La maggioranza di governo in Regione rischia di spaccarsi sulla questione aeroporto. Il Centrodestra ha preparato il trappolone e lo sfrutta in chiave nazionale

Campo Largo, pista stretta. Potremmo metterla così, con una battuta che in realtà non scatena chissà quali e risate. Anzi. Perché alla fine “tutti i nodi vengono al pettine” e soltanto un ingenuo (o illuso) poteva pensare che a Roma il governo di centrodestra non avrebbe infilato il coltello nella piaga alla prima occasione utile. E così, con buona pace della maggioranza regionale che in campagna elettorale si era tenuta alla larga dai temi relativi allo sviluppo dell’aeroporto di Peretola (“tanto non ci sarà più niente da votare”, dicevano….) puntuale, è arrivata la grana. 

“Colpa” del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che, guarda un po’ la casualità, proprio in avvicinamento alla campagna elettorale per le Politiche, ha chiesto alla Regione un contributo istruttorio sul quale si è dovuta esprimere la Giunta e al quale gli assessori al lavoro Alberto Lenzi (Avs) e all'ambiente David Barontini (Movimento 5 Stelle) hanno espresso voto contrario. 

“Poco male, in Consiglio non ci sarà alcun voto”, ha minimizzato Il Presidenre Giani. Della serie: chissenefrega se su uno dei temi fondamentali per il futuro della Toscana siamo spaccati. E poi occhio, perché una mossa di Marco Stella (Forza Italia) potrebbe invece costringere il Consiglio ad un voto. E a quel punto? Cosa accadrebbe? Immaginiamo la risposta del Governatore: “Meglio non pensarci”.

Il punto però è un altro, e si proietta ovviamente sulle prossime elezioni per il Governo Nazionale. Perché la vicenda Peretola è nulla in confronto alla spaccatura sul sostegno all’Ucraina e sulla politica estera e il centrodestra, con queste mosse, vuol prendere la Toscana come esempio (negativo) da portare all’elettorato. Come dire: “Non trovano un accordo su una pista di aeroporto, come possono trovarlo su macro questioni molto più importanti e divisive?”. Un trappolone tanto prevedibile quanto pericoloso, nel quale il Campo Largo sta cadendo con tutte le gambe. 

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