confronti tutto questo affetto e tanto amore. Perché secondo lei?“Perché ho avuto un’idea folgorante – che non ho avuto solo io – quella di rischiare di andare a Sanremo con una canzone quasi sconosciuta. Racconto un aneddoto: una signora, l’altro giorno, mi ha fermato per strada e mi ha detto: “Vecchio, lo sa che è bella quella sua nuova canzone che ha cantato a Sanremo”. Io le ho risposto: “Guardi che ha 25 anni…”. E lei ha detto: “Lei è molto gentile, ne ho 45…”. È finita così. Tornando al mio discorso… io sapevo che Sogna ragazzo sogna era una canzone totale, totale e di speranza per tutto il mondo, giovani, non giovani, tutti quanti, ma non aveva mai avuto quel greef, quel colpo che poteva meritarsi. E quando è arrivato Alfa, ragazzo straordinario, dolcissimo, bravo, praticamente ha sfondato una porta aperta. Gli ho detto sì, andiamo, dobbiamo emozionarci come due bambini. Dobbiamo raccontare alla gente che la vita è ancora questa. Io ti do il là, tu continui con il parlato, e vedrai che sarà un passaggio di consegne, di idee, di termini da un vecchio a un giovane e vedrai che faremo un colpo. E infatti così è stato. Da lì non mi sono più fermato, tanto che ho tanti concerti in programma”.

Alfa a Firenze: la rivelazione di Sanremo al Mandela Forum

Il 21 aprile chiuderà la prima parte del tour “Non So Chi Ha Creato Il Mondo Ma So Che Era Innamorato”

