PEPITO ROSSI

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Grosse. Uniche. Da brividi. A regalarcele è Pepito Rossi. È lui l'artefice numero uno di una delle rimonte più clamorose della storia centenaria della Fiorentina. Grazie alla sua tripletta (e al gol di Joaquin, quello del 3-2) il 20 ottobre 2013, quasi tredici anni fa, la squadra viola in svantaggio per 2-0 fino a 24 minuti dal novantesimo vince la partita con la Juve al Franchi per 4-2. 4 reti in 15 minuti e tutti nella porta sotto la curva Fiesole. Il primo gol Pepito lo realizza al 21' della ripresa su rigore concesso per un fallo di Asamoah su Mati Fernandez. Il secondo, quello del pareggio, lo segna con un tiro di sinistro dal limite dell'area al 31' su assist di Mati Fernandez. Al 36' sigla la rete del definitivo 4-2 con una conclusione precisa di sinistro dall'interno dell'area di rigore su assist di Cuadrado. Il Franchi è in tripudio ed è tutto ai suoi piedi. 

Pepito arriva a Firenze nel mercato di gennaio del 2013 quando ha quasi ventisei anni (è nato a Teaneck negli Stati Uniti il primo febbraio 1987 ma ha anche la cittadinanza italiana). È ancora infortunato quando la Fiorentina lo acquista dal Villareal, che milita nella serie B spagnola. Ritrova così Borja Valero e Gonzalo Rodriguez, suoi compagni di squadra proprio al Villarreal, in riva all'Arno da pochi mesi. Sceglie la maglia numero 49, l'anno di nascita del padre scomparso nel 2010. Nei primi mesi a Firenze si cura per l'infortunio. Cosi il suo debutto avviene a Pescara il 19 maggio 2013 all'ultima giornata di campionato nel match vinto dalla Fiorentina 5-1. Entra in campo nella parte finale dell'incontro al posto di Cuadrado. 

Pepito è un mancino naturale ed è dotato di un buon dribbling e di una buona visione di gioco. Ha grande tecnica e può giocare come centravanti ma anche come seconda punta. A Firenze avrebbe dovuto ricoprire questo ruolo al fianco di Mario Gomez, il centravanti acquistato nell'estate del 2013 dal Bayern di Monaco. Ma il destino è in agguato. Il giocatore tedesco si infortuna alla terza giornata nel match con il Cagliari al Franchi. Pepito diventa così la prima punta della squadra di Montella almeno fino al 5 gennaio 2014 quando nell'incontro con il Livorno a Firenze, per un duro intervento del difensore amaranto Vanigli, subisce un grave infortunio a un ginocchio. L'incidente arriva in un momento felice per lui. Con14 reti nelle prime 18 giornate di campionato è al comando della classifica dei cannonieri. Pur fermo ai box, per diverse settimane ancora, rimane il goleador principe della serie A. Rientra dopo quasi quatto mesi dall'infortunio all'Olimpico il 3 maggio negli ultimi minuti della finale di Coppa Italia con il Napoli persa dalla Fiorentina 3-1. 

Segna altre 2 reti, entrambe al Franchi, nelle ultime 3 giornate di campionato (al Sassuolo quando i viola perdono 4-3 e al Torino nel match finito 2-2) arrivando a quota 16, settimo nella classifica dei cannonieri. In quella stagione, la sua migliore in maglia viola, in 23 partite sigla 17 reti. Il campionato lo inizia alla grande. Va in gol alla prima giornata al Franchi il 26 agosto 2013 nel match con il Catania vinto dalla Fiorentina 2-1. E poi il primo settembre realizza una doppietta con il Genoa a Marassi dove la squadra di Montella si impone per 5-2. Non si ferma più. L'apoteosi è la partita con la Juve quando diventa, dopo Di Benedetti nel 1941, il secondo giocatore della Fiorentina a realizzare una tripletta ai bianconeri. E da quel giorno Firenze diventa casa sua. 
Gioca anche 30 partite in Nazionale segnando 7 reti. 3 le disputa da calciatore viola, siglando un gol.

La sfortuna gli condiziona il resto della carriera. Per un infortunio durante la preparazione estiva salta completamente la stagione 2014/15. In quella successiva (2015/16) fino a gennaio disputa 16 partite (ma poche dall'inizio e mai in campionato) segnando 2 reti, entrambe nella fase a gironi di Europa League: a Lisbona al Belenenses il primo ottobre 2015 quando la Fiorentina vince 4-0 e al Franchi tre settimane dopo, il 22 ottobre, al Lech Poznan nel match perso dalla squadra di Paulo Sousa per 2-1. E' il suo ultimo gol in maglia viola. A gennaio del 2016 va in prestito al Levante. Torna a Firenze in estate e disputa la partita con la Fiorentina a Torino con la Juve il 20 agosto 2016 quando i gigliati vengono sconfitti per 2-1. È l'ultima delle sue 42 gare con la maglia viola nelle quali segna 19 reti prima della cessione al Celta di Vigo. Ma Firenze resta sempre nel suo cuore. E al Franchi gioca la partita d'addio al calcio il 22 marzo 2025. Ogni volta che torna, come in occasione dei festeggiamenti per il centenario della Fiorentina, è accolto con grandi ovazioni. Quella tripletta alla Juve lo consacra, infatti, per sempre alla storia viola. 


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