Una sentenza destinata a riaccendere, ancora una volta, i riflettori sul tema del fine vita, salito alla ribalta dopo l’approvazione della legge regionale toscana e l’impugnazione da parte del Governo.
Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, ieri la Corte Costituzionale si è espressa sul rinvio fatto dal Tribunale di Firenze sul caso di Libera, una 55enne paralizzata che non può assumere in autonomia il farmaco: la Consulta ha ribadito che questo non può essere somministrato dal medico, di fatto quindi escludendo la possibilità dell’eutanasia.
Ma la Corte ha stabilito che la donna non ha “esplorato” tutte le possibilità, e ha statuito che può, e deve, rivolgersi anche ad altre istituzioni sanitarie, come l’Istituto Superiore di Sanità, per ottenere un macchinario che le possa somministrare endovena il farmaco attraverso un comando vocale.
Una sentenza che quindi non chiude le porte del suicidio medicalmente assistito ma che, ancora una volta, ne traccia il perimetro giuridico e, soprattutto, riafferma il ruolo necessario del Servizio sanitario nazionale nell’iter.
Elemento questo, spiega il quotidiano, che il centrosinistra toscano, artefice della legge di febbraio, ha sottolineato sia con il presidente della Commissione sanità Enrico Sostegni sia con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo.
Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, ieri la Corte Costituzionale si è espressa sul rinvio fatto dal Tribunale di Firenze sul caso di Libera, una 55enne paralizzata che non può assumere in autonomia il farmaco: la Consulta ha ribadito che questo non può essere somministrato dal medico, di fatto quindi escludendo la possibilità dell’eutanasia.
Ma la Corte ha stabilito che la donna non ha “esplorato” tutte le possibilità, e ha statuito che può, e deve, rivolgersi anche ad altre istituzioni sanitarie, come l’Istituto Superiore di Sanità, per ottenere un macchinario che le possa somministrare endovena il farmaco attraverso un comando vocale.
Una sentenza che quindi non chiude le porte del suicidio medicalmente assistito ma che, ancora una volta, ne traccia il perimetro giuridico e, soprattutto, riafferma il ruolo necessario del Servizio sanitario nazionale nell’iter.
Elemento questo, spiega il quotidiano, che il centrosinistra toscano, artefice della legge di febbraio, ha sottolineato sia con il presidente della Commissione sanità Enrico Sostegni sia con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo.
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