"Il Servizio sanitario toscano continua ad assicurare prestazioni di elevato livello", ma "questo standard qualitativo non appare più sostenibile senza l'apporto delle ingenti risorse aggiuntive che la Regione ha reperito principalmente attraverso la manovra fiscale". E' quanto afferma la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, secondo cui le perdite del Ssr per il 2024 ammontano a oltre 160 milioni di euro.
"In mancanza di un adeguamento del finanziamento istituzionale - si legge nella relazione al giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Toscana relativo all'esercizio finanziario 2024 -, le risorse aggiuntive regionali non saranno in grado di ripristinare l'equilibrio economico del Servizio sanitario e dell'esercizio di competenza, dovendo essere in massima parte destinate al ripiano delle perdite pregresse", ed è quindi "indispensabile che la Regione garantisca una gestione trasparente del perimetro sanitario".
Rimane invece ancora irrisolta, sostiene la sezione, la questione relativa al finanziamento dell'Arpat, tuttora quasi esclusivamente a carico del fondo sanitario, anche se la Corte costituzionale "ha stabilito che il Fondo sanitario può finanziare esclusivamente le attività relative ai Livelli essenziali di assistenza (Lea)". Di conseguenza, nella precedente Relazione di parificazione era stato richiesto alla Regione di ridefinire il finanziamento di Arpat, ma esso "non è stato adeguato alle indicazioni ricevute, rimanendo invariato rispetto agli anni precedenti".
"In mancanza di un adeguamento del finanziamento istituzionale - si legge nella relazione al giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Toscana relativo all'esercizio finanziario 2024 -, le risorse aggiuntive regionali non saranno in grado di ripristinare l'equilibrio economico del Servizio sanitario e dell'esercizio di competenza, dovendo essere in massima parte destinate al ripiano delle perdite pregresse", ed è quindi "indispensabile che la Regione garantisca una gestione trasparente del perimetro sanitario".
Rimane invece ancora irrisolta, sostiene la sezione, la questione relativa al finanziamento dell'Arpat, tuttora quasi esclusivamente a carico del fondo sanitario, anche se la Corte costituzionale "ha stabilito che il Fondo sanitario può finanziare esclusivamente le attività relative ai Livelli essenziali di assistenza (Lea)". Di conseguenza, nella precedente Relazione di parificazione era stato richiesto alla Regione di ridefinire il finanziamento di Arpat, ma esso "non è stato adeguato alle indicazioni ricevute, rimanendo invariato rispetto agli anni precedenti".
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