La Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, nell’ambito di un evento che si è tenuto a Roma (presso Ara Pacis) dal titolo “La professione che serve. Assistenti sociali: l’agenda nell’Italia che cambia”, promosso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS) e la Fondazione nazionale Assistenti sociali (FNAS), è stata premiata con un riconoscimento per le misure messe in campo per contrastare la povertà alimentare.
Tra i riconoscimenti, la Società della Salute (SdS EVV) è stata premiata con il terzo posto – e un buono formativo del valore di € 2.000,00 da destinare ai propri lavoratori - grazie all’elaborato presentato dalle Assistenti Sociali dott.ssa Biagini Barbara e dott.ssa Bracali Alessia avente come titolo: “Amministrazione condivisa: la risposta della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa nel Contrasto alla Povertà Alimentare.”
Soddisfazione è stata espressa dalla Presidente della Società della Salute, Francesca Giannì: “Parlare di povertà e marginalità sociale certo non piace e, come istituzioni, vorremmo poterne parlare meno, come conseguenza di una riduzione del fenomeno. Sappiamo bene, tuttavia, che anche il nostro territorio è colpito da gravi problemi sociali e per questo è necessario rafforzare la forza e la professionalità del nostro personale. Per questo è motivo di orgoglio prendere atto di questo riconoscimento verso le nostre assistenti sociali e, soprattutto, verso la capacità del team di immaginare nuove forme di collaborazione sociale che, attraverso gli strumenti della coprogettazione e coprogrammazione, riescono a costruire una risposta innovativa e di comunità. Un ringraziamento anche alla rete della cooperazione e del terzo settore sociale, motore della capacità del nostro territorio di creare benessere".
L’elaborato esponeva appunto il percorso di co-programmazione, iniziato nel 2020 dalla SdS EVV mediante avviso pubblico, volto ad individuare i bisogni e gli interessi espressi dagli Enti del Terzo Settore (ETS) che insistono sul territorio rispetto a 4 macro-aree: marginalità estrema e senza dimora, accoglienza e integrazione delle persone stranieri, povertà alimentare, azioni di sostegno all’autonomia. In questo ambito, sono stati promossi specifici percorsi di co-progettazione, tra cui appunto quello riferito alla macro-area della povertà alimentare.
Tra i riconoscimenti, la Società della Salute (SdS EVV) è stata premiata con il terzo posto – e un buono formativo del valore di € 2.000,00 da destinare ai propri lavoratori - grazie all’elaborato presentato dalle Assistenti Sociali dott.ssa Biagini Barbara e dott.ssa Bracali Alessia avente come titolo: “Amministrazione condivisa: la risposta della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa nel Contrasto alla Povertà Alimentare.”
Soddisfazione è stata espressa dalla Presidente della Società della Salute, Francesca Giannì: “Parlare di povertà e marginalità sociale certo non piace e, come istituzioni, vorremmo poterne parlare meno, come conseguenza di una riduzione del fenomeno. Sappiamo bene, tuttavia, che anche il nostro territorio è colpito da gravi problemi sociali e per questo è necessario rafforzare la forza e la professionalità del nostro personale. Per questo è motivo di orgoglio prendere atto di questo riconoscimento verso le nostre assistenti sociali e, soprattutto, verso la capacità del team di immaginare nuove forme di collaborazione sociale che, attraverso gli strumenti della coprogettazione e coprogrammazione, riescono a costruire una risposta innovativa e di comunità. Un ringraziamento anche alla rete della cooperazione e del terzo settore sociale, motore della capacità del nostro territorio di creare benessere".
L’elaborato esponeva appunto il percorso di co-programmazione, iniziato nel 2020 dalla SdS EVV mediante avviso pubblico, volto ad individuare i bisogni e gli interessi espressi dagli Enti del Terzo Settore (ETS) che insistono sul territorio rispetto a 4 macro-aree: marginalità estrema e senza dimora, accoglienza e integrazione delle persone stranieri, povertà alimentare, azioni di sostegno all’autonomia. In questo ambito, sono stati promossi specifici percorsi di co-progettazione, tra cui appunto quello riferito alla macro-area della povertà alimentare.
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