La resilienza è una delle più strabilianti caratteristiche umane, la capacità di saper affrontare e superare difficoltà e momenti duri.
Caterina ha voluto condividere la storia della sua famiglia, che di difficoltà ne ha dovuta affrontare una all’apparenza insormontabile, la malattia del figlio.
Una leucemia mieloide lo ha colpito all’età di due anni, e che nonostante sia stata curata con il massimo impegno dai medici, ha lasciato pesanti conseguenze agli arti inferiori.
Per questo la famiglia si è rivolta ad un’equipe specializzata di Varsavia, che ha programmato due interventi chirurgici: il primo a novembre, il secondo ad agosto del 2026, entrambi con un periodo successivo di riabilitazione.
E proprio nel percorso riabilitativo-fisioterapico il giovane ha mostrato tutta la sua decisione e tenacia nel voler affrontare le difficoltà davanti alle quali lo ha messo la vita: che sia fare una passeggiata o tirare qualche calcio ad un pallone con i propri amici, che sia andare in piscina per trascorrere un pomeriggio assolato, il ragazzo, ogni giorno, dà prova di spirito difendendo, con la testardaggine tipica e necessaria dell’adolescenza, la propria autonomia.
Un’autonomia che non significa solo muoversi per conto proprio, ma anche, e soprattutto, andare a scuola, passeggiare, vedersi con gli amici e fare tutto quello che una persona di età così giovane vuole fare.
Una storia di resilienza di chi, circondato dall’affetto della propria famiglia e dai propri amici, decide di prendere il toro per le corna. Le difficoltà ci sono, e sono innegabili, ma di suo figlio Caterina non può non richiamare la forza d’animo mostrata nell’affrontare una situazione inimmaginabile. “È tosto!” le disse il personale sanitario presso il quale il giovane, ancora bambino, fu curato.
Una tenacia che ha conservato anche da cresciuto, che lo ha portato a tenere alta la testa e a non lasciarsi travolgere dalle difficoltà.
E accanto al giovane la sua famiglia, che non ha mai smesso di lottare al suo fianco e di credere in un domani migliore, nonostante l’ansia e la paura: perché alla fine, quel che conta davvero è poter vivere con tranquillità la propria vita di tutti i giorni.
Per sostenere le spese la famiglia ha attivato una raccolta fondi su GoFundMe per raccogliere le risorse per sostenere gli interventi programmati presso la clinica di Varsavia (qui il link per accedere alla raccolta https://gofund.me/b67cb3dbb)
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