Per il secondo anno consecutivo, la Fondazione Tender to Nave Italia Ets ha selezionato il progetto presentato dall'Asl Toscana centro, intitolato "Navigando le onde emotive: comprendere e affrontare il disturbo dell'umore in adolescenza". Salperà il 27 maggio dal porto di Gaeta il brigantino della Fondazione "Tender to Nave Italia" con a bordo un gruppo di adolescenti in carico al Servizio salute mentale infanzia adolescenza della zona Empolese Valdarno inferiore, un team multidisciplinare dell'Asl, l'equipaggio della Marina Militare e il personale scientifico della Fondazione.
Saranno coinvolti ragazzi tra i 13 e i 17 anni con disturbi dell'umore, si spiega in una nota, che possono associarsi ad autismo di livello 1, ansia, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi dissociativi, psicosi o disabilità intellettiva lieve, molti dei quali vivono in situazioni di fragilità familiare o abbandono scolastico. Il progetto è stato presentato dalle Direzioni dipartimento salute mentale e del Dipartimento servizi sociali e prevede tre fasi: una iniziale preparatoria con attività propedeutiche, il periodo di navigazione (imbarco) e una fase conclusiva di rielaborazione e consolidamento dell'esperienza.
Ogni fase prevede interventi mirati al gruppo di ragazzi e alle loro famiglie guidate da un'equipe multidisciplinare di neuropsichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali ed educatori professionali dell'Asl. Dal 2007, per iniziativa della Fondazione "Tender to Nave Italia", in collaborazione con la Marina Militare e con il sostegno di numerosi sostenitori, il brigantino di proprietà della Fondazione promuove attivamente questa iniziativa.
La sinergia tra i programmi terapeutici realizzati a terra e quelli condotti a bordo del brigantino rappresenta un elemento essenziale del percorso. L'esperienza di navigazione costituisce infatti un momento centrale dell'intervento, offrendo un contesto dinamico e stimolante, coerente con un approccio terapeutico orientato agli interventi outdoor. In questo ambiente intensivo si concentrano alcuni degli obiettivi chiave del trattamento, finalizzati al miglioramento del benessere psico-fisico e alla promozione del processo di cura.
"La finalità è promuovere il coinvolgimento attivo degli adolescenti nel proprio percorso di cura", dichiara il dott. Alessio De Ciantis, neuropsichiatra infantile e responsabile del progetto.
Saranno coinvolti ragazzi tra i 13 e i 17 anni con disturbi dell'umore, si spiega in una nota, che possono associarsi ad autismo di livello 1, ansia, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi dissociativi, psicosi o disabilità intellettiva lieve, molti dei quali vivono in situazioni di fragilità familiare o abbandono scolastico. Il progetto è stato presentato dalle Direzioni dipartimento salute mentale e del Dipartimento servizi sociali e prevede tre fasi: una iniziale preparatoria con attività propedeutiche, il periodo di navigazione (imbarco) e una fase conclusiva di rielaborazione e consolidamento dell'esperienza.
Ogni fase prevede interventi mirati al gruppo di ragazzi e alle loro famiglie guidate da un'equipe multidisciplinare di neuropsichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali ed educatori professionali dell'Asl. Dal 2007, per iniziativa della Fondazione "Tender to Nave Italia", in collaborazione con la Marina Militare e con il sostegno di numerosi sostenitori, il brigantino di proprietà della Fondazione promuove attivamente questa iniziativa.
La sinergia tra i programmi terapeutici realizzati a terra e quelli condotti a bordo del brigantino rappresenta un elemento essenziale del percorso. L'esperienza di navigazione costituisce infatti un momento centrale dell'intervento, offrendo un contesto dinamico e stimolante, coerente con un approccio terapeutico orientato agli interventi outdoor. In questo ambiente intensivo si concentrano alcuni degli obiettivi chiave del trattamento, finalizzati al miglioramento del benessere psico-fisico e alla promozione del processo di cura.
"La finalità è promuovere il coinvolgimento attivo degli adolescenti nel proprio percorso di cura", dichiara il dott. Alessio De Ciantis, neuropsichiatra infantile e responsabile del progetto.
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