La regione si dimostra virtuosa nell'utilizzo dei fondi PNRR

Toscana virtuosa nell'uso dei fondi Pnrr anche per quanto riguarda la sanità digitale. Più dell'82% dei progetti di digitalizzazione ospedaliera (azione denominata Dea I e II livello) sono stati completati entro il 30 giugno 2025, si spiega in una nota, utilizzando l'intero finanziamento a disposizione.
    
"Il digitale è la sfida del presente e del futuro, anche per quanto riguarda la sanità - evidenzia il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Una sanità digitale vuol dire telemedicina e uno scambio più veloce di informazioni, vuol dire reti più veloci e servizi da remoto. Vuol dire sistemi capaci di dialogare tra loro: tutte innovazioni capaci di migliorare la risposta ai bisogni sanitari dei cittadini".

"Ancora una volta la Toscana dimostra la capacità di sapere organizzare e programmare le risorse - commenta l'assessore al diritto alla salute Simone Bezzini -. Stiamo parlando di interventi fondamentali per far crescere il nostro sistema sanitario: sanità digitale significa migliorare l'accesso ai servizi e renderli disponibili in modo equo in tutto il territorio, ma anche migliorare il lavoro dei nostri professionisti. Il risultato è stato centrato grazie anche alla stretta collaborazione tra il settore sanità digitale e innovazione, responsabile degli investimenti Pnrr in materia Ict, ed Estar, ente di supporto tecnico, che ringrazio per l'attento lavoro attento e puntuale che stanno facendo".

In fase di progettazione Regione Toscana ha assegnato circa il 60% delle risorse a disposizione ad interventi destinati a tutte le aziende sanitarie territoriali ed ospedaliere toscane, in un'ottica di razionalizzazione e omogeneizzazione degli strumenti utilizzati.

Il restante 40% finanzia invece progettualità proposte e personalizzate dalle singole aziende sanitarie. Nel primo filone rientrano la cartella clinica elettronica regionale, il software che consente ai cittadini di completare in modo autonomo il check-in per le prestazioni ambulatoriali, la piattaforma anagrafica unica regionale, gli interventi per la cybersecurity ed Arpa sanità, il sistema di autenticazione unico per gli operatori sanitari.

Si tratta complessivamente di un investimento, solo per i progetti già conclusi e solo per la parte software, di circa 33 milioni. Sul fronte infrastrutturale a livello delle singole aziende sanitarie (circa 23 milioni l'importo speso) si è intervenuti in molti ospedali e strutture sanitarie per ammodernare le reti dati in fibra ottica o aggiornare i sistemi wi-fi.

Entro settembre, grazie anche allo stanziamento di risorse aggiuntive, altri progetti di livello regionale saranno completati: dal Cup 3.0, alla lettura remota di vetrini istologici digitalizzati ad alta risoluzione, dai dossier sanitari ad un sistema informatico a supporto della riorganizzazione dell'assistenza territoriale per centrali operative e case di comunità, ma anche uno strumento di monitoraggio e prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza ospedaliera e all'antibiotico resistenza. Tutti progetti già in stato avanzato di realizzazione, che valgono complessivamente 18 milioni. 
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