Parte domani, 18 luglio, Amor Fabulas - Interludio, il nuovo tour di Max Gazzè, che attraverserà i principali festival estivi e le location più suggestive d'Italia. Il secondo atto di Amor Fabulas arriva dopo il suo Preludio, che ha già viaggiato con successo nei teatri. Proseguimento del precedente per connessioni e racconti, l'Interludio sarà anche fonte di tante novità che tracceranno un percorso musicale da scoprire. Tra i nuovi elementi c'è la scaletta: Gazzè regalerà al suo pubblico tantissimi brani suonati dal vivo per la prima volta. E nuovo sarà anche il vestito che Max cucirà addosso alle sue canzoni, grazie a una formazione ricca di strumenti. Con lui sul palco il vibrafono di Marco Molino, la fisarmonica di Manuel Petti, i fiati e la chitarra di Max Dedo, quella di Daniele Fiaschi, l'autoharp e le voci di Greta Zuccoli e il pianoforte di Sunhee You.
Parte integrante dello spettacolo sarà la scenografia del tutto inedita: un'installazione artistica di Francesco Filosa, dal titolo The Sound Energy. Suoni e connessioni sono gli elementi fondanti di un disegno scenico in cui lo spettatore è parte integrante di una rappresentazione visiva che ha propulsioni e origini ancestrali. The Sound Energy è il micro-universo metaforico dentro il quale la musica prende vita: al centro della scena è collocato un disco luminoso rappresentante Sirio, la stella più brillante del cielo, visibile da ogni angolo della Terra; la luce viene spezzata solo da una opportunità di trasmissione e condivisione, incarnate dall'aerofono, artisticamente riprodotto da Filosa e ispirato a quelli della Seconda Guerra mondiale. Così, quello che in campo militare era un intensificatore di suoni, che permetteva di captare i rumori a lunga distanza e individuare la direzione di provenienza di aerei nemici, qui diventa uno strumento per amplificare suoni, luci e suggestioni. Questo elemento prenderà vita durante il concerto: da esso si propagheranno dei fili luminosi collegati a ciascuno strumento musicale.
Parte integrante dello spettacolo sarà la scenografia del tutto inedita: un'installazione artistica di Francesco Filosa, dal titolo The Sound Energy. Suoni e connessioni sono gli elementi fondanti di un disegno scenico in cui lo spettatore è parte integrante di una rappresentazione visiva che ha propulsioni e origini ancestrali. The Sound Energy è il micro-universo metaforico dentro il quale la musica prende vita: al centro della scena è collocato un disco luminoso rappresentante Sirio, la stella più brillante del cielo, visibile da ogni angolo della Terra; la luce viene spezzata solo da una opportunità di trasmissione e condivisione, incarnate dall'aerofono, artisticamente riprodotto da Filosa e ispirato a quelli della Seconda Guerra mondiale. Così, quello che in campo militare era un intensificatore di suoni, che permetteva di captare i rumori a lunga distanza e individuare la direzione di provenienza di aerei nemici, qui diventa uno strumento per amplificare suoni, luci e suggestioni. Questo elemento prenderà vita durante il concerto: da esso si propagheranno dei fili luminosi collegati a ciascuno strumento musicale.
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