Questa mattina, al Mandela Forum di Firenze, Alfa, cantautore genovese che ha da poco partecipato al Festival di Sanremo con la sua “Vai!” e duettato con Roberto Vecchioni nella serata delle cover, ha incontrato la stampa in vista del suo concerto fiorentino del prossimo 21 aprile e che chiuderà la prima parte del tour “Non So Chi Ha Creato Il Mondo Ma So Che Era Innamorato”. Ecco quello che ha detto del tour (il suo primo nei palazzetti), della tappa fiorentina e di se stesso.Da Sanremo è partito il tuo primo nei palazzetti. Come ti senti?«Sono molto emozionato, è il mio primo tour nei palazzetti… io lo dico sempre, sei anni fa cantavo in una gelateria e il mio primo live l’ho fatto mentre chiedevano “stracciatella, pistacchio, coppetta…”, quindi fa strano arrivare nei palazzetti. Sono onorato di questo. E Firenze è sicuramente una delle tappe più importanti, visto che proprio qui, il 21 aprile, chiudiamo la prima parte del tour, quindi cerchiamo di sorprendere».Il titolo del tour è molto particolare, cosa vuoi esprimere con questa frase?«Che la vita è bella. Abbiamo vissuto tanta aggressività e tanta rabbia nel periodo di pandemia e nel post Covid, la mia generazione è molto ansiogena, però sto cercando di riportare, io come tante altre persone, un po’ di solarità, un po’ di bellezza».Cosa porterai in questo tour, a parte la tua musica, di te?«Considera che io, come racconto sempre, ho iniziato dalla mia cameretta, sul palco, in questo show un po’ teatrale, abbiamo costruito un’intera casa, con cucina, bagno, anche la mia stanza. Tutto questo perché, sì, sarei migliaia, ma sarà un po’ come fare una festa in casa nel soggiorno…».Nelle tue canzoni passate hai spesso parlato del bullismo, un’esperienza che vissuto in prima persona. Si può dire che sei un rapper un po’ sui generis visto che in realtà parli sempre di temi importanti e cose positive?«Diciamo che quella del bullismo è stata una parentesi che mi ha permesso di scrivere canzoni, perché la musica, per me, è stata un po’ l’alternativa sociale. E quindi ne parlo semplicemente perché so che ci sono un sacco di ragazzi che ci stanno passando e spero di essere per loro d’ispirazione».Temi importanti, ma alla base di tutto c’è l’amore…«Assolutamente, io sono innamorato dell’amore. Non sono innamorato di nessuno in questo momento, ma dell’amore tantissimo».È stata una rivincita, per te, arrivare a Sanremo dalla tua cameretta?«Sì, se penso da dove sono partito mi fa molto strano e mi onora. Però la mia è una storia di rivalsa sociale. Io non parlavo a scuola da piccolo e sono arrivato a cantare nei palazzetti, quindi…».La collaborazione con Roberto Vecchioni prosegue, in qualche modo?«Sì, si, dovrebbe venire in qualche mia data e io dovrei andare in qualche sua data. Il nostro connubio artistico, in realtà, è iniziato prima di Sanremo perché lui ha scritto la intro del mio disco, quindi ci conosciamo da un po’. Poi ho fatto amicizia coi suoi figli, abbiamo un rapporto speciale io e il Prof.».Essendo tu sempre stato un fan di Vecchioni, quanto ti ha fatto piacere questo connubio artistico?«Io sono nato perché i miei si sono innamorati con una canzone del Prof. Vecchioni, quindi sono su questo pianeta terra anche grazie a lui. Ma a parte questo, gli devo molto. I ragazzini crescono con dei poster di un o un altro cantante e io, nella mia famosa cameretta, avevo proprio il poster di Vecchioni, perché il mio papà me l’aveva regalato».Quindi, tu sogni… ragazzo…sogni…«Sì, sempre sempre. Tutti dovremmo sognare. Oggi abbiamo sempre un po’ paura di parlare di queste cose perché c’è molta disillusione, molto cinismo, però non c’è niente di male a sognare. Anche…».Questo tour, per te, è un punto d’arrivo ma anche di partenza, immagino.«Ovviamente, ho 23 anni e ancora tanti sogni da realizzare, ma sono molto superstizioso quindi se te li dico non succedono». I giovani oggi vivono nei social network. Ma quali sono le difficoltà più grandi, secondo te, che un ragazzo o una ragazza affrontano oggi?«I social hanno pro e contro. Io non avrei mai potuto fare questo lavoro senza social perché, essendo sempre stato molto timido, un talent per esempio non l’avrei mai potuto fare. I social sono chiaramente un mondo magico, molto interessante, ma bisogna capire che cosa è reale.  Secondo me ci sono un sacco di modi per riabbracciare la vita reale, per esempio, io quando mi sveglio la mattina, per un’ora non guardo il telefono. Mi permetto un attimo di capire dove mi trovo davvero. Perché altrimenti si rischia di essere intossicati».Sul palco fiorentino cosa ci farai sentire?«Ci saranno un po’ di ospiti, anche uno internazionale (se riusciamo) e spero di riuscire a invitare il Prof. Vecchioni, dico la verità. Se lo convinco, lo porto a mangiare bene e poi cantiamo insieme. Un appello ai fiorentini che verranno a vedermi il 21 aprile al Mandela Forum? Mettetevi qualcosa di giallo, da poter formare un mare giallo di persone durante il concerto».

'Da Fiorentino te ne sei andato'. Lo splendido striscione della Fiesole per Barone

La Curva Fiesole ha scelto di omaggiare così il dg gigliato

Il tifo organizzato della curva Fiesole ha voluto far sentire tutto il proprio affetto al compianto dg Barone presentandosi in massa al Viola Park con uno striscione struggente dedicato proprio allo scomparso dirigente. I tifosi hanno anche abbracciato con grande trasporto un commosso Rocco Commisso. 

Morte Barone, l'arrivo di Rocco Commisso

Tutto l'ambiente Fiorentina si stringe nel dolore per la perdita di Joe Barone

Rocco Commisso, insieme alla moglie Catherine, al fratello di Joe Barone e alcuni familiari e alcuni dirigenti di Mediacom sono atterrati a Firenze intorno alle 6.15. Rocco Commisso è apparso visibilmente provato in volto e stravolto dalla tragedia che ha colpito tutto l'ambiente Fiorentina.Tutto l'ambiente Fiorentina e lui personalmente, visto il rapporto di grande amicizia, fiducia e stima reciproca che c'era tra Rocco Commisso e Joe Barone.

