Fanno appello a Governo, Regione e Comune di Firenze, soprattutto a chi guiderà la città dopo le elezioni di giugno. Chiedono «interventi coraggiosi» sulle politiche dell’abitare, il diritto degli studenti di avere una casa a costi sostenibili, una città «non più svenduta al turismo, ma adattata alle esigenze della cittadinanza». Gli studenti universitari dell’associazione CsX-Firenze presentano alle istituzioni il documento «Per studiare serve ancora una casa» con una panoramica sociopolitica dell’emergenza abitativa, analisi e proposte.
«Nel 2023 il costo medio di una stanza in affitto a Firenze era di 435 euro. Gli affitti brevi sono sempre più presenti e la speculazione attraverso la piattaforma Airbnb è degenerata diventando incontrollabile», afferma Roberta Fraggiacomo, rappresentante all’Ardsu per la lista Csx-Firenze. «Inoltre, negli ultimi due anni abbiamo visto aumentare le tasse e il costo della mensa. Ciò, aggiungendosi al carovita che ha colpito tutti, sta rendendo lo studio sempre più un lusso per pochi».
Per chi è studente fuori sede e non beneficia di borsa di studio (la cui soglia Isee di riferimento in Toscana è 25.000 euro), a pesare è soprattutto l’alloggio: le stanze disponibili sono poche, i prezzi alti, i rischi di truffe dietro l’angolo. «Non esistono piattaforme ufficiali e sicure che garantiscano anche un servizio efficiente di ricerca e pubblicizzazione per affitti a studenti, spesso si finisce per ricorrere ai gruppi Facebook», è scritto nel documento.
Inoltre «città soggette a flussi turistici incontrollati come Firenze, Venezia e Roma, che subiscono ormai da anni un processo di gentrificazione che sta trasformando i centri storici in villaggi vacanza, si trovano oggi con un numero esorbitante di alloggi, prima destinati ad affitti per lunghi periodi, convertiti in alloggi per affitti brevi».
Inoltre «città soggette a flussi turistici incontrollati come Firenze, Venezia e Roma, che subiscono ormai da anni un processo di gentrificazione che sta trasformando i centri storici in villaggi vacanza, si trovano oggi con un numero esorbitante di alloggi, prima destinati ad affitti per lunghi periodi, convertiti in alloggi per affitti brevi».
Per affrontare la situazione gli universitari hanno alcune proposte: creare accanto all’attuale bando per la borsa di studio un secondo bando per il contributo affitto per gli studenti con un Isee da «fascia grigia» ossia tra 25.000 e 35.000 euro; innalzare le soglie Isee e Ispe per l’accesso ai benefici relativi al diritto allo studio; creare una piattaforma di ricerca e offerta alloggi efficace e uno sportello affitti; costruire studentati pubblici nei pressi dei principali poli universitari. «Ne approfittiamo — precisano — per ribadire anche il diritto della comunità studentesca a vivere il territorio come cittadinanza attiva e non come ospiti indesiderati che vengono troppo spesso invitati, nemmeno troppo velatamente, a spostarsi verso le periferie delle grandi città senza considerare la lontananza dai luoghi di studio».
Csx si appella così a «tutte le forze politiche e alle realtà associative» per invitarle a partecipare alla discussione, chiede a Dsu, Regione e Comune «di continuare a lavorare sul tema» perché «i provvedimenti presi finora sono ancora insufficienti» e «al governo e alla Ministra Bernini di farsi carico di studenti e studentesse di questo Paese come dovrebbero, portando avanti concrete politiche sul tema dell’abitare» spiega la coordinatrice di Csx-Firenze e senatrice accademica Gaia Moretti.
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