Cecilia Del Re: “Diamo concretezza alla volontà di confrontarsi e di stare insieme, perché non si può fare politica solo sui social: bisogna farlo di persona, creando una comunità”

Due giornate intense, di approfondimento, confronto e partecipazione. L’11 e il 12 settembre il Circolo ricreativo di Pozzolatico ha ospitato PubblicaMente, la festa organizzata da Firenze Democratica, che ha riunito esperti, associazioni, amministratori e cittadini attorno ai grandi temi dell’attualità, della politica internazionale e del futuro delle istituzioni.

Un’iniziativa fortemente voluta da Cecilia Del Re, che ha guidato e animato i lavori con la sua visione di una politica fatta di ascolto, pluralismo e partecipazione: “Siamo arrivati alla seconda edizione di PubblicaMente: una rassegna di dibattiti, ma anche di convivialità, socialità e musica, che quest’anno abbiamo organizzato a Pozzolatico. Le due serate sono andate benissimo, con oltre 250 persone che hanno preso parte sia ai dibattiti sia alla cena. Abbiamo affrontato temi fondamentali. La crisi della rappresentanza, i partiti in difficoltà e le democrazie in affanno sono stati al centro del secondo dibattito. Purtroppo, il disorientamento è forte anche a livello internazionale: la pace viene meno e percepiamo un’Europa molto debole. Il primo dibattito, infatti, lo abbiamo dedicato alla situazione a Gaza e in Ucraina. Abbiamo invitato anche associazioni umanitarie, da Emergency a Mediterranea, presenti per raccontare le loro attività e proporre iniziative rivolte anche ai più piccoli. Il tema della pace e della necessità di rafforzare il diritto internazionale, come la Flotilla sta facendo, è stato il fulcro della prima serata. Con Firenze Democratica vogliamo offrire uno spazio di discussione, partecipazione e confronto. Di fronte alla politica dei posti e dei giochi di potere, qui proponiamo la politica dello stare insieme, dell’approfondire i temi e del confrontarsi anche tra opinioni diverse. Questo è il sale della democrazia. Lo ricorda anche Ernesto Maria Ruffini nel libro “Più uno. La politica dell’uguaglianza”, che abbiamo presentato al circolo di Pozzolatico. Diamo quindi concretezza alla volontà di confrontarsi e di stare insieme, perché non si può fare politica solo sui social: bisogna farlo di persona, creando una comunità”.

La prima giornata: Europa, guerre e crisi della rappresentanza

La serata dell’11 settembre si è aperta con un dibattito dedicato all’irrilevanza dell’Unione Europea nelle crisi internazionali e alla fragilità del diritto internazionale di fronte ai conflitti in corso a Gaza e in Ucraina.
Un confronto di alto livello, introdotto da Costanza Hermanin e Serena Berti, con gli interventi di Anna Meli (COSPE), Luciano Bozzo (UniFi), Ugo Pagano (Università di Siena) e Deborah Russo (UniFi), moderati dal giornalista Gherardo Vitali Rosati.

Alle 21, l’attenzione si è spostata sulla crisi della rappresentanza politica e dei partiti, con un tavolo che ha visto la partecipazione di studiosi come Lorenzo De Sio (LUISS) e Massimo Morisi (UniFi), insieme a rappresentanti del mondo politico e sindacale, tra cui Franco Lucchesi, Sonia Redini, Davide Tarlini e Lorenzo Vanni (UIL FPL).
Un dibattito che ha riportato al centro la questione del premierato e il rischio di un accentramento eccessivo dei poteri.

“Finalmente uno spazio in cui si discute davvero, senza slogan – ha commentato una partecipante –. Si sente che qui la politica prova a tornare ad essere un servizio, non una carriera personale”.

La seconda giornata: giustizia sociale e futuro della Toscana

Venerdì 12 settembre la giornata è iniziata con il laboratorio Rotte di salvataggio, proposto da Mediterranea Saving Humans Firenze per i più piccoli, a dimostrazione di come la festa abbia dato spazio anche all’educazione e alla sensibilizzazione dei ragazzi.
Associazioni come Emergency, Still I Rise, Ebenezer APS e C.a.m.p.a hanno presentato i propri progetti, offrendo uno sguardo concreto sul valore della solidarietà e del volontariato.

Alle 18.30 si è tenuta la presentazione del libro di Ernesto Maria Ruffini, Più Uno. La politica dell’uguaglianza, insieme ad Alessandro Martini, Patrizia Giunti, Fabio Franchi e Giuseppe Sangiorgi, moderati da Claudia Fusani. Un momento intenso, in cui si è parlato di giustizia sociale e progressività fiscale, con richiami al dovere della politica di ridurre le diseguaglianze.

La chiusura, alle 21, è stata affidata al grande tema della serata: Città in cerca di un futuro. Quale ruolo della Regione Toscana?. Dopo l’introduzione di Cecilia Del Re e Marco Bellandi, sono intervenuti Enrico Rossi, Andrea Barducci, Daniele Calosi, Elisabetta Cerbai, Lucrezia Iurlaro, con l’invito esteso al presidente Eugenio Giani. A moderare il confronto, Massimo Sandrelli.

Leonardo Calistri, capogruppo a Palazzo Vecchio per Firenze Democratica, ha parlato così a Firenzedintorni.it: "C’è moltissimo bisogno di momenti come questi, perché rappresentano occasioni di confronto che ci permettono di mettere a fuoco determinate situazioni. Gli argomenti trattati sono interessanti e richiedono approfondimento. Questo è anche un momento in cui si può dialogare con persone competenti. Nella prima serata, gli interventi sono stati di grande livello e spessore. Tantissime persone hanno avuto l’opportunità di capire meglio cosa succede non solo a livello toscano, fiorentino e metropolitano, ma anche a livello mondiale. Credo sia stata una giornata importante, ma anche impegnativa, grazie al lavoro di tanti volontari e di persone che hanno messo a disposizione il proprio tempo. Gli argomenti affrontati sono davvero molto importanti”.

Un successo di partecipazione e di idee

PubblicaMente si è rivelata molto più di una festa: è stata un laboratorio di idee e di cittadinanza attiva, capace di mettere insieme esperti, associazioni e cittadini comuni, con un’attenzione speciale anche ai bambini e alle famiglie.

Il merito di questa riuscita va a tutto il gruppo di volontari di Firenze Democratica, ma in particolare a Cecilia Del Re, che ha creduto e investito in un’iniziativa che ha riportato il confronto politico vicino alle persone.

“Questa è la politica che ci piace – ha commentato una volontaria –: aperta, partecipata, fatta di ascolto e di comunità”.

Un messaggio forte, che Firenze Democratica ha voluto lanciare da Pozzolatico: la politica può e deve tornare ad essere un bene comune.
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