Firenze, il Musart Festival si presenta

La kermesse, che si terrà dal 17 al 27 luglio 2024, trasloca al Parco Mediceo di Pratolino

È stato presentato quest’oggi, presso la Paggeria del Parco Mediceo di Pratolino, la nuova stagione del Musart Festival, in programma dal 17 al 27 luglio 2024, che quest’anno trasloca dal centro di Firenze. Infatti la kermesse fiorentina, che da otto anni a luglio ha animato piazza della Santissima Annunziata, quest’anno si sposta in un altro contesto straordinario, il Parco Mediceo di Pratolino, il parco paesaggistico più grande della Toscana che ospita il Colosso dell'Appennino - opera del Giambologna - inserito tra i siti patrimonio dell’Unesco.Lo spostamento dell’edizione 2024 del Musart Festival dal centro di Firenze al Parco Mediceo di Pratolino non è una decisione dell’ultimo minuto. Da tempo gli organizzatori stavano pensando a una location differente, per una evoluzione storico-culturale del progetto e (anche)per una questione climatica. Aumenterà anche il numero degli spettatori a ogni spettacolo. Infatti, se in centro a Firenze gli spalti ospitano circa 3.000 posti, nel Parco Mediceo di Pratolino, sulle colline della città, si potrà arrivare fino a 5.000 spettatori.Gli eventi in programmaPink Floyd Legend Orchestra della Toscana (il 17 luglio), Roberto Vecchioni (il 18 luglio), Loreena Mc Kennitt (il 21 luglio), Il Volo (il 22 luglio) e i Pooh (il 25 luglio) sono i primi nomi del Musart Festival 2024, la rassegna che porta a Firenze i protagonisti della musica e dello spettacolo. La prevendita dei biglietti online su TicketOne o nei punti vendita Box Office Toscana è partita. Per il concerto di Roberto Vecchioni i prezzi vanno da 28,75 a 57,50 euro, per Loreena McKennitt si parte da 40,50 per arrivare a 80,50 euro, per Il Volo i posti numerati vanno da 46,00 a 92,00 euro, così per il concerto dei Pooh. Per tutte le date è disponibile anche un Gold Pakage, che prevede biglietto di primo settore, catering con buffet e visite guidate al Parco Mediceo.Presenti alla conferenza stampa di presentazione del Musart Festiva:il presidente della Regione Toscana e delegato alla Cultura, Eugenio Giani; la consigliera delegata alla Cultura Città Metropolitana di Firenze, Letizia Perini; il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi; la vice sindaca e assessora alla Cultura del Comune di Firenze, Alessia Bettini; il sindaco di Vicchio e delegato alla Cultura Unione dei Comuni del Mugello, Filippo Carlà Campa; il sindaco di Scarperia e San Piero a Sieve e delegato al Turismo Unione dei Comuni del Mugello, Federico Ignesti; il presidente Unione dei Comuni del Mugello e sindaco di Dicomano, Stefano Passiatore; il sindaco di Marradi e delegato alla Montagna/Aree Interne Unione dei Comuni del Mugello, Tommaso Triberti; il vice presidente Fondazione CR Firenze, Oliva Scaramuzzi; il presidente Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida; il presidente AT-Autolinee Toscane, Gianni Bechelli; il presidente Associazione Culturale Musart, Claudio Bertini; il consigliere Associazione Culturale Musart, Massimo Gramigni.Interventi ospiti Musart Festival"Dopo il successo delle precedenti edizioni – spiega il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani - anche quest'anno Musart Festival si preannuncia ricco di sorprese, presentandosi al pubblico con un cartellone pieno di eventi di qualità, che come sempre porteranno in Toscana grandi nomi della musica e dello spettacolo di livello internazionale. E, da quest'anno, il festival lascia la splendida piazza rinascimentale della Santissima Annunziata, nel centro di Firenze, per spostarsi a Pratolino. Una location sicuramente più fresca, visto che Musart si svolge a luglio, ma anche un motivo di interesse in più per il pubblico che potrà visitare il grande Parco Mediceo, dove troneggia il colosso dell'Appennino opera del Giambologna, inserito