La Repubblica Firenze riporta che questo mercoledì la Commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana si riunirà per dare il via libera alla sperimentazione del servizio di guardia medica pediatrica, un servizio che ricalca in tutto e per tutto quello della guardia medica ma che sarà destinato ai bambini.
Sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 del giorno successivo e nei fine settimana, e dovrà servire ad offrire supporto per le emergenze mediche per i più piccoli.
Tuttavia, scrive il quotidiano, sul servizio ci sono diversi dubbi da parte dello stesso assessorato alla Sanità, che fin dall’inizio è apparso piuttosto scettico sull’effettiva fattibilità del servizio.
In ogni caso, il servizio di guardia medica pediatrica si baserà da un lato, sull’attività di consulenza telefonica quando si chiama il 116117 (il numero per le situazioni non emergenziali), nel senso che l’operatore si metterà in contatto con un medico pediatra per offrire una consulenza a chi telefona, dall’altro sulla creazione di quattro presidi sul territorio (in aree periferiche) nelle quali sperimentare il servizio. Anche se in questo caso, precisa il quotidiano, il problema è di reclutare il personale che prenda servizio in queste strutture, dato che gli specializzandi non possono.
Da qui le perplessità dell’assessorato alla Salute, che infatti non è apparso particolarmente entusiasta fin da principio della proposta.
Sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 del giorno successivo e nei fine settimana, e dovrà servire ad offrire supporto per le emergenze mediche per i più piccoli.
Tuttavia, scrive il quotidiano, sul servizio ci sono diversi dubbi da parte dello stesso assessorato alla Sanità, che fin dall’inizio è apparso piuttosto scettico sull’effettiva fattibilità del servizio.
In ogni caso, il servizio di guardia medica pediatrica si baserà da un lato, sull’attività di consulenza telefonica quando si chiama il 116117 (il numero per le situazioni non emergenziali), nel senso che l’operatore si metterà in contatto con un medico pediatra per offrire una consulenza a chi telefona, dall’altro sulla creazione di quattro presidi sul territorio (in aree periferiche) nelle quali sperimentare il servizio. Anche se in questo caso, precisa il quotidiano, il problema è di reclutare il personale che prenda servizio in queste strutture, dato che gli specializzandi non possono.
Da qui le perplessità dell’assessorato alla Salute, che infatti non è apparso particolarmente entusiasta fin da principio della proposta.
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