Nel mirino dei promotori la ripartizione in tre Asl del territorio toscano

Parte ufficialmente in Toscana la raccolta firme per il referendum consultivo sulla sanità toscana, che ha avuto il via libera il mese scorso dal Collegio regionale di garanzia. Dalle 15 a Firenze, nella sala Expo del Consiglio regionale, saranno distribuiti i moduli ufficiali.
    
Il referendum, spiegano i promotori, una vasta rete di comitati civici e forze politiche riuniti nel Comitato referendario sanità Toscana 2025, "intende rafforzare la sanità pubblica e territoriale in Toscana, riportando al centro il principio costituzionale della tutela della salute come bene primario e universale".

    
Nel mirino in particolare le tre maxi Asl toscane. "Nel 2015 ci siamo espressi in modo critico verso la riforma che ha portato all'accentramento delle Asl - dicono la consigliera regionale M5s Irene Galletti e il deputato pentastellato Andrea Quartini, tra i primi sostenitori della consultazione -. A dieci anni di distanza, riteniamo che le difficoltà evidenziate, liste d'attesa sempre più lunghe, servizi territoriali indeboliti, rilievi della Corte dei Conti, confermino la necessità di una riflessione condivisa sul modello organizzativo della nostra sanità. Questo referendum rappresenta uno strumento democratico per restituire voce ai cittadini e avviare un percorso di riavvicinamento tra il sistema sanitario e i territori".

    
I promotori del referendum allargano poi le responsabilità per le condizioni della sanità pubblica alle scelte operate a livello nazionale: "Negli ultimi anni il governo Meloni ha progressivamente ridotto le risorse destinate alla sanità pubblica, preferendo investire in altri settori, come quello militare - aggiungono Galletti e Quartini -. La recente proposta di scorporare le spese per la difesa dal Patto di stabilità europeo è solo l'ultima conferma di questa impostazione. Noi - concludono - crediamo, invece, che sia la salute a dover essere messa al riparo dai vincoli di bilancio. Il referendum è anche questo: un segnale forte, per ribadire che la sanità pubblica non è un costo da contenere, ma un diritto da garantire, in modo equo e vicino ai bisogni delle persone".
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