tra i siti patrimonio dell'Unesco. Oltre ad offrire una suggestiva cornice e un assaggio di un inestimabile patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale, questa inedita location è in sintonia con quanto anche la Regione sta facendo per diffondere la cultura e la sua fruizione sul territorio. Un abbinamento virtuoso, di cui ringrazio l'associazione che organizza l'evento e che anche quest'anno, sono sicuro, regalerà emozioni e serate indimenticabili a chi vi parteciperà"."Il Parco di Pratolino accoglie volentieri Musart e gli spettacoli che vi saranno allestiti - spiega Letizia Perini, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Cultura e ai Parchi – È una rassegna coerente con gli obiettivi di valorizzazione paesaggistica, monumentale e culturale del Giardino delle Meraviglie, che con tanta tenacia abbiamo perseguito nel corso degli anni"."Posso finalmente dichiararmi contento per questa collocazione artistica di livello nel Parco Mediceo di Pratolino – aggiunge il sindaco di Vaglia Leonardo Borchi - per la cui valorizzazione e fruizione la mia Amministrazione si è sempre prodigata".“Una cultura senza confini che arriva ad abbracciare un ambito sempre più ampio –dichiara la vicesindaca e assessora alla Cultura e al turismo del Comune di Firenze, Alessia Bettini -: dal centro alle periferie, fino a coinvolgere tutto il territorio dell’ambito turistico fiorentino e dell’area metropolitana. È la visione che si riflette in questa nuova edizione di Musart, che offre un'opportunità straordinaria per immergersi nella musica e nello spettacolo di qualità in un contesto davvero unico come quello del Parco mediceo di Pratolino, in grado di trasformare ogni evento in un'esperienza magica. Un mix di generi musicali che si unisce all’impegno verso la sostenibilità ambientale e la valorizzazione dei tesori artistici di questo luogo straordinario, offrendo nuovi scenari e ampliando l'accessibilità culturale per far vivere la cultura in ogni parte del territorio”.“Crediamo in questa manifestazione – afferma la Vice Presidente di Fondazione CR Firenze Oliva Scaramuzzi – fin dalla sua prima edizione non solo per il suo valore culturale, ma anche perché ha contribuito moltissimo alla riqualificazione di Piazza Santissima Annunziata alla quale la Fondazione tiene moltissimo avendo sostenuto numerosi e significativi interventi che hanno interessato soprattutto il complesso della basilica. Il festival ha saputo coinvolgere, ricevendo una grande risposta, tutte le realtà pubbliche e private che si affacciano sulla piazza e siamo certi che anche in questo nuovo corso saprà valorizzare al meglio le bellezze e le caratteristiche del parco mediceo che è uno spazio davvero magico’’.“È un piacere per il Mugello collaborare per una rassegna culturale di qualità come quella di Musart Festival – aggiunge Stefano Passiatore, sindaco di Dicomano e presidente Unione dei Comuni del Mugello - offrire eventi culturali, in una cornice splendida come quella del Parco di Pratolino, valorizza quella bellezza che come territorio possiamo offrire. Una rapporto con MusArt che si rafforza e che vedrà aumentare gli eventi collaterali del Festival nei nostri comuni”.“Dopo otto edizioni, inauguriamo una nuova fase– dichiarano Massimo Gramigni e Claudio Bertini dell’associazione culturale Musart – figlia anche dei cambiamenti climatici. Entreremo al Parco di Pratolino in punta di piedi, con il rispetto che questo luogo richiede. Dagli allestimenti alla ristorazione, dalla mobilità alla riduzione dei consumi di acqua e plastica: abbiamo ripensato tutto, in una chiave ancora più eco-sostenibile. Il festival terrà fede al proprio nome, abbinando agli spettacoli visite guidate ai tanti tesori artistici del parco. Ci piace l’idea di presentare spettacoli in questo meraviglioso spazio dove già cinque secoli fa i Medici organizzavano i loro eventi estivi”.

