Aggiornamento 14.20: Secondo quanto spiegato dai militari, le indagini "sono state particolarmente difficoltose sin dalle prime battute vista la scarsa collaborazione dei principali protagonisti della vicenda che spesso avevano precedenti penali anch'essi". Gli investigatori, si spiega inoltre, "hanno incontrato una certa reticenza a collaborare sia nelle persone informate sui fatti direttamente legate alla vittima che nelle poche presenti sul posto, in quanto avventori di un noto locale etnico del centro storico, nel quale si trovava la vittima nei minuti precedenti l'aggressione".
Un'aggressione a colpi di machete avvenuta la notte del 18 aprile scorso ridusse in fin di vita un 30enne, due arresti a Prato. I due si trovano nel carcere della Dogaia.
La misura cautelare disposta dal gip del tribunale su richiesta della procura della Repubblica di Prato per tentato omicidio in concorso è stata eseguita lo scorso sabato scorso dai carabinieri. L'aggressione ai danni dell'uomo, marocchino, avvenne intorno all'una di notte lungo via Carradori, dove un gruppetto di almeno cinque persone, verosimilmente di origine nordafricana, spiegano gli investigatori in una nota, avevano rintracciato nei pressi di un bar della zona un loro connazionale.
Questi uscito dal locale era stato aggredito a colpi di machete alla testa e al corpo, colpi che gli provocarono lesioni quasi mortali. I rumori risvegliarono diversi abitanti della zona che, loro malgrado, si trovarono testimoni di un fatto di sangue. Il ferito, soccorso, fu trasportato all'ospedale di Prato e poi trasferito a Careggi dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che scongiuro' la morte.
Il lavoro dei carabinieri ha permesso di raccogliere molti indizi, suffragati dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, che hanno portato alla richiesta cautelare avallata poi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Prato e confermata in sede interrogatorio di garanzia svolto nei confronti dei due arrestati. Le indagini procedono ancora alla ricerca degli altri componenti del gruppo ed alla verifica di connessioni con alcuni eventi meno cruenti avvenuti in città nel medio periodo che potrebbero essere connessi alla vicenda, concludono i militari.
Un'aggressione a colpi di machete avvenuta la notte del 18 aprile scorso ridusse in fin di vita un 30enne, due arresti a Prato. I due si trovano nel carcere della Dogaia.
La misura cautelare disposta dal gip del tribunale su richiesta della procura della Repubblica di Prato per tentato omicidio in concorso è stata eseguita lo scorso sabato scorso dai carabinieri. L'aggressione ai danni dell'uomo, marocchino, avvenne intorno all'una di notte lungo via Carradori, dove un gruppetto di almeno cinque persone, verosimilmente di origine nordafricana, spiegano gli investigatori in una nota, avevano rintracciato nei pressi di un bar della zona un loro connazionale.
Questi uscito dal locale era stato aggredito a colpi di machete alla testa e al corpo, colpi che gli provocarono lesioni quasi mortali. I rumori risvegliarono diversi abitanti della zona che, loro malgrado, si trovarono testimoni di un fatto di sangue. Il ferito, soccorso, fu trasportato all'ospedale di Prato e poi trasferito a Careggi dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che scongiuro' la morte.
Il lavoro dei carabinieri ha permesso di raccogliere molti indizi, suffragati dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, che hanno portato alla richiesta cautelare avallata poi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Prato e confermata in sede interrogatorio di garanzia svolto nei confronti dei due arrestati. Le indagini procedono ancora alla ricerca degli altri componenti del gruppo ed alla verifica di connessioni con alcuni eventi meno cruenti avvenuti in città nel medio periodo che potrebbero essere connessi alla vicenda, concludono i militari.
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