Questa mattina La Nazione riporta una intervista al governatore della Toscana Eugenio Giani sul sistema sanitario toscano che cambierà grazie anche al Pnrr territoriale.
Presidente Giani, è arrivato un nuovo invito dalla Corte dei Conti per l’adozione di misure correttive rispetto all’annoso problema delle liste d’attesa: “Dal confronto che sta emergendo con i magistrati contabili riscontro l’apprezzamento per il lavoro che la Regione sta facendo con vari tipi d’intervento, a partire dai pronto soccorso”.
Lei tiene a ribadire quanto diversi e terzi indicatori facciano emergere l’eccellenza della sanità toscana: “Fanno emergere chiaramente segni d’eccellenza sempre più forte. Per i Lea (i livelli essenziali di assistenza che indicano l’insieme delle prestazioni del servizio sanitario pubblico cui i cittadini hanno diritto, ndr) ogni anni ci confermiamo ai primi posti tra le regioni italiane, in base alle più accreditate fonti di analisi, come Agenas. Dal riscontro della Fondazione Gimbe siamo anche la regione con il rapporto più alto tra medici in servizio e abitanti. Vorrei ricordare gli importantissimi riconoscimenti avuti dal ministero per l’efficienza in ambito cardiologico.
L’attesa riforma della sanità territoriale è in attesa anche delle strutture: “Sulla sanità territoriale stiamo diventando un esempio per tutti: il modello Toscana sarà seguito da altri. Stiamo attuando interventi con grande concretezza grazie ai fondi del Pnrr. Sia per le case di comunità, ne avremo 77 entro il 2026, sia per gli ospedali di comunità, arriveremo a 30. I lavori hanno avuto inizio già per un terzo delle strutture. Tanto che non siamo neppure particolarmente preoccupati per i tagli, già che abbiamo cantierizzato tantissimi interventi”.
Presidente Giani, è arrivato un nuovo invito dalla Corte dei Conti per l’adozione di misure correttive rispetto all’annoso problema delle liste d’attesa: “Dal confronto che sta emergendo con i magistrati contabili riscontro l’apprezzamento per il lavoro che la Regione sta facendo con vari tipi d’intervento, a partire dai pronto soccorso”.
Lei tiene a ribadire quanto diversi e terzi indicatori facciano emergere l’eccellenza della sanità toscana: “Fanno emergere chiaramente segni d’eccellenza sempre più forte. Per i Lea (i livelli essenziali di assistenza che indicano l’insieme delle prestazioni del servizio sanitario pubblico cui i cittadini hanno diritto, ndr) ogni anni ci confermiamo ai primi posti tra le regioni italiane, in base alle più accreditate fonti di analisi, come Agenas. Dal riscontro della Fondazione Gimbe siamo anche la regione con il rapporto più alto tra medici in servizio e abitanti. Vorrei ricordare gli importantissimi riconoscimenti avuti dal ministero per l’efficienza in ambito cardiologico.
L’attesa riforma della sanità territoriale è in attesa anche delle strutture: “Sulla sanità territoriale stiamo diventando un esempio per tutti: il modello Toscana sarà seguito da altri. Stiamo attuando interventi con grande concretezza grazie ai fondi del Pnrr. Sia per le case di comunità, ne avremo 77 entro il 2026, sia per gli ospedali di comunità, arriveremo a 30. I lavori hanno avuto inizio già per un terzo delle strutture. Tanto che non siamo neppure particolarmente preoccupati per i tagli, già che abbiamo cantierizzato tantissimi interventi”.
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