Una sfida ambiziosa che punta a fare del Centro Italia un modello nazionale di sostenibilità integrata

Un progetto ambizioso, integrato e orientato al futuro: i Consigli di Amministrazione di Alia ed Estra hanno approvato il nuovo Piano Industriale 2025-2029 della Multiutility Toscana, un’iniziativa destinata a trasformare in profondità i servizi pubblici nell’Italia centrale, mettendo al centro sostenibilità, innovazione e territorio.

Con 2,5 miliardi di euro di investimenti in cinque anni, il piano rappresenta la spina dorsale della transizione ecologica per Toscana e aree limitrofe, puntando su una crescita integrata dei settori ambiente, energia e acqua.

Crescita sostenibile e creazione di valore condiviso
Il piano mira a generare e redistribuire valore economico, sociale e ambientale, promuovendo un’offerta unificata e digitale che semplifica la vita di cittadini, imprese e istituzioni. Si prevedono 785.000 MWh di energia verde prodotta, un incremento di oltre il 300% delle materie rigenerate, una gestione più efficiente delle risorse idriche e un taglio del 33% alle emissioni di CO₂ dei mezzi aziendali entro il 2029.

Tra le novità, anche la cosiddetta “città spugna”, pensata per migliorare l’equilibrio idrogeologico, e un sistema di loyalty green per premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini nella raccolta differenziata.

Un unico interlocutore per tutti i servizi
Per la prima volta, in Toscana, cittadini e aziende avranno un interlocutore unico per i servizi ambientali, energetici e idrici. Il nuovo modello organizza l’offerta su tre Business Unit e digitalizza i processi, centralizzando l’assistenza, la fatturazione e la relazione con l’utente. Obiettivo: efficienza, minori costi e maggiore qualità del servizio.

Investimenti strategici e solidità finanziaria
Il valore dell’Equity della Multiutility, nata nel 2022, è già salito a 1,2 miliardi e punta a raggiungere 1,8 miliardi entro il 2029, grazie a una crescita dell’Ebitda da 400 a 648 milioni. Il piano si fonda su un bilanciamento tra sviluppo industriale e disciplina finanziaria, con un rapporto Pfn/Ebitda sotto controllo (2,1x nel 2024).

Gli investimenti saranno così ripartiti:

1,1 miliardi per la Business Unit Energia, con oltre 520 MW di nuovi impianti fotovoltaici, smart cities e innovazioni nel gas (come il biometano e l’intelligenza artificiale per la rete).
0,9 miliardi alla Business Unit Idrico, per il riuso delle acque, il contrasto ai cambiamenti climatici, l’efficienza energetica e 240.000 nuovi contatori smart.
500 milioni alla Business Unit Ambiente, per aumentare la capacità di trattamento interna dal 74% al 93%, introdurre la tariffa puntuale e valorizzare i materiali riciclati.
59 obiettivi ESG e coinvolgimento dei cittadini
Il piano individua 59 obiettivi ESG chiave, distribuiti su tre assi strategici: trasformazione, valorizzazione del capitale umano e impatto positivo sui territori. L’offerta sarà sempre più on demand, con strumenti digitali che rendono il cittadino parte attiva della transizione ecologica.

Le dichiarazioni

Alberto Irace, AD di Alia, ha sottolineato: “Non siamo la somma di soggetti diversi, ma una piattaforma unica che mette in rete energia, acqua e ambiente per una crescita sostenibile”.

Lorenzo Perra, presidente di Alia, ha dichiarato: “Investiamo per servizi sostenibili non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Al centro ci sono le persone e i territori”.

Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra, ha definito il piano “un’infrastruttura strategica per accompagnare cittadini e imprese nella transizione ecologica”, mentre Nicola Ciolini, AD di Estra, ha ricordato l’obiettivo di trasformare l’energia in “un’infrastruttura sociale che guarda a un futuro più sicuro ed efficiente
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies