LA BRUTTA STORIA DEL CIRIBÉ A CUI SCRIVERE UN FINALE DIVERSO
La pizzeria del Ponte di Mezzo sta per chiudere senza che il Circolo ARCI accetti confronti o dia spiegazioni. Fermiamoci finché siamo in tempo
Quante volte si sente dire o si legge che, a Firenze, mancano o stanno sparendo tutte le realtà “di quartiere”? Quante volte si sente dire o si legge del rischio che dopo il centro storico anche la periferia si “venda” al turismo o alla rendita? In quanti, tra politici, sociologi, esperti veri o presunti, comitati di quartiere e compagnia cantante hanno urlato e urlano la loro voglia di “salvare Firenze”? Tante parole, tanta fuffa. E nel concreto? Nel concreto accadono poi storie come quella del Ciribé. La pizzeria di Via Forlanini (Ponte di Mezzo, nel cuore del Quartiere 5) gestita da Maurizio Matta (presidente degli Azzurri del Calcio Storico) che ora, a meno di clamorose e improvvise svolte, sarà costretta a chiedere e, soprattutto, a mandare a casa 14 dipendenti. Il motivo? Nessuno lo sa. O meglio. La spiegazione data (mai pubblicamente) é in una morosità presunta, mai dimostrata (nemmeno in tribunale) e anzi, sempre puntualmente smentita dalle carte e dai documenti presentati da Matta stesso. Diceva il tale. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca “ e qua il pensiero, viste le richieste del passato, viene automatico. Vuoi vedere (domanda retorica) che il Circolo ha trovato qualcuno disposto a pagare un affitto più alto? Se è così, prima di tutto, sarebbe il caso di dirlo. E perché no: sedersi ad un tavolo (al quale i massimi rappresentanti del consiglio non si sono mai presentati) con Matta per cercare un accordo che permetta al Ciribé di andare avanti. Lo chiede il quartiere (più di 2.000 firme raccolte e decine e decine di striscioni apparsi in queste settimane) e lo impone il buonsenso. Perché quel ristorante/pizzeria non é solo un luogo dove passare una bella serata in compagnia. É un presidio sociale, in una zona spesso a rischio anche per la delinquenza, e iper attivo per aiutare gli altri. Un esempio? Il prossimo 3 febbraio, al Ciribé, si raccoglieranno fondi per le famiglie della TMA. Di cosa si tratta? Una terapia multisistemica in acqua basata sulla relazione tra operatori e bambini/ragazzi con disabilità. Davvero, vogliamo spazzar via tutto questo? Sappiamo che il Comune (il PD ha sede esattamente di fianco a quei locali e all’interno di quel circolo) si é speso direttamente e ha già parlato con Maurizio Matta. Di risultati però nemmeno l’ombra è a breve, questione di giorni, partirà la cassa integrazione dei dipendenti e, il Ciribé, chiuderà per lasciare spazio non si sa a chi o cosa. Davvero, il consiglio del circolo, vuole che vada a finire così? Noi siamo qua, esattamente come Maurizio e tutto il Ponte di Mezzo. In attesa di risposte, e pronti al dialogo.