La scena che si è presentata nelle scorse ore agli occhi di chi transitava in via Caccini, a Firenze, è di quelle che purtroppo non stupiscono più fino in fondo, ma che lasciano comunque l'amaro in bocca. Una vera e propria raffica di specchietti retrovisori divelti, Sdraiati sull'asfalto come pezzi di un puzzle urbano andato in frantumi. Automobili parcheggiate regolarmente lungo la carreggiata e trasformate, nel cuore della notte, nel bersaglio di un raid vandalico.
Un episodio che si inserisce in un quadro cittadino già teso, dove la piaga delle "spaccate" — finestrini in frantumi per rubare pochi spiccioli o oggetti di scarso valore lasciati inabitualmente nell'abitacolo — continua a rappresentare quasi una cosuetudine per residenti e pendolari. Non si tratta di un'emergenza da bollettino di guerra, ma di un disagio quotidiano che logora la vivibilità dei quartieri, come testimoniano le ormai incalcolabili segnalazioni social.
A raccogliere lo sconforto dei residenti sono le voci di chi la strada la vive ogni giorno. "Scendo per andare a lavoro e trovo la sorpresa: lo specchietto penzolante e la plastica in mille pezzi. Non è tanto il danno economico in sé, che comunque scoccia e costa, quanto la sensazione di non poter lasciare l'auto sotto casa in tranquillità", racconta Marco, residente della zona. Sulla stessa lunghezza d'onda Anna, che abita a pochi passi: "È un periodo così, tra specchietti spaccati e le notizie continue di vetri d'auto infranti nei parcheggi della città. Ti viene quasi l'ansia ogni volta che scendi a riprendere la macchina".
Non è un quadro da drammatizzare oltre misura, ma la percezione di insicurezza e il fastidio per la mancanza di rispetto verso i beni altrui sono tangibili.
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