Pesi e contrappesi da manuale Cencelli per il Maggio. E per la prima volta verranno proposti due vicepresidenti che affiancheranno il sindaco Dario Nardella, il quale della Fondazione è per statuto presidente.
I nomi più accreditati sono quello di Valdo Spini, consigliere in quota centrosinistra (lo ha indicato il governatore Eugenio Giani) e quello di Gennaro Galdo per il centrodestra (l’uomo voluto dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano).
Le nomine non sono attese oggi - 20 marzo - anche se sono nell’aria e gli accordi sembrano fatti: per procedere infatti bisognerà mettere mano allo statuto del teatro, modificandolo per rendere possibile lo sdoppiamento della carica di vicepresidente.
Solo al prossimo Cdi si dovrebbe arrivare ai nomi. Ma il dado sulla logica politica sembra tratto. Pare che il ministro Sangiuliano abbia chiesto di riequilibrare pesi e contrappesi all’interno del Cdi motivando la sua scelta con il fatto che il suo ministero è il maggior contribuente del Maggio e dunque deve essere ben rappresentato dentro agli organi di governo del teatro di una città e una regione che però sono ancora a guida centro-sinistra.
Il fatto che Nardella sia propenso a questo cambiamento — è lui che ha convocato il Consiglio — dovrebbe rendere più plausibile la scelta finale per la carica di sovrintendente che ricadrebbe, come auspicato dallo stesso sindaco, sull’ex amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes. Sempre oggi il Cdi — a cui saranno invitati a partecipare anche i revisori dei conti per evitare altri rilievi da parte del ministero (cosa accaduta la scorsa volta) — ratificherà la scelta del Consiglio del 5 marzo da cui uscirono i tre nomi di Fuortes (candidato numero uno), dell’ex commissario del teatro Onofrio Cutaia e del sovrintendente dell’Opera di Dubai, Paolo Petrocelli. A questo punto dovrà essere Sangiuliano a nominare il numero uno del Maggio.
La scorsa settimana, per consentire al maestro Daniele Gatti di proseguire con il suo incarico di direttore principale in scadenza il 15 marzo, Nardella aveva conferito al direttore amministrativo Enrico Peruzzi le deleghe di ordinaria gestione — anche queste saranno ratificate oggi in Cdi — per metterlo nella condizione di firmare alcuni provvedimenti. Ma il grosso del lavoro toccherà al futuro sovrintendente che, tra le prime gatte da pelare, dovrà affrontare quella sul futuro dello stesso Gatti dato in pole position come direttore principale della Scala dal 2025.
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