Tuscany Hall cambia nome, da domani si chiamerà Teatro Cartiere Carrara

Nuovo amore che unisce ancora di più le sue attività al marchio storico dell'imprenditoria Toscana, per i prossimi 6 anni

Nuovo amore e nuova programmazione per il Tuscany Hall, ex Teatro Tenda di Lungarno Aldo Moro, a Firenze. Dal primo marzo 2024 si chiamerà Teatro Cartiere Carrara, collegando ancora di più le sue attività al marchio storico dell'imprenditoria Toscana, per i prossimi 6 anni. Nato nel 1978 come Teatro Tenda, lo spazio di Lungarno Aldo Moro è divenuto nel tempo un vero e proprio punto di riferimento per l'offerta culturale toscana. Nel 2002 il vecchio tendone lasciò posto a una struttura permanente, capace di accogliere fino a 2.30 persone, con un sistema modulare di allestimento per ospitare- oltre a concerti e spettacoli- anche convegni, fiere, concorsi, eventi gastronomici e molto altro ancora. Nel corso degli anni il palco è stato calcato dai più grandi nomi del panorama artistico internazionale, da Patti Smith a Ligabue, fino a Nick Cave, Sigur Ros, Moby, Muse, Simple Minds, Cesare Cremonini, Robert Plant, Joan Baez, Maneskin. Nei prossimi mesi in arrivo, tra gli altri, Fabio Concato (9/3), Angelo Pintus (12-14/4), Fulminacci (18/4) e l'attesissimo live di Angelina Mango (21/10), vincitrice dell'ultimo Festival di Sanremo.Grazie al sostegno di Cartiere Carrara e, dal 2017, di Banca Cambiano, il nuovo Teatro Cartiere Carrara sarà dunque - sempre più- sala polivalente di qualità, destinata pubblico, imprese, istituzioni e associazioni."È proprio in questo spirito di collaborazione con il territorio che la nostra azienda intende proseguire la partnership con quello che fu lo storico Teatro Tenda - dice Mario Carrara, vicepresidente di Cartiere Carrara -. Tradizione, qualità, ma anche pa popolarità della proposta del Teatro Cartiere Carrara si sposano perfettamente con la vision della nostra azienda, che affonda le proprie radici addirittura nel 1873 e che, oggi, grazie al lavoro e all'esperienza della nostra famiglia, rappresenta un punto di riferimento per l'economia toscana, oltre che nazionale. Legare il proprio nome a un luogo dove cultura e spettacolo sono di casa dimostra l'impegno di Cartiere Carrara per la comunità d'appartenenza, attraverso un sostegno concreto alla cultura, al talento e alle capacità imprenditoriali".Dicono Massimo Gramigni e Claudio Bertini di Teatro Tenda srl: "Ci piace pensare aCartiere Carrara e Banca Cambiano non come meri sponsor, ma partner preziosi. Si dice chegli amici si vedono nel momento del bisogno: ci teniamo a ricordare il sostegno di CartiereCarrara e Banca Cambiano durante la pandemia Covid, quando tutti i teatri erano chiusi e ilsentimento di incertezza sfiorava il disorientamento. Non dimentichiamo questi gesti elavoriamo affinché questo teatro continui a essere un riferimento culturale per tutta la cittae non solo".Nuovo Logo ufficiale

Amichevole Italia-Irlanda del Nord femminile al Viola Park termina a reti bianche

Per la capitana Sara Gama è stata l'ultima partita con la maglia azzurra

L’amichevole tra la Nazionale italiana di calcio femminile e l’Irlanda del Nord, che si è giocata questo pomeriggio presso lo Stadio Curva Fiesole del Viola Park a Bagno a Ripoli è finita 0-0.Una partita (la prima di una Nazionale che si è giocata al nuovo Centro Sportivo della Fiorentina) che è stata sicuramente probante in vista delle prossime imminenti qualificazioni agli Europei del 2025, contro un avversario in forte ascesa che attualmente occupa il 24° posto nel ranking FIFA e che ha stravinto il proprio girone di Nations League nella Lega B. E le azzurre del c.t. Soncin sono state volitive e hanno ben figurato, giocando una buona gara davanti al pubblico di Firenze. È mancato solo il gol, ma la prestazione c’è stata contro la fisicità della irlandesi.Quella di questo pomeriggio al Viola Park, inoltre, è stata l’ultima apparizione in azzurro di Sara Gama, la capitana della “Ragazze mondiali nel 2019", nonché campionessa d’Europa nel 2008 con l’Under 18. Infatti, prima della partita è stata omaggiata dal presidente della Figc Gravina e al 50’, quando è stata sostituita, ha ricevuto l’abbraccio simbolico di tutto lo stadio, con un grande applauso, ma anche quello pratico di tutte le sue compagne di squadra che si sono fermate, hanno raggiunto la zona del campo dove si effettuano le sostituzioni e le hanno concesso un’uscita d’onore applaudendola e abbracciandola una ad una. Gama ha chiuso la sua carriera azzurra con 140 presenze in Nazionale.Per quanto riguarda le viola-azzurre, invece, 90’ minuti li ha giocati Schroffenegger, mentre Michela Catena è entrata in campo al 65’ e Emma Severini al 76’. Tutto questo, davanti agli occhi di mister De La Fuente, presente in tribuna.

