Mazzeo: 'Più semplice e umano accesso ai servizi sociosanitari'

Approvata con 22 voti favorevoli dal Consiglio della Toscana la pdl 249 sul 'Riordino del sistema della presa in carico della persona anziana non autosufficiente e della persona con disabilità' che modifica la legge regionale 66/2008 che istituiva il fondo per la non autosufficienza.
    
Per il presidente del Consiglio Antonio Mazzeo "è una riforma importante, che aggiorna e rafforza un sistema pensato per essere vicino a chi ha più bisogno. Con questa legge ridefiniamo l'accesso ai servizi sociosanitari, rendendolo più semplice, integrato, umano. Lo facciamo attraverso strumenti concreti come i Punti unici di accesso (Pua), le Unità di valutazione multidisciplinare e due innovazioni fondamentali: il progetto di vita per le persone con disabilità e il progetto di assistenza individualizzato per le persone anziane". Nel ribadire la soddisfazione per il via libera dell'aula, Mazzeo parla di "una Toscana che si prende cura, che riconosce diritti e ascolta i bisogni. Nessuno deve sentirsi solo, mai. E le istituzioni hanno il dovere di costruire risposte giuste, personalizzate, fondate sul rispetto e sulla dignità della persona. È questo il senso della legge che abbiamo approvato. È questa la Toscana in cui credo".

    
Non ha partecipato al voto il M5s, con la capogruppo Irene Galletti: "Pur condividendo l'obiettivo di riorganizzare il sistema di assistenza, riteniamo che il testo approvato sia debole nei contenuti e manchi delle condizioni necessarie per incidere concretamente sulla vita delle persone - commenta l'esponente pentastellata -. La legge infatti si basa su un principio di neutralità finanziaria, senza prevedere risorse aggiuntive, e questo rende la riforma inevitabilmente insufficiente a coprire le reali necessità degli aventi diritto". Tra le criticità, spiega Galletti, "la mancanza di risorse strutturate, tempi certi per la presa in carico, una definizione chiara di come deve agire un case manager" e anche "la decisione di aggiornare il Consiglio regionale solo ogni tre anni, e non più ogni anno, che indebolisce il monitoraggio sull'attuazione della legge".
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