Nel territorio di competenza dell’Asl Toscana Centro sono partite da due settimane le sperimentazioni dei cosiddetti Pir, Punti di Intervento Rapidi, centri di assistenza sanitaria e di soccorso per assistere i casi meno gravi e diminuire così la pressione sui pronto soccorso.
Al momento sono stati attivati sei Pir: al Serristori a Figline Valdarno, la casa di comunità delle Piagge, l’ospedale Torregalli, la casa di comunità a Sovigliana (Vinci), l’ospedale del Ceppo a Pistoia e la casa di comunità centro-est a Prato.
Come ha spiegato ieri l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, sono al momento tre le modalità con cui il servizio viene erogato in forma sperimentale: ad accesso diretto (al Serristori), ad accesso filtrato dal medico di famiglia o dal nuovo numero 116117 (Pistoia, Prato, Empoli e Piagge) e tramite ambulatorio affiancato al pronto soccorso (Torregalli), per ottimizzare al meglio l’attività e verificare quindi come organizzarlo meglio.
Nelle prime due settimane, racconta il Corriere Fiorentino, sono state duecento le persone che sono accedute ai Pir, la maggior parte delle quali ai presidi del Serristori e di Torregalli (un’ottantina ciascuno) e il resto agli altri quattro punti del territorio pratese, pistoiese e fiorentino.
Nelle intenzioni della Regione, come hanno ribadito ieri sia il già citato assessore Bezzini sia il presidente della regione Eugenio Giani, i Pir serviranno a diminuire il numero di persone che si rivolgono al pronto soccorso per le ferite o le questioni non gravi, consentendo quindi al personale medico dei PS di dedicarsi con più attenzione e presenza alle urgenze e ai casi del pronto soccorso.
Al momento sono stati attivati sei Pir: al Serristori a Figline Valdarno, la casa di comunità delle Piagge, l’ospedale Torregalli, la casa di comunità a Sovigliana (Vinci), l’ospedale del Ceppo a Pistoia e la casa di comunità centro-est a Prato.
Come ha spiegato ieri l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, sono al momento tre le modalità con cui il servizio viene erogato in forma sperimentale: ad accesso diretto (al Serristori), ad accesso filtrato dal medico di famiglia o dal nuovo numero 116117 (Pistoia, Prato, Empoli e Piagge) e tramite ambulatorio affiancato al pronto soccorso (Torregalli), per ottimizzare al meglio l’attività e verificare quindi come organizzarlo meglio.
Nelle prime due settimane, racconta il Corriere Fiorentino, sono state duecento le persone che sono accedute ai Pir, la maggior parte delle quali ai presidi del Serristori e di Torregalli (un’ottantina ciascuno) e il resto agli altri quattro punti del territorio pratese, pistoiese e fiorentino.
Nelle intenzioni della Regione, come hanno ribadito ieri sia il già citato assessore Bezzini sia il presidente della regione Eugenio Giani, i Pir serviranno a diminuire il numero di persone che si rivolgono al pronto soccorso per le ferite o le questioni non gravi, consentendo quindi al personale medico dei PS di dedicarsi con più attenzione e presenza alle urgenze e ai casi del pronto soccorso.
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