I grandi spettacoli in arrivo a Firenze: Angelina Mango, Mr Rain, Annalisa, Gazzelle, Alfa, Fulminacci…

La Molisana sostiene lo spettacolo e la cultura: un nuovo partner per Tuscany Hall e Prg

Angelina Mango, Annalisa, Gianna Nannini, Mr. Rain, Alfa, Baustelle, Subsonica, Angelo Duro, Luca Ravenna, Angelo Pintus... Solo alcuni big della musica e dello spettacolo in scena nei prossimi mesi a Firenze, grazie al sostegno di La Molisana, nuovo partner del teatro Tuscany Hall e dell’agenzia Prg.Storico pastificio che dal 1912 produce pasta di grano italiano e semole di alta qualità e di tenacità certificata, La Molisana sigla per la prima volta una partnership con una azienda e con uno spazio votati allo spettacolo e alla cultura. Senza dimenticare la solidarietà: nell’occasione, La Molisana donerà 2.000 chili dei suoi prodotti alla Fondazione Solidarietà Caritas Firenze, che da anni aiuta le persone più bisognose e svantaggiate.“Siamo felici di questa nuova collaborazione con Tuscany Hall e Prg – afferma Rossella Ferro, titolare e direttore marketing del pastificio La Molisana – La partnership ci consente di proseguire il nostro cammino nel solco della cultura e della solidarietà, sempre più convinti di quanto l’economia della conoscenza crei benessere sia a livello individuale che collettivo. Sostenere e promuovere la cultura è un atto prezioso di cura nella nostra società dominata sempre più dalla frenesia e dal consumismo”."Ringraziamo La Molisana per la generosità e la sensibilità dimostrate nei confronti di chi ha più bisogno. Ogni giorno solo alla nostra mensa cittadina di via Baracca si rivolgono 300-320 persone in cerca di un pasto (spesso l'unico del loro giornata) ma anche di una mano tesa e di ascolto. A loro si aggiungono le 220 persone che quotidianamente vanno a mangiare nelle 8 mense di quartiere, e le oltre 700 persone, tra cui molti minorenni, ospitate nelle strutture di accoglienza che gestiamo. Questa donazione ci aiuterà a garantire loro un piatto caldo" afferma Vincenzo Lucchetti, presidente di Fondazione Solidarietà Caritas di Firenze.“Voglio esprimere grande gratitudine a un’impresa familiare che ogni giorno mette in scena un vero e proprio spettacolo: 300 artisti e tecnici per produrre una pasta che racconta le nostre terre italiane. Ho avuto l’onore di visitare lo stabilimento di Campobasso. Ho visto i volti delle donne e degli uomini, una forza lavoro che assomiglia ai nostri tecnici. Ho visto le terre dove viene coltivato il grano e vedo tutti i giorni La Molisana sugli scaffali di casa e di Coop Firenze. È proprio uno spettacolo”, commenta Massimo Gramigni, presidente del Tuscany Hall Firenze.I grandi spettacoli del Tuscany Hall ripartono il 27 febbraio con “Symphonika On The Rock”, grandi classici del rock arrangiati per band e orchestra. Il primo marzo spazio al principe della risata, Uccio De Santis. Il 2/3 arriva Pupo, il 4 e il 5/3 l’ironia corrosiva di Angelo Duro, il 9/3 Fabio Concato in concerto, il 12/3 “Music is Coming”, le celebri colonne sonore del cinema fantasy interpretate dall’orchestra Lords of The Sound. Tre date per Angelo Pintus, dal 12 al 14 aprile, Fulminacci in concerto il 18/4 mentre l’attesissimo live di Angelina Mango è fissato per il 21 ottobre.E ancora, al Teatro Verdi in arrivo Massimo Ranieri il 6/3, Levante il 18/3, Amedeo Minghi il 26/3, Baustelle l’8/4, Samuele Bersani il 17/4, Giovanni Allevi il 27/10.Dal palco del Festival di Sanremo a quello del Mandela Forum: Gazzelle il 21/3, Annalisa il 6/4, Alfa il 21/4, Mr. Rain il 28/11, Alessandra Amoroso il 12/12. Sempre al Mandela, il grande ritorno di Gianna Nannini, il 14/12.I biglietti per questi spettacoli sono in prevendita nei punti vendita Box Office Toscana http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita (tel. 055.210804) e online su www.ticketone.it.Info tel. 055.667566 - 055.65.04.112 - www.bitconcerti.it – www.tuscanyhall.it.

