'Riconosciuta la competenza della Regione in materia di tutela della salute' scrive il consigliere regionale dem

"La conferma della legittimità della legge sul fine vita è una doppia vittoria, un riconoscimento storico per la Toscana che non arretra sulla tutela dei diritti e della dignità umana. La Corte Costituzionale ha rigettato l'impugnativa del Governo Meloni, riconoscendo che questa norma rientra pienamente nelle competenze legislative della Regione in materia di tutela della salute, potendo stabilire regole organizzative e procedurali uniformi oltre che garantire la gratuità dell'accesso al suicidio medicalmente assistito". Questo il commento alla sentenza del consigliere regionale del Partito democratico Iacopo Melio.
    
"Voglio dedicare questa ulteriore posizione netta, in linea con le sentenze del 2019 e del 2024, alle persone come Daniele Pieroni, il primo a esercitare questo diritto proprio grazie alla nostra legge e con il quale ero personalmente in contatto: tutte storie che mi hanno spinto, insieme all'Associazione Coscioni, ai colleghi e alle colleghe del Consiglio regionale, a raccogliere le 70.000 firme per approvare questa legge di civiltà, garantendo il diritto all'autodeterminazione fino alla fine. Ammetto, sono emozionato come nel giorno del voto in Aula. Mi hanno e ci hanno chiamati assassini soltanto per aver risposto, con responsabilità e senza forzature, a un grave vuoto nazionale. Ora - conclude Melio - il Parlamento non ha più scuse, ha il dovere di costruire una legge organica, nel rispetto delle persone malate in modo irreversibile e che chiedono soltanto di poter scegliere per se stesse, senza dover più aspettare tra atroci sofferenze. Personalmente, continuerò a condividere la voce di tutte e tutti loro"
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