Fiorentina femminile, niente sorpasso sulla Juve. Ma la gara è positiva

Finisce in pareggio il big match contro le bianconere

Il big match del campionato finisce 2-2. La Fiorentina si porta sul 2-1, s’illude di poter ottenere la prima vittoria storica sul campo della Juventus (dove non ha mai vinto in campionato in 8 partite), poi viene raggiunta a un quarto d’ora dalla fine. Le gigliate, dunque, non riescono a effettuare il sorpasso in classifica ai danni della stessa Juventus, pur rimanendo terze e salendo a 32 punti (a -2 dalla Juve e a -7 dalla capolista Roma). Il pareggio ottenuto alla fine di questa 14ª giornata, comunque, non pregiudica il sogno e obiettivo dichiarato di qualificarsi alla prossima Champions League. Anche se la strada è ancora lunga e tortuosa, visto che mancano altre 4 partite alla fine della Regular Season della serie A femminile e, dopo, verrà giocata la Poule Scudetto. Ma la grinta e mentalità sono quelle chieste da De La Fuente. E sono quelle giuste. Così come sono giusti i piedi di Madelen Janogy, che ha trascinato la Fiorentina per 70’ contro Bonansea e compagne, allo Stadio La Marmora-Pozzo di Biella.AVANTI - Al 20’ del primo la Fiorentina passa in vantaggio proprio con Janogy che, servita con una palla filtrante di Hammarlund - brava a proteggere spalle alla porta e con tre avversarie addosso il pallone e a servire la compagna - si trova a tu per tu con Peyraud Magnin e la infila con precisione e freddezza. Alla sua prima gara da titolare, la svedese arrivata a rinforzare la rosa di De La Fuente nel mese di gennaio, conta già 3 gol in 4 partite tra campionato e Coppa Italia.RIACCIUFFATE - Pareggio (quasi) immediato della Juventus che al 26’ realizza l’1-1 con Grosso. Ma Janogy è inarrestabile e mette a segno la sua doppietta personale, riportando la Fiorentina in vantaggio al 32’: bella la ripartenza di Vero Boquete che, dopo un paio di dribbling ai danni delle avversarie, vede e serve sulla sinistra la corrente Faerge, cross in area dove Janogy c’è, controlla e calcia potente di destro per la sua prima doppietta in serie A e, soprattutto, per 2-1 viola, risultato sul quale le due squadre sono andate a riposo. Ora, le reti segnate dall’attaccante svedese da quando è arrivata a Firenze il 3 gennaio scorso, sono 4 in 4 gare.REAZIONE - Nella ripresa, la Juventus prova a premere sull’acceleratore, mentre la Fiorentina cerca di difendere il vantaggio. Anche se al 73’, un retropassaggio sbagliato della difesa regala sui piedi di Beerensteyn la palla del possibile pareggio, ma Schroffenegger con un grande intervento, con la punta delle dita, salva la Fiorentina.  Pareggio che arriva poco dopo, al 74’, quando la nuova entrata Echegini, servita in area, in caduta, riesce a colpire la palla di interno destro e a cercare il palo lontano dove Schroffenegger, questa volta, non può arrivare. È il 2-2.RIPRESA - Nei secondi 45 minuti si è vista molto più la Juventus, che addirittura, dopo il pareggio, ha cercato di accelerare i tempi per provare a vincere la partita. Andando più volte al tiro con Beerensteyn, con Girelli e con Echegini. Dall’altra parte, la Fiorentina non si è più resa pericolosa, soprattutto dopo l’uscita dal campo di Janogy e Hammarlund per Mijatovic e Longo al 70’.BUON PUNTO - La partita finisce 2-2. Il sorpasso ai danni della Juventus non c’è stato, ma le viola hanno dimostrato di potersela giocare alla pari. E che il sogno qualificazione Champions League è assolutamente alla portata della squadra di De